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«Non facciamoci ingannare da falsi messia, santoni e stregoni»

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Il Papa all’Angelus ha anche invitato a pensare «a tanti cristiani che soffrono persecuzioni. Ce ne sono tanti». E poi ha pregato per le vittime della strada

Papa Francesco celebra l'Angelus
DOMENICO AGASSO JR
ROMA

Essere attenti a non lasciarsi ingannare dai «falsi messia». E pensare ai «tanti fratelli e sorelle cristiani» che soffrono ancora oggi per le persecuzioni religiose: forse sono di più oggi che nei primi secoli. Sono gli inviti espressi da papa Francesco all’Angelus odierno in piazza San Pietro. E dopo la preghiera mariana il Pontefice ha ricordato che oggi è la “Giornata delle vittime della strada”, e ha lanciato un’originale “iniziativa per la salute dell’anima” – accolta da un forte applauso – per la conclusione dell’Anno della Fede.

Il brano del Vangelo di oggi dice che Gesù – rivolgendosi alle persone di Gerusalemme che parlavano del tempio e della sua bellezza – esorta a porre l’attenzione sulle «vere questioni» e non su aspetti secondari: e il Papa ha messo in evidenza l’attualità delle parole del Figlio di Dio, «anche per noi che viviamo nel XXI secolo». Francesco ha lanciato un appello per il discernimento: discernere, distinguere, seguendo le parole di Cristo: «Badate di non lasciarvi ingannare. Molti infatti verranno nel mio nome».

Ecco che Francesco ha affermato: «Anche oggi, infatti, ci sono falsi “salvatori”, che tentano di sostituirsi a Gesù: leader di questo mondo, santoni, anche stregoni, personaggi che vogliono attirare a sé le menti e i cuori, specialmente dei giovani. Gesù ci mette in guardia: “Non andate dietro a loro!”. E il Signore ci aiuta anche a non avere paura: di fronte alle guerre, alle rivoluzioni, ma anche alle calamità naturali, alle epidemie, Gesù ci libera dal fatalismo e da false visioni apocalittiche».

Il Papa ha proseguito con la spiegazione: interpellandoci «come cristiani e come Chiesa», Gesù «preannuncia prove dolorose e persecuzioni che i suoi discepoli dovranno patire, a causa sua». Però garantisce che «siamo totalmente nelle mani di Dio», perché «le avversità che incontriamo per la nostra fede e la nostra adesione al Vangelo sono occasioni di testimonianza», e non devono «allontanarci dal Signore, ma spingerci ad abbandonarci ancora di più a Lui, alla forza del suo Spirito e della sua grazia».

Il Pontefice ha poi chiesto di pensare «a tanti fratelli e sorelle cristiani che soffrono persecuzioni a causa della loro fede. Ce ne sono tanti. Forse molti di più dei primi secoli». «Gesù è con loro – ha continuato – Anche noi siamo uniti a loro, con la nostra preghiera e il nostro affetto. Abbiamo ammirazione per il loro coraggio e la loro testimonianza. Sono i nostri fratelli e sorelle che in tante parti del mondo soffrono a causa di essere fedeli a Gesù Cristo. Li salutiamo dal cuore e con affetto».

Ma Dio non conduce a una sconfitta – ha precisato – dal Signore giunge una promessa «che è garanzia di vittoria». Perseveranza, è la strada che porta alla vittoria: perseverando, dice il Signore, «salverete la vostra vita». Queste parole, ha sottolineato Francesco, sono «un richiamo alla speranza e alla pazienza, al saper aspettare i frutti sicuri della salvezza, confidando nel senso profondo della vita e della storia».

«Le prove e le difficoltà fanno parte di un disegno più grande – ha aggiunto il Papa – il Signore, padrone della storia, conduce tutto al suo compimento». E le tragedie non devono scoraggiare: «Nonostante i disordini e le sciagure che turbano il mondo, il disegno di bontà e di misericordia di Dio si compirà».Dopo la recita dell’Angelus, il Pontefice, a proposito della Giornata delle vittime della strada, ha detto: «Assicuro la mia preghiera e incoraggio a proseguire nell’impegno della prevenzione, perché la prudenza e il rispetto delle norme sono la prima forma di tutela di sé e degli altri».

Infine, ha lanciato la “Misericordina”, per «concretizzare i frutti dell’Anno della Fede, che volge al termine»: è una «medicina spirituale» contenuta in una scatoletta distribuita ai pellegrini.

Redazionehttps://www.spesalvi.it
SpeSalvi.it | Cultura e Informazione cattolica

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Il Papa all’Angelus ha anche invitato a pensare «a tanti cristiani che soffrono persecuzioni. Ce ne sono tanti». E poi ha pregato per le vittime della strada

Papa Francesco celebra l'Angelus
DOMENICO AGASSO JR
ROMA

Essere attenti a non lasciarsi ingannare dai «falsi messia». E pensare ai «tanti fratelli e sorelle cristiani» che soffrono ancora oggi per le persecuzioni religiose: forse sono di più oggi che nei primi secoli. Sono gli inviti espressi da papa Francesco all’Angelus odierno in piazza San Pietro. E dopo la preghiera mariana il Pontefice ha ricordato che oggi è la “Giornata delle vittime della strada”, e ha lanciato un’originale “iniziativa per la salute dell’anima” – accolta da un forte applauso – per la conclusione dell’Anno della Fede.

Il brano del Vangelo di oggi dice che Gesù – rivolgendosi alle persone di Gerusalemme che parlavano del tempio e della sua bellezza – esorta a porre l’attenzione sulle «vere questioni» e non su aspetti secondari: e il Papa ha messo in evidenza l’attualità delle parole del Figlio di Dio, «anche per noi che viviamo nel XXI secolo». Francesco ha lanciato un appello per il discernimento: discernere, distinguere, seguendo le parole di Cristo: «Badate di non lasciarvi ingannare. Molti infatti verranno nel mio nome».

Ecco che Francesco ha affermato: «Anche oggi, infatti, ci sono falsi “salvatori”, che tentano di sostituirsi a Gesù: leader di questo mondo, santoni, anche stregoni, personaggi che vogliono attirare a sé le menti e i cuori, specialmente dei giovani. Gesù ci mette in guardia: “Non andate dietro a loro!”. E il Signore ci aiuta anche a non avere paura: di fronte alle guerre, alle rivoluzioni, ma anche alle calamità naturali, alle epidemie, Gesù ci libera dal fatalismo e da false visioni apocalittiche».

Il Papa ha proseguito con la spiegazione: interpellandoci «come cristiani e come Chiesa», Gesù «preannuncia prove dolorose e persecuzioni che i suoi discepoli dovranno patire, a causa sua». Però garantisce che «siamo totalmente nelle mani di Dio», perché «le avversità che incontriamo per la nostra fede e la nostra adesione al Vangelo sono occasioni di testimonianza», e non devono «allontanarci dal Signore, ma spingerci ad abbandonarci ancora di più a Lui, alla forza del suo Spirito e della sua grazia».

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Il Pontefice ha poi chiesto di pensare «a tanti fratelli e sorelle cristiani che soffrono persecuzioni a causa della loro fede. Ce ne sono tanti. Forse molti di più dei primi secoli». «Gesù è con loro – ha continuato – Anche noi siamo uniti a loro, con la nostra preghiera e il nostro affetto. Abbiamo ammirazione per il loro coraggio e la loro testimonianza. Sono i nostri fratelli e sorelle che in tante parti del mondo soffrono a causa di essere fedeli a Gesù Cristo. Li salutiamo dal cuore e con affetto».

Ma Dio non conduce a una sconfitta – ha precisato – dal Signore giunge una promessa «che è garanzia di vittoria». Perseveranza, è la strada che porta alla vittoria: perseverando, dice il Signore, «salverete la vostra vita». Queste parole, ha sottolineato Francesco, sono «un richiamo alla speranza e alla pazienza, al saper aspettare i frutti sicuri della salvezza, confidando nel senso profondo della vita e della storia».

«Le prove e le difficoltà fanno parte di un disegno più grande – ha aggiunto il Papa – il Signore, padrone della storia, conduce tutto al suo compimento». E le tragedie non devono scoraggiare: «Nonostante i disordini e le sciagure che turbano il mondo, il disegno di bontà e di misericordia di Dio si compirà».Dopo la recita dell’Angelus, il Pontefice, a proposito della Giornata delle vittime della strada, ha detto: «Assicuro la mia preghiera e incoraggio a proseguire nell’impegno della prevenzione, perché la prudenza e il rispetto delle norme sono la prima forma di tutela di sé e degli altri».

Infine, ha lanciato la “Misericordina”, per «concretizzare i frutti dell’Anno della Fede, che volge al termine»: è una «medicina spirituale» contenuta in una scatoletta distribuita ai pellegrini.

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