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Papa Francesco ai bambini: «I migranti non sono un pericolo, sono in pericolo»

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Il Papa ha accolto 500 piccoli migranti arrivati, dalla Calabria in Vaticano, in treno. Si chiama Il Treno dei Bambini. L’iniziativa giunta alla quarta edizione e promossa dal “Cortile dei Gentili”, che quest’anno viene dedicata ai piccoli migranti che hanno affrontato un grande viaggio in cerca di speranza e rivolta anche bambini che li hanno accolti nelle loro città, nelle loro scuole e nelle case.

Il tema di quest’anno è “Portati dalle Onde“, come è successo a un giovane nigeriano che ha lasciato il suo paese con i genitori per fuggire dalla guerra. Ma nel viaggio ha perso papà e mamma in una delle tante e drammatiche tragedie del mare. Lui ce l’ha fatta e si è fermato a Lamezia dove, in una comunità per minori stranieri, ha trovato un’altra famiglia che lo ha accolto come un figlio.

“Buongiorno, Papà – esordisce Sayende, bambino della Nigeria come racconta Radio Vaticana – volevo chiederti di pregare per la mia famiglia che è andata in cielo, e per i miei amici, anche loro sono andati in cielo, sono morti nell’acqua”.

Poi Maria Salvia, preside di una scuola di Vibo Marina, porta a Francesco i soldi di una colletta per i bimbi di Lesbo e una lettera, firmata dai suoi alunni, che il cardinale Gianfranco Ravasi legge al Papa: “Noi, bambini, – c’è scritto nella lettera – promettiamo che accoglieremo chiunque arriverà nel nostro Paese; non considereremo mai chi ha un colore di pelle diverso, chi parla una lingua differente o professa un’altra religione, un nemico pericoloso”.
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L’incontro va avanti con un botta e risposta tra Bergoglio e i bambini. Il Papa, come un nonno paziente, ascolta, sorride, si commuove davanti alle loro storie. Il Pontefice racconta la testimonianza di tre soccorritori volontari che mercoledì, all’udienza, gli hanno donato un oggetto: “Mi ha portato questo giubbetto e piangendo un pò mi ha detto: ‘Padre, non ce l’ho fatta. C’era una bambina, sulle onde, ma non ce l’ho fatta a salvarla. Soltanto è rimasto il giubbetto’. Questo giubbetto è di quella bambina”.

“Non voglio rattristarvi, – ha detto il Papa – ma voi siete coraggiosi e conoscete la verità. Sono in pericolo: tanti ragazzi, bambini, bambine, uomini, donne, sono in pericoloPensiamo a questa bambina … Come si chiamava? Ma, non so: una bambina senza nome. Ognuno di voi le dia il nome che vuole, nel suo cuore. Lei è in cielo, lei ci guarda”.

I bambini ascoltano e dicono la loro sul dramma dei migranti: “È un’ingiustizia”, dicono i bambini, parlando di chi non lascia passare gli immigrati. E quando un bimbo li definisce “bestie“, Francesco gli dice scherzando: “Ma tu hai studiato con Heidegger!”.

Poi il Papa spiega: “lui non ha voluto insultare, lui non ha fatto un insulto. Ha detto che una persona che chiude il cuore non ha cuore umano, perché non lascia passare, ha un cuore animale, diciamo, come una bestia, che non capisce“. Il Papa chiude l’incontro invitando all’accoglienza: “pace, fratellanza, compassione, bene, uguaglianza”.

Il Frecciargento, messo a disposizione da Ferrovie dello Stato Italiane, è partito alle sei di questa mattina da Vibo Valentia – Pizzo. Una breve sosta a Roma Termini dove i bambini sono stati salutati dalla presidente del Gruppo Fs Italiane, Gioia Ghezzi, che ha proseguito insieme a loro per la stazione di Città del Vaticano. Proprio qui i bambini sono stati accolti dalCardinale Giuseppe Bertello, presidente del Governatorato della Città del Vaticano e dal cardinale Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio della Cultura.

Il treno ripartirà per la Calabria nel primo pomeriggio.

Un momento toccante è stato quando le mani di tutti i bambini hanno fatto volare in aria centinaia di palloncini bianchi, in ricordo di tutti quei piccoli che, purtroppo, non sono mai arrivati. In Sala Nervi, a mezzogiorno in punto, i bambini hanno incontrato Papa Francesco. Grande emozione quando il Santo Padre ha donato a tutti loro parole di amore, speranza e coraggio. A colpire di nuovo è il pensiero, raccolto in una lettera rivolta al mondo, dei bambini italiani che hanno accolto in Calabria i piccoli fratelli migranti: “Abbiamo riflettuto su tutti quegli adulti e bambini che lasciano la loro terra a causa della guerra e delle persecuzioni. Molti non riescono nemmeno a raggiungere la meta a causa di quelle onde che dovrebbero garantirgli la salvezza e che, invece, li tradiscono e li portano alla morte. Pensiamo a loro e non riusciamo a capire come nel mondo possano esserci tante ingiustizie. Promettiamo di accogliere chiunque arriverà nel nostro paese, senza considerare chi ha un colore di pelle diverso, chi parla una lingua differente o professa un’altra religione, un nemico pericoloso”.

I migranti “non sono un pericolo, ma sono in pericolo”, ha detto il Papa durante l’incontro.

Redazionehttps://www.spesalvi.it
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Papa Francesco ai bambini: «I migranti non sono un pericolo, sono in pericolo»

  

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Il Papa ha accolto 500 piccoli migranti arrivati, dalla Calabria in Vaticano, in treno. Si chiama Il Treno dei Bambini. L’iniziativa giunta alla quarta edizione e promossa dal “Cortile dei Gentili”, che quest’anno viene dedicata ai piccoli migranti che hanno affrontato un grande viaggio in cerca di speranza e rivolta anche bambini che li hanno accolti nelle loro città, nelle loro scuole e nelle case.

Il tema di quest’anno è “Portati dalle Onde“, come è successo a un giovane nigeriano che ha lasciato il suo paese con i genitori per fuggire dalla guerra. Ma nel viaggio ha perso papà e mamma in una delle tante e drammatiche tragedie del mare. Lui ce l’ha fatta e si è fermato a Lamezia dove, in una comunità per minori stranieri, ha trovato un’altra famiglia che lo ha accolto come un figlio.

“Buongiorno, Papà – esordisce Sayende, bambino della Nigeria come racconta Radio Vaticana – volevo chiederti di pregare per la mia famiglia che è andata in cielo, e per i miei amici, anche loro sono andati in cielo, sono morti nell’acqua”.

Poi Maria Salvia, preside di una scuola di Vibo Marina, porta a Francesco i soldi di una colletta per i bimbi di Lesbo e una lettera, firmata dai suoi alunni, che il cardinale Gianfranco Ravasi legge al Papa: “Noi, bambini, – c’è scritto nella lettera – promettiamo che accoglieremo chiunque arriverà nel nostro Paese; non considereremo mai chi ha un colore di pelle diverso, chi parla una lingua differente o professa un’altra religione, un nemico pericoloso”.
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L’incontro va avanti con un botta e risposta tra Bergoglio e i bambini. Il Papa, come un nonno paziente, ascolta, sorride, si commuove davanti alle loro storie. Il Pontefice racconta la testimonianza di tre soccorritori volontari che mercoledì, all’udienza, gli hanno donato un oggetto: “Mi ha portato questo giubbetto e piangendo un pò mi ha detto: ‘Padre, non ce l’ho fatta. C’era una bambina, sulle onde, ma non ce l’ho fatta a salvarla. Soltanto è rimasto il giubbetto’. Questo giubbetto è di quella bambina”.

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“Non voglio rattristarvi, – ha detto il Papa – ma voi siete coraggiosi e conoscete la verità. Sono in pericolo: tanti ragazzi, bambini, bambine, uomini, donne, sono in pericoloPensiamo a questa bambina … Come si chiamava? Ma, non so: una bambina senza nome. Ognuno di voi le dia il nome che vuole, nel suo cuore. Lei è in cielo, lei ci guarda”.

I bambini ascoltano e dicono la loro sul dramma dei migranti: “È un’ingiustizia”, dicono i bambini, parlando di chi non lascia passare gli immigrati. E quando un bimbo li definisce “bestie“, Francesco gli dice scherzando: “Ma tu hai studiato con Heidegger!”.

Poi il Papa spiega: “lui non ha voluto insultare, lui non ha fatto un insulto. Ha detto che una persona che chiude il cuore non ha cuore umano, perché non lascia passare, ha un cuore animale, diciamo, come una bestia, che non capisce“. Il Papa chiude l’incontro invitando all’accoglienza: “pace, fratellanza, compassione, bene, uguaglianza”.

Il Frecciargento, messo a disposizione da Ferrovie dello Stato Italiane, è partito alle sei di questa mattina da Vibo Valentia – Pizzo. Una breve sosta a Roma Termini dove i bambini sono stati salutati dalla presidente del Gruppo Fs Italiane, Gioia Ghezzi, che ha proseguito insieme a loro per la stazione di Città del Vaticano. Proprio qui i bambini sono stati accolti dalCardinale Giuseppe Bertello, presidente del Governatorato della Città del Vaticano e dal cardinale Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio della Cultura.

Il treno ripartirà per la Calabria nel primo pomeriggio.

Un momento toccante è stato quando le mani di tutti i bambini hanno fatto volare in aria centinaia di palloncini bianchi, in ricordo di tutti quei piccoli che, purtroppo, non sono mai arrivati. In Sala Nervi, a mezzogiorno in punto, i bambini hanno incontrato Papa Francesco. Grande emozione quando il Santo Padre ha donato a tutti loro parole di amore, speranza e coraggio. A colpire di nuovo è il pensiero, raccolto in una lettera rivolta al mondo, dei bambini italiani che hanno accolto in Calabria i piccoli fratelli migranti: “Abbiamo riflettuto su tutti quegli adulti e bambini che lasciano la loro terra a causa della guerra e delle persecuzioni. Molti non riescono nemmeno a raggiungere la meta a causa di quelle onde che dovrebbero garantirgli la salvezza e che, invece, li tradiscono e li portano alla morte. Pensiamo a loro e non riusciamo a capire come nel mondo possano esserci tante ingiustizie. Promettiamo di accogliere chiunque arriverà nel nostro paese, senza considerare chi ha un colore di pelle diverso, chi parla una lingua differente o professa un’altra religione, un nemico pericoloso”.

I migranti “non sono un pericolo, ma sono in pericolo”, ha detto il Papa durante l’incontro.

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