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Mattarella, nel primo discorso sguardo rivolto a Bergoglio e La Pira

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Nel presentarsi al Parlamento ha richiamato a più riprese i principi della dottrina cattolica

Chi sostiene la “cattolicità” del pensiero del presidente della Repubblica Sergio Mattarella avrà sicuramente sorriso ascoltando il suo primo discorso. Un intervento, tenuto questo martedì mattina davanti al Parlamento riunito in seduta comune, in cui sono abbondate le convergenze con i messaggi ripetuti a più riprese daPapa Francesco nel corso del suo pontificato (in un’occasione Bergoglio è stato persino citato da Mattarella).

GLI ECHI DI LA PIRA
Ma c’è anche un altro importante uomo politico cattolico, uno dei padri della Repubblica, che sembra aver ispirato il sermone del Presidente: è Giorgio La Pira, strenuo difensore dei poveri, dei deboli e antagonista numero uno della guerra, inteso come strumento “superato”. Giovanni Paolo II lo definì “figura esemplare di laico cristiano”. Un’espressione che non è sbagliato affiancare al neo Presidente della Repubblica, almeno stando alle parole pronunciate questa mattina.

CRISI E INGIUSTIZIE
Mattarella ha esordito lanciando uno sguardo profondo sul tessuto sociale del Paese: «La lunga crisi prolungatasi oltre ogni limite ha inferto ferite al tessuto sociale del nostro Paese e ha messo a dura prova la tenuta del suo sistema produttivo. Ha aumentato le ingiustizie. Ha generato nuove povertà. Ha prodotto emarginazione e solitudine. Le angosce si annidano in tante famiglie per le difficoltà che sottraggono il futuro alle ragazze e ai ragazzi».

LAVORO PER I GIOVANI
Lo sguardo agli “ultimi” è il filo conduttore della sua analisi. «Il lavoro che manca per tanti giovani, specialmente nel Mezzogiorno, la perdita di occupazione, l’esclusione, le difficoltà che si incontrano nel garantire diritti e servizi sociali fondamentali. Sono questi i punti dell’agenda esigente su cui sarà misurata la vicinanza delle istituzioni al popolo».

POLITICA COME BENE COMUNE
La politica come bene comune è un altro dei concetti “cattolici” ripresi da Mattarella. Ha spronato i parlamentari affinché «queste aule» non siano «espressione di un segmento della società o di interessi particolari», ma «dell’intero popolo italiano» (..) Condizione primaria per riaccostare gli italiani alle istituzioni èintendere la politica come servizio al bene comune, patrimonio di ognuno e di tutti».

RELATIVISMO E COSTITUZIONE
Un monito contro il relativismo – e anche qui si leggono somiglianze con Bergoglio e La Pira – è apparso il suo appello-monito a garantire la Costituzione. Perché ciò «significa garantire il diritto allo studio dei nostri ragazzi in una scuola moderna in ambienti sicuri; significa riconoscere e rendere effettivo il diritto al lavoro; (..) significa ripudiare la guerra e promuovere la pace; significa garantire i diritti dei malati; (..) significa fare in modo che le donne non debbano avere paura di violenze e discriminazioni.; significa rimuovere ogni barriera che limiti i diritti delle persone con disabilità; significa sostenere la famiglia, risorsa della società».

MONITO CONTRO LA CORRUZIONE
Sulla corruzione è stato categorico: «Ha raggiunto un livello inaccettabile. Divora risorse che potrebbero essere destinate ai cittadini. Favorisce le consorterie e penalizza gli onesti e i capaci.L’attuale Pontefice, Francesco, che ringrazio per il messaggio di auguri che ha voluto inviarmi, ha usato parole severe contro i corrotti: «Uomini di buone maniere, ma di cattive abitudini». 

CONDANNA ALLA VIOLENZA IN NOME DELLA RELIGIONE
La stessa intransigenza, il Capo dello Stato l’ha mostrata condannando «la pratica della violenza in nome della religione», che «sembrava un capitolo da tempo chiuso dalla storia». «Va condannato e combattuto – ha sottolineato Mattarella – chi strumentalizza a fini di dominio il proprio credo, violando il diritto fondamentale alla libertà religiosa.  Considerare la sfida terribile del terrorismo fondamentalista nell’ottica dello scontro tra religioni o tra civiltà sarebbe un grave errore. La minaccia è molto più profonda e più vasta. L’attacco è ai fondamenti di libertà, di democrazia, di tolleranza e di convivenza». Il Presidente ha espresso la vicinanza agli italiani rapiti, ricordando, tra gli altri, padre Paolo Dall’Oglio.

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Nel presentarsi al Parlamento ha richiamato a più riprese i principi della dottrina cattolica

Chi sostiene la “cattolicità” del pensiero del presidente della Repubblica Sergio Mattarella avrà sicuramente sorriso ascoltando il suo primo discorso. Un intervento, tenuto questo martedì mattina davanti al Parlamento riunito in seduta comune, in cui sono abbondate le convergenze con i messaggi ripetuti a più riprese daPapa Francesco nel corso del suo pontificato (in un’occasione Bergoglio è stato persino citato da Mattarella).

GLI ECHI DI LA PIRA
Ma c’è anche un altro importante uomo politico cattolico, uno dei padri della Repubblica, che sembra aver ispirato il sermone del Presidente: è Giorgio La Pira, strenuo difensore dei poveri, dei deboli e antagonista numero uno della guerra, inteso come strumento “superato”. Giovanni Paolo II lo definì “figura esemplare di laico cristiano”. Un’espressione che non è sbagliato affiancare al neo Presidente della Repubblica, almeno stando alle parole pronunciate questa mattina.

CRISI E INGIUSTIZIE
Mattarella ha esordito lanciando uno sguardo profondo sul tessuto sociale del Paese: «La lunga crisi prolungatasi oltre ogni limite ha inferto ferite al tessuto sociale del nostro Paese e ha messo a dura prova la tenuta del suo sistema produttivo. Ha aumentato le ingiustizie. Ha generato nuove povertà. Ha prodotto emarginazione e solitudine. Le angosce si annidano in tante famiglie per le difficoltà che sottraggono il futuro alle ragazze e ai ragazzi».

LAVORO PER I GIOVANI
Lo sguardo agli “ultimi” è il filo conduttore della sua analisi. «Il lavoro che manca per tanti giovani, specialmente nel Mezzogiorno, la perdita di occupazione, l’esclusione, le difficoltà che si incontrano nel garantire diritti e servizi sociali fondamentali. Sono questi i punti dell’agenda esigente su cui sarà misurata la vicinanza delle istituzioni al popolo».

POLITICA COME BENE COMUNE
La politica come bene comune è un altro dei concetti “cattolici” ripresi da Mattarella. Ha spronato i parlamentari affinché «queste aule» non siano «espressione di un segmento della società o di interessi particolari», ma «dell’intero popolo italiano» (..) Condizione primaria per riaccostare gli italiani alle istituzioni èintendere la politica come servizio al bene comune, patrimonio di ognuno e di tutti».

RELATIVISMO E COSTITUZIONE
Un monito contro il relativismo – e anche qui si leggono somiglianze con Bergoglio e La Pira – è apparso il suo appello-monito a garantire la Costituzione. Perché ciò «significa garantire il diritto allo studio dei nostri ragazzi in una scuola moderna in ambienti sicuri; significa riconoscere e rendere effettivo il diritto al lavoro; (..) significa ripudiare la guerra e promuovere la pace; significa garantire i diritti dei malati; (..) significa fare in modo che le donne non debbano avere paura di violenze e discriminazioni.; significa rimuovere ogni barriera che limiti i diritti delle persone con disabilità; significa sostenere la famiglia, risorsa della società».

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MONITO CONTRO LA CORRUZIONE
Sulla corruzione è stato categorico: «Ha raggiunto un livello inaccettabile. Divora risorse che potrebbero essere destinate ai cittadini. Favorisce le consorterie e penalizza gli onesti e i capaci.L’attuale Pontefice, Francesco, che ringrazio per il messaggio di auguri che ha voluto inviarmi, ha usato parole severe contro i corrotti: «Uomini di buone maniere, ma di cattive abitudini». 

CONDANNA ALLA VIOLENZA IN NOME DELLA RELIGIONE
La stessa intransigenza, il Capo dello Stato l’ha mostrata condannando «la pratica della violenza in nome della religione», che «sembrava un capitolo da tempo chiuso dalla storia». «Va condannato e combattuto – ha sottolineato Mattarella – chi strumentalizza a fini di dominio il proprio credo, violando il diritto fondamentale alla libertà religiosa.  Considerare la sfida terribile del terrorismo fondamentalista nell’ottica dello scontro tra religioni o tra civiltà sarebbe un grave errore. La minaccia è molto più profonda e più vasta. L’attacco è ai fondamenti di libertà, di democrazia, di tolleranza e di convivenza». Il Presidente ha espresso la vicinanza agli italiani rapiti, ricordando, tra gli altri, padre Paolo Dall’Oglio.

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