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Home Rubriche Storie “Ora che ho perdonato sono libera e respiro aria fresca!”

“Ora che ho perdonato sono libera e respiro aria fresca!”

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di Sangheeta Bonaiti

Chi sei Tu che mi attrai, a tal punto che Ti desidero sempre e Ti cerco?

Nelle mie giornate Ti mendico, Ti chiedo: fatti presente. E poi vivo, corro, cado e mi rialzo, perché Tu mi sei fedele compagno di stradaUna strada iniziata in salita, la salita dell’abbandono.

Ma il Tuo Amore si è reso carne nei volti delle persone che mi hanno amata e mi amano oggi.

La Tua fedeltà viene sempre prima della mia. Mi scopro ferita, fallibile, limitata io, non sono capace di amare come fai Tu.

Non riesco a perdonare l’artefice di quell’abbandono. Ed ancora Tu, amico mio, arrivi davanti a quel muro che ho costruito davanti al cuore, che lo rende duro e buio. E mi dici di nuovo di fidarmi di Te, di lasciarmi amare. Lo so, non è la paura che mi blocca, ma sono l’orgoglio e la presunzione di sapere io come dovevano andare le cose.

Ma che ho da perdere se mi lascio abbracciare da Te e per l’ennesima volta ti dico sí?

Nulla. L’ho già toccato con mano che Tu mai mi hai deluso anche quando lo pensavo, Tu ti sei preso cura di me, pazientemente senza chiedere niente in cambio. Tu dai sempre senza tornaconti. Io invece calcolo sempre. Tu chiedi tutto, io do fino a dove voglio. Eppure insisti, non molli di un passo, perché Tu vuoi me! Tu mi vuoi! Con Te le mie ferite, il mio dolore, il male che ho subito, non sono più l’ultima parola.

Io non sono più incatenata ad esse. Sono libera. Libera dal mio abbandono. Libera dalla scelta del mio papà indiano. A tal punto che vinta dal Tuo Amore così presente e concreto nella mia vita, nelle pieghe del quotidiano e nei volti che mi sono cari, cedo al mio ego spropositato e lascio spazio a Te, mio Signore.

Tu hai spezzato le mie catene e hai sfondato ancora il muro che ho costruito intorno al cuore. Oggi ho perdonato mio padre indiano. Dopo trentatré anni di vita. E respiro aria fresca, il cuore si nutre della luce che lo illumina.

Dal di dentro, perché Tu lo abiti. Cuore mio fatti casa, ascolta la Verità che ti abita, non mentire a te stesso. Lasciati plasmare. Oggi sono legata a Te, mio Signore. Per questo sono libera.

Grazie per il tuo Amore, immeritato, gratuito, inaspettato e sconfinato. Continuo questo viaggio con Te.

Tua figlia Sangeetha.

 

Redazionehttps://www.spesalvi.it
SpeSalvi.it | Cultura e Informazione cattolica

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Chi sei Tu che mi attrai, a tal punto che Ti desidero sempre e Ti cerco?

Nelle mie giornate Ti mendico, Ti chiedo: fatti presente. E poi vivo, corro, cado e mi rialzo, perché Tu mi sei fedele compagno di stradaUna strada iniziata in salita, la salita dell’abbandono.

Ma il Tuo Amore si è reso carne nei volti delle persone che mi hanno amata e mi amano oggi.

La Tua fedeltà viene sempre prima della mia. Mi scopro ferita, fallibile, limitata io, non sono capace di amare come fai Tu.

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Non riesco a perdonare l’artefice di quell’abbandono. Ed ancora Tu, amico mio, arrivi davanti a quel muro che ho costruito davanti al cuore, che lo rende duro e buio. E mi dici di nuovo di fidarmi di Te, di lasciarmi amare. Lo so, non è la paura che mi blocca, ma sono l’orgoglio e la presunzione di sapere io come dovevano andare le cose.

Ma che ho da perdere se mi lascio abbracciare da Te e per l’ennesima volta ti dico sí?

Nulla. L’ho già toccato con mano che Tu mai mi hai deluso anche quando lo pensavo, Tu ti sei preso cura di me, pazientemente senza chiedere niente in cambio. Tu dai sempre senza tornaconti. Io invece calcolo sempre. Tu chiedi tutto, io do fino a dove voglio. Eppure insisti, non molli di un passo, perché Tu vuoi me! Tu mi vuoi! Con Te le mie ferite, il mio dolore, il male che ho subito, non sono più l’ultima parola.

Io non sono più incatenata ad esse. Sono libera. Libera dal mio abbandono. Libera dalla scelta del mio papà indiano. A tal punto che vinta dal Tuo Amore così presente e concreto nella mia vita, nelle pieghe del quotidiano e nei volti che mi sono cari, cedo al mio ego spropositato e lascio spazio a Te, mio Signore.

Tu hai spezzato le mie catene e hai sfondato ancora il muro che ho costruito intorno al cuore. Oggi ho perdonato mio padre indiano. Dopo trentatré anni di vita. E respiro aria fresca, il cuore si nutre della luce che lo illumina.

Dal di dentro, perché Tu lo abiti. Cuore mio fatti casa, ascolta la Verità che ti abita, non mentire a te stesso. Lasciati plasmare. Oggi sono legata a Te, mio Signore. Per questo sono libera.

Grazie per il tuo Amore, immeritato, gratuito, inaspettato e sconfinato. Continuo questo viaggio con Te.

Tua figlia Sangeetha.

 

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