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Papa al Patriarca Neofit: nelle lacerazioni della Chiesa si trovi la gioia del perdono

Nel suo discorso, il Pontefice ricorda l’ecumenismo del sangue, del povero e della missione, invitando a seguire il cammino indicato dai Santi Cirillo e Metodio, patroni d’Europa

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Chiamati ad essere artefici di comunione

Francesco ricorda anche che Cirillo e Metodio possono ancora dirci molto sul futuro dell’Europa perché loro sono stati promotori di unità e – come disse San Giovanni Paolo II – “di una pace profonda, nel rispetto delle differenze che non sono assolutamente ostacolo all’unità”. Il Papa, ringraziando il Patriarca Neofit, sottolinea come la Bulgaria sia stata da sempre terra di incontro, dove hanno trovato accoglienza varie confessioni e dove incontra “rispetto la Chiesa Cattolica, sia nella tradizione latina che in quella bizantino-slava”.

Anche noi, eredi della fede dei Santi, siamo chiamati ad essere artefici di comunione, strumenti di pace nel nome di Gesù… Anche nei nostri rapporti, i Santi Cirillo e Metodio ci ricordano che “una certa diversità di usi e consuetudini non si oppone minimamente all’unità della Chiesa” e che tra Oriente e Occidente “varie formule teologiche non di rado si completano, piuttosto che opporsi”. 

Bulgaria, Paese ponte

Nel terminare il suo discorso, il Papa sottolinea come la Bulgaria sia un Paese ponte ricordando le varie tradizioni come quella russa, quella greca e slava che si incontrano nelle sue radici. Poi assicura le sue preghiere, “la porta che dischiude ogni via di bene”, “per i fedeli di questo amato popolo, per l’alta vocazione di questo Paese, per il nostro cammino in un ecumenismo del sangue, del povero e della missione”.

Patriarca Neofit: insieme nella denuncia della persecuzione cristiana

Nel suo discorso, il Patriarca Neofit ha ricordato l’attenzione della Chiesa cattolica verso la Bulgaria, “un’atteggiamento speciale” e “un’espressione di rispetto” nei confronti della Chiesa ortodossa bulgara. Un rispetto – ha evidenziato – che “è reciproco”. Due le sottolineature del Metropolita di Sofia: l’unità nella difesa delle radici cristiane dell’Europa e nel denunciare il pericolo della persecuzione dei cristiani. “Noi – ha affermato Neofit – abbiamo sempre pregato per l’unità del mondo in Cristo, perché uniti, i cristiani saranno più forti”. Poi ripercorrendo la storia della Chiesa, segnata anche da “tristi controversie e scismi”, il Patriarca ha ricordato che forse rileggendo quanto accaduto si potranno trovare “delle risposte alle domande che ci occupano ancora oggi”.

Il dono del Papa al Patriarca Neofit

Francesco ha donato al Patriarca il “Codex Pauli”, edito in occasione del bimillenario della nascita di san Paolo. Si tratta di un tomo unico di 424 pagine, arricchito da una selezione di fregi, cornici, miniature e illustrazioni, provenienti da manoscritti di datazione diversa dell’Abbazia di San Paolo fuori le Mura, in particolare dalla Bibbia Carolingia, custodita da più di mille anni dai monaci benedettini. La copertina è corredata da otto formelle bronzee ispirate alla Porta Bizantina della Basilica di San Paolo fuori le Mura, con scene tratte nel fronte-copertina dai misteri della vita di Cristo e nel retro-copertina dalla vita della Chiesa nascente.

Originale: Vatican News
Redazionehttps://www.spesalvi.it
SpeSalvi.it | Cultura e Informazione cattolica

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Papa al Patriarca Neofit: nelle lacerazioni della Chiesa si trovi la gioia del perdono

Nel suo discorso, il Pontefice ricorda l’ecumenismo del sangue, del povero e della missione, invitando a seguire il cammino indicato dai Santi Cirillo e Metodio, patroni d’Europa

  

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Francesco ricorda anche che Cirillo e Metodio possono ancora dirci molto sul futuro dell’Europa perché loro sono stati promotori di unità e – come disse San Giovanni Paolo II – “di una pace profonda, nel rispetto delle differenze che non sono assolutamente ostacolo all’unità”. Il Papa, ringraziando il Patriarca Neofit, sottolinea come la Bulgaria sia stata da sempre terra di incontro, dove hanno trovato accoglienza varie confessioni e dove incontra “rispetto la Chiesa Cattolica, sia nella tradizione latina che in quella bizantino-slava”.

Anche noi, eredi della fede dei Santi, siamo chiamati ad essere artefici di comunione, strumenti di pace nel nome di Gesù… Anche nei nostri rapporti, i Santi Cirillo e Metodio ci ricordano che “una certa diversità di usi e consuetudini non si oppone minimamente all’unità della Chiesa” e che tra Oriente e Occidente “varie formule teologiche non di rado si completano, piuttosto che opporsi”. 

Bulgaria, Paese ponte

Nel terminare il suo discorso, il Papa sottolinea come la Bulgaria sia un Paese ponte ricordando le varie tradizioni come quella russa, quella greca e slava che si incontrano nelle sue radici. Poi assicura le sue preghiere, “la porta che dischiude ogni via di bene”, “per i fedeli di questo amato popolo, per l’alta vocazione di questo Paese, per il nostro cammino in un ecumenismo del sangue, del povero e della missione”.

Patriarca Neofit: insieme nella denuncia della persecuzione cristiana

Nel suo discorso, il Patriarca Neofit ha ricordato l’attenzione della Chiesa cattolica verso la Bulgaria, “un’atteggiamento speciale” e “un’espressione di rispetto” nei confronti della Chiesa ortodossa bulgara. Un rispetto – ha evidenziato – che “è reciproco”. Due le sottolineature del Metropolita di Sofia: l’unità nella difesa delle radici cristiane dell’Europa e nel denunciare il pericolo della persecuzione dei cristiani. “Noi – ha affermato Neofit – abbiamo sempre pregato per l’unità del mondo in Cristo, perché uniti, i cristiani saranno più forti”. Poi ripercorrendo la storia della Chiesa, segnata anche da “tristi controversie e scismi”, il Patriarca ha ricordato che forse rileggendo quanto accaduto si potranno trovare “delle risposte alle domande che ci occupano ancora oggi”.

Il dono del Papa al Patriarca Neofit

Francesco ha donato al Patriarca il “Codex Pauli”, edito in occasione del bimillenario della nascita di san Paolo. Si tratta di un tomo unico di 424 pagine, arricchito da una selezione di fregi, cornici, miniature e illustrazioni, provenienti da manoscritti di datazione diversa dell’Abbazia di San Paolo fuori le Mura, in particolare dalla Bibbia Carolingia, custodita da più di mille anni dai monaci benedettini. La copertina è corredata da otto formelle bronzee ispirate alla Porta Bizantina della Basilica di San Paolo fuori le Mura, con scene tratte nel fronte-copertina dai misteri della vita di Cristo e nel retro-copertina dalla vita della Chiesa nascente.

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