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Il Papa: o con Dio o con il diavolo, il cristiano sceglie e lotta

Il Papa all'Udienza Generale.

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All’udienza generale Francesco prosegue un ciclo di catechesi sul battesimo. Saluta la Caritas polacca impegnata in una campagna di aiuto alle vittime delle persecuzioni in Siria
 

IACOPO SCARAMUZZI
CITTÀ DEL VATICANO

«O stai bene con Dio», che unisce, «o stai bene con il diavolo», che divide, ma il cristiano non può fare come il tipo di persona che riesce a «cavarsela bene, ma non chiaramente». Papa Francesco prosegue un ciclo di catechesi sul battesimo, durante l’udienza generale in piazza San Pietro, e sottolinea che nel rito di iniziazione cristiana «la rinuncia e l’atto di fede vanno insieme»: «Occorre tagliare dei ponti, lasciandoli alle spalle, per intraprendere la nuova Via che è Cristo» e, una volta intrapresa, lo Spirito Santo aiuta il credente a «lottare bene» contro la tentazione. 

Francesco si è concentrato oggi sui «riti centrali, che si svolgono presso il fonte battesimale» a partire dal «simbolismo universale, universalmente riconosciuto» dell’acqua, che «è matrice di vita e di benessere», ma «può essere anche causa di morte, quando sommerge tra i suoi flutti o in grande quantità travolge ogni cosa», e, infine, «ha la capacità di lavare, pulire e purificare». Tuttavia, il potere di rimettere i peccati non sta nell’acqua in sé, come spiegava Sant’Ambrogio ai neobattezzati. Perciò, ha spiegato il Pontefice, sulla scia della simbologia che l’acqua assume nella Bibbia, la Chiesa «chiede a Dio di infondere nell’acqua del fonte la grazia di Cristo morto e risorto», e l’acqua viene così trasformata in «acqua che porta in sé la forza dello Spirito Santo, con la quale battezziamo la gente: gli adulti, i bambini, tutti».  
 
Santificata l’acqua, ha proseguito il Papa, «bisogna disporre il cuore per accedere al Battesimo. Ciò – ha spiegato – avviene con la rinuncia a Satana e la professione di fede, due atti strettamente connessi tra loro. Nella misura in cui dico “no” alle suggestioni del diavolo – colui che divide – sono in grado di dire “sì” a Dio che mi chiama a conformarmi a lui nei pensieri e nelle opere. Il diavolo divide, Dio unisce sempre la comunità, la gente in un solo popolo».  
 
«Non è possibile aderire a Cristo ponendo condizioni», ha detto il Papa. «Occorre distaccarsi da certi legami per poterne abbracciare davvero altri. Noi – ha proseguito Francesco a braccio – per qualche persona di cui non si conosce bene il profilo, che è sempre riuscita a cavarsela bene ma non chiaramente, diciamo: “Questo va bene con Dio e col diavolo”. Eh no, non può andare, o stai bene con Dio o stai bene con il diavolo. Per questo – ha insistito Francesco – la rinuncia e l’atto di fede vanno insieme. Occorre tagliare dei ponti, lasciandoli alle spalle, per intraprendere la nuova Via che è Cristo. La risposta alle domande, “Rinunciate a Satana, a tutte le sue opere, e a tutte le sue seduzioni?”, è formulata alla prima persona singolare: “rinuncio, io rinuncio”, non: “noi si rinuncia”, anonimamente, “rinunciamo”… E allo stesso modo viene professata la fede della Chiesa, dicendo: “Credo”. Io rinuncio e io credo: questo è alla base del battesimo. È una scelta responsabile, che esige di essere tradotta in gesti concreti di fiducia in Dio». 
  
L’atto di fede, poi, «suppone un impegno che lo stesso Battesimo aiuterà a mantenere con perseveranza nelle diverse situazioni e prove della vita. Ricordiamo l’antica sapienza di Israele: “Figlio, se ti presenti per servire il Signore, preparati alla tentazione”. Cioè – ha spiegato il Papa – preparati alla lotta, e la presenza dello Spirito Santo ci dà la forza per lottare bene». 
  
Al termine della catechesi, il Papa ha salutato, in particolare, i pellegrini polacchi presenti in piazza San Pietro, e «in modo particolare la delegazione della Caritas Polacca, insieme con alcuni giovani dalla Siria, giunti a Roma con uno speciale bus, l’Ambasciata mobile della Caritas Giovani, che iniziano una campagna che si propone di sensibilizzare la società ai problemi dei più poveri; promuovono il volontariato dei giovani e l’aiuto alle vittime delle persecuzioni in Siria». Il segno spirituale del progetto Bus Young Caritas sarà la peregrinazione dell’Immagine della Madonna di Aleppo. «Durante le funzioni del mese di maggio affidate a Maria, Regina di Polonia – ha detto il Papa – la vita della Chiesa, la vostra Patria e le vostre famiglie. Pregate per la pace nel mondo, e in modo particolare nel Medio Oriente».  
 
Tra i gruppi di fedeli italiani presenti, Papa Francesco ha salutato i pellegrini di Palermo accompagnati dal vescovo Corrado Lorefice. 

 
 
Originale: Vatican Insider
Redazionehttps://www.spesalvi.it
SpeSalvi.it | Cultura e Informazione cattolica

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All’udienza generale Francesco prosegue un ciclo di catechesi sul battesimo. Saluta la Caritas polacca impegnata in una campagna di aiuto alle vittime delle persecuzioni in Siria
 

IACOPO SCARAMUZZI
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«O stai bene con Dio», che unisce, «o stai bene con il diavolo», che divide, ma il cristiano non può fare come il tipo di persona che riesce a «cavarsela bene, ma non chiaramente». Papa Francesco prosegue un ciclo di catechesi sul battesimo, durante l’udienza generale in piazza San Pietro, e sottolinea che nel rito di iniziazione cristiana «la rinuncia e l’atto di fede vanno insieme»: «Occorre tagliare dei ponti, lasciandoli alle spalle, per intraprendere la nuova Via che è Cristo» e, una volta intrapresa, lo Spirito Santo aiuta il credente a «lottare bene» contro la tentazione. 

Francesco si è concentrato oggi sui «riti centrali, che si svolgono presso il fonte battesimale» a partire dal «simbolismo universale, universalmente riconosciuto» dell’acqua, che «è matrice di vita e di benessere», ma «può essere anche causa di morte, quando sommerge tra i suoi flutti o in grande quantità travolge ogni cosa», e, infine, «ha la capacità di lavare, pulire e purificare». Tuttavia, il potere di rimettere i peccati non sta nell’acqua in sé, come spiegava Sant’Ambrogio ai neobattezzati. Perciò, ha spiegato il Pontefice, sulla scia della simbologia che l’acqua assume nella Bibbia, la Chiesa «chiede a Dio di infondere nell’acqua del fonte la grazia di Cristo morto e risorto», e l’acqua viene così trasformata in «acqua che porta in sé la forza dello Spirito Santo, con la quale battezziamo la gente: gli adulti, i bambini, tutti».  
 
Santificata l’acqua, ha proseguito il Papa, «bisogna disporre il cuore per accedere al Battesimo. Ciò – ha spiegato – avviene con la rinuncia a Satana e la professione di fede, due atti strettamente connessi tra loro. Nella misura in cui dico “no” alle suggestioni del diavolo – colui che divide – sono in grado di dire “sì” a Dio che mi chiama a conformarmi a lui nei pensieri e nelle opere. Il diavolo divide, Dio unisce sempre la comunità, la gente in un solo popolo».  
 
«Non è possibile aderire a Cristo ponendo condizioni», ha detto il Papa. «Occorre distaccarsi da certi legami per poterne abbracciare davvero altri. Noi – ha proseguito Francesco a braccio – per qualche persona di cui non si conosce bene il profilo, che è sempre riuscita a cavarsela bene ma non chiaramente, diciamo: “Questo va bene con Dio e col diavolo”. Eh no, non può andare, o stai bene con Dio o stai bene con il diavolo. Per questo – ha insistito Francesco – la rinuncia e l’atto di fede vanno insieme. Occorre tagliare dei ponti, lasciandoli alle spalle, per intraprendere la nuova Via che è Cristo. La risposta alle domande, “Rinunciate a Satana, a tutte le sue opere, e a tutte le sue seduzioni?”, è formulata alla prima persona singolare: “rinuncio, io rinuncio”, non: “noi si rinuncia”, anonimamente, “rinunciamo”… E allo stesso modo viene professata la fede della Chiesa, dicendo: “Credo”. Io rinuncio e io credo: questo è alla base del battesimo. È una scelta responsabile, che esige di essere tradotta in gesti concreti di fiducia in Dio». 
  
L’atto di fede, poi, «suppone un impegno che lo stesso Battesimo aiuterà a mantenere con perseveranza nelle diverse situazioni e prove della vita. Ricordiamo l’antica sapienza di Israele: “Figlio, se ti presenti per servire il Signore, preparati alla tentazione”. Cioè – ha spiegato il Papa – preparati alla lotta, e la presenza dello Spirito Santo ci dà la forza per lottare bene». 
  
Al termine della catechesi, il Papa ha salutato, in particolare, i pellegrini polacchi presenti in piazza San Pietro, e «in modo particolare la delegazione della Caritas Polacca, insieme con alcuni giovani dalla Siria, giunti a Roma con uno speciale bus, l’Ambasciata mobile della Caritas Giovani, che iniziano una campagna che si propone di sensibilizzare la società ai problemi dei più poveri; promuovono il volontariato dei giovani e l’aiuto alle vittime delle persecuzioni in Siria». Il segno spirituale del progetto Bus Young Caritas sarà la peregrinazione dell’Immagine della Madonna di Aleppo. «Durante le funzioni del mese di maggio affidate a Maria, Regina di Polonia – ha detto il Papa – la vita della Chiesa, la vostra Patria e le vostre famiglie. Pregate per la pace nel mondo, e in modo particolare nel Medio Oriente».  
 
Tra i gruppi di fedeli italiani presenti, Papa Francesco ha salutato i pellegrini di Palermo accompagnati dal vescovo Corrado Lorefice. 

 
 
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