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Nell’anniversario di matrimonio, gli sposi si possono dare la Comunione l’uno all’altra?

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L’istruzione Redemptionis Sacramentum chiarisce i dubbi su chi può dare la Comunione

NELL’ANNIVERSARIO DI MATRIMONIO, GLI SPOSI POSSONO DARSI LA COMUNIONE L’UNO ALL’ALTRO?

No, non possono farlo. È tuttavia comune vedere in una chiesa o nell’altra che il sacerdote invita il marito e la moglie e questi, a loro volta, amministrano la Santa Comunione l’uno all’altro. Questo gesto non è permesso dalla Chiesa, che lo proibisce in modo deciso nell’istruzione Redemptionis Sacramentum, che parla di alcune questioni da osservare ed evitare quando si tratta della Santissima Eucaristia.

Al numero 94, la Redemptionis Sacramentum dichiara che questo atto è un affronto e ordina che “va rimosso l’abuso che gli sposi durante la Messa nuziale si distribuiscano in modo reciproco la santa Comunione”.

Una vota risposto alla prima domanda, forse si penserà che questo non può accadere solo nelle cerimonie di matrimonio e nella celebrazione delle nozze, ma è un’idea sbagliata. Ecco qualche esempio: il padre o la madre non possono dare la Comunione alla figlia quando compie 15 anni, né in alcun altro compleanno; il fratello non può dare la Comunione alla sorella e viceversa; il fidanzato alla fidanzata. Il divieto è dunque generale: è il sacerdote, ministro ordinario della Comunione, ad essere responsabile di amministrare questo sacramento.

Alcuni diranno “Nella mia parrocchia, al momento della Comunione, il sacerdote invita i fedeli a dirigersi all’altare e a comunicarsi, prendendo l’ostia per conto proprio”. Facendo questo, il sacerdote in questione sta commettendo un errore grave, come indica la Redemptionis Sacramentum, perché non è permesso che i fedeli prendano l’ostia consacrata né il calice da sé, né che li passino tra loro di mano in mano. Nell’ultima cena, è stato Gesù a distribuire il pane e il vino. Nella Messa, agendo in persona Christi – nella persona di Cristo –, il sacerdote distribuisce la Comunione. Può essere aiutato da diaconi o, quando è necessario, da ministri straordinari della Comunione.

Un’altra situazione errata che si osserva in alcuni luoghi è quando durante la distribuzione della Comunione sotto le due specie il sacerdote dà al fedele l’ostia e questi la immerge nel vino con le proprie mani. Anche in questo caso è il sacerdote che deve compiere il processo, dando a chi si comunica l’ostia già immersa nel vino.

Diaconi e ministri straordinari della Santa Comunione possono prendere la Comunione da sé?

No, anche loro non possono. Il sacerdote dà loro la Comunione ed essi la distribuiscono agli altri, ma è vietato che si servano direttamente prendendo le specie sull’altare.

A chi ricorrere quando si assiste a una violazione come quelle descritte?

L’istruzione Redemptionis Sacramentum risponde al numero 184: “Ogni cattolico, sia Sacerdote sia Diacono sia fedele laico, ha il diritto di sporgere querela su un abuso liturgico presso il Vescovo diocesano o l’Ordinario competente a quegli equiparato dal diritto o alla Sede Apostolica in virtù del primato del Romano Pontefice”.

Redazionehttps://www.spesalvi.it
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No, non possono farlo. È tuttavia comune vedere in una chiesa o nell’altra che il sacerdote invita il marito e la moglie e questi, a loro volta, amministrano la Santa Comunione l’uno all’altro. Questo gesto non è permesso dalla Chiesa, che lo proibisce in modo deciso nell’istruzione Redemptionis Sacramentum, che parla di alcune questioni da osservare ed evitare quando si tratta della Santissima Eucaristia.

Al numero 94, la Redemptionis Sacramentum dichiara che questo atto è un affronto e ordina che “va rimosso l’abuso che gli sposi durante la Messa nuziale si distribuiscano in modo reciproco la santa Comunione”.

Una vota risposto alla prima domanda, forse si penserà che questo non può accadere solo nelle cerimonie di matrimonio e nella celebrazione delle nozze, ma è un’idea sbagliata. Ecco qualche esempio: il padre o la madre non possono dare la Comunione alla figlia quando compie 15 anni, né in alcun altro compleanno; il fratello non può dare la Comunione alla sorella e viceversa; il fidanzato alla fidanzata. Il divieto è dunque generale: è il sacerdote, ministro ordinario della Comunione, ad essere responsabile di amministrare questo sacramento.

Alcuni diranno “Nella mia parrocchia, al momento della Comunione, il sacerdote invita i fedeli a dirigersi all’altare e a comunicarsi, prendendo l’ostia per conto proprio”. Facendo questo, il sacerdote in questione sta commettendo un errore grave, come indica la Redemptionis Sacramentum, perché non è permesso che i fedeli prendano l’ostia consacrata né il calice da sé, né che li passino tra loro di mano in mano. Nell’ultima cena, è stato Gesù a distribuire il pane e il vino. Nella Messa, agendo in persona Christi – nella persona di Cristo –, il sacerdote distribuisce la Comunione. Può essere aiutato da diaconi o, quando è necessario, da ministri straordinari della Comunione.

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Diaconi e ministri straordinari della Santa Comunione possono prendere la Comunione da sé?

No, anche loro non possono. Il sacerdote dà loro la Comunione ed essi la distribuiscono agli altri, ma è vietato che si servano direttamente prendendo le specie sull’altare.

A chi ricorrere quando si assiste a una violazione come quelle descritte?

L’istruzione Redemptionis Sacramentum risponde al numero 184: “Ogni cattolico, sia Sacerdote sia Diacono sia fedele laico, ha il diritto di sporgere querela su un abuso liturgico presso il Vescovo diocesano o l’Ordinario competente a quegli equiparato dal diritto o alla Sede Apostolica in virtù del primato del Romano Pontefice”.

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