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Papa Francesco: “la fede è forza di vita che libera e salva”

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Così il pontefice durante l’Angelus

La fede è una forza di vita”, “che libera e salva” in ogni situazione, lo ha ricordato stamane Francesco all’Angelus, davanti a migliaia di pellegrini e turisti, raccolti in piazza San Pietro, dove sono anche confluiti i partecipanti alla Marcia “Una Terra. Una famiglia umana”,oltre ad nutrito gruppo di fedeli boliviani, che in processione dalla Basilica della Misericordia, hanno portato cinque Madonne giunte dal loro Paese, in vista della visita del Papa dall’8 al 10 luglio. 

Due episodi del Vangelo domenicale hanno offerto lo spunto al Papa per la sua catechesi: la risurrezione di una bambina di 12 anni, gravemente ammalata,  salvata dalla grande fede del padre, che aveva supplicato Gesù.
“Qui si vede il potere assoluto di Gesù sulla morte fisica, che per Lui è come un sonno dal quale ci può risvegliare”.
Ed ancora la guarigione di una donna, sofferente di perdite di sangue, che ritenuta “impura”, costretta ad evitare ogni contatto umano, “condannata ad una morte civile”, trova il coraggio di toccare le vesti di Gesù, convinta di essere salvata, e così avviene.

“Chi crede “tocca” Gesù e attinge da Lui la Grazia che salva”.

Guarigione e resurrezione, che “hanno un unico centro: la fede”

“Il messaggio è chiaro, e si può riassumere in una domanda: crediamo che Gesù ci può guarire e ci può risvegliare dalla morte? Tutto il Vangelo è scritto nella luce di questa fede: Gesù è risorto, ha vinto la morte, e per questa sua vittoria anche noi risorgeremo”.

Resurrezione da non confondere con reincarnazione, ha raccomandato il Papa, spiegando poi che “la Risurrezione di Cristo agisce nella storia come principio di rinnovamento e di speranza”.

“Chiunque è disperato e stanco fino alla morte, se si affida a Gesù e al suo amore può ricominciare a vivere. La fede è una forza di vita, dà pienezza alla nostra umanità; e chi crede in Cristo si deve riconoscere perché promuove la vita in ogni situazione, per far sperimentare a tutti, specialmente ai più deboli, l’amore di Dio che libera e salva”.

Infine l’invocazione:

“Chiediamo al Signore, per intercessione della Vergine Maria, il dono di una fede forte e coraggiosa, che ci spinga ad essere diffusori di speranza e di vita tra i nostri fratelli”.

Dopo la preghiera mariana, il Papa ha rivolto i suoi saluti ai “romani e pellegrini” in piazza san Pietro, in particolare i partecipanti alla Marcia per salvare il Pianeta e i promotori della Focsiv ed ancora i fedeli boliviani con le immagini della Madonna più rappresentative del loro Paese:

“Que nuestra Madre del ciele los proteja”

Saluti speciali anche ai “Nonni di Sydney”, associazione di anziani emigrati in Australi con i loro nipoti, alle famiglie italiane che ospitano i bambini di Chernobyl, ad un gruppo di motocicli ed amatori di auto storiche, che hanno sfilato. Un rinnovato incoraggiamento alle donne scout, le Guide della Conferenza  internazionale cattolica, già incontrate venerdì in Vaticano.

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La fede è una forza di vita”, “che libera e salva” in ogni situazione, lo ha ricordato stamane Francesco all’Angelus, davanti a migliaia di pellegrini e turisti, raccolti in piazza San Pietro, dove sono anche confluiti i partecipanti alla Marcia “Una Terra. Una famiglia umana”,oltre ad nutrito gruppo di fedeli boliviani, che in processione dalla Basilica della Misericordia, hanno portato cinque Madonne giunte dal loro Paese, in vista della visita del Papa dall’8 al 10 luglio. 

Due episodi del Vangelo domenicale hanno offerto lo spunto al Papa per la sua catechesi: la risurrezione di una bambina di 12 anni, gravemente ammalata,  salvata dalla grande fede del padre, che aveva supplicato Gesù.
“Qui si vede il potere assoluto di Gesù sulla morte fisica, che per Lui è come un sonno dal quale ci può risvegliare”.
Ed ancora la guarigione di una donna, sofferente di perdite di sangue, che ritenuta “impura”, costretta ad evitare ogni contatto umano, “condannata ad una morte civile”, trova il coraggio di toccare le vesti di Gesù, convinta di essere salvata, e così avviene.

“Chi crede “tocca” Gesù e attinge da Lui la Grazia che salva”.

Guarigione e resurrezione, che “hanno un unico centro: la fede”

“Il messaggio è chiaro, e si può riassumere in una domanda: crediamo che Gesù ci può guarire e ci può risvegliare dalla morte? Tutto il Vangelo è scritto nella luce di questa fede: Gesù è risorto, ha vinto la morte, e per questa sua vittoria anche noi risorgeremo”.

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“Chiunque è disperato e stanco fino alla morte, se si affida a Gesù e al suo amore può ricominciare a vivere. La fede è una forza di vita, dà pienezza alla nostra umanità; e chi crede in Cristo si deve riconoscere perché promuove la vita in ogni situazione, per far sperimentare a tutti, specialmente ai più deboli, l’amore di Dio che libera e salva”.

Infine l’invocazione:

“Chiediamo al Signore, per intercessione della Vergine Maria, il dono di una fede forte e coraggiosa, che ci spinga ad essere diffusori di speranza e di vita tra i nostri fratelli”.

Dopo la preghiera mariana, il Papa ha rivolto i suoi saluti ai “romani e pellegrini” in piazza san Pietro, in particolare i partecipanti alla Marcia per salvare il Pianeta e i promotori della Focsiv ed ancora i fedeli boliviani con le immagini della Madonna più rappresentative del loro Paese:

“Que nuestra Madre del ciele los proteja”

Saluti speciali anche ai “Nonni di Sydney”, associazione di anziani emigrati in Australi con i loro nipoti, alle famiglie italiane che ospitano i bambini di Chernobyl, ad un gruppo di motocicli ed amatori di auto storiche, che hanno sfilato. Un rinnovato incoraggiamento alle donne scout, le Guide della Conferenza  internazionale cattolica, già incontrate venerdì in Vaticano.

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