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Papa all’ Angelus: se il nostro cuore è in Dio la gioia è piena

Dio-con-noi sorgente di gioia e pace

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Gridare di gioia, esultare, rallegrarsi: questo è l’invito che proviene dalla Liturgia della terza domenica del periodo di Avvento e il Papa in occasione dell’Angelus non manca di ricordare a tutti i fedeli quanto sia Dio e la sua presenza tra noi la fonte della vera gioia e della pace.

Gabriella Ceraso – Città del Vaticano

Oggi è la terza domenica di Avvento, la domenica della “gioia”, quella generata da un Dio che sempre perdona e riscatta chi lo ama, che è venuto ad abitare in mezzo a noi, un Dio che non respinge mai le nostre richieste, purché siamo “disposti a metterci in discussione”, a “convertirci”.  E’ questo il primo passo da compiere nella preparazione al Natale che stiamo vivendo: lo mette in luce Papa Francesco ripercorrendo la Liturgia odierna, in occasione della preghiera mariana dell’Angelus.

Dio-con-noi sorgente di gioia e pace

Ai fedeli assiepati intorno al grande albero di Natale e all’imponente Presepe in Piazza San Pietro, il Pontefice ripete le parole rivolte dal profeta Sofonia alla “piccola porzione del popolo di Israele”: “rallegrati figlia di Sion” “il Signore ha revocato la sua condanna”. Dio “perdona” e “non punisce”, ha un amore “incessante”, “paragonabile alla tenerezza di un padre per i figli, dello sposo per la sposa”, di conseguenza “non c’è più motivo di tristezza” e di “sconforto”. E questo appello del profeta è particolarmente appropriato alla preparazione del Natale perché, spiega il Papa, si applica a “Gesù, l’Emmanuele, il Dio-con-noi”, la cui presenza è la “sorgente della gioia”:

In un borgo sperduto della Galilea, nel cuore di una giovane donna ignota al mondo, Dio accende la scintilla della felicità per il mondo intero. E oggi lo stesso annuncio è rivolto alla Chiesa, chiamata ad accogliere il Vangelo perché diventi carne, vita concreta, e dice alla Chiesa, a tutti noi: “Rallegrati, piccola comunità cristiana, povera e umile ma bella ai miei occhi perché desideri ardentemente il mio Regno, hai fame e sete di giustizia, tessi con pazienza trame di pace, non insegui i potenti di turno ma rimani fedelmente accanto ai poveri. E così non hai paura di nulla ma il tuo cuore è nella gioia”. Se noi andiamo così, nella presenza del Signore, il nostro cuore sempre sarà nella gioia. La gioia di alto livello, quando c’è, piena piena, e la gioia umile di tutti i giorni, cioè la pace. La pace è la gioia più piccola, ma è gioia.

Lieti perché Dio non ci respinge mai

Un invito ad essere “sempre lieti”, perché “il Signore è vicino”, arriva anche dalla Seconda Lettura di oggi, dalle parole di San Paolo ai Filippesi. Anche l’apostolo, sottolinea il Papa, “ci esorta a non angustiarci senza speranza per nulla, ma in ogni circostanza far presenti a Dio le nostre richieste, le nostre necessità, le nostre preoccupazioni” certi che è sempre Lui a guidare la nostra vita:

La consapevolezza che nelle difficoltà possiamo sempre rivolgerci al Signore, e che Egli non respinge mai le nostre invocazioni, è un grande motivo di gioia. Nessuna preoccupazione, nessuna paura riuscirà mai a toglierci la serenità che viene non da cose umane, dalle consolazioni umane: no; la serenità che viene da Dio, dal sapere che Dio guida amorevolmente la nostra vita, e lo fa sempre. Anche in mezzo ai problemi e alle sofferenze, questa certezza alimenta la speranza e il coraggio.

Avvento tempo di conversione

Gaudete è dunque il grido che caratterizza questa domenica di avvicinamento al Natale, ma l’invito del Signore, sottolinea ancora il Papa, può essere accolto solo se siamo capaci di “metterci in discussione”. La venuta del Messia che Giovanni Battista profetizza nel Vangelo di oggi  è infatti accompagnata dalle domande della gente che ascolta la sua predica in Galilea, e si chiede: ” Tu predichi così”, e noi “Che cosa dobbiamo fare?”( Lc 3,10). E’ la domanda che ciascuno di noi deve porsi chiedendo aiuto a Maria:

Questa domanda è il primo passo per la conversione che siamo invitati a compiere in questo tempo di Avvento. Ognuno di noi si domandi: cosa devo fare? Piccolina, ma “cosa devo fare?”. E la Vergine Maria, che è nostra madre, ci aiuti ad aprire il nostro cuore al Dio-che-viene, perché Egli inondi di gioia tutta la nostra vita.

Un pensiero speciale per migranti e bambini 

Al termine della preghiera mariana il Papa, nei saluti ai fedeli, ha espresso l’auspicio che la comunità internazionale si serva del Patto Mondiale per una Migrazione Sicura, Ordinata e Regolare approvato la settimana scorsa in Marocco, per operare con maggiore responsabilità e compassione verso chi lascia il proprio paese. Quindi rivolgendosi ai bambini di Roma venuti in Piazza per la “Benedizione dei Bambinelli” li ha invitati a cogliere l’essenza del Natale, racchiuso nello “stupore” di fronte al grande mistero di Dio fatto uomo, che il piccolo Gesù, posto nel Presepe, rappresenta.

Originale: Vatican News
Redazionehttps://www.spesalvi.it
SpeSalvi.it | Cultura e Informazione cattolica

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Gridare di gioia, esultare, rallegrarsi: questo è l’invito che proviene dalla Liturgia della terza domenica del periodo di Avvento e il Papa in occasione dell’Angelus non manca di ricordare a tutti i fedeli quanto sia Dio e la sua presenza tra noi la fonte della vera gioia e della pace.

Gabriella Ceraso – Città del Vaticano

Oggi è la terza domenica di Avvento, la domenica della “gioia”, quella generata da un Dio che sempre perdona e riscatta chi lo ama, che è venuto ad abitare in mezzo a noi, un Dio che non respinge mai le nostre richieste, purché siamo “disposti a metterci in discussione”, a “convertirci”.  E’ questo il primo passo da compiere nella preparazione al Natale che stiamo vivendo: lo mette in luce Papa Francesco ripercorrendo la Liturgia odierna, in occasione della preghiera mariana dell’Angelus.

Dio-con-noi sorgente di gioia e pace

Ai fedeli assiepati intorno al grande albero di Natale e all’imponente Presepe in Piazza San Pietro, il Pontefice ripete le parole rivolte dal profeta Sofonia alla “piccola porzione del popolo di Israele”: “rallegrati figlia di Sion” “il Signore ha revocato la sua condanna”. Dio “perdona” e “non punisce”, ha un amore “incessante”, “paragonabile alla tenerezza di un padre per i figli, dello sposo per la sposa”, di conseguenza “non c’è più motivo di tristezza” e di “sconforto”. E questo appello del profeta è particolarmente appropriato alla preparazione del Natale perché, spiega il Papa, si applica a “Gesù, l’Emmanuele, il Dio-con-noi”, la cui presenza è la “sorgente della gioia”:

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In un borgo sperduto della Galilea, nel cuore di una giovane donna ignota al mondo, Dio accende la scintilla della felicità per il mondo intero. E oggi lo stesso annuncio è rivolto alla Chiesa, chiamata ad accogliere il Vangelo perché diventi carne, vita concreta, e dice alla Chiesa, a tutti noi: “Rallegrati, piccola comunità cristiana, povera e umile ma bella ai miei occhi perché desideri ardentemente il mio Regno, hai fame e sete di giustizia, tessi con pazienza trame di pace, non insegui i potenti di turno ma rimani fedelmente accanto ai poveri. E così non hai paura di nulla ma il tuo cuore è nella gioia”. Se noi andiamo così, nella presenza del Signore, il nostro cuore sempre sarà nella gioia. La gioia di alto livello, quando c’è, piena piena, e la gioia umile di tutti i giorni, cioè la pace. La pace è la gioia più piccola, ma è gioia.

Lieti perché Dio non ci respinge mai

Un invito ad essere “sempre lieti”, perché “il Signore è vicino”, arriva anche dalla Seconda Lettura di oggi, dalle parole di San Paolo ai Filippesi. Anche l’apostolo, sottolinea il Papa, “ci esorta a non angustiarci senza speranza per nulla, ma in ogni circostanza far presenti a Dio le nostre richieste, le nostre necessità, le nostre preoccupazioni” certi che è sempre Lui a guidare la nostra vita:

La consapevolezza che nelle difficoltà possiamo sempre rivolgerci al Signore, e che Egli non respinge mai le nostre invocazioni, è un grande motivo di gioia. Nessuna preoccupazione, nessuna paura riuscirà mai a toglierci la serenità che viene non da cose umane, dalle consolazioni umane: no; la serenità che viene da Dio, dal sapere che Dio guida amorevolmente la nostra vita, e lo fa sempre. Anche in mezzo ai problemi e alle sofferenze, questa certezza alimenta la speranza e il coraggio.

Avvento tempo di conversione

Gaudete è dunque il grido che caratterizza questa domenica di avvicinamento al Natale, ma l’invito del Signore, sottolinea ancora il Papa, può essere accolto solo se siamo capaci di “metterci in discussione”. La venuta del Messia che Giovanni Battista profetizza nel Vangelo di oggi  è infatti accompagnata dalle domande della gente che ascolta la sua predica in Galilea, e si chiede: ” Tu predichi così”, e noi “Che cosa dobbiamo fare?”( Lc 3,10). E’ la domanda che ciascuno di noi deve porsi chiedendo aiuto a Maria:

Questa domanda è il primo passo per la conversione che siamo invitati a compiere in questo tempo di Avvento. Ognuno di noi si domandi: cosa devo fare? Piccolina, ma “cosa devo fare?”. E la Vergine Maria, che è nostra madre, ci aiuti ad aprire il nostro cuore al Dio-che-viene, perché Egli inondi di gioia tutta la nostra vita.

Un pensiero speciale per migranti e bambini 

Al termine della preghiera mariana il Papa, nei saluti ai fedeli, ha espresso l’auspicio che la comunità internazionale si serva del Patto Mondiale per una Migrazione Sicura, Ordinata e Regolare approvato la settimana scorsa in Marocco, per operare con maggiore responsabilità e compassione verso chi lascia il proprio paese. Quindi rivolgendosi ai bambini di Roma venuti in Piazza per la “Benedizione dei Bambinelli” li ha invitati a cogliere l’essenza del Natale, racchiuso nello “stupore” di fronte al grande mistero di Dio fatto uomo, che il piccolo Gesù, posto nel Presepe, rappresenta.

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