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Papa Francesco: la Messa è rifare il calvario

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di Adriana Masotti

La Messa è il memoriale del Mistero pasquale di Cristo: il Papa lo spiega nella catechesi all’udienza generale di oggi, la terza che Francesco dedica al significato della celebrazione eucaristica. Il memoriale, dice, non è soltanto un ricordo del passato. Gesù, con la sua morte e la sua risurrezione, ha portato a compimento la Pasqua e “la Messa è il memoriale della suaPasqua. (…) Non è soltanto un ricordo, no, è di più: è fare presente quello che è accaduto venti secoli fa”.

L’Eucaristia ci porta sempre al vertice dell’azione di salvezza di Dio – prosegue il Papa – il Signore Gesù, facendosi pane spezzato per noi, riversa su di noi tutta la sua misericordia e il suo amore, come ha fatto sulla croce, così da rinnovare il nostro cuore, la nostra esistenza e il modo di relazionarci con Lui e con i fratelli”.

Ogni celebrazione eucaristica è un raggio di quel sole senza tramonto che è Gesù risorto, dice ancora Francesco. Partecipare dunque alla Messa,specialmente la domenica, significa entrare nella vittoria del Risorto.

Nella Messa si fa Pasqua. Noi, nella Messa, stiamo con Gesù, morto e risorto e Lui ci trascina avanti, alla vita eterna. Nella Messa ci uniamo a Lui. Anzi, Cristo vive in noi e noi viviamo in Lui”.

Trasformando la sua morte in supremo atto d’amore, Cristo ha vinto la morte e nell’Eucaristia, Egli ci comunica questo suo amore vittorioso. Se lo riceviamo con fede, afferma Francesco, anche noi possiamo amare Dio e il prossimo come Lui ha amato noi, dando la vita.

“E questa è la Messa: entrare in questa passione, morte, risurrezione, ascensione di Gesù. E quando andiamo a Messa, è come se andassimo al calvario, lo stesso. Ma pensate voi: se noi andiamo al calvario – pensiamo con immaginazione –  in quel momento, e noi sappiamo che quell’uomo lì è Gesù. Ma, noi ci permetteremo di chiacchierare, di prendere fotografie, di fare un po’ lo spettacolo? No! Perché è Gesù! Noi sicuro saremmo nel silenzio, nel pianto e anche nella gioia di essere salvati”.

Ecco perché la Messa è un memoriale, conclude il Papa, “la Messa è rifare il calvario (…) dove Gesù dà la sua vita per me”.

Al termine della catechesi, il saluto in diverse lingue ai gruppi di pellegrini in Piazza san Pietro: rivolgendosi agli italiani il Papa saluta i rappresentanti della Fondazione Banco Alimentare, augurando loro ogni bene per la colletta alimentare che si terrà sabato prossimo, “in operosa continuità con la Giornata Mondiale dei Poveri che abbiamo celebrato domenica scorsa”. Francesco ricorda poi l’odierna memoria liturgica di Santa Cecilia. “Cari giovani, sul suo esempio – dice – crescete nella fede e nella dedizione al prossimo; cari sposi novelli, abbiate lo stesso sguardo d’amore puro che ebbe Santa Cecilia, per imparare ad amare incondizionatamente. E preghiamo tutti Santa Cecilia: che ci insegni a cantare con il cuore, che ci insegni il giubilo di essere salvati”.

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La Messa è il memoriale del Mistero pasquale di Cristo: il Papa lo spiega nella catechesi all’udienza generale di oggi, la terza che Francesco dedica al significato della celebrazione eucaristica. Il memoriale, dice, non è soltanto un ricordo del passato. Gesù, con la sua morte e la sua risurrezione, ha portato a compimento la Pasqua e “la Messa è il memoriale della suaPasqua. (…) Non è soltanto un ricordo, no, è di più: è fare presente quello che è accaduto venti secoli fa”.

L’Eucaristia ci porta sempre al vertice dell’azione di salvezza di Dio – prosegue il Papa – il Signore Gesù, facendosi pane spezzato per noi, riversa su di noi tutta la sua misericordia e il suo amore, come ha fatto sulla croce, così da rinnovare il nostro cuore, la nostra esistenza e il modo di relazionarci con Lui e con i fratelli”.

Ogni celebrazione eucaristica è un raggio di quel sole senza tramonto che è Gesù risorto, dice ancora Francesco. Partecipare dunque alla Messa,specialmente la domenica, significa entrare nella vittoria del Risorto.

Nella Messa si fa Pasqua. Noi, nella Messa, stiamo con Gesù, morto e risorto e Lui ci trascina avanti, alla vita eterna. Nella Messa ci uniamo a Lui. Anzi, Cristo vive in noi e noi viviamo in Lui”.

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Trasformando la sua morte in supremo atto d’amore, Cristo ha vinto la morte e nell’Eucaristia, Egli ci comunica questo suo amore vittorioso. Se lo riceviamo con fede, afferma Francesco, anche noi possiamo amare Dio e il prossimo come Lui ha amato noi, dando la vita.

“E questa è la Messa: entrare in questa passione, morte, risurrezione, ascensione di Gesù. E quando andiamo a Messa, è come se andassimo al calvario, lo stesso. Ma pensate voi: se noi andiamo al calvario – pensiamo con immaginazione –  in quel momento, e noi sappiamo che quell’uomo lì è Gesù. Ma, noi ci permetteremo di chiacchierare, di prendere fotografie, di fare un po’ lo spettacolo? No! Perché è Gesù! Noi sicuro saremmo nel silenzio, nel pianto e anche nella gioia di essere salvati”.

Ecco perché la Messa è un memoriale, conclude il Papa, “la Messa è rifare il calvario (…) dove Gesù dà la sua vita per me”.

Al termine della catechesi, il saluto in diverse lingue ai gruppi di pellegrini in Piazza san Pietro: rivolgendosi agli italiani il Papa saluta i rappresentanti della Fondazione Banco Alimentare, augurando loro ogni bene per la colletta alimentare che si terrà sabato prossimo, “in operosa continuità con la Giornata Mondiale dei Poveri che abbiamo celebrato domenica scorsa”. Francesco ricorda poi l’odierna memoria liturgica di Santa Cecilia. “Cari giovani, sul suo esempio – dice – crescete nella fede e nella dedizione al prossimo; cari sposi novelli, abbiate lo stesso sguardo d’amore puro che ebbe Santa Cecilia, per imparare ad amare incondizionatamente. E preghiamo tutti Santa Cecilia: che ci insegni a cantare con il cuore, che ci insegni il giubilo di essere salvati”.

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