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Oggi il rosario con il Papa. Fisichella: affidiamo il mondo a Maria

Il presidente del Pontificio Consiglio per la Nuova Evangelizzazione che organizza l'evento, ai nostri microfoni, ricorda la forza della preghiera e l'importanza di recitarla insieme, nelle case, in famiglia per l'umanità che sta soffrendo e lottando

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I Santuari del mondo in collegamento con Francesco dalla Grotta di Lourdes nei Giardini Vaticani elevano oggi pomeriggio, ad una voce con il Papa, la loro preghiera per la fine della pandemia. Il presidente del Pontificio Consiglio per la Nuova Evangelizzazione che organizza l’evento, ai nostri microfoni, ricorda la forza della preghiera e l’importanza di recitarla insieme, nelle case, in famiglia per l’umanità che sta soffrendo e lottando

Eugenio Bonanata e Gabriella Ceraso – Città del VaticanoL’appuntamento è per oggi pomeriggio alle 17.30: una preghiera a Maria, la Vergine e la Madre, in mondovisione dalla Grotta di Lourdes nei Giardini vaticani e in comunione con i principali Santuari dei cinque continenti. “Assidui e concordi nella preghiera, insieme con Maria (cfr. At 1,14)”, questo il tema.

Sarà un momento straordinario per invocare aiuto a fronte della pandemia che nel mondo finora conta quasi 6 milioni di contagiati e oltre 360mila vittime. Sul valore dell’iniziativa si sofferma monsignor Rino Fisichella, presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione che ha organizzato questa preghiera:

R. – Il valore è quello di tenere insieme il mondo, le nostre famiglie, pregare nelle nostre case, riscoprire quanto sia importante che il rosario sia recitato anche nelle nostre case, insieme alle nostre famiglie. Il Papa è stato molto contento di questa iniziativa. Infatti lui parteciperà direttamente, e con lui ci saranno veramente migliaia di santuari connessi in quel momento, in particolare 40 santuari sparsi nelle diverse Nazioni: ci sarà Aparecida in Brasile e Lujàn in Argentina, ci saranno santuari diversi dalla Corea a Fatima, da Lourdes a Częstochowa, a Nostra Signora di Banneux, ci sono i santuari italiani di Loreto, di Padre Pio a San Giovanni Rotondo, di Pompei insieme a tanti altri. Insomma sarà una sfida al coronavirus: “il” Corona ci ha obbligati a riprendere tra le mani “la” corona.

In che modo avverrà la connessione con i santuari, cioè in che modo è stata pensata la regia dell’evento?

R. – Non dimentichiamo che il pubblico a casa – visto che sarà una diretta televisiva – vedrà Papa Francesco in preghiera davanti alla grotta di Lourdes che si trova nei Giardini Vaticani. E’ una grotta che è stata riprodotta come la Grotta di Lourdes e la cosa interessante, che non molti sanno, è che l’altare che si trova lì nella grotta, era il primo originario altare che si trovava alla Grotta di Lourdes. Venne regalato al Santo Padre come un grande dono. Quindi quanti si uniranno a noi nella preghiera, vedranno Papa Francesco in questo spazio, davanti alla Grotta, all’aperto. Ci saranno delle persone che reciteranno il rosario con il Santo Padre che sono simbolicamente le persone che più di altre sono state attive in questo momento. Ci sarà un medico e una infermiera, in rappresentanza come sappiamo di tutti i medici e di tutto il personale sanitario che, in maniera indefessa, ha lavorato in questi mesi. Poi ci sarà un farmacista, un sacerdote cappellano all’ospedale Spallanzani, che, come si sa, è l’ospedale della capitale per le malattie infettive. Ci saranno delle persone consacrate che sono state anche loro infettate e sono guarite; ci sarà in modo particolare anche la Protezione Civile a rappresentare tutti quanti hanno dato testimonianza di volontariato, e poi, non da ultimo, mi piace ricordare, che ci sarà anche Jacopo, un bambino di appena un mese, che abbiamo scelto con i genitori, perché è nato durante questo periodo drammatico. Jacopo è colui che dà speranza, è colui che fa capire che la vita continua e andrà sempre avanti, perché l’uomo è fatto per la vita, è fatto per vivere.

Cosa dire della reazione che è arrivata dai santuari alla vostra proposta?

R. – Molto positiva, direi che siamo stati quasi inondati dai santuari. Non dimentichiamo che c’è una rete tra i santuari che è organizzata molto bene. In Italia ad esempio c’è l’associazione dei santuari italiani che ne raccoglie più di 300. La stessa cosa in Francia, in Spagna, in America Latina; c’è una associazione di santuari per l’Europa che da alcuni anni è avviata e che stiamo continuando a portare avanti. Riaprire i nostri santuari ai pellegrini equivale a rimettere in moto una testimonianza di vita e di preghiera di cui avevamo bisogno.

Originale: Vatican News
Redazionehttps://www.spesalvi.it
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Il presidente del Pontificio Consiglio per la Nuova Evangelizzazione che organizza l'evento, ai nostri microfoni, ricorda la forza della preghiera e l'importanza di recitarla insieme, nelle case, in famiglia per l'umanità che sta soffrendo e lottando

  

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Eugenio Bonanata e Gabriella Ceraso – Città del VaticanoL’appuntamento è per oggi pomeriggio alle 17.30: una preghiera a Maria, la Vergine e la Madre, in mondovisione dalla Grotta di Lourdes nei Giardini vaticani e in comunione con i principali Santuari dei cinque continenti. “Assidui e concordi nella preghiera, insieme con Maria (cfr. At 1,14)”, questo il tema.

Sarà un momento straordinario per invocare aiuto a fronte della pandemia che nel mondo finora conta quasi 6 milioni di contagiati e oltre 360mila vittime. Sul valore dell’iniziativa si sofferma monsignor Rino Fisichella, presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione che ha organizzato questa preghiera:

R. – Il valore è quello di tenere insieme il mondo, le nostre famiglie, pregare nelle nostre case, riscoprire quanto sia importante che il rosario sia recitato anche nelle nostre case, insieme alle nostre famiglie. Il Papa è stato molto contento di questa iniziativa. Infatti lui parteciperà direttamente, e con lui ci saranno veramente migliaia di santuari connessi in quel momento, in particolare 40 santuari sparsi nelle diverse Nazioni: ci sarà Aparecida in Brasile e Lujàn in Argentina, ci saranno santuari diversi dalla Corea a Fatima, da Lourdes a Częstochowa, a Nostra Signora di Banneux, ci sono i santuari italiani di Loreto, di Padre Pio a San Giovanni Rotondo, di Pompei insieme a tanti altri. Insomma sarà una sfida al coronavirus: “il” Corona ci ha obbligati a riprendere tra le mani “la” corona.

In che modo avverrà la connessione con i santuari, cioè in che modo è stata pensata la regia dell’evento?

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R. – Non dimentichiamo che il pubblico a casa – visto che sarà una diretta televisiva – vedrà Papa Francesco in preghiera davanti alla grotta di Lourdes che si trova nei Giardini Vaticani. E’ una grotta che è stata riprodotta come la Grotta di Lourdes e la cosa interessante, che non molti sanno, è che l’altare che si trova lì nella grotta, era il primo originario altare che si trovava alla Grotta di Lourdes. Venne regalato al Santo Padre come un grande dono. Quindi quanti si uniranno a noi nella preghiera, vedranno Papa Francesco in questo spazio, davanti alla Grotta, all’aperto. Ci saranno delle persone che reciteranno il rosario con il Santo Padre che sono simbolicamente le persone che più di altre sono state attive in questo momento. Ci sarà un medico e una infermiera, in rappresentanza come sappiamo di tutti i medici e di tutto il personale sanitario che, in maniera indefessa, ha lavorato in questi mesi. Poi ci sarà un farmacista, un sacerdote cappellano all’ospedale Spallanzani, che, come si sa, è l’ospedale della capitale per le malattie infettive. Ci saranno delle persone consacrate che sono state anche loro infettate e sono guarite; ci sarà in modo particolare anche la Protezione Civile a rappresentare tutti quanti hanno dato testimonianza di volontariato, e poi, non da ultimo, mi piace ricordare, che ci sarà anche Jacopo, un bambino di appena un mese, che abbiamo scelto con i genitori, perché è nato durante questo periodo drammatico. Jacopo è colui che dà speranza, è colui che fa capire che la vita continua e andrà sempre avanti, perché l’uomo è fatto per la vita, è fatto per vivere.

Cosa dire della reazione che è arrivata dai santuari alla vostra proposta?

R. – Molto positiva, direi che siamo stati quasi inondati dai santuari. Non dimentichiamo che c’è una rete tra i santuari che è organizzata molto bene. In Italia ad esempio c’è l’associazione dei santuari italiani che ne raccoglie più di 300. La stessa cosa in Francia, in Spagna, in America Latina; c’è una associazione di santuari per l’Europa che da alcuni anni è avviata e che stiamo continuando a portare avanti. Riaprire i nostri santuari ai pellegrini equivale a rimettere in moto una testimonianza di vita e di preghiera di cui avevamo bisogno.

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