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Papa all’Angelus: chiedo atto di clemenza per i carcerati

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Un atto di clemenza verso i detenuti. E’ quanto chiesto da Papa Francesco all’Angelus, dopo la Messa celebrata per il Giubileo dei carcerati. Il Pontefice ha ribadito che la giustizia penale non può avere solo dimensione punitiva, ma deve aprirsi alla speranza. Dal Papa, quindi, l’incoraggiamento affinché abbia successo la Conferenza sul clima che inizia domani a Marrakech.

Migliorare le condizioni di vita nelle carceri, rispettare “pienamente la dignità umana dei detenuti”. E’ l’appello che Papa Francesco ha levato all’Angelus nella domenica dedicata al Giubileo dei carcerati.

Nell’Anno della Misericordia, un atto di clemenza verso i carcerati
Il Papa ha desiderato “ribadire l’importanza di riflettere sulla necessità di una giustizia penale che non sia esclusivamente punitiva, ma aperta alla speranza e alla prospettiva di reinserire il reo nella società”.

“In modo speciale, sottopongo alla considerazione delle competenti Autorità civili di ogni Paese la possibilità di compiere, in questo Anno Santo della Misericordia, un atto di clemenza verso quei carcerati che si riterranno idonei a beneficiare di tale provvedimento”.

Sostegno alla Conferenza di Marrakech sul clima
Dopo le parole sui carcerati il Papa ha ricordato che in questi giorni è entrato in vigore l’Accordo di Parigi sul clima ed ha ribadito che bisogna porre “l’economia al servizio delle persone e per costruire la pace e la giustizia”. Quindi, ha espresso il suo sostegno alla nuova conferenza sul Clima, al via a Marrakech in Marocco, finalizzata proprio “all’attuazione di tale Accordo”:

“Auspico che tutto questo processo sia guidato dalla coscienza della nostra responsabilità per la cura della casa comune”.

Nuovi Beati martiri albanesi, esempio di fede per tutti
Il Papa non ha poi mancato di ricordare i 38 nuovi Beati martiri del regime ateo comunista che ha dominato in Albania:

“Essi preferirono subire il carcere, le torture e infine la morte, pur di rimanere fedeli a Cristo e alla Chiesa. Il loro esempio ci aiuti a trovare nel Signore la forza che sostiene nei momenti di difficoltà e che ispira atteggiamenti di bontà, di perdono e di pace”.

Senza Paradiso e Risurrezione, il cristianesimo si ridurrebbe a un’etica
Commentando il Vangelo odierno, il Papa si era invece soffermato sulla “verità della risurrezione”. In questo mondo, ha detto, “viviamo realtà provvisorie che finiscono”, mentre dopo la risurrezione vivremo tutto, anche il matrimonio, “in maniera trasfigurata”, tutto “risplenderà trasformato in piena luce nella comunione gloriosa dei Santi in Paradiso”:

“La risurrezione è il fondamento della fede cristiana! Se non ci fosse il riferimento al Paradiso e alla vita eterna, il cristianesimo si ridurrebbe a un’etica, a una filosofia di vita. Invece il messaggio della fede cristiana viene dal cielo, è rivelato da Dio e va oltre questo mondo. Credere alla risurrezione è essenziale, affinché ogni nostro atto di amore cristiano non sia effimero e fine a sé stesso, ma diventi un seme destinato a sbocciare nel giardino di Dio, e produrre frutti di vita eterna”.

Redazionehttps://www.spesalvi.it
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Un atto di clemenza verso i detenuti. E’ quanto chiesto da Papa Francesco all’Angelus, dopo la Messa celebrata per il Giubileo dei carcerati. Il Pontefice ha ribadito che la giustizia penale non può avere solo dimensione punitiva, ma deve aprirsi alla speranza. Dal Papa, quindi, l’incoraggiamento affinché abbia successo la Conferenza sul clima che inizia domani a Marrakech.

Migliorare le condizioni di vita nelle carceri, rispettare “pienamente la dignità umana dei detenuti”. E’ l’appello che Papa Francesco ha levato all’Angelus nella domenica dedicata al Giubileo dei carcerati.

Nell’Anno della Misericordia, un atto di clemenza verso i carcerati
Il Papa ha desiderato “ribadire l’importanza di riflettere sulla necessità di una giustizia penale che non sia esclusivamente punitiva, ma aperta alla speranza e alla prospettiva di reinserire il reo nella società”.

“In modo speciale, sottopongo alla considerazione delle competenti Autorità civili di ogni Paese la possibilità di compiere, in questo Anno Santo della Misericordia, un atto di clemenza verso quei carcerati che si riterranno idonei a beneficiare di tale provvedimento”.

Sostegno alla Conferenza di Marrakech sul clima
Dopo le parole sui carcerati il Papa ha ricordato che in questi giorni è entrato in vigore l’Accordo di Parigi sul clima ed ha ribadito che bisogna porre “l’economia al servizio delle persone e per costruire la pace e la giustizia”. Quindi, ha espresso il suo sostegno alla nuova conferenza sul Clima, al via a Marrakech in Marocco, finalizzata proprio “all’attuazione di tale Accordo”:

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“Auspico che tutto questo processo sia guidato dalla coscienza della nostra responsabilità per la cura della casa comune”.

Nuovi Beati martiri albanesi, esempio di fede per tutti
Il Papa non ha poi mancato di ricordare i 38 nuovi Beati martiri del regime ateo comunista che ha dominato in Albania:

“Essi preferirono subire il carcere, le torture e infine la morte, pur di rimanere fedeli a Cristo e alla Chiesa. Il loro esempio ci aiuti a trovare nel Signore la forza che sostiene nei momenti di difficoltà e che ispira atteggiamenti di bontà, di perdono e di pace”.

Senza Paradiso e Risurrezione, il cristianesimo si ridurrebbe a un’etica
Commentando il Vangelo odierno, il Papa si era invece soffermato sulla “verità della risurrezione”. In questo mondo, ha detto, “viviamo realtà provvisorie che finiscono”, mentre dopo la risurrezione vivremo tutto, anche il matrimonio, “in maniera trasfigurata”, tutto “risplenderà trasformato in piena luce nella comunione gloriosa dei Santi in Paradiso”:

“La risurrezione è il fondamento della fede cristiana! Se non ci fosse il riferimento al Paradiso e alla vita eterna, il cristianesimo si ridurrebbe a un’etica, a una filosofia di vita. Invece il messaggio della fede cristiana viene dal cielo, è rivelato da Dio e va oltre questo mondo. Credere alla risurrezione è essenziale, affinché ogni nostro atto di amore cristiano non sia effimero e fine a sé stesso, ma diventi un seme destinato a sbocciare nel giardino di Dio, e produrre frutti di vita eterna”.

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