Papa all’Angelus: con il diavolo non si dialoga, si risponde con la Parola di Dio

Ci sono strade che il mondo sempre propone promettendo grandi successi.


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Il Papa ricorda che la vita interiore, la fede in Dio e la certezza del suo amore sono i rimedi contro le tentazioni
 

Amedeo Lomonaco – Città del Vaticano

Ci sono strade che il mondo sempre propone promettendo grandi successi. Sono “l’avidità di possesso, la gloria umana, la strumentalizzazione di Dio”. “Sono strade per ingannarci”, È quanto sottolinea Papa Francesco all’Angelus ricordando il Vangelo di questa prima domenica di Quaresima che “narra l’esperienza delle tentazioni di Gesù nel deserto”. (Ascolta il servizio con la voce del Papa)

La strada dell’avidità di possesso

Gesù, ricorda il Pontefice, è tentato tre volte dal diavolo che “prima lo invita a trasformare una pietra in pane”. “È sempre questa la logica insidiosa del diavolo”.

Egli parte dal naturale e legittimo bisogno di nutrirsi, di vivere, di realizzarsi, di essere felici, per spingerci a credere che tutto ciò è possibile senza Dio, anzi, persino contro di Lui.

Ma Gesù afferma di volersi abbandonare con piena fiducia alla provvidenza del Padre e si oppone dicendo: “Non di solo pane vivrà l’uomo”.

La strada della gloria umana

Il diavolo tenta una seconda volta Gesù: “mostra dall’alto i regni della terra” e gli prospetta “di diventare un messia potente e glorioso”. Gesù risponde: “Solo al Signore Dio tuo ti prostrerai, lui solo adorerai”.

Si può perdere ogni dignità personale, ci si lascia corrompere dagli idoli del denaro, del successo e del potere, pur di raggiungere la propria autoaffermazione. E si gusta l’ebbrezza di una gioia vuota che ben presto svanisce.

Strumentalizzare Dio

Nella terza tentazione, il diavolo conduce Gesù sul punto più alto del tempio di Gerusalemme e “lo invita a buttarsi giù, per manifestare in maniera spettacolare la sua potenza divina”. “Gesù oppone di nuovo la ferma decisione di rimanere umile e fiducioso di fronte al Padre”.

Così Gesù respinge la tentazione forse più sottile: quella di voler “tirare Dio dalla nostra parte”, chiedendogli grazie che in realtà servono a soddisfare il nostro orgoglio.

Le strade che ci vengono messe davanti “con l’illusione di poter così ottenere il successo e la felicità”, conclude il Pontefice, sono in realtà “del tutto estranee al modo di agire di Dio; anzi, di fatto ci separano da Lui, perché sono opera di Satana”:

Gesù, affrontando in prima persona queste prove, vince per tre volte la tentazione per aderire pienamente al progetto del Padre. E ci indica i rimedi: la vita interiore, la fede in Dio, la certezza del suo amore, la certezza che Dio ci ama, che è Padre, e con questa certezza vinceremo ogni tentazione. Ma c’è una cosa, su cui vorrei attirare l’attenzione, una cosa interessante. Gesù nel rispondere al tentatore non entra in dialogo, ma risponde alle tre sfide soltanto con la Parola di Dio. Questo ci insegna che con il diavolo non si dialoga, non si deve dialogare, soltanto gli si risponde con la Parola di Dio. Approfittiamo dunque della Quaresima, come di un tempo privilegiato per purificarci, per sperimentare la consolante presenza di Dio nella nostra vita.

Il cammino quaresimale porti frutti

Dopo l’Angelus, Francesco ha ricordato che ieri a Oviedo (Spagna), “sono stati proclamati beati i seminaristi Angelo Cuartas e otto compagni martiri, uccisi in odio alla fede in un tempo di persecuzione religiosa”. E infine ha augurato a tutti che “il cammino quaresimale, da poco iniziato, sia ricco di frutti”. Il Papa ha anche ricordato che questa sera iniziaerà ad Ariccia la settimana di esercizi spirituali per i collaboratori della Curia romana.

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