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Matrimonio: che posto concedere agli amici o amiche dell’altro sesso?

Possiamo vivere relazioni profonde con loro senza ferire il nostro partner e mettere in pericolo la nostra coppia?

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Una volta sposati è auspicabile mantenere la stessa intimità con gli amici e le amiche? Possiamo vivere relazioni profonde con loro senza ferire il nostro partner e mettere in pericolo la nostra coppia?

di Marie-Noël Florant

Qual è il posto dell’amico o amica stretti del sesso opposto nella sfera coniugale? Molte coppie si pongono questa domanda mentre si stanno impegnando nel matrimonio. Possono essere amici d’infanzia o di gioventù, o persone conosciute nella vita professionale o sociale. Alcuni dicono che queste amicizie arricchiscono la vita relazionale e che sarebbe molto triste se si riducessero le relazioni amicali tra uomini e donne al solo proprio coniuge, mentre altri sono convinti che l’intimità inerente ad ogni amicizia debba essere riservata a colui o colei con cui si condivide la vita coniugale. Come discernere per adattarsi a questa nuova realtà nella lealtà?

Il coniuge, l’amico intimo per eccellenza

Nel riconsiderare la genesi della propria coppia, molti ricordano quei piacevoli momenti di confidenze condivise in cui ognuno si lasciava scoprire. Più la confidenza diventava intima, più si sentiva rafforzarsi la fiducia e l’attaccamento reciproci. La confidenza ci trascina, a volte nostro malgrado, sulla strada del sentimento amoroso, che non sempre padroneggiamo.

Eppure la relazione coniugale auspicata nella fedeltà richiede l’esclusività, particolarmente sul piano dell’intimità fisica e della condivisione della vita interiore. Se agli sposi mancano le relazioni amorose e le confidenze intime, sarà per loro una tentazione aprirsi ad un caro amico o ad una cara amica. È importante riservare la più grande intimità della nostra vita comune al proprio coniuge e se un terzo ci entra attraverso le confidenze di uno dei coniugi, la romperà. È bene fare in modo che l’intimità coniugale sia molto al di sopra di quella che possiamo avere con gli altri amici.

Farsi le domande giuste sulle proprie amicizie

Questo significa che non si può vivere una profonda amicizia tra uomo e donna? Grandi santi, come Francesco e Chiara d’Assisi o Francesco di Sales e Giovanna de Chantal, l’hanno vissuta, tuttavia non erano stati uniti dal matrimonio. E col tempo, almeno per quanto riguarda il vescovo di Ginevra, ha desiderato ritrovare una relazione meno coinvolgente; forse sentiva che i sentimenti che lo legavano a Giovanna non erano compatibili con il dono totale di sé che aveva fatto al Signore. E poi, dobbiamo avere il coraggio di guardare in faccia agli esempi, troppo numerosi, di relazioni tra donne sposate e il loro padre spirituale, relazioni che si supponeva fossero di pura amicizia spirituale, ma che si sono rivelate scandalose.

Così, senza compiacersene, possiamo porci alcune domande: se viviamo in una situazione di forte amicizia con una persona dell’altro sesso, cosa cerchiamo in questa particolare situazione? Cosa ci si trova? Si può parlarne con il partner, senza nasconderne alcuni aspetti? Lui o lei ne soffre, è geloso-a? Al minimo dubbio, bisogna prendere il coraggio a due mani e rimettere immediatamente una ragionevole distanza tra noi e la persona interessata. Le amicizie non devono mai raggiungere un’intensità tale da rischiare di nuocere alla comunione dei coniugi che vale al matrimonio di essere chiamato Sacramento. In verità, che sia del cuore, dell’anima o dello spirito, una persona sposata non può mantenere un’amicizia intima con una persona diversa dal coniuge senza rischiare di mettere in pericolo la coppia. Per questo Gesù, dopo aver istituito il Sacramento del matrimonio, Si spinse fino a chiedere alle persone sposate di “diventare eunuchi per il Regno dei Cieli” (Mt 19, 12), cioè di rendersi radicalmente e definitivamente incapaci di avere rapporti intimi con chiunque non sia il coniuge.

Originale: Aleteia.org
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di Marie-Noël Florant

Qual è il posto dell’amico o amica stretti del sesso opposto nella sfera coniugale? Molte coppie si pongono questa domanda mentre si stanno impegnando nel matrimonio. Possono essere amici d’infanzia o di gioventù, o persone conosciute nella vita professionale o sociale. Alcuni dicono che queste amicizie arricchiscono la vita relazionale e che sarebbe molto triste se si riducessero le relazioni amicali tra uomini e donne al solo proprio coniuge, mentre altri sono convinti che l’intimità inerente ad ogni amicizia debba essere riservata a colui o colei con cui si condivide la vita coniugale. Come discernere per adattarsi a questa nuova realtà nella lealtà?

Il coniuge, l’amico intimo per eccellenza

Nel riconsiderare la genesi della propria coppia, molti ricordano quei piacevoli momenti di confidenze condivise in cui ognuno si lasciava scoprire. Più la confidenza diventava intima, più si sentiva rafforzarsi la fiducia e l’attaccamento reciproci. La confidenza ci trascina, a volte nostro malgrado, sulla strada del sentimento amoroso, che non sempre padroneggiamo.

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Eppure la relazione coniugale auspicata nella fedeltà richiede l’esclusività, particolarmente sul piano dell’intimità fisica e della condivisione della vita interiore. Se agli sposi mancano le relazioni amorose e le confidenze intime, sarà per loro una tentazione aprirsi ad un caro amico o ad una cara amica. È importante riservare la più grande intimità della nostra vita comune al proprio coniuge e se un terzo ci entra attraverso le confidenze di uno dei coniugi, la romperà. È bene fare in modo che l’intimità coniugale sia molto al di sopra di quella che possiamo avere con gli altri amici.

Farsi le domande giuste sulle proprie amicizie

Questo significa che non si può vivere una profonda amicizia tra uomo e donna? Grandi santi, come Francesco e Chiara d’Assisi o Francesco di Sales e Giovanna de Chantal, l’hanno vissuta, tuttavia non erano stati uniti dal matrimonio. E col tempo, almeno per quanto riguarda il vescovo di Ginevra, ha desiderato ritrovare una relazione meno coinvolgente; forse sentiva che i sentimenti che lo legavano a Giovanna non erano compatibili con il dono totale di sé che aveva fatto al Signore. E poi, dobbiamo avere il coraggio di guardare in faccia agli esempi, troppo numerosi, di relazioni tra donne sposate e il loro padre spirituale, relazioni che si supponeva fossero di pura amicizia spirituale, ma che si sono rivelate scandalose.

Così, senza compiacersene, possiamo porci alcune domande: se viviamo in una situazione di forte amicizia con una persona dell’altro sesso, cosa cerchiamo in questa particolare situazione? Cosa ci si trova? Si può parlarne con il partner, senza nasconderne alcuni aspetti? Lui o lei ne soffre, è geloso-a? Al minimo dubbio, bisogna prendere il coraggio a due mani e rimettere immediatamente una ragionevole distanza tra noi e la persona interessata. Le amicizie non devono mai raggiungere un’intensità tale da rischiare di nuocere alla comunione dei coniugi che vale al matrimonio di essere chiamato Sacramento. In verità, che sia del cuore, dell’anima o dello spirito, una persona sposata non può mantenere un’amicizia intima con una persona diversa dal coniuge senza rischiare di mettere in pericolo la coppia. Per questo Gesù, dopo aver istituito il Sacramento del matrimonio, Si spinse fino a chiedere alle persone sposate di “diventare eunuchi per il Regno dei Cieli” (Mt 19, 12), cioè di rendersi radicalmente e definitivamente incapaci di avere rapporti intimi con chiunque non sia il coniuge.

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