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Nessuno sia lasciato solo, ogni vita è sacra

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Appello del Papa all’Angelus per i bambini «in pericolo di interruzione di gravidanza» e per le persone in fin di vita: «Difendere la vita contro lo scarto e il calo demografico»

«Ogni vita è sacra e va difesa contro il calo demografico. Nessuno sia lasciato solo». Appello papale a «portare avanti la cultura della vita come risposta alla logica dello scarto e al calo demografico: stiamo vicini e insieme preghiamo per i bambini che sono in pericolo dell’interruzione della gravidanza, come pure per le persone che stanno alla fine della vita; ogni vita è sacra, perché nessuno sia lasciato solo e l’amore difenda il senso della vita».  

 

 

All’Angelus, Francesco cita Madre Teresa («La vita è bellezza, ammirala; la vita è vita, difendila») e ai fedeli che partecipano numerosi alla preghiera mariana ribadisce che «la missione dei cristiani nella società è quella di dare sapore alla vita con la fede e l’amore che Cristo ci ha donato, e nello stesso tempo di tenere lontani i germi inquinanti dell’egoismo, dell’invidia, della maldicenza, e così via». Infatti, prosegue, «questi germi rovinano il tessuto delle nostre comunità, che devono invece risplendere come luoghi di accoglienza, di solidarietà e di riconciliazione».  

 

Per adempiere a questa missione, dunque, «bisogna che noi stessi per primi siamo liberati dalla degenerazione corruttrice degli influssi mondani, contrari a Cristo e al Vangelo e questa purificazione non finisce mai, va fatta continuamente». Infatti, sottolinea Jorge Mario Bergoglio, «ognuno di noi è chiamato ad essere luce e sale nel proprio ambiente di vita quotidiana, perseverando nel compito di rigenerare la realtà umana nello spirito del Vangelo e nella prospettiva del regno di Dio: ci sia sempre di aiuto la protezione di Maria Santissima, prima discepola di Gesù e modello dei credenti che vivono ogni giorno nella storia la loro vocazione e missione». E «la nostra Madre ci aiuti a lasciarci sempre purificare e illuminare dal Signore, per diventare a nostra volta sale della terra e luce del mondo».  

 

Prendendo spunto dalle letture proposte dalla liturgia domenicale, Francesco spiega il discorso della montagna nel Vangelo di Matteo che, «dopo aver presentato domenica scorsa le Beatitudini, oggi mette in risalto le parole di Gesù che descrivono la missione dei suoi discepoli nel mondo». «Egli – evidenzia il Pontefice – utilizza le metafore del sale e della luce, e le sue parole sono dirette ai discepoli di ogni tempo, quindi anche a noi. Gesù ci invita ad essere un riflesso della sua luce, attraverso la testimonianza delle opere buone».  

 

Dice: «Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli». Queste parole, secondo il Papa, sottolineano che «noi siamo riconoscibili come veri discepoli di Colui che è Luce del mondo, dalle nostre opere». Infatti, «è soprattutto il nostro comportamento che, nel bene e nel male, lascia un segno negli altri». Perciò «abbiamo un compito e una responsabilità per il dono ricevuto: la luce della fede, che è in noi per mezzo di Cristo e dell’azione dello Spirito Santo, non dobbiamo trattenerla come se fosse nostra proprietà». Invece «siamo chiamati a farla risplendere nel mondo, a donarla agli altri mediante le opere buone: e quanto ha bisogno il mondo della luce del Vangelo che trasforma, guarisce e garantisce la salvezza a chi lo accoglie!».  

 

Inoltre, puntualizza il Papa, «la luce della nostra fede, donandosi, non si spegne ma si rafforza, invece può venir meno se non la alimentiamo con l’amore e con le opere di carità. Così l’immagine della luce s’incontra con quella del sale». La pagina evangelica, infatti, «ci dice che, come discepoli di Cristo, siamo anche il sale della terra”. Il sale, aggiunge Francesco, è «un elemento che, mentre dà sapore, preserva il cibo dall’alterazione e dalla corruzione: al tempo di Gesù non c’erano frigoriferi».  

 

Dopo l’Angelus, poi, il Papa ricorda che oggi in Italia si celebra la Giornata per la Vita promossa dalla Cei sul tema “Donne e uomini per la vita nel solco di Santa Teresa di Calcutta”. Si unisce quindi «ai vescovi italiani nell’auspicare una coraggiosa azione educativa in favore della vita umana: portiamo avanti la cultura della vita come risposta alla logica dello scarto e al calo demografico».  «Stiamo vicini – incoraggia il Pontefice – e insieme preghiamo per le donne che pensano a interrompere una gravidanza, come pure per le persone alla fine della vita, perché nessuno sia lasciato solo e l’amore difenda il senso della vita».  

 

Bergoglio saluta poi «il Movimento per la vita, i docenti delle università romane e quanti collaborano per la formazione delle nuove generazioni, affinché siano capaci di costruire una società accogliente e degna per ogni persona». Infine si rivolge «a tutti i pellegrini, le famiglie, i gruppi parrocchiali e le associazioni provenienti da diverse parti del mondo. In particolare, saluto i fedeli di Vienna, Granada, Melilla, Acquaviva delle Fonti e Bari; così come gli studenti di Penafiel (Portogallo) e Badajoz (Spagna)». E a tutti augura «una buona domenica». 

Redazionehttps://www.spesalvi.it
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Appello del Papa all’Angelus per i bambini «in pericolo di interruzione di gravidanza» e per le persone in fin di vita: «Difendere la vita contro lo scarto e il calo demografico»

«Ogni vita è sacra e va difesa contro il calo demografico. Nessuno sia lasciato solo». Appello papale a «portare avanti la cultura della vita come risposta alla logica dello scarto e al calo demografico: stiamo vicini e insieme preghiamo per i bambini che sono in pericolo dell’interruzione della gravidanza, come pure per le persone che stanno alla fine della vita; ogni vita è sacra, perché nessuno sia lasciato solo e l’amore difenda il senso della vita».  

 

 

All’Angelus, Francesco cita Madre Teresa («La vita è bellezza, ammirala; la vita è vita, difendila») e ai fedeli che partecipano numerosi alla preghiera mariana ribadisce che «la missione dei cristiani nella società è quella di dare sapore alla vita con la fede e l’amore che Cristo ci ha donato, e nello stesso tempo di tenere lontani i germi inquinanti dell’egoismo, dell’invidia, della maldicenza, e così via». Infatti, prosegue, «questi germi rovinano il tessuto delle nostre comunità, che devono invece risplendere come luoghi di accoglienza, di solidarietà e di riconciliazione».  

 

Per adempiere a questa missione, dunque, «bisogna che noi stessi per primi siamo liberati dalla degenerazione corruttrice degli influssi mondani, contrari a Cristo e al Vangelo e questa purificazione non finisce mai, va fatta continuamente». Infatti, sottolinea Jorge Mario Bergoglio, «ognuno di noi è chiamato ad essere luce e sale nel proprio ambiente di vita quotidiana, perseverando nel compito di rigenerare la realtà umana nello spirito del Vangelo e nella prospettiva del regno di Dio: ci sia sempre di aiuto la protezione di Maria Santissima, prima discepola di Gesù e modello dei credenti che vivono ogni giorno nella storia la loro vocazione e missione». E «la nostra Madre ci aiuti a lasciarci sempre purificare e illuminare dal Signore, per diventare a nostra volta sale della terra e luce del mondo».  

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Prendendo spunto dalle letture proposte dalla liturgia domenicale, Francesco spiega il discorso della montagna nel Vangelo di Matteo che, «dopo aver presentato domenica scorsa le Beatitudini, oggi mette in risalto le parole di Gesù che descrivono la missione dei suoi discepoli nel mondo». «Egli – evidenzia il Pontefice – utilizza le metafore del sale e della luce, e le sue parole sono dirette ai discepoli di ogni tempo, quindi anche a noi. Gesù ci invita ad essere un riflesso della sua luce, attraverso la testimonianza delle opere buone».  

 

Dice: «Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli». Queste parole, secondo il Papa, sottolineano che «noi siamo riconoscibili come veri discepoli di Colui che è Luce del mondo, dalle nostre opere». Infatti, «è soprattutto il nostro comportamento che, nel bene e nel male, lascia un segno negli altri». Perciò «abbiamo un compito e una responsabilità per il dono ricevuto: la luce della fede, che è in noi per mezzo di Cristo e dell’azione dello Spirito Santo, non dobbiamo trattenerla come se fosse nostra proprietà». Invece «siamo chiamati a farla risplendere nel mondo, a donarla agli altri mediante le opere buone: e quanto ha bisogno il mondo della luce del Vangelo che trasforma, guarisce e garantisce la salvezza a chi lo accoglie!».  

 

Inoltre, puntualizza il Papa, «la luce della nostra fede, donandosi, non si spegne ma si rafforza, invece può venir meno se non la alimentiamo con l’amore e con le opere di carità. Così l’immagine della luce s’incontra con quella del sale». La pagina evangelica, infatti, «ci dice che, come discepoli di Cristo, siamo anche il sale della terra”. Il sale, aggiunge Francesco, è «un elemento che, mentre dà sapore, preserva il cibo dall’alterazione e dalla corruzione: al tempo di Gesù non c’erano frigoriferi».  

 

Dopo l’Angelus, poi, il Papa ricorda che oggi in Italia si celebra la Giornata per la Vita promossa dalla Cei sul tema “Donne e uomini per la vita nel solco di Santa Teresa di Calcutta”. Si unisce quindi «ai vescovi italiani nell’auspicare una coraggiosa azione educativa in favore della vita umana: portiamo avanti la cultura della vita come risposta alla logica dello scarto e al calo demografico».  «Stiamo vicini – incoraggia il Pontefice – e insieme preghiamo per le donne che pensano a interrompere una gravidanza, come pure per le persone alla fine della vita, perché nessuno sia lasciato solo e l’amore difenda il senso della vita».  

 

Bergoglio saluta poi «il Movimento per la vita, i docenti delle università romane e quanti collaborano per la formazione delle nuove generazioni, affinché siano capaci di costruire una società accogliente e degna per ogni persona». Infine si rivolge «a tutti i pellegrini, le famiglie, i gruppi parrocchiali e le associazioni provenienti da diverse parti del mondo. In particolare, saluto i fedeli di Vienna, Granada, Melilla, Acquaviva delle Fonti e Bari; così come gli studenti di Penafiel (Portogallo) e Badajoz (Spagna)». E a tutti augura «una buona domenica». 

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