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Papa: Chiesa ribadisce bellezza del matrimonio ma è vicina a chi fallisce

La Chiesa non condanna, ma è chiamata a “ricondurre a Dio i cuori feriti o smarriti” di chi vive “l’esperienza di relazioni infrante”

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All’Angelus Papa Francesco ricorda che “l’amore di donazione reciproca sostenuto da Cristo” tiene uniti gli sposi, mentre la ricerca della “propria soddisfazione” li divide. La Chiesa non condanna, ma è chiamata a “ricondurre a Dio i cuori feriti o smarriti” di chi vive “l’esperienza di relazioni infrante”
 

Alessandro Di Bussolo – Città del Vaticano

“Di fronte a tanti dolorosi fallimenti coniugali” la Chiesa, che “non si stanca di confermare la bellezza della famiglia”, si sente però chiamata “a vivere la sua presenza di carità e di misericordia, per ricondurre a Dio i cuori feriti e smarriti”. Papa Francesco lo ricorda commentando all’Angelus il Vangelo di questa domenica, e la provocazione dei farisei raccontata da San Marco, che chiedono a Gesù “se sia lecito a un marito ripudiare la propria moglie, così come prevedeva la legge di Mosè”. (Ascolta il servizio con la voce del Papa)

Uomo e donna si completano nel matrimonio

Gesù, spiega Francesco, ridimensiona la prescrizione di Mosè dicendo che la norma è stata scritta “per la durezza del vostro cuore” cioè per “tamponare le falle prodotte dal nostro egoismo”, ma che “non corrisponde all’intenzione originaria del Creatore”. Infatti Cristo cita il Libro della Genesi, che la liturgia propone nella prima lettura per spiegare che nel progetto di Dio “non c’è l’uomo che sposa una donna e, se le cose non vanno, la ripudia. No. Ci sono invece l’uomo e la donna chiamati a riconoscersi, a completarsi, ad aiutarsi a vicenda nel matrimonio”.

Se vince l’interesse singolo, l’unione si rompe

L’ insegnamento di Gesù, sottolinea il Papa, “è molto chiaro e difende la dignità del matrimonio, come unione di amore che implica la fedeltà”.

“ Ciò che consente agli sposi di rimanere uniti nel matrimonio è un amore di donazione reciproca sostenuto dalla grazia di Cristo ”

Se invece prevale nei coniugi l’interesse individuale, la propria soddisfazione, allora la loro unione non potrà resistere.

Gesù non ammette il naufragio della relazione

Anche il Vangelo, infatti, ci ricorda che l’uomo e la donna “possono dolorosamente porre gesti che” mettono in crisi la relazione e l’amore. Ma Gesù, chiarisce il Pontefice “non ammette il ripudio e tutto ciò che può portare al naufragio della relazione”. Così conferma il disegno di Dio, nel quale è fondamentale “la forza e la bellezza della relazione umana”.

La Chiesa da una parte non si stanca mai di confermare la bellezza della famiglia consegnata dalla Scrittura e dalla Tradizione, nello stesso tempo, si sforza di far sentire concretamente la sua vicinanza materna a quanti vivono l’esperienza di relazioni infrante o portate avanti in maniera sofferta e faticosa.

Dio sana l’amore ferito con il perdono

Per Papa Francesco questo è  “il modo di agire di Dio” con noi suo popolo infedele, che ci insegna che…

l’amore ferito può essere sanato da Dio attraverso la misericordia e il perdono. Perciò alla Chiesa, in queste situazioni, non è chiesta subito e solo la condanna. Al contrario, di fronte a tanti dolorosi fallimenti coniugali, essa si sente chiamata a vivere la sua presenza di amore, di carità, di misericordia e di comprensione, per ricondurre a Dio i cuori feriti e smarriti.

Gli sposi e il dono di Dio che si rinnova

Chiediamo a Maria, conclude il Papa, di aiutare “i coniugi a vivere e rinnovare sempre la loro unione a partire dal dono originario di Dio”.

Dopo la preghiera dell’Angelus, Francesco ricorda che sabato prossimo avrà luogo a Roma la 1ª Giornata delle Catacombe. “Molti siti – spiega – saranno aperti al pubblico, con laboratori didattici ed eventi culturali”. E ringrazia la Pontificia Commissione di Archeologia Sacra per l’iniziativa.

Originale: Vatican News
Redazionehttps://www.spesalvi.it
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La Chiesa non condanna, ma è chiamata a “ricondurre a Dio i cuori feriti o smarriti” di chi vive “l’esperienza di relazioni infrante”

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All’Angelus Papa Francesco ricorda che “l’amore di donazione reciproca sostenuto da Cristo” tiene uniti gli sposi, mentre la ricerca della “propria soddisfazione” li divide. La Chiesa non condanna, ma è chiamata a “ricondurre a Dio i cuori feriti o smarriti” di chi vive “l’esperienza di relazioni infrante”
 

Alessandro Di Bussolo – Città del Vaticano

“Di fronte a tanti dolorosi fallimenti coniugali” la Chiesa, che “non si stanca di confermare la bellezza della famiglia”, si sente però chiamata “a vivere la sua presenza di carità e di misericordia, per ricondurre a Dio i cuori feriti e smarriti”. Papa Francesco lo ricorda commentando all’Angelus il Vangelo di questa domenica, e la provocazione dei farisei raccontata da San Marco, che chiedono a Gesù “se sia lecito a un marito ripudiare la propria moglie, così come prevedeva la legge di Mosè”. (Ascolta il servizio con la voce del Papa)

Uomo e donna si completano nel matrimonio

Gesù, spiega Francesco, ridimensiona la prescrizione di Mosè dicendo che la norma è stata scritta “per la durezza del vostro cuore” cioè per “tamponare le falle prodotte dal nostro egoismo”, ma che “non corrisponde all’intenzione originaria del Creatore”. Infatti Cristo cita il Libro della Genesi, che la liturgia propone nella prima lettura per spiegare che nel progetto di Dio “non c’è l’uomo che sposa una donna e, se le cose non vanno, la ripudia. No. Ci sono invece l’uomo e la donna chiamati a riconoscersi, a completarsi, ad aiutarsi a vicenda nel matrimonio”.

Se vince l’interesse singolo, l’unione si rompe

L’ insegnamento di Gesù, sottolinea il Papa, “è molto chiaro e difende la dignità del matrimonio, come unione di amore che implica la fedeltà”.

“ Ciò che consente agli sposi di rimanere uniti nel matrimonio è un amore di donazione reciproca sostenuto dalla grazia di Cristo ”

Se invece prevale nei coniugi l’interesse individuale, la propria soddisfazione, allora la loro unione non potrà resistere.

Gesù non ammette il naufragio della relazione

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Anche il Vangelo, infatti, ci ricorda che l’uomo e la donna “possono dolorosamente porre gesti che” mettono in crisi la relazione e l’amore. Ma Gesù, chiarisce il Pontefice “non ammette il ripudio e tutto ciò che può portare al naufragio della relazione”. Così conferma il disegno di Dio, nel quale è fondamentale “la forza e la bellezza della relazione umana”.

La Chiesa da una parte non si stanca mai di confermare la bellezza della famiglia consegnata dalla Scrittura e dalla Tradizione, nello stesso tempo, si sforza di far sentire concretamente la sua vicinanza materna a quanti vivono l’esperienza di relazioni infrante o portate avanti in maniera sofferta e faticosa.

Dio sana l’amore ferito con il perdono

Per Papa Francesco questo è  “il modo di agire di Dio” con noi suo popolo infedele, che ci insegna che…

l’amore ferito può essere sanato da Dio attraverso la misericordia e il perdono. Perciò alla Chiesa, in queste situazioni, non è chiesta subito e solo la condanna. Al contrario, di fronte a tanti dolorosi fallimenti coniugali, essa si sente chiamata a vivere la sua presenza di amore, di carità, di misericordia e di comprensione, per ricondurre a Dio i cuori feriti e smarriti.

Gli sposi e il dono di Dio che si rinnova

Chiediamo a Maria, conclude il Papa, di aiutare “i coniugi a vivere e rinnovare sempre la loro unione a partire dal dono originario di Dio”.

Dopo la preghiera dell’Angelus, Francesco ricorda che sabato prossimo avrà luogo a Roma la 1ª Giornata delle Catacombe. “Molti siti – spiega – saranno aperti al pubblico, con laboratori didattici ed eventi culturali”. E ringrazia la Pontificia Commissione di Archeologia Sacra per l’iniziativa.

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