14.1 C
Rome
martedì, 12 Novembre 2019

ROTATE FOR FULL CONTENT

MOBILE THEME

Home Argomenti Vaticano Medjugorje, il Vaticano: sì ai pellegrinaggi ma le apparizioni ancora sotto indagine

Medjugorje, il Vaticano: sì ai pellegrinaggi ma le apparizioni ancora sotto indagine

«Il Pontefice ha inteso prendersi cura di chi affronta i disagi del viaggio per recarsi a pregare in quel luogo».

- Advertisement -

Su disposizione di Francesco diocesi e parrocchie potranno organizzare viaggi nel paesino bosniaco, meta ogni anno di milioni di fedeli. Tornielli: «Il Pontefice ha inteso prendersi cura di chi affronta i disagi del viaggio per recarsi a pregare in quel luogo». Ancora nessun pronunciamento della Santa Sede sulla soprannaturalità delle apparizioni mariane

SALVATORE CERNUZIO
CITTÀ DEL VATICANO
La disposizione è del Papa: d’ora in poi diocesi e parrocchie potranno organizzare i pellegrinaggi a Medjugorje ufficialmente e non «in maniera privata» come accaduto finora. Attenzione, però: bisogna «evitare che questi pellegrinaggi siano interpretati come una autenticazione dei noti avvenimenti, che richiedono ancora un esame da parte della Chiesa».

Ad annunciare la decisione del Pontefice (e le sue precisazioni) sono stati oggi il nunzio apostolico in Bosnia-Erzegovina, Luigi Pezzuto, e l’arcivescovo Henryk Hoser, visitatore apostolico a carattere speciale della Santa Sede, durante la messa domenicale nella parrocchia-santuario meta ogni anno di anche tre milioni di pellegrini. La notizia è stata poi confermata dal direttore ad interim della Sala Stampa vaticana che in un comunicato fornisce ulteriori indicazioni: «Va evitato che tali pellegrinaggi creino confusione o ambiguità sotto l’aspetto dottrinale. Ciò riguarda anche i Pastori di ogni ordine e grado che intendono recarsi a Medjugorje e lì celebrare o concelebrare anche in modo solenne».

«Considerati il notevole flusso di persone che si recano a Medjugorje e gli abbondanti frutti di grazia che ne sono scaturiti, tale disposizione rientra nella peculiare attenzione pastorale che il Santo Padre ha inteso dare a quella realtà, rivolta a favorire e promuovere i frutti di bene», sottolinea la Sala Stampa vaticana. «Il visitatore apostolico avrà, in tal modo, maggiore facilità a stabilire – d’intesa con gli Ordinari dei luoghi – rapporti con i sacerdoti incaricati di organizzare pellegrinaggi a Medjugorje, come persone sicure e ben preparate, offrendo loro informazioni e indicazioni per poter condurre fruttuosamente tali pellegrinaggi».

Dunque ancora nessun pronunciamento da parte della Santa Sede circa la soprannaturalità delle apparizioni mariane che si susseguono da anni e anni, ma una significativa decisione del Pontefice che non ha mai negato la presenza di una «grazia» in questo piccolo e poverissimo (almeno negli anni ’80, al tempo delle presunte apparizioni) paesino della Jugoslavia.

D’altronde, come ricorda il direttore editoriale dei media vaticani Andrea Tornielli, «è un dato di fatto che milioni di pellegrini in questi anni abbiano vissuto una significativa esperienza di fede recandosi a Medjugorje: lo attestano le lunghe file ai confessionali e le adorazioni eucaristiche serali nella grande chiesa parrocchiale senza un metro quadrato libero da fedeli inginocchiati». «È proprio per questo – prosegue Tornielli – che, continuando a studiare il fenomeno Medjugorje e senza che vi sia un pronunciamento sull’autenticità delle apparizioni, il Papa ha inteso prendersi cura di chi affronta i disagi del viaggio per recarsi a pregare in quel luogo».

Per questo Bergoglio aveva voluto «un suo inviato permanente, un vescovo dipendente dalla Santa Sede, incaricato proprio della cura pastorale dei pellegrini» nominando il polacco Hoser nel maggio 2018. E sempre per questo adesso il Pontefice «stabilisce di andare oltre quanto dichiarato più vent’anni fa dalla Congregazione per la Dottrina della fede, che permetteva i pellegrinaggi a Medjugorje ma solo “in maniera privata”».

Sin dall’inizio del suo pontificato Francesco aveva affermato: «Credo che a Medjugorje ci sia la grazia. Non si può negare. C’è gente che si converte». Lo diceva nel 2013 a padre Alexandre Awi Mello, mariologo e oggi segretario del Dicastero Laici, famiglia e vita, in una intervista divenuta un libro “È mia madre. Incontri con Maria” (Edizioni Città Nuova).

Quello che non ha mai convinto fino in fondo il Pontefice argentino è il «protagonismo» dei veggenti, come pure il moltiplicarsi di messaggi e segreti quasi a rendere la Madonna, la Madre di Dio, una «postina» o «capo-ufficio telegrafico che tutti i giorni invia un messaggio a tale ora». Parole, queste, pronunciate in diverse occasioni e omelie che avevano fatto «soffrire» molti fedeli – lo dicevano loro stessi nei vari blog e pagine social dedicate di cui pullula il web – e acceso le ire delle frange di medjugorjani più incalliti, devoti al culto della Madonnina e ai veggenti al punto da arrivare a prendere le distanze dalla Chiesa stessa nel caso di un suo pronunciamento contrario.

A calmare gli animi ci aveva pensato infatti la fondatrice di Nuovi Orizzonti, Chiara Amirante, che rivelava qualche mese fa di aver parlato a lungo e in diversi colloqui privati con il Papa sul tema Medjugorje per cercare di chiarirne le perplessità. «Sono andata a parlare con Lui, perché ho capito che le voci che giravano in Vaticano su Medjugorje erano un po’ sballate perché sono poche le persone (del Vaticano, ndr) che sono venute qui», diceva.

«È già un anno che ci sentiamo a proposito degli equivoci che ci sono su Medjugorje», aveva riferito ancora la Amirante su autorizzazione del Pontefice. «Quindi io sapevo già tutto quello lui aveva fatto. Però lui mi ha detto: “Chiara, guarda che sono io che ho salvato Medjugorje, perché la Commissione della Congregazione della Dottrina della Fede, sulla base di tante notizie anche false, aveva già detto che Medjugorje è tutto falso. Quindi sono io che poi ho salvato Medjugorje, sono io che ho a cuore Medjugorje, sono io che ho mandato Hoser perché credo che i frutti sono tanti e sono inequivocabili».

L’invio dell’arcivescovo polacco – che già aveva compiuto una ricognizione pastorale per conto del Pontefice – e che da un anno si occupa di accompagnare stabilmente i fedeli (senza entrare nei problemi relativi all’autenticità delle apparizioni), come pure la decisione di oggi, testimoniano in effetti un cambio di tendenza rispetto a qualche anno fa. Già ad esempio al 2013 quando l’ex prefetto della Congregazione della Dottrina della Fede, cardinale Gerhard Ludwig Müller, inviava una lettera alla Nunziatura di Washington (allora guidata da monsignor Carlo Maria Viganò) con cui si frenavano alcuni vescovi d’oltreoceano intenti a programmare in alcune diocesi statunitensi cicli di conferenze su Medjugorie con la partecipazione di alcuni veggenti. La missiva era stata interpretata come il segnale di un parere negativo da parte della Commissione internazionale d’inchiesta istituita nel 2010 da Benedetto XVI e presieduta dal cardinale Camillo Ruini.

La Commissione in questi anni si è occupata di raccogliere e analizzare documenti, testimonianze, filmati, vagliare quotidianamente le tante guarigioni e i presunti miracoli, interrogare i veggenti e via dicendo. Ha concluso il suo lavoro qualche anno fa e i risultati sono stati messi nelle mani di Papa Francesco che più volte ha mostrato apprezzamento per il lavoro e le sue conclusioni. Sul volo di ritorno da Fatima Bergoglio parlava di «una commissione di bravi teologi, vescovi, cardinali. Bravi, bravi, bravi. Il rapporto-Ruini è molto, molto buono», aveva detto, facendo emergere uno sguardo positivo circa i frutti spirituali e le conversioni («gente che va lì e si converte, gente che incontra Dio, che cambia vita»), ma negativo per quanto riguarda le apparizioni che ancora oggi continuerebbero.

Il corposo dossier della commissione Ruini era stato tuttavia derubricato ad uno dei tanti pareri dalla Congregazione per la Dottrina della fede. Il Papa però ha voluto avocare a sé ogni decisione e ha chiesto che i pareri dei membri dell’ex Sant’Uffizio fossero fatti pervenire direttamente a lui.

I risultati della relazione Ruini non sono mai stati pubblicati ufficialmente. Vatican Insider il 16 maggio 2017 riportava che nella commissione erano stati tredici i voti favorevoli al riconoscimento della soprannaturalità delle prime sette apparizioni di Medjugorje, un voto contrario e un voto sospensivo. La maggioranza di voti sospensivi e molti dubbi erano stati espressi circa la continuazione del fenomeno delle apparizioni dalla fine del 1981 ad oggi, in quanto la commissione teneva presente il fatto che le apparizioni, preannunciate e programmate singolarmente per i veggenti non più in gruppo, fossero proseguite con messaggi ripetitivi. E teneva conto pure delle pesanti interferenze dovute al conflitto tra il vescovo e i francescani della parrocchia, motivo anche per il quale si era resa necessaria la presenza di un rappresentante della Santa Sede.

Originale: Vatican Insider
Redazionehttps://www.spesalvi.it
SpeSalvi.it | Cultura e Informazione cattolica

Commenta questo articolo

avatar
  Iscriviti  
Notificami

Medjugorje, il Vaticano: sì ai pellegrinaggi ma le apparizioni ancora sotto indagine

«Il Pontefice ha inteso prendersi cura di chi affronta i disagi del viaggio per recarsi a pregare in quel luogo».

  

- Advertisement -

Su disposizione di Francesco diocesi e parrocchie potranno organizzare viaggi nel paesino bosniaco, meta ogni anno di milioni di fedeli. Tornielli: «Il Pontefice ha inteso prendersi cura di chi affronta i disagi del viaggio per recarsi a pregare in quel luogo». Ancora nessun pronunciamento della Santa Sede sulla soprannaturalità delle apparizioni mariane

SALVATORE CERNUZIO
CITTÀ DEL VATICANO
La disposizione è del Papa: d’ora in poi diocesi e parrocchie potranno organizzare i pellegrinaggi a Medjugorje ufficialmente e non «in maniera privata» come accaduto finora. Attenzione, però: bisogna «evitare che questi pellegrinaggi siano interpretati come una autenticazione dei noti avvenimenti, che richiedono ancora un esame da parte della Chiesa».

Ad annunciare la decisione del Pontefice (e le sue precisazioni) sono stati oggi il nunzio apostolico in Bosnia-Erzegovina, Luigi Pezzuto, e l’arcivescovo Henryk Hoser, visitatore apostolico a carattere speciale della Santa Sede, durante la messa domenicale nella parrocchia-santuario meta ogni anno di anche tre milioni di pellegrini. La notizia è stata poi confermata dal direttore ad interim della Sala Stampa vaticana che in un comunicato fornisce ulteriori indicazioni: «Va evitato che tali pellegrinaggi creino confusione o ambiguità sotto l’aspetto dottrinale. Ciò riguarda anche i Pastori di ogni ordine e grado che intendono recarsi a Medjugorje e lì celebrare o concelebrare anche in modo solenne».

«Considerati il notevole flusso di persone che si recano a Medjugorje e gli abbondanti frutti di grazia che ne sono scaturiti, tale disposizione rientra nella peculiare attenzione pastorale che il Santo Padre ha inteso dare a quella realtà, rivolta a favorire e promuovere i frutti di bene», sottolinea la Sala Stampa vaticana. «Il visitatore apostolico avrà, in tal modo, maggiore facilità a stabilire – d’intesa con gli Ordinari dei luoghi – rapporti con i sacerdoti incaricati di organizzare pellegrinaggi a Medjugorje, come persone sicure e ben preparate, offrendo loro informazioni e indicazioni per poter condurre fruttuosamente tali pellegrinaggi».

Dunque ancora nessun pronunciamento da parte della Santa Sede circa la soprannaturalità delle apparizioni mariane che si susseguono da anni e anni, ma una significativa decisione del Pontefice che non ha mai negato la presenza di una «grazia» in questo piccolo e poverissimo (almeno negli anni ’80, al tempo delle presunte apparizioni) paesino della Jugoslavia.

D’altronde, come ricorda il direttore editoriale dei media vaticani Andrea Tornielli, «è un dato di fatto che milioni di pellegrini in questi anni abbiano vissuto una significativa esperienza di fede recandosi a Medjugorje: lo attestano le lunghe file ai confessionali e le adorazioni eucaristiche serali nella grande chiesa parrocchiale senza un metro quadrato libero da fedeli inginocchiati». «È proprio per questo – prosegue Tornielli – che, continuando a studiare il fenomeno Medjugorje e senza che vi sia un pronunciamento sull’autenticità delle apparizioni, il Papa ha inteso prendersi cura di chi affronta i disagi del viaggio per recarsi a pregare in quel luogo».

- Advertisement -

Per questo Bergoglio aveva voluto «un suo inviato permanente, un vescovo dipendente dalla Santa Sede, incaricato proprio della cura pastorale dei pellegrini» nominando il polacco Hoser nel maggio 2018. E sempre per questo adesso il Pontefice «stabilisce di andare oltre quanto dichiarato più vent’anni fa dalla Congregazione per la Dottrina della fede, che permetteva i pellegrinaggi a Medjugorje ma solo “in maniera privata”».

Sin dall’inizio del suo pontificato Francesco aveva affermato: «Credo che a Medjugorje ci sia la grazia. Non si può negare. C’è gente che si converte». Lo diceva nel 2013 a padre Alexandre Awi Mello, mariologo e oggi segretario del Dicastero Laici, famiglia e vita, in una intervista divenuta un libro “È mia madre. Incontri con Maria” (Edizioni Città Nuova).

Quello che non ha mai convinto fino in fondo il Pontefice argentino è il «protagonismo» dei veggenti, come pure il moltiplicarsi di messaggi e segreti quasi a rendere la Madonna, la Madre di Dio, una «postina» o «capo-ufficio telegrafico che tutti i giorni invia un messaggio a tale ora». Parole, queste, pronunciate in diverse occasioni e omelie che avevano fatto «soffrire» molti fedeli – lo dicevano loro stessi nei vari blog e pagine social dedicate di cui pullula il web – e acceso le ire delle frange di medjugorjani più incalliti, devoti al culto della Madonnina e ai veggenti al punto da arrivare a prendere le distanze dalla Chiesa stessa nel caso di un suo pronunciamento contrario.

A calmare gli animi ci aveva pensato infatti la fondatrice di Nuovi Orizzonti, Chiara Amirante, che rivelava qualche mese fa di aver parlato a lungo e in diversi colloqui privati con il Papa sul tema Medjugorje per cercare di chiarirne le perplessità. «Sono andata a parlare con Lui, perché ho capito che le voci che giravano in Vaticano su Medjugorje erano un po’ sballate perché sono poche le persone (del Vaticano, ndr) che sono venute qui», diceva.

«È già un anno che ci sentiamo a proposito degli equivoci che ci sono su Medjugorje», aveva riferito ancora la Amirante su autorizzazione del Pontefice. «Quindi io sapevo già tutto quello lui aveva fatto. Però lui mi ha detto: “Chiara, guarda che sono io che ho salvato Medjugorje, perché la Commissione della Congregazione della Dottrina della Fede, sulla base di tante notizie anche false, aveva già detto che Medjugorje è tutto falso. Quindi sono io che poi ho salvato Medjugorje, sono io che ho a cuore Medjugorje, sono io che ho mandato Hoser perché credo che i frutti sono tanti e sono inequivocabili».

L’invio dell’arcivescovo polacco – che già aveva compiuto una ricognizione pastorale per conto del Pontefice – e che da un anno si occupa di accompagnare stabilmente i fedeli (senza entrare nei problemi relativi all’autenticità delle apparizioni), come pure la decisione di oggi, testimoniano in effetti un cambio di tendenza rispetto a qualche anno fa. Già ad esempio al 2013 quando l’ex prefetto della Congregazione della Dottrina della Fede, cardinale Gerhard Ludwig Müller, inviava una lettera alla Nunziatura di Washington (allora guidata da monsignor Carlo Maria Viganò) con cui si frenavano alcuni vescovi d’oltreoceano intenti a programmare in alcune diocesi statunitensi cicli di conferenze su Medjugorie con la partecipazione di alcuni veggenti. La missiva era stata interpretata come il segnale di un parere negativo da parte della Commissione internazionale d’inchiesta istituita nel 2010 da Benedetto XVI e presieduta dal cardinale Camillo Ruini.

La Commissione in questi anni si è occupata di raccogliere e analizzare documenti, testimonianze, filmati, vagliare quotidianamente le tante guarigioni e i presunti miracoli, interrogare i veggenti e via dicendo. Ha concluso il suo lavoro qualche anno fa e i risultati sono stati messi nelle mani di Papa Francesco che più volte ha mostrato apprezzamento per il lavoro e le sue conclusioni. Sul volo di ritorno da Fatima Bergoglio parlava di «una commissione di bravi teologi, vescovi, cardinali. Bravi, bravi, bravi. Il rapporto-Ruini è molto, molto buono», aveva detto, facendo emergere uno sguardo positivo circa i frutti spirituali e le conversioni («gente che va lì e si converte, gente che incontra Dio, che cambia vita»), ma negativo per quanto riguarda le apparizioni che ancora oggi continuerebbero.

Il corposo dossier della commissione Ruini era stato tuttavia derubricato ad uno dei tanti pareri dalla Congregazione per la Dottrina della fede. Il Papa però ha voluto avocare a sé ogni decisione e ha chiesto che i pareri dei membri dell’ex Sant’Uffizio fossero fatti pervenire direttamente a lui.

I risultati della relazione Ruini non sono mai stati pubblicati ufficialmente. Vatican Insider il 16 maggio 2017 riportava che nella commissione erano stati tredici i voti favorevoli al riconoscimento della soprannaturalità delle prime sette apparizioni di Medjugorje, un voto contrario e un voto sospensivo. La maggioranza di voti sospensivi e molti dubbi erano stati espressi circa la continuazione del fenomeno delle apparizioni dalla fine del 1981 ad oggi, in quanto la commissione teneva presente il fatto che le apparizioni, preannunciate e programmate singolarmente per i veggenti non più in gruppo, fossero proseguite con messaggi ripetitivi. E teneva conto pure delle pesanti interferenze dovute al conflitto tra il vescovo e i francescani della parrocchia, motivo anche per il quale si era resa necessaria la presenza di un rappresentante della Santa Sede.

- Advertisement -
Originale: Vatican Insider

Leggi qui il disclaimer sul materiale pubblicato da SpeSalvi.it

Redazionehttps://www.spesalvi.it
SpeSalvi.it | Cultura e Informazione cattolica

Libri consigliati

Commenta questo articolo

avatar
  Iscriviti  
Notificami
278FansMi piace
867FollowerSegui
13,000FollowerSegui
603FollowerSegui
58IscrittiIscriviti

Top News

Top Video

Ultimi Articoli

Articoli Popolari

Che differenza c’è tra “padre” e “don”?

E quale titolo si utilizza per monaci e frati? Gentile direttore, forse la mia le sembrerà una domanda banale. Può però spiegarmi la differenza tra...

X Domenica del Tempo Ordinario – Anno C – 5 giungo 2016

IL VANGELO STRABICO X Domenica del tempo Ordinario   - C A  cura di Benito Giorgetta (1Re 17,17-24; Galati 1,11-19; Luca 7,11-17) Imparare a suonare lo spartito della compassione Ascoltiamo...

Francesco in Armenia, preghiera con Karekin II

Dopo quattro ore di volo comincia il viaggio di Francesco in Armenia. L'aereo con a bordo il Pontefice è partito questa mattina alle 9.20...

XXX Domenica del Tempo Ordinario – Anno B – 25 ottobre 2015

La 95° puntata del ciclo “Dalla vita alla Parola viva” – “Costruire comunità vive, aperte e accoglienti”. XXX Domenica del Tempo Ordinario – Anno B Colore...

Cos’è che rende il corpo umano tanto bello?

E' solo l’eros e il desiderio? Qual è la cosa più bella del mondo? Sono sicuro che se ponessimo questa domanda a mille pittori almeno...

Libri consigliati

Seguici su Facebook

Seguici su Twitter

Seguici su Instagram

Consigli Pubblicitari

È stato rilevato, nel tuo browser, un componente AdBlocker. SpeSalvi.it si mantiene in vita grazie alla pubblicità, ti preghiamo di disabilitarlo oppure di aggiungere il nostro sito alla lista dei siti attendibili.
Per continuare a navigare:
disabilita AdBlock e aggiorna la pagina.
Aiuta SpeSalvi.it
SpeSalvi.it desidera servire ed evangelizzare, ma non è in grado di sostenersi da solo.
Offri il tuo piccolo contributo affinché il sito possa continuare a diffondere il messaggio cristiano in tutto il mondo.
Grazie di cuore per il tuo sostegno!
Leggi la nostra informativa sulla Privacy.
Logo
ANDROID
APP
Scarica la nostra App Android per rimanere sempre aggiornato anche sul tuo smartphone.
2019 (C) Tutti i diritti riservati.
ISTRUZIONI
1. Clicca sul pulsante "Download" e scarica il file ".apk" sul tuo smartphone.
2. Esegui il file ".apk" e clicca su "Installa".
Utilizziamo i cookie per personalizzare contenuti ed annunci, per fornire funzionalità e per analizzare il nostro traffico. Navigando in SpeSalvi.it acconsenti al loro utilizzo e dichiari di aver letto e compreso la nostra Informativa sulla Privacy.
ACCONSENTO