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Nel concistoro dei due papi 19 nuovi cardinali

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Davanti ai 18 neo-porporati e al suo predecessore, Francesco traccia il manifesto spirituale e il vademecum per chi serve la Chiesa invece di servirsene

260acf7692

GIACOMO GALEAZZI
CITTÀ DEL VATICANO

I nuovi principi della “Chiesa povera per i poveri”, secondo l’ordine di creazione, si inginocchiano e Francesco impone loro lo zucchetto e la berretta cardinalizia, consegna l’anello. Quindi il Pontefice assegna a ciascuno una chiesa di Roma come “segno di partecipazione alla sollecitudine pastorale del Papa nell’Urbe”. Dopo la consegna della bolla di creazione cardinalizia e di assegnazione del titolo o della diaconia, Bergoglio ha scambiato con ciascuno dei neo-porporati l’abbraccio di pace.

Quello di oggi passerà alla storia come il concistoro dei due uomini vestiti di bianco. Due papi per i nuovi cardinali. Davanti ai 18 neo-porporati e al suo predecessore Joseph Ratzinger, Francesco traccia nella basilica di San Pietro il manifesto spirituale e il vademecum per chi serve la Chiesa invece di servirsi della Chiesa.  “Essere discepoli di Gesù è imbarcarci in una avventura di santità e di amore, la cui misura è quella di non avere misura e che può esigere anche il dono della vita – come è avvenuto e avviene per tanti cristiani nel mondo”, spiega il neo-cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato vaticano, a nome anche degli altri nuovi porporati, nell’indirizzo di omaggio a papa Francesco all’inizio del Concistoro.

“Oggi, in un certo senso, ratifichiamo in modo pubblico e solenne questa opzione”, precisa Parolin. Parole in linea con l’allocuzione del Pontefice. “La Chiesa ha bisogno di noi affinché siamo uomini di pace e facciamo la pace con le nostre opere, i nostri desideri e le nostre preghiere – afferma Bergoglio – Il Vangelo ci purifica interiormente, fa luce nelle nostre coscienze e ci aiuta a sintonizzarci pienamente con Gesù”.

Al neo-cardinale Loris Capovilla, storico segretario di Giovanni XXIII (il Papa che verrà canonizzato il 27 aprile), Francesco ha significativamente attribuito il titolo di S. Maria in Trastevere, “quartier generale” della Comunità di Sant’Egidio. Commenta a Vatican Insider il fondatore di Sant’Egidio Andrea Riccardi: “La decisione del Pontefice è un gesto di grande sensibilità, S. Maria in Trastevere fu tra le chiese romane più amate da Roncalli e da allora è centro di preghiera mondiale per la pace. Capovilla mi ha assicurato che verrà a Roma a prendere possesso del titolo che prima di lui era stato di altri artefici del dialogo come Wyszyński, Gibbons, Glemp, il vento del Concilio unisce la stagione di Giovanni XXIII a quella di Bergoglio”.

I nuovi cardinali che ricevono oggi la porpora sono il segretario di Stato Vaticano Pietro Parolin, il segretario del Sinodo Lorenzo Baldisseri, il prefetto dell’ex Sant’Uffizio Gerhard Ludwig Mueller, il prefetto per il Clero Beniamino Stella, l’arcivescovo di Westminster Vincent Nichols, quello di Managua Leopoldo Josè Brebes Solòrzano, quello di Québec Gérald Lacroix, quello di Abidjan Jean-Pierre Kutwa, quello di Rio de Janeiro Orani Joao Tempesta, quello di Perugia Gualtiero Bassetti, l’arcivescovo di Buenos Aires Mario Aurelio Poli, quello di Seoul Andrew Yeom Soo-jung, quello di Santiago del Cile Ricardo Ezzati Andrello, quello di Ouagadougou (Burkina Faso) Philippe Ouédraogo, quello di Cotabato (Filippine) Orlando Quevedo, quello di Les Cayes (Haiti) Chibly Langlois. Entrano nel Collegio cardinalizio anche due ultra-ottantenni, lo spagnolo Fernando Sebastiàn Aguilar e l’antillano Kelvin Edward Felix, mentre Loris Capovilla riceverà la porpora in seguito, nella sua residenza a Sotto il Monte (Bergamo).

Dopo aver consegnato la “berretta” a 17 nuovi cardinali assiso all’altare della Confessione, per un altro neo porporato, l’ivoriano Jean-Pierre Kutwa, che è in sedia a rotelle, Francesco è sceso nella navata, avvicinandosi a lui per l’imposizione di zucchetto e berretta e la consegna dell’anello e della bolla di creazione cardinalizia. Il Papa ha quindi letto la formula ufficiale anche per Loris Capovilla, assente alla cerimonia, cui la porpora verrà consegnata nella sua residenza a Sotto il Monte (Bergamo).

Nella basilica, le delegazioni ufficiali di 15 nazioni d’origine dei cardinali – presenti i presidenti di Brasile e Haiti, Dilma Rousseff e Michel Martelly – e di regioni e province italiane. Alla cerimonia assiste anche il Papa emerito Benedetto XVI. Al suo ingresso in basilica Francesco dopo aver percorso in processione la navata si è diretto verso Ratzinger e lo ha abbracciato. E’ la prima cerimonia pubblica in basilica in cui sono presenti i due Papi. Nel suo indirizzo di omaggio il cardinale Parolin ha salutato Francesco, poi “con uguale affetto e venerazione” il Pontefice emerito, esprimendo “letizia per la sua presenza in mezzo a noi”. Quindi ha citato papa Benedetto riguardo alla “donazione di amore umile e totale alla Chiesa”.

Il primo a ricevere la berretta dalle mani del Pontefice è il segretario di Stato Pietro Parolin. “A lode di Dio onnipotente e a decoro della Sede Apostolica – è la formula pronunciata dal Papa – ricevete la berretta rossa come segno della dignità del Cardinalato, a significare che dovete essere pronti a comportarvi con fortezza, fino all’effusione del sangue, per l’incremento della fede cristiana, per la pace e la tranquillità del popolo di Dio e la diffusione della Santa Romana Chiesa”. Per la consegna dell’anello, invece, la formula è: “Ricevi l’anello dalla mano di Pietro e sappi che con l’amore del Principe degli Apostoli si rafforza il tuo amore verso la Chiesa”.

Redazionehttps://www.spesalvi.it
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Nel concistoro dei due papi 19 nuovi cardinali

  

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GIACOMO GALEAZZI
CITTÀ DEL VATICANO

I nuovi principi della “Chiesa povera per i poveri”, secondo l’ordine di creazione, si inginocchiano e Francesco impone loro lo zucchetto e la berretta cardinalizia, consegna l’anello. Quindi il Pontefice assegna a ciascuno una chiesa di Roma come “segno di partecipazione alla sollecitudine pastorale del Papa nell’Urbe”. Dopo la consegna della bolla di creazione cardinalizia e di assegnazione del titolo o della diaconia, Bergoglio ha scambiato con ciascuno dei neo-porporati l’abbraccio di pace.

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Quello di oggi passerà alla storia come il concistoro dei due uomini vestiti di bianco. Due papi per i nuovi cardinali. Davanti ai 18 neo-porporati e al suo predecessore Joseph Ratzinger, Francesco traccia nella basilica di San Pietro il manifesto spirituale e il vademecum per chi serve la Chiesa invece di servirsi della Chiesa.  “Essere discepoli di Gesù è imbarcarci in una avventura di santità e di amore, la cui misura è quella di non avere misura e che può esigere anche il dono della vita – come è avvenuto e avviene per tanti cristiani nel mondo”, spiega il neo-cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato vaticano, a nome anche degli altri nuovi porporati, nell’indirizzo di omaggio a papa Francesco all’inizio del Concistoro.

“Oggi, in un certo senso, ratifichiamo in modo pubblico e solenne questa opzione”, precisa Parolin. Parole in linea con l’allocuzione del Pontefice. “La Chiesa ha bisogno di noi affinché siamo uomini di pace e facciamo la pace con le nostre opere, i nostri desideri e le nostre preghiere – afferma Bergoglio – Il Vangelo ci purifica interiormente, fa luce nelle nostre coscienze e ci aiuta a sintonizzarci pienamente con Gesù”.

Al neo-cardinale Loris Capovilla, storico segretario di Giovanni XXIII (il Papa che verrà canonizzato il 27 aprile), Francesco ha significativamente attribuito il titolo di S. Maria in Trastevere, “quartier generale” della Comunità di Sant’Egidio. Commenta a Vatican Insider il fondatore di Sant’Egidio Andrea Riccardi: “La decisione del Pontefice è un gesto di grande sensibilità, S. Maria in Trastevere fu tra le chiese romane più amate da Roncalli e da allora è centro di preghiera mondiale per la pace. Capovilla mi ha assicurato che verrà a Roma a prendere possesso del titolo che prima di lui era stato di altri artefici del dialogo come Wyszyński, Gibbons, Glemp, il vento del Concilio unisce la stagione di Giovanni XXIII a quella di Bergoglio”.

I nuovi cardinali che ricevono oggi la porpora sono il segretario di Stato Vaticano Pietro Parolin, il segretario del Sinodo Lorenzo Baldisseri, il prefetto dell’ex Sant’Uffizio Gerhard Ludwig Mueller, il prefetto per il Clero Beniamino Stella, l’arcivescovo di Westminster Vincent Nichols, quello di Managua Leopoldo Josè Brebes Solòrzano, quello di Québec Gérald Lacroix, quello di Abidjan Jean-Pierre Kutwa, quello di Rio de Janeiro Orani Joao Tempesta, quello di Perugia Gualtiero Bassetti, l’arcivescovo di Buenos Aires Mario Aurelio Poli, quello di Seoul Andrew Yeom Soo-jung, quello di Santiago del Cile Ricardo Ezzati Andrello, quello di Ouagadougou (Burkina Faso) Philippe Ouédraogo, quello di Cotabato (Filippine) Orlando Quevedo, quello di Les Cayes (Haiti) Chibly Langlois. Entrano nel Collegio cardinalizio anche due ultra-ottantenni, lo spagnolo Fernando Sebastiàn Aguilar e l’antillano Kelvin Edward Felix, mentre Loris Capovilla riceverà la porpora in seguito, nella sua residenza a Sotto il Monte (Bergamo).

Dopo aver consegnato la “berretta” a 17 nuovi cardinali assiso all’altare della Confessione, per un altro neo porporato, l’ivoriano Jean-Pierre Kutwa, che è in sedia a rotelle, Francesco è sceso nella navata, avvicinandosi a lui per l’imposizione di zucchetto e berretta e la consegna dell’anello e della bolla di creazione cardinalizia. Il Papa ha quindi letto la formula ufficiale anche per Loris Capovilla, assente alla cerimonia, cui la porpora verrà consegnata nella sua residenza a Sotto il Monte (Bergamo).

Nella basilica, le delegazioni ufficiali di 15 nazioni d’origine dei cardinali – presenti i presidenti di Brasile e Haiti, Dilma Rousseff e Michel Martelly – e di regioni e province italiane. Alla cerimonia assiste anche il Papa emerito Benedetto XVI. Al suo ingresso in basilica Francesco dopo aver percorso in processione la navata si è diretto verso Ratzinger e lo ha abbracciato. E’ la prima cerimonia pubblica in basilica in cui sono presenti i due Papi. Nel suo indirizzo di omaggio il cardinale Parolin ha salutato Francesco, poi “con uguale affetto e venerazione” il Pontefice emerito, esprimendo “letizia per la sua presenza in mezzo a noi”. Quindi ha citato papa Benedetto riguardo alla “donazione di amore umile e totale alla Chiesa”.

Il primo a ricevere la berretta dalle mani del Pontefice è il segretario di Stato Pietro Parolin. “A lode di Dio onnipotente e a decoro della Sede Apostolica – è la formula pronunciata dal Papa – ricevete la berretta rossa come segno della dignità del Cardinalato, a significare che dovete essere pronti a comportarvi con fortezza, fino all’effusione del sangue, per l’incremento della fede cristiana, per la pace e la tranquillità del popolo di Dio e la diffusione della Santa Romana Chiesa”. Per la consegna dell’anello, invece, la formula è: “Ricevi l’anello dalla mano di Pietro e sappi che con l’amore del Principe degli Apostoli si rafforza il tuo amore verso la Chiesa”.

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