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Home Parola di Dio Il Vangelo della Festa - Anno B Natale del Signore - Anno B - 25 dicembre 2017

Natale del Signore – Anno B – 25 dicembre 2017

Il Vangelo Strabico

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IL VANGELO STRABICO

NATALE del Signore – B 

(Isaia 9,1-6; Tito 2,11-14; Luca 2,1-14)

A  cura di Benito Giorgetta 

Il sogno realizzato di Dio: odorare d’umanità

Ascoltiamo il Vangelo:

“In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra. Questo primo censimento fu fatto quando Quirinio era governatore della Siria. Tutti andavano a farsi censire, ciascuno nella propria città.
Anche Giuseppe, dalla Galilea, dalla città di Nàzaret, salì in Giudea alla città di Davide chiamata Betlemme: egli apparteneva infatti alla casa e alla famiglia di Davide. Doveva farsi censire insieme a Maria, sua sposa, che era incinta.
Mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto. Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo pose in una mangiatoia, perché per loro non c’era posto nell’alloggio.
C’erano in quella regione alcuni pastori che, pernottando all’aperto, vegliavano tutta la notte facendo la guardia al loro gregge. Un angelo del Signore si presentò a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce. Essi furono presi da grande timore, ma l’angelo disse loro: «Non temete: ecco, vi annuncio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore. Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia».
E subito apparve con l’angelo una moltitudine dell’esercito celeste, che lodava Dio e diceva:
«Gloria a Dio nel più alto dei cieli
e sulla terra pace agli uomini, che egli ama»”.

Il profumo preferito di Dio è quello dell’umanità. Lui li possedeva tutti, ma l’odore di umanità gli era, per condizione, estraneo. Il suo sogno d’odorare di umanità l’ha realizzato con la complicità di una creatura, una fanciulla nazaretana, di nome Maria: l’amata dal Signore, la traboccante di gioia e tenerezza divine.

“Perché Dio potesse entrare umanamente nella nostra storia aveva bisogno di una madre. Ce la chiese. È la Madre a cui tutti guardiamo, la figlia del nostro popolo, la serva, la pura, la sola tutta di Dio, la discreta, che fa spazio affinché il Figlio realizzi il segno, colei che facilita in ogni momento questa realtà che si rinnova, non da padrona né da protagonista, bensì come serva; la stella che sa spegnersi affinché il Sole si manifesti. Questa è la mediazione di Maria. Mediazione di donna che non rifiuta la maternità, l’assume dall’inizio. Una maternità con doppio parto: uno a Betlemme e un secondo sul Calvario. Una maternità che comprende e accompagna gli amici del Figlio, il quale è l’unico riferimento fino alla fine dei giorni (Card. Bergoglio 7 novembre 2011) .

Il Natale è il mistero di un’unione inseparabile di diversi e complementari: Dio e l’uomo. E’ la miscela di una nuova essenza odorosa. La divinità travasata nell’umano, quasi volgarizzata, alla portata di tutti. Dio diventa uomo, e, un uomo, di conseguenza, è Dio. Tutto questo, anche se eclatante, inusitato, inedito, accade nel silenzio di un grembo, di una stalla, e nel nascondimento di una periferia, lontano dai clamori, in umiltà.

“Cristo nella mangiatoia […]. Dio non si vergogna della bassezza dell’uomo, vi entra dentro […]. Dio è vicino alla bassezza, ama ciò che è perduto, ciò che non è considerato, l’insignificante, ciò che è emarginato, debole e affranto; dove gli uomini dicono “perduto”, lì Dio dice “salvato”; dove gli uomini dicono “no”, lì Dio dice “sì”. Dove gli uomini distolgono con indifferenza o altezzosamente il loro sguardo, lì Dio posa il suo sguardo pieno di amore ardente incomparabile. Dove gli uomini dicono “spregevole”, lì Dio esclama “beato”. (Dietrich Bonhoeffer, pastore e grande pensatore luterano tedesco. Dal carcere: pensieri sul Natale).

Se Dio odora d’umano l’uomo profuma di Dio. Perché lui ha scelto noi, siamo stati elevati a “divinità”. Ogni uomo, d’ogni epoca perciò occorre riconoscere la nostra dignità ed impegnarci a testimoniarla accogliendola in noi stessi e in tutti coloro che ci assomigliano: ogni persona umana, senza distinzioni o parzialità e faziose preferenze. Più cerchiamo in basso e più troveremo il profumo di Dio mischiato con l’odore squisitamente e integralmente umano.

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A  cura di Benito Giorgetta 

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“In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra. Questo primo censimento fu fatto quando Quirinio era governatore della Siria. Tutti andavano a farsi censire, ciascuno nella propria città.
Anche Giuseppe, dalla Galilea, dalla città di Nàzaret, salì in Giudea alla città di Davide chiamata Betlemme: egli apparteneva infatti alla casa e alla famiglia di Davide. Doveva farsi censire insieme a Maria, sua sposa, che era incinta.
Mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto. Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo pose in una mangiatoia, perché per loro non c’era posto nell’alloggio.
C’erano in quella regione alcuni pastori che, pernottando all’aperto, vegliavano tutta la notte facendo la guardia al loro gregge. Un angelo del Signore si presentò a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce. Essi furono presi da grande timore, ma l’angelo disse loro: «Non temete: ecco, vi annuncio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore. Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia».
E subito apparve con l’angelo una moltitudine dell’esercito celeste, che lodava Dio e diceva:
«Gloria a Dio nel più alto dei cieli
e sulla terra pace agli uomini, che egli ama»”.

Il profumo preferito di Dio è quello dell’umanità. Lui li possedeva tutti, ma l’odore di umanità gli era, per condizione, estraneo. Il suo sogno d’odorare di umanità l’ha realizzato con la complicità di una creatura, una fanciulla nazaretana, di nome Maria: l’amata dal Signore, la traboccante di gioia e tenerezza divine.

“Perché Dio potesse entrare umanamente nella nostra storia aveva bisogno di una madre. Ce la chiese. È la Madre a cui tutti guardiamo, la figlia del nostro popolo, la serva, la pura, la sola tutta di Dio, la discreta, che fa spazio affinché il Figlio realizzi il segno, colei che facilita in ogni momento questa realtà che si rinnova, non da padrona né da protagonista, bensì come serva; la stella che sa spegnersi affinché il Sole si manifesti. Questa è la mediazione di Maria. Mediazione di donna che non rifiuta la maternità, l’assume dall’inizio. Una maternità con doppio parto: uno a Betlemme e un secondo sul Calvario. Una maternità che comprende e accompagna gli amici del Figlio, il quale è l’unico riferimento fino alla fine dei giorni (Card. Bergoglio 7 novembre 2011) .

Il Natale è il mistero di un’unione inseparabile di diversi e complementari: Dio e l’uomo. E’ la miscela di una nuova essenza odorosa. La divinità travasata nell’umano, quasi volgarizzata, alla portata di tutti. Dio diventa uomo, e, un uomo, di conseguenza, è Dio. Tutto questo, anche se eclatante, inusitato, inedito, accade nel silenzio di un grembo, di una stalla, e nel nascondimento di una periferia, lontano dai clamori, in umiltà.

“Cristo nella mangiatoia […]. Dio non si vergogna della bassezza dell’uomo, vi entra dentro […]. Dio è vicino alla bassezza, ama ciò che è perduto, ciò che non è considerato, l’insignificante, ciò che è emarginato, debole e affranto; dove gli uomini dicono “perduto”, lì Dio dice “salvato”; dove gli uomini dicono “no”, lì Dio dice “sì”. Dove gli uomini distolgono con indifferenza o altezzosamente il loro sguardo, lì Dio posa il suo sguardo pieno di amore ardente incomparabile. Dove gli uomini dicono “spregevole”, lì Dio esclama “beato”. (Dietrich Bonhoeffer, pastore e grande pensatore luterano tedesco. Dal carcere: pensieri sul Natale).

Se Dio odora d’umano l’uomo profuma di Dio. Perché lui ha scelto noi, siamo stati elevati a “divinità”. Ogni uomo, d’ogni epoca perciò occorre riconoscere la nostra dignità ed impegnarci a testimoniarla accogliendola in noi stessi e in tutti coloro che ci assomigliano: ogni persona umana, senza distinzioni o parzialità e faziose preferenze. Più cerchiamo in basso e più troveremo il profumo di Dio mischiato con l’odore squisitamente e integralmente umano.

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