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«Non trasformare il servizio in strutture di potere»

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Il Papa a Santa Marta: attenti alla pigrizia e non «impadronirsi delle situazioni», sono atteggiamenti che allontanano da Gesù; bisogna essere «servi inutili, fino alla fine»

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DOMENICO AGASSO JR
ROMA

Mai smettere di combattere contro le tentazioni – in particolare quelle del potere e della pigrizia – che allontanano dal servizio al prossimo. È il monito di papa Francesco pronunciato nella Messa del mattino a Casa Santa Marta, come riporta Radio Vaticana.  

Il Pontefice ha messo in evidenza che, come Gesù, bisogna servire senza chiedere qualcosa in cambio; ed ha sottolineato che non ci si deve impadronire del servizio «trasformandolo in una struttura di potere».

Cristo parla della forza della fede, ma subito spiega che questa va inquadrata nel concetto e nell’attuazione del servizio. Papa Bergoglio ha basato la sua omelia sul Vangelo odierno del «servo inutile», di cui il Figlio di Dio racconta che dopo avere lavorato tutta la giornata, giunto a casa, invece di riposarsi deve ancora servire il suo signore: «Qualcuno di noi consiglierebbe a questo servo di andare al sindacato a cercare un po’ di consiglio, di come fare con un padrone così. Ma Gesù dice: “No, il servizio è totale”, perché Lui ha fatto strada con questo atteggiamento di servizio; Lui è il servo. Lui si presenta come il servo, quello che è venuto a servire e non a essere servito: così lo dice, chiaramente. E così, il Signore fa sentire agli apostoli la strada di quelli che hanno ricevuto la fede, quella fede che fa miracoli. Sì, questa fede farà miracoli sulla strada del servizio».

Un cristiano che riceve il regalo della fede nel Battesimo, ha avvertito il Papa, ma «non porta avanti questo dono sulla strada del servizio, diventa un cristiano senza forza, senza fecondità». Alla fine, diventa solo «un cristiano per se stesso, per servire se stesso»: la sua diviene una «vita triste», e così «tante cose grandi del Signore» vengono «sprecate».

Francesco ha ribadito che Dio comunica che «il servizio è unico», non si possono servire due padroni: «O Dio, o le ricchezze».

Ci si può allontanare – ha avvertito il Pontefice – da questo «atteggiamento del servizio, primo, per un po’ di pigrizia»; e questa «fa tiepido il cuore, la pigrizia ti rende comodo»: «La pigrizia ci allontana dal servizio e ci porta alla comodità, all’egoismo. Tanti cristiani così… sono buoni, vanno a Messa, ma il servizio fino a qua… Ma quando dico servizio, dico tutto: servizio a Dio nell’adorazione, nella preghiera, nelle lodi; servizio al prossimo, quando devo farlo; servizio fino alla fine, perché Gesù in questo è forte: “Così anche voi, quando avrete fatto tutto quello che vi è stato ordinato, adesso dite siamo servi inutili”. Servizio gratuito, senza chiedere niente».

L’altra possibilità di allontanarsi, ha proseguito Francesco, «è un po’ l’impadronirsi delle situazioni». Qualcosa, ha ricordato, che «è accaduto ai discepoli, agli apostoli stessi: allontanavano la gente perché non disturbassero Gesù, ma per essere comodi loro». I discepoli «si impadronivano del tempo del Signore, si impadronivano del potere del Signore: lo volevano per il loro gruppetto». E poi, «si impadronivano di questo atteggiamento di servizio, trasformandolo in una struttura di potere». Una sintesi di quanto detto dal Papa si trova nella discussione su chi sia il più grande tra Giacomo e Giovanni: la madre, ha rammentato Bergoglio, che «va a chiedere al Signore che uno dei suoi figli sia il primo ministro e l’altro il ministro dell’economia, con tutto il potere in mano». Questo succede anche oggi – è la denuncia del Papa – quando «i cristiani diventano padroni: padroni della fede, padroni del Regno, padroni della Salvezza». «Accade – ha constatato – è una tentazione per tutti i cristiani». Invece – è la sua esortazione – Dio promuove il servizio: «Servizio in umiltà», «servizio in speranza, e questa è la gioia del servizio cristiano».

«Nella vita dobbiamo lottare tanto contro le tentazioni che cercano di allontanarci da questo atteggiamento di servizio – ha concluso il Papa – La pigrizia porta alla comodità: servizio a metà; e l’impadronirsi della situazione, e da servo diventare padrone, che porta alla superbia, all’orgoglio, a trattare male la gente, a sentirsi importanti “perché sono cristiano, ho la salvezza”, e tante cose così. Il Signore ci dia queste due grazie grandi: l’umiltà nel servizio, al fine di poterci dire: “Siamo servi inutili – ma servi – fino alla fine”; e la speranza nell’attesa della manifestazione, quando venga il Signore a trovarci».

Redazionehttps://www.spesalvi.it
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Mai smettere di combattere contro le tentazioni – in particolare quelle del potere e della pigrizia – che allontanano dal servizio al prossimo. È il monito di papa Francesco pronunciato nella Messa del mattino a Casa Santa Marta, come riporta Radio Vaticana.  

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Il Pontefice ha messo in evidenza che, come Gesù, bisogna servire senza chiedere qualcosa in cambio; ed ha sottolineato che non ci si deve impadronire del servizio «trasformandolo in una struttura di potere».

Cristo parla della forza della fede, ma subito spiega che questa va inquadrata nel concetto e nell’attuazione del servizio. Papa Bergoglio ha basato la sua omelia sul Vangelo odierno del «servo inutile», di cui il Figlio di Dio racconta che dopo avere lavorato tutta la giornata, giunto a casa, invece di riposarsi deve ancora servire il suo signore: «Qualcuno di noi consiglierebbe a questo servo di andare al sindacato a cercare un po’ di consiglio, di come fare con un padrone così. Ma Gesù dice: “No, il servizio è totale”, perché Lui ha fatto strada con questo atteggiamento di servizio; Lui è il servo. Lui si presenta come il servo, quello che è venuto a servire e non a essere servito: così lo dice, chiaramente. E così, il Signore fa sentire agli apostoli la strada di quelli che hanno ricevuto la fede, quella fede che fa miracoli. Sì, questa fede farà miracoli sulla strada del servizio».

Un cristiano che riceve il regalo della fede nel Battesimo, ha avvertito il Papa, ma «non porta avanti questo dono sulla strada del servizio, diventa un cristiano senza forza, senza fecondità». Alla fine, diventa solo «un cristiano per se stesso, per servire se stesso»: la sua diviene una «vita triste», e così «tante cose grandi del Signore» vengono «sprecate».

Francesco ha ribadito che Dio comunica che «il servizio è unico», non si possono servire due padroni: «O Dio, o le ricchezze».

Ci si può allontanare – ha avvertito il Pontefice – da questo «atteggiamento del servizio, primo, per un po’ di pigrizia»; e questa «fa tiepido il cuore, la pigrizia ti rende comodo»: «La pigrizia ci allontana dal servizio e ci porta alla comodità, all’egoismo. Tanti cristiani così… sono buoni, vanno a Messa, ma il servizio fino a qua… Ma quando dico servizio, dico tutto: servizio a Dio nell’adorazione, nella preghiera, nelle lodi; servizio al prossimo, quando devo farlo; servizio fino alla fine, perché Gesù in questo è forte: “Così anche voi, quando avrete fatto tutto quello che vi è stato ordinato, adesso dite siamo servi inutili”. Servizio gratuito, senza chiedere niente».

L’altra possibilità di allontanarsi, ha proseguito Francesco, «è un po’ l’impadronirsi delle situazioni». Qualcosa, ha ricordato, che «è accaduto ai discepoli, agli apostoli stessi: allontanavano la gente perché non disturbassero Gesù, ma per essere comodi loro». I discepoli «si impadronivano del tempo del Signore, si impadronivano del potere del Signore: lo volevano per il loro gruppetto». E poi, «si impadronivano di questo atteggiamento di servizio, trasformandolo in una struttura di potere». Una sintesi di quanto detto dal Papa si trova nella discussione su chi sia il più grande tra Giacomo e Giovanni: la madre, ha rammentato Bergoglio, che «va a chiedere al Signore che uno dei suoi figli sia il primo ministro e l’altro il ministro dell’economia, con tutto il potere in mano». Questo succede anche oggi – è la denuncia del Papa – quando «i cristiani diventano padroni: padroni della fede, padroni del Regno, padroni della Salvezza». «Accade – ha constatato – è una tentazione per tutti i cristiani». Invece – è la sua esortazione – Dio promuove il servizio: «Servizio in umiltà», «servizio in speranza, e questa è la gioia del servizio cristiano».

«Nella vita dobbiamo lottare tanto contro le tentazioni che cercano di allontanarci da questo atteggiamento di servizio – ha concluso il Papa – La pigrizia porta alla comodità: servizio a metà; e l’impadronirsi della situazione, e da servo diventare padrone, che porta alla superbia, all’orgoglio, a trattare male la gente, a sentirsi importanti “perché sono cristiano, ho la salvezza”, e tante cose così. Il Signore ci dia queste due grazie grandi: l’umiltà nel servizio, al fine di poterci dire: “Siamo servi inutili – ma servi – fino alla fine”; e la speranza nell’attesa della manifestazione, quando venga il Signore a trovarci».

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