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Papa in Colombia: cerimonia di benvenuto con bambini che danzano la “cumbia”

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Bambini e ragazzi che ballano la “cumbia”, il ballo tradizionale colombiano, originario della costa caraibica. Si è conclusa così la cerimonia di benvenuto tributata al Papa all’aeroporto di Bogotà, prima tappa del suo viaggio in Colombia, dove è atterrato dopo dodici ore di volo alle 16.30 circa di ieri, ora locale, le 23.30 in Italia. Appena sceso dall’aereo, Francesco è stato accolto dal presidente colombiano, Juan Manuel Santos, e dalla moglie, Maria Clemencia Rodriguez, oltre che da un una “ola” festosa di circa un migliaio di persone che sventolavano fazzoletti bianchi e oro, gli stessi colori della felpa indossata dai bambini che lo hanno salutato tutti in fila sul tappeto rosso. Dopo gli onori tributati alle bandiere e la presentazione delle delegazioni un gruppo di giovani ballerini, vestiti con gli abiti bianchi e rossi tipici dell’epoca coloniale spagnola, ha eseguito le danze folkloristiche. Poi il Papa, sempre accompagnato dalla coppia presidenziale, ha salutato i disabili, i militari e le vittime della guerriglia che per oltre 50 anni ha martoriato il Paese latinoamericano, provocando oltre 260mila morti, più di 60mila dispersi e 7 milioni di sfollati e profughi. Al termine della cerimonia di benvenuto, durata poco meno di mezz’ora, Francesco è salito sulla “papamobile”, con il cardinale Ruben Salazar Gomez, arcivescovo di Bogotà, primate di Colombia e presidente del Celam, per dirigersi alla volta della nunziatura apostolica, dove risiederà. Lungo il percorso, lo hanno salutato e acclamato centinaia di migliaia di persone.

All’arrivo, all’esterno della rappresentanza diplomatica della Santa Sede, Francesco ha trovato ad attenderlo un gruppo di fedeli che ha eseguito canti e danze tradizionali. Tra loro, alcuni bambini e ragazzi da realtà di strada, di droga, di disagio. Al Pontefice hanno donato, oltre che una “ruana colombiana”, il tipico poncho locale, la loro gioia. Francesco li ha esortati a “non perderla” mai, assieme alla speranza: che nessuno – ha aggiunto prima di congedarsi – “vi inganni né vi rubi la speranza”. Sentimenti, gioia e speranza, ripresi da Santos in una dichiarazione in sala stampa a fine giornata, in cui ha evidenziato che questo è il “momento di costruire la pace”.

Oggi è la giornata di Bogotà, la prima delle quattro città che il Papa visiterà in questi cinque giorni. La mattinata inizierà al palazzo presidenziale, con l’incontro con le autorità e la visita di cortesia al presidente Santos. Poi la visita alla cattedrale e l’incontro con i vescovi e il comitato direttivo del Celam, prima della Messa del pomeriggio nel Parco Simon Bolivar.

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All’arrivo, all’esterno della rappresentanza diplomatica della Santa Sede, Francesco ha trovato ad attenderlo un gruppo di fedeli che ha eseguito canti e danze tradizionali. Tra loro, alcuni bambini e ragazzi da realtà di strada, di droga, di disagio. Al Pontefice hanno donato, oltre che una “ruana colombiana”, il tipico poncho locale, la loro gioia. Francesco li ha esortati a “non perderla” mai, assieme alla speranza: che nessuno – ha aggiunto prima di congedarsi – “vi inganni né vi rubi la speranza”. Sentimenti, gioia e speranza, ripresi da Santos in una dichiarazione in sala stampa a fine giornata, in cui ha evidenziato che questo è il “momento di costruire la pace”.

Oggi è la giornata di Bogotà, la prima delle quattro città che il Papa visiterà in questi cinque giorni. La mattinata inizierà al palazzo presidenziale, con l’incontro con le autorità e la visita di cortesia al presidente Santos. Poi la visita alla cattedrale e l’incontro con i vescovi e il comitato direttivo del Celam, prima della Messa del pomeriggio nel Parco Simon Bolivar.

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