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“Non pensare la fede solo in termini di ‘si può’ o ‘non si può’”

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Papa Francesco a Santa Marta: no alla logica della casistica che è ipocrita e «inganna», in Dio giustizia è misericordia e misericordia è giustizia, questa è la verità

DOMENICO AGASSO JR
CITTÀ DEL VATICANO

Nella vita cristiana la verità non si negozia. Questo è indubbio. Però bisogna essere giusti nella misericordia e non pensare la fede solo in termini di «si può» o «non si può». Lo dice e insegna Gesù. È quanto afferma papa Francesco nella Messa mattutina a Casa Santa Marta, durante la quale mette in guardia dall’ipocrisia e dall’inganno di una fede ridotta a una «logica casistica». Lo riporta Radio Vaticana

Nel Vangelo odierno, 24 febbraio 2017, di San Marco, si legge la domanda: è «lecito per un marito ripudiare la propria moglie?». È un quesito dei dottori della Legge che seguono Cristo durante la predicazione in Giudea, rivolto allo Stesso Figlio di Dio. Ma Gesù non risponde cedendo alla logica casistica. Spiega la verità, come sempre. 

L’interrogazione è posta per mettere ancora una volta «alla prova» il Figlio del Signore, osserva Francesco che, dalla risposta data da Cristo, prende spunto per spiegare che cosa conta di più nella fede: «Gesù non risponde se sia lecito o non è lecito; non entra nella loro logica casistica. Perché loro pensavano soltanto alla fede in termini di “si può” o “non si può”, fino a dove si può, fino a dove non si può. Quella logica della casistica: Gesù non ci entra, in questo. E rivolge una domanda: “Ma che cosa vi ha ordinato Mosè? Che cosa è nella vostra Legge?”. E loro spiegano il permesso che ha dato Mosè per ripudiare la moglie, e sono loro a cadere nel tranello», perché Gesù li «qualifica “duri di cuore”: “Per la durezza del vostro cuore egli scrisse per voi questa norma”, e dice la verità. Senza casistica. Senza permessi. La verità». 

Gesù «dice sempre la verità – esclama il Papa – spiega le cose come sono state create», anche quando viene interrogato sull’adulterio dai suoi discepoli, a cui ribadisce: «Chi ripudia la propria moglie e ne sposa un’altra, commette adulterio verso di lei, e se lei ha ripudiato il marito e ne sposa un altro, commette adulterio».  

Francesco nella predica puntualizza che la logica della casistica è ipocrita, inganna. Se la verità è questa, ossia l’adulterio è «grave», come spiegare dunque, si chiede il Pontefice, che Cristo dialoga «tante volte con un’adultera, pagana»? Addirittura ha «bevuto dal bicchiere di lei, che non era purificato». E poi le comunica: «Io non ti condanno. Non peccare più»; come è possibile? Perché, precisa il Vescovo di Roma, «il cammino di Gesù – si vede chiaro – è il cammino dalla casistica alla verità e alla misericordia. Gesù lascia fuori la casistica. A quelli che volevano metterlo alla prova, a quelli che pensavano con questa logica del “si può”, li qualifica – non qui, ma in altro passo del Vangelo –ipocriti». Pure «con il quarto comandamento, questi negavano di assistere i genitori con la scusa che avevano dato una bella offerta alla Chiesa. Ipocriti. La casistica è ipocrita. È un pensiero ipocrita. “Si può – non si può”… che poi diventa più sottile, più diabolico: ma fino a chi posso? Ma di qui a qui, non posso. È l’inganno della casistica».  

Quindi il percorso cristiano va dalla casistica, alla verità alla misericordia; ossia non cede alla logica della casistica, ma risponde con la verità, cui si accompagna, sul modello Gesù, la misericordia, «perché Lui è l’incarnazione della Misericordia del Padre, e non può negare se stesso. Non può negare se stesso perché è la Verità del Padre, e non può negare se stesso perché è la Misericordia del Padre». È questa «la strada che Gesù ci insegna», certo, complicata da applicare, riconosce il Papa, di fronte alle tentazioni della vita.  

Quando «la tentazione ti tocca il cuore – questo cammino di uscire dalla casistica alla verità e alla misericordia, non è facile: ci vuole la grazia di Dio perché ci aiuti ad andare così avanti. E dobbiamo chiederla sempre. “Signore, che io sia giusto, ma giusto con misericordia”»; non «giusto, coperto dalla casistica. Giusto nella misericordia. Come sei Tu. Giusto nella misericordia». Una persona con «mentalità casistica può domandare: “Ma, che cosa è più importante, in Dio? Giustizia o misericordia?”. Anche, è un pensiero malato, che cerca di uscire… Cosa è più importante? Non sono due: è uno solo, una sola cosa. In Dio, giustizia è misericordia e misericordia è giustizia».  

Il Signore «ci aiuti a capire questa strada – invoca in conclusione – che non è facile, ma ci farà felici, a noi, e farà felice tanta gente». 

Parole, quelle di papa Francesco in questa omelia, facilmente collegabili e interpretabili come una rinnovata risposta al dibattito e alle polemiche sull’esortazione post sinodale Amoris Laetitia, in particolare sul capitolo VIII dedicato all’atteggiamento pastorale verso i divorziati risposati.  

Redazionehttps://www.spesalvi.it
SpeSalvi.it | Cultura e Informazione cattolica

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Papa Francesco a Santa Marta: no alla logica della casistica che è ipocrita e «inganna», in Dio giustizia è misericordia e misericordia è giustizia, questa è la verità

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Nella vita cristiana la verità non si negozia. Questo è indubbio. Però bisogna essere giusti nella misericordia e non pensare la fede solo in termini di «si può» o «non si può». Lo dice e insegna Gesù. È quanto afferma papa Francesco nella Messa mattutina a Casa Santa Marta, durante la quale mette in guardia dall’ipocrisia e dall’inganno di una fede ridotta a una «logica casistica». Lo riporta Radio Vaticana

Nel Vangelo odierno, 24 febbraio 2017, di San Marco, si legge la domanda: è «lecito per un marito ripudiare la propria moglie?». È un quesito dei dottori della Legge che seguono Cristo durante la predicazione in Giudea, rivolto allo Stesso Figlio di Dio. Ma Gesù non risponde cedendo alla logica casistica. Spiega la verità, come sempre. 

L’interrogazione è posta per mettere ancora una volta «alla prova» il Figlio del Signore, osserva Francesco che, dalla risposta data da Cristo, prende spunto per spiegare che cosa conta di più nella fede: «Gesù non risponde se sia lecito o non è lecito; non entra nella loro logica casistica. Perché loro pensavano soltanto alla fede in termini di “si può” o “non si può”, fino a dove si può, fino a dove non si può. Quella logica della casistica: Gesù non ci entra, in questo. E rivolge una domanda: “Ma che cosa vi ha ordinato Mosè? Che cosa è nella vostra Legge?”. E loro spiegano il permesso che ha dato Mosè per ripudiare la moglie, e sono loro a cadere nel tranello», perché Gesù li «qualifica “duri di cuore”: “Per la durezza del vostro cuore egli scrisse per voi questa norma”, e dice la verità. Senza casistica. Senza permessi. La verità». 

Gesù «dice sempre la verità – esclama il Papa – spiega le cose come sono state create», anche quando viene interrogato sull’adulterio dai suoi discepoli, a cui ribadisce: «Chi ripudia la propria moglie e ne sposa un’altra, commette adulterio verso di lei, e se lei ha ripudiato il marito e ne sposa un altro, commette adulterio».  

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Francesco nella predica puntualizza che la logica della casistica è ipocrita, inganna. Se la verità è questa, ossia l’adulterio è «grave», come spiegare dunque, si chiede il Pontefice, che Cristo dialoga «tante volte con un’adultera, pagana»? Addirittura ha «bevuto dal bicchiere di lei, che non era purificato». E poi le comunica: «Io non ti condanno. Non peccare più»; come è possibile? Perché, precisa il Vescovo di Roma, «il cammino di Gesù – si vede chiaro – è il cammino dalla casistica alla verità e alla misericordia. Gesù lascia fuori la casistica. A quelli che volevano metterlo alla prova, a quelli che pensavano con questa logica del “si può”, li qualifica – non qui, ma in altro passo del Vangelo –ipocriti». Pure «con il quarto comandamento, questi negavano di assistere i genitori con la scusa che avevano dato una bella offerta alla Chiesa. Ipocriti. La casistica è ipocrita. È un pensiero ipocrita. “Si può – non si può”… che poi diventa più sottile, più diabolico: ma fino a chi posso? Ma di qui a qui, non posso. È l’inganno della casistica».  

Quindi il percorso cristiano va dalla casistica, alla verità alla misericordia; ossia non cede alla logica della casistica, ma risponde con la verità, cui si accompagna, sul modello Gesù, la misericordia, «perché Lui è l’incarnazione della Misericordia del Padre, e non può negare se stesso. Non può negare se stesso perché è la Verità del Padre, e non può negare se stesso perché è la Misericordia del Padre». È questa «la strada che Gesù ci insegna», certo, complicata da applicare, riconosce il Papa, di fronte alle tentazioni della vita.  

Quando «la tentazione ti tocca il cuore – questo cammino di uscire dalla casistica alla verità e alla misericordia, non è facile: ci vuole la grazia di Dio perché ci aiuti ad andare così avanti. E dobbiamo chiederla sempre. “Signore, che io sia giusto, ma giusto con misericordia”»; non «giusto, coperto dalla casistica. Giusto nella misericordia. Come sei Tu. Giusto nella misericordia». Una persona con «mentalità casistica può domandare: “Ma, che cosa è più importante, in Dio? Giustizia o misericordia?”. Anche, è un pensiero malato, che cerca di uscire… Cosa è più importante? Non sono due: è uno solo, una sola cosa. In Dio, giustizia è misericordia e misericordia è giustizia».  

Il Signore «ci aiuti a capire questa strada – invoca in conclusione – che non è facile, ma ci farà felici, a noi, e farà felice tanta gente». 

Parole, quelle di papa Francesco in questa omelia, facilmente collegabili e interpretabili come una rinnovata risposta al dibattito e alle polemiche sull’esortazione post sinodale Amoris Laetitia, in particolare sul capitolo VIII dedicato all’atteggiamento pastorale verso i divorziati risposati.  

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