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Il Papa: “Cristiani al servizio degli altri senza alcun merito, come sale e luce”

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A Santa Marta Francesco chiarisce natura e missione di ogni credente: «Dare una testimonianza nelle piccole cose, da quando ci si sveglia a quando si va a dormire»

SALVATORE CERNUZIO
CITTÀ DEL VATICANO
 
«Attirerò tanta gente in Chiesa e farò…». No, formule del genere non funzionano per il cristiano chiamato invece ad essere come «il sale», venduto in piccoli sacchetti al supermercato, invisibile ma fondamentale per insaporire altre pietanze, e come «la luce», ignorata, data per scontata, ma essenziale nelle ore di buio. A Santa Marta Papa Francesco ricorda natura e missione di ogni credente: n on c’è nessun merito, dice, ma solo una «testimonianza» da offrire agli altri. 
 
Testimonianza che non è solo quella che si rende nel martirio o attraverso gesti epocali, bensì nelle piccole azioni quotidiane. Una testimonianza, quindi, «che inizia la mattina, quando ci si sveglia, e termina la sera, quando si va a dormire», dice il Papa. Sale e luce sono, in questo senso, la metafora perfetta: un condimento la cui presenza non si vede ma la sua assenza si sente; un fenomeno funzionale alla stessa esistenza umana. È Cristo stesso ad usare questi esempi nel Vangelo di Matteo per chiarire che «l’umiltà» è il tratto distintivo dell’azione di ogni suo seguace. «Umiltà», ripete Bergoglio nella sua omelia riportata da Vatican News , perché quello a cui dovrebbero aspirare tutti i cristiani è essere «anonimi nella vita».
 
Sì, proprio «anonimi», cioè utili a fare in modo che «gli altri vedano e glorifichino il Padre». «Neppure ti sarà attribuito alcun merito», ribadisce Francesco, «noi quando mangiamo non diciamo: “Ah, buono il sale!”. No!», diciamo semmai: «Buona la pasta, buona la carne». Così «di notte quando andiamo per casa, non diciamo: “Buona la luce”, no. Ignoriamo la luce, ma viviamo con quella luce che illumina». 
 
Allo stesso modo i cristiani sono «sale per gli altri, luce per gli altri». Sempre per gli altri, «perché il sale non insaporisce se stesso», né «la luce illumina se stessa». «Sempre al servizio», insiste il Papa, servizio «piccolo» naturalmente. «Piccolo sale che aiuta ai pasti, ma piccolo. Al supermercato il sale si vende non a tonnellate, no … In piccoli sacchetti; è sufficiente. E poi, i l sale non si vanta di se stesso perché non serve se stesso. Sempre è lì per aiutare gli altri: aiutare a conservare le cose, a insaporire le cose. Semplice testimonianza». 

«Sembra poca cosa» ma il Signore «con poche cose nostre fa dei miracoli, fa delle meraviglie», assicura Papa Francesco. L’importante è non dimenticare che tutto è grazia, tutto è un dono. «Non siamo protagonisti dei nostri meriti», ripete il Pontefice. E una bella preghiera a fine giornata potrebbe essere domandarsi: «Sono stato sale oggi? Sono stato luce oggi?». «Questa è la santità di tutti i giorni, che il Signore ci aiuti a capire questo». 

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Originale: Vatican Insider
Redazionehttps://www.spesalvi.it
SpeSalvi.it | Cultura e Informazione cattolica
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«Attirerò tanta gente in Chiesa e farò…». No, formule del genere non funzionano per il cristiano chiamato invece ad essere come «il sale», venduto in piccoli sacchetti al supermercato, invisibile ma fondamentale per insaporire altre pietanze, e come «la luce», ignorata, data per scontata, ma essenziale nelle ore di buio. A Santa Marta Papa Francesco ricorda natura e missione di ogni credente: n on c’è nessun merito, dice, ma solo una «testimonianza» da offrire agli altri. 
 
Testimonianza che non è solo quella che si rende nel martirio o attraverso gesti epocali, bensì nelle piccole azioni quotidiane. Una testimonianza, quindi, «che inizia la mattina, quando ci si sveglia, e termina la sera, quando si va a dormire», dice il Papa. Sale e luce sono, in questo senso, la metafora perfetta: un condimento la cui presenza non si vede ma la sua assenza si sente; un fenomeno funzionale alla stessa esistenza umana. È Cristo stesso ad usare questi esempi nel Vangelo di Matteo per chiarire che «l’umiltà» è il tratto distintivo dell’azione di ogni suo seguace. «Umiltà», ripete Bergoglio nella sua omelia riportata da Vatican News , perché quello a cui dovrebbero aspirare tutti i cristiani è essere «anonimi nella vita».
 
Sì, proprio «anonimi», cioè utili a fare in modo che «gli altri vedano e glorifichino il Padre». «Neppure ti sarà attribuito alcun merito», ribadisce Francesco, «noi quando mangiamo non diciamo: “Ah, buono il sale!”. No!», diciamo semmai: «Buona la pasta, buona la carne». Così «di notte quando andiamo per casa, non diciamo: “Buona la luce”, no. Ignoriamo la luce, ma viviamo con quella luce che illumina». 
 
Allo stesso modo i cristiani sono «sale per gli altri, luce per gli altri». Sempre per gli altri, «perché il sale non insaporisce se stesso», né «la luce illumina se stessa». «Sempre al servizio», insiste il Papa, servizio «piccolo» naturalmente. «Piccolo sale che aiuta ai pasti, ma piccolo. Al supermercato il sale si vende non a tonnellate, no … In piccoli sacchetti; è sufficiente. E poi, i l sale non si vanta di se stesso perché non serve se stesso. Sempre è lì per aiutare gli altri: aiutare a conservare le cose, a insaporire le cose. Semplice testimonianza». 

«Sembra poca cosa» ma il Signore «con poche cose nostre fa dei miracoli, fa delle meraviglie», assicura Papa Francesco. L’importante è non dimenticare che tutto è grazia, tutto è un dono. «Non siamo protagonisti dei nostri meriti», ripete il Pontefice. E una bella preghiera a fine giornata potrebbe essere domandarsi: «Sono stato sale oggi? Sono stato luce oggi?». «Questa è la santità di tutti i giorni, che il Signore ci aiuti a capire questo». 

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