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Novantamila per il Papa a San Pietro: “Il male è non fare il bene”

In 90.000 per il papa a Piazza San Pietro

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E durante l’omelia il cardinale Bassetti ha esortato: «Non chiudete gli occhi davanti alle tante emergenze che sta attraversando il nostro Paese»

GIACOMO GALEAZZI
CITTÀ DEL VATICANO

In una piazza San Pietro gremita da 90 mila fedeli, il Papa si rivolge in particolare ai giovani ai quali sarà dedicato il prossimo Sinodo dei vescovi ribadendo con forza il proprio no alla «cultura della morte» e al «disprezzo dell’altro», perciò «i cristiani non siano ipocriti ma coerenti con la loro fede». 

 Il Papa, nell’incontro al termine della messa celebrata dal presidente della Cei Gualtiero Bassetti (che nell’omelia ha ricordato che «tante emergenze come la disoccupazione attraversano l’Italia, la Chiesa non lascia indietro nessuno» e che «l’accoglienza è sempre un dovere») , esorta le nuove generazioni ad «essere protagonisti nel bene», perché «non basta non fare il male» e aggiunge: «Non basta non odiare, perdonate». E conclude con una frase a braccio: «Ieri ho dimenticato di salutare i sacerdoti che erano con voi. Lo faccio ora: ringrazio i sacerdoti, ci vuole pazienza per lavorare con voi, la pazienza dei sacerdoti».  
Dopo aver dialogato con loro al Circo Massimo ieri pomeriggio, Jorge Mario Bergoglio ha conferito ai giovani italiani il «mandato missionario». Ha poi benedetto, sostandovi anche davanti per qualche minuto in preghiera, i doni che i ragazzi porteranno alla Giornata Mondiale della Gioventù di Panama, in programma dal 22 al 27 gennaio 2019, alla quale interverrà lo stesso Pontefice: il Crocifisso di San Damiano e la statua della Madonna di Loreto.  
 
«Cari giovani, facendo ritorno nella vostre comunità, testimoniate ai vostri coetanei, e a quanti incontrerete, la gioia della fraternità e della comunione che avete sperimentato in queste giornate di pellegrinaggio e di preghiera», ha detto il Papa al termine dell’Angelus.  
 
«Nella seconda Lettura di oggi, San Paolo ci rivolge un pressante invito: Non vogliate rattristare lo Spirito Santo di Dio, con il quale foste segnati per il giorno della redenzione- sottolinea Francesco- Ma come si rattrista lo Spirito Santo? Tutti lo abbiamo ricevuto nel Battesimo e nella Cresima, quindi, per non rattristare lo Spirito Santo, è necessario vivere in maniera coerente con le promesse del Battesimo, rinnovate nella Cresima: queste promesse hanno due aspetti: rinuncia al male e adesione al bene».  
 
E, aggiunge il Pontefice: «Rinunciare al male significa dire no alle tentazioni, al peccato, a satana, più in concreto significa dire no a una cultura della morte, che si manifesta nella fuga dal reale verso una felicità falsa che si esprime nella menzogna, nella truffa, nell’ingiustizia, nel disprezzo dell’altro». Infatti «la vita nuova che ci è stata data nel Battesimo, e che ha lo Spirito come sorgente, respinge una condotta dominata da sentimenti di divisione e di discordia». Per questo «l’Apostolo Paolo esorta a togliere dal proprio cuore ogni asprezza, sdegno, ira, grida e maldicenza con ogni sorta di malignità».  
 
Secondo Jorge Mario Bergoglio, «questi sei elementi o vizi che turbano la gioia dello Spirito avvelenano il cuore e conducono ad imprecazioni contro Dio e contro il prossimo. Ma non basta non fare il male per essere un buon cristiano; è necessario aderire al bene e fare il bene. Ecco allora che San Paolo continua: siate invece benevoli gli uni verso gli altri, misericordiosi, perdonandovi a vicenda come Dio ha perdonato a voi in Cristo».  
 
Tante volte, evidenzia il Pontefice, «capita di sentire alcuni che dicono: Io non faccio del male a nessuno. D’accordo, ma il bene lo fai? Quante persone non fanno male, ma nemmeno il bene, e la loro vita scorre nell’indifferenza, nell’apatia, nella tiepidezza. Questo atteggiamento è contrario al Vangelo, ed è contrario anche all’indole di voi giovani, che per natura siete dinamici, appassionati e coraggiosi».  
 
Oggi, puntualizza il Pontefice, «vi esorto ad essere protagonisti nel bene! Non sentitevi a posto quando non fate il male; ognuno è colpevole del bene che poteva fare e non ha fatto. Non basta non odiare, bisogna perdonare; non basta non avere rancore, bisogna pregare per i nemici; non basta non essere causa di divisione, bisogna portare pace dove non c’è; non basta non parlare male degli altri, bisogna interrompere quando sentiamo parlar male di qualcuno».  
 
Dunque «se non ci opponiamo al male, lo alimentiamo in modo tacito. È necessario intervenire dove il male si diffonde; perché il male si diffonde dove mancano cristiani audaci che si oppongono con il bene, camminando nella carità, secondo il monito di San Paolo». E, prosegue il Papa, «cari giovani, in questi giorni avete camminato molto! Perciò siete allenati e posso dirvi: camminate nella carità! Camminiamo insieme verso il prossimo Sinodo dei Vescovi sul tema: “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale”». E, invoca il Papa, «la Vergine Maria ci sostenga con la sua materna intercessione, perché ciascuno di noi, ogni giorno, con i fatti, possa dire no al male e sì al bene».  
 
Dopo l’Angelus il Papa rivolge il suo saluto «a tutti voi, romani e pellegrini provenienti da tante parti del mondo». In particolare «saluto i giovani delle diocesi italiane, accompagnati dai rispettivi vescovi, dai loro sacerdoti ed educatori». In questi giorni «avete riversato per le strade di Roma il vostro entusiasmo e la vostra fede: vi ringrazio per la vostra presenza e per la vostra testimonianza cristiana!». La sua gratitudine «si estende alla Conferenza Episcopale Italiana – qui rappresentata dal presidente cardinale Gualtiero Bassetti – che ha promosso questo incontro dei giovani in vista del prossimo Sinodo dei Vescovi».  
 
E, raccomanda il Pontefice, «cari giovani, facendo ritorno nella vostre comunità, testimoniate ai vostri coetanei, e a quanti incontrerete, la gioia della fraternità e della comunione ecclesiale che avete sperimentato in queste giornate di pellegrinaggio e di preghiera». A tutti augura «una buona domenica e per favore, non dimenticate di pregare per me! Buon pranzo e arrivederci!». 

Originale: Vatican Insider
Redazionehttps://www.spesalvi.it
SpeSalvi.it | Cultura e Informazione cattolica

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Novantamila per il Papa a San Pietro: “Il male è non fare il bene”

In 90.000 per il papa a Piazza San Pietro

  

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GIACOMO GALEAZZI
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In una piazza San Pietro gremita da 90 mila fedeli, il Papa si rivolge in particolare ai giovani ai quali sarà dedicato il prossimo Sinodo dei vescovi ribadendo con forza il proprio no alla «cultura della morte» e al «disprezzo dell’altro», perciò «i cristiani non siano ipocriti ma coerenti con la loro fede». 

 Il Papa, nell’incontro al termine della messa celebrata dal presidente della Cei Gualtiero Bassetti (che nell’omelia ha ricordato che «tante emergenze come la disoccupazione attraversano l’Italia, la Chiesa non lascia indietro nessuno» e che «l’accoglienza è sempre un dovere») , esorta le nuove generazioni ad «essere protagonisti nel bene», perché «non basta non fare il male» e aggiunge: «Non basta non odiare, perdonate». E conclude con una frase a braccio: «Ieri ho dimenticato di salutare i sacerdoti che erano con voi. Lo faccio ora: ringrazio i sacerdoti, ci vuole pazienza per lavorare con voi, la pazienza dei sacerdoti».  
Dopo aver dialogato con loro al Circo Massimo ieri pomeriggio, Jorge Mario Bergoglio ha conferito ai giovani italiani il «mandato missionario». Ha poi benedetto, sostandovi anche davanti per qualche minuto in preghiera, i doni che i ragazzi porteranno alla Giornata Mondiale della Gioventù di Panama, in programma dal 22 al 27 gennaio 2019, alla quale interverrà lo stesso Pontefice: il Crocifisso di San Damiano e la statua della Madonna di Loreto.  
 
«Cari giovani, facendo ritorno nella vostre comunità, testimoniate ai vostri coetanei, e a quanti incontrerete, la gioia della fraternità e della comunione che avete sperimentato in queste giornate di pellegrinaggio e di preghiera», ha detto il Papa al termine dell’Angelus.  
 
«Nella seconda Lettura di oggi, San Paolo ci rivolge un pressante invito: Non vogliate rattristare lo Spirito Santo di Dio, con il quale foste segnati per il giorno della redenzione- sottolinea Francesco- Ma come si rattrista lo Spirito Santo? Tutti lo abbiamo ricevuto nel Battesimo e nella Cresima, quindi, per non rattristare lo Spirito Santo, è necessario vivere in maniera coerente con le promesse del Battesimo, rinnovate nella Cresima: queste promesse hanno due aspetti: rinuncia al male e adesione al bene».  
 
E, aggiunge il Pontefice: «Rinunciare al male significa dire no alle tentazioni, al peccato, a satana, più in concreto significa dire no a una cultura della morte, che si manifesta nella fuga dal reale verso una felicità falsa che si esprime nella menzogna, nella truffa, nell’ingiustizia, nel disprezzo dell’altro». Infatti «la vita nuova che ci è stata data nel Battesimo, e che ha lo Spirito come sorgente, respinge una condotta dominata da sentimenti di divisione e di discordia». Per questo «l’Apostolo Paolo esorta a togliere dal proprio cuore ogni asprezza, sdegno, ira, grida e maldicenza con ogni sorta di malignità».  
 
Secondo Jorge Mario Bergoglio, «questi sei elementi o vizi che turbano la gioia dello Spirito avvelenano il cuore e conducono ad imprecazioni contro Dio e contro il prossimo. Ma non basta non fare il male per essere un buon cristiano; è necessario aderire al bene e fare il bene. Ecco allora che San Paolo continua: siate invece benevoli gli uni verso gli altri, misericordiosi, perdonandovi a vicenda come Dio ha perdonato a voi in Cristo».  
 
Tante volte, evidenzia il Pontefice, «capita di sentire alcuni che dicono: Io non faccio del male a nessuno. D’accordo, ma il bene lo fai? Quante persone non fanno male, ma nemmeno il bene, e la loro vita scorre nell’indifferenza, nell’apatia, nella tiepidezza. Questo atteggiamento è contrario al Vangelo, ed è contrario anche all’indole di voi giovani, che per natura siete dinamici, appassionati e coraggiosi».  
 
Oggi, puntualizza il Pontefice, «vi esorto ad essere protagonisti nel bene! Non sentitevi a posto quando non fate il male; ognuno è colpevole del bene che poteva fare e non ha fatto. Non basta non odiare, bisogna perdonare; non basta non avere rancore, bisogna pregare per i nemici; non basta non essere causa di divisione, bisogna portare pace dove non c’è; non basta non parlare male degli altri, bisogna interrompere quando sentiamo parlar male di qualcuno».  
 
Dunque «se non ci opponiamo al male, lo alimentiamo in modo tacito. È necessario intervenire dove il male si diffonde; perché il male si diffonde dove mancano cristiani audaci che si oppongono con il bene, camminando nella carità, secondo il monito di San Paolo». E, prosegue il Papa, «cari giovani, in questi giorni avete camminato molto! Perciò siete allenati e posso dirvi: camminate nella carità! Camminiamo insieme verso il prossimo Sinodo dei Vescovi sul tema: “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale”». E, invoca il Papa, «la Vergine Maria ci sostenga con la sua materna intercessione, perché ciascuno di noi, ogni giorno, con i fatti, possa dire no al male e sì al bene».  
 
Dopo l’Angelus il Papa rivolge il suo saluto «a tutti voi, romani e pellegrini provenienti da tante parti del mondo». In particolare «saluto i giovani delle diocesi italiane, accompagnati dai rispettivi vescovi, dai loro sacerdoti ed educatori». In questi giorni «avete riversato per le strade di Roma il vostro entusiasmo e la vostra fede: vi ringrazio per la vostra presenza e per la vostra testimonianza cristiana!». La sua gratitudine «si estende alla Conferenza Episcopale Italiana – qui rappresentata dal presidente cardinale Gualtiero Bassetti – che ha promosso questo incontro dei giovani in vista del prossimo Sinodo dei Vescovi».  
 
E, raccomanda il Pontefice, «cari giovani, facendo ritorno nella vostre comunità, testimoniate ai vostri coetanei, e a quanti incontrerete, la gioia della fraternità e della comunione ecclesiale che avete sperimentato in queste giornate di pellegrinaggio e di preghiera». A tutti augura «una buona domenica e per favore, non dimenticate di pregare per me! Buon pranzo e arrivederci!». 

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