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Non fatevi rappresentare solo da Fedez ed Elodie

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di: Marcello Neri
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ddl zan

Lasciamo a mani più esperte ogni doveroso commento sulla nota verbale consegnata dalla Segreteria di Stato vaticana all’Ambasciata italiana presso la Santa Sede. Soprattutto dopo essere venuti a conoscenza di cosa si dice e quali siano le ragioni formali sollevate – perché solo di queste si tratta, ossia di un rispetto da entrambe le parti di un accordo bilaterale tra due stati sovrani. Cosa che supera da sé la forma concordataria a cui tutti i media fanno (ancora) riferimento.

Mentre il PD conferma il suo appoggio alla sostanza della legge, e cerca di riattivare un qualche contatto con il Vaticano, e il governo giustamente tace, sia perché le leggi le fa il Parlamento, sia per via del profilo diplomatico della questione in cui ne va dell’affidabilità internazionale del nostro paese, lo spettacolo si erge a censore della supposta intransigenza vaticana. Dal “pagate le tasse per gli immobili” di Fedez al “ringraziamento speciale ai suoi genitori che non mi hanno battezzata” di Elodie.

Cose che ben poco hanno a che fare con lo stesso DDL Zan, e ancor meno con la formalità diplomatica della nota vaticana – che, probabilmente, una sua qualche pertinenza ce l’ha (a vedere dai primi commenti di chi mastica qualcosa in materia). La disponibilità ad accogliere questo tipo di endorsement spettacolare da parte dei sostenitori del disegno di legge Zan, senza preoccuparsi delle conseguenze che esso potrebbe eventualmente avere per le libertà dei cittadini italiani, è indice preoccupante della condizione della cultura democratica in cui versa il nostro paese.

Il rischio che ne venga fuori una legge confusa, il cui scopo tra l’altro esulerebbe dalla funzione del diritto in regime democratico, è cosa che è già stata fatta notare. Il fatto di lasciare in mano la questione dei diritti civili a chi cerca prevalentemente di farsi un giro sui media per aumentare i suoi followers dovrebbe però preoccupare di più – e tutti.

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Se l’influencer è tutto quello che rimane del mestiere che una volta era degli intellettuali, allora non credo che siamo messi benissimo come società civile.

Se ne va dei diritti civili, cerchiamo almeno rappresentanze all’altezza della battaglia che vogliamo condurre – e se uomini e donne dello spettacolo vogliono dire la loro, come è giusto che sia, usino il linguaggio dell’arte che maneggiano come professione, faranno un servizio migliore al paese. Lo confesso, sono un nostalgico di “Affacciati affacciati” di Edoardo Bennato – e pensare che erano solo canzonette…

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Originale: Settimana News
Redazionehttps://www.spesalvi.it
SpeSalvi.it | Cultura e Informazione cattolica
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Mentre il PD conferma il suo appoggio alla sostanza della legge, e cerca di riattivare un qualche contatto con il Vaticano, e il governo giustamente tace, sia perché le leggi le fa il Parlamento, sia per via del profilo diplomatico della questione in cui ne va dell’affidabilità internazionale del nostro paese, lo spettacolo si erge a censore della supposta intransigenza vaticana. Dal “pagate le tasse per gli immobili” di Fedez al “ringraziamento speciale ai suoi genitori che non mi hanno battezzata” di Elodie.

Cose che ben poco hanno a che fare con lo stesso DDL Zan, e ancor meno con la formalità diplomatica della nota vaticana – che, probabilmente, una sua qualche pertinenza ce l’ha (a vedere dai primi commenti di chi mastica qualcosa in materia). La disponibilità ad accogliere questo tipo di endorsement spettacolare da parte dei sostenitori del disegno di legge Zan, senza preoccuparsi delle conseguenze che esso potrebbe eventualmente avere per le libertà dei cittadini italiani, è indice preoccupante della condizione della cultura democratica in cui versa il nostro paese.

Il rischio che ne venga fuori una legge confusa, il cui scopo tra l’altro esulerebbe dalla funzione del diritto in regime democratico, è cosa che è già stata fatta notare. Il fatto di lasciare in mano la questione dei diritti civili a chi cerca prevalentemente di farsi un giro sui media per aumentare i suoi followers dovrebbe però preoccupare di più – e tutti.

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Se ne va dei diritti civili, cerchiamo almeno rappresentanze all’altezza della battaglia che vogliamo condurre – e se uomini e donne dello spettacolo vogliono dire la loro, come è giusto che sia, usino il linguaggio dell’arte che maneggiano come professione, faranno un servizio migliore al paese. Lo confesso, sono un nostalgico di “Affacciati affacciati” di Edoardo Bennato – e pensare che erano solo canzonette…

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