10.9 C
Roma
Dom, 24 Gennaio 2021

ROTATE FOR FULL CONTENT

MOBILE THEME

Home Parola di Dio Il Vangelo della Festa - Anno A Maria Santissima Madre di Dio - Anno A - 1 gennaio...

Maria Santissima Madre di Dio – Anno A – 1 gennaio 2017

- Advertisement -

IL VANGELO STRABICO

Maria Santissima Madre di Dio  – A 

(Numeri 6,22-27; Galati 4,4-7; Luca 2,16-21)

A  cura di Benito Giorgetta 

La ruminazione spirituale di Dio sull’esempio di Maria sua Madre

Ascoltiamo il Vangelo:

“In quel tempo, [i pastori] andarono, senza indugio, e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, adagiato nella mangiatoia. E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro. 
Tutti quelli che udivano si stupirono delle cose dette loro dai pastori. Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore.
I pastori se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com’era stato detto loro.
Quando furono compiuti gli otto giorni prescritti per la circoncisione, gli fu messo nome Gesù, come era stato chiamato dall’angelo prima che fosse concepito nel grembo”.

 

I pastori, considerati immondi, e, quindi, senza diritti e valenze particolari, sono i prescelti da Dio per vedere per primi la nascita di Gesù. Diventano, loro malgrado, testimoni di un evento che non avrebbero mai potuto testimoniare o comunque il loro racconto sarebbe stato preso in scarsa considerazione vista la derivazione. Dio ci sorprende sempre di più: nasce povero, escluso, lontano dal centro, in mezzo agli animali; sceglie persone e mezzi inadeguati per diffonderne la notizia. Ugualmente fu per la resurrezione. Si affida alle donne, anch’esse destituite da ogni autorevolezza e capacità testimoniale, ma lui rivoluziona ogni cosa.

Dalla semplicità, povertà e inadeguatezza dei testimoni comunque riceviamo un esempio comportamentale degno d’essere esperito oltre che ammirato ed encomiato. I pastori “senza indugio” vanno presso la grotta e trovano il Creatore adagiato in una mangiatoia in compagnia di Maria e Giuseppe. Le donne che vanno al sepolcro, dopo aver visto la tomba vuota e ricevuto la notizia che Gesù è risorto “corrono” dagli apostoli. Chi incontra l’amore, la verità, la gioia, non può contenere ciò che accade. Come il lievito spinge, mette in moto, fa crescere la massa che fermenta, così chi fa esperienza di Dio non può circoscrivere ed arginare quanto vive. E’ necessario uscire, esplodere per donare, per testimoniare. E questo è un bel esempio che ci giunge da due categorie altrimenti escluse, scartate.

Ma è anche bello e, attrattivamente, accattivante l’atteggiamento di Maria, la Madre di Gesù. “Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore” un altro modo per rielaborare nella dimensione del cuore, dell’interiorità la ricchezza che si è incontrata e conosciuta. Serbare dentro se stessi, quasi ruminare, lentamente, con calma ciò che ci vede protagonisti. La dimensione meditativa e orante, l’interiorizzazione di un evento fanno si che ci sia la possibilità di rielaborare ciò che ci nutre spiritualmente e culturalmente oltre che relazionalmente.

Quante volte gli incontri non si vivono appieno nel momento che si celebrano ma quando, con calma, ci si ritira e si fa rivivere nella mente tutto l’accaduto. Questa ruminazione spirituale ci permette di immergerci in Dio con maggiore consapevolezza, ma soprattutto ci offre la possibilità di riscaldarci continuamente al calore del suo amore e ci fa gustare la consolazione della sua paternità. Quasi che si debba assumere Dio a dosi, come quando l’intensità della luce si smorza per non ferire l’occhio che la ospita. Dio non ferisce mai ma è pur vero che non si esaurirà
per questo è necessario ruminarlo.

B. Giorgetta
BENITO GIORGETTA (16 febbraio 1955 Montemitro, Campobasso), sacerdote della diocesi di Termoli-Larino, parroco di San Timoteo in Termoli (Campobasso), licenziato in sacra teologia con specializzazione in mariologia. Dottore in bioetica, è giornalista pubblicista. Vicario foraneo. Docente di Teologia morale della sessualità e Bioetica presso l'Istituto Teologico Abruzzese Molisano di Chieti. Presidente dell'Associazione "Iktus - Onlus".
Iscriviti
Notificami
guest
0 Commenti
Feedback in linea
Vedi tutti i commenti

Maria Santissima Madre di Dio – Anno A – 1 gennaio 2017

- Advertisement -

IL VANGELO STRABICO

Maria Santissima Madre di Dio  – A 

(Numeri 6,22-27; Galati 4,4-7; Luca 2,16-21)

A  cura di Benito Giorgetta 

La ruminazione spirituale di Dio sull’esempio di Maria sua Madre

- Advertisement -

Ascoltiamo il Vangelo:

“In quel tempo, [i pastori] andarono, senza indugio, e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, adagiato nella mangiatoia. E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro. 
Tutti quelli che udivano si stupirono delle cose dette loro dai pastori. Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore.
I pastori se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com’era stato detto loro.
Quando furono compiuti gli otto giorni prescritti per la circoncisione, gli fu messo nome Gesù, come era stato chiamato dall’angelo prima che fosse concepito nel grembo”.

 

I pastori, considerati immondi, e, quindi, senza diritti e valenze particolari, sono i prescelti da Dio per vedere per primi la nascita di Gesù. Diventano, loro malgrado, testimoni di un evento che non avrebbero mai potuto testimoniare o comunque il loro racconto sarebbe stato preso in scarsa considerazione vista la derivazione. Dio ci sorprende sempre di più: nasce povero, escluso, lontano dal centro, in mezzo agli animali; sceglie persone e mezzi inadeguati per diffonderne la notizia. Ugualmente fu per la resurrezione. Si affida alle donne, anch’esse destituite da ogni autorevolezza e capacità testimoniale, ma lui rivoluziona ogni cosa.

Dalla semplicità, povertà e inadeguatezza dei testimoni comunque riceviamo un esempio comportamentale degno d’essere esperito oltre che ammirato ed encomiato. I pastori “senza indugio” vanno presso la grotta e trovano il Creatore adagiato in una mangiatoia in compagnia di Maria e Giuseppe. Le donne che vanno al sepolcro, dopo aver visto la tomba vuota e ricevuto la notizia che Gesù è risorto “corrono” dagli apostoli. Chi incontra l’amore, la verità, la gioia, non può contenere ciò che accade. Come il lievito spinge, mette in moto, fa crescere la massa che fermenta, così chi fa esperienza di Dio non può circoscrivere ed arginare quanto vive. E’ necessario uscire, esplodere per donare, per testimoniare. E questo è un bel esempio che ci giunge da due categorie altrimenti escluse, scartate.

Ma è anche bello e, attrattivamente, accattivante l’atteggiamento di Maria, la Madre di Gesù. “Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore” un altro modo per rielaborare nella dimensione del cuore, dell’interiorità la ricchezza che si è incontrata e conosciuta. Serbare dentro se stessi, quasi ruminare, lentamente, con calma ciò che ci vede protagonisti. La dimensione meditativa e orante, l’interiorizzazione di un evento fanno si che ci sia la possibilità di rielaborare ciò che ci nutre spiritualmente e culturalmente oltre che relazionalmente.

Quante volte gli incontri non si vivono appieno nel momento che si celebrano ma quando, con calma, ci si ritira e si fa rivivere nella mente tutto l’accaduto. Questa ruminazione spirituale ci permette di immergerci in Dio con maggiore consapevolezza, ma soprattutto ci offre la possibilità di riscaldarci continuamente al calore del suo amore e ci fa gustare la consolazione della sua paternità. Quasi che si debba assumere Dio a dosi, come quando l’intensità della luce si smorza per non ferire l’occhio che la ospita. Dio non ferisce mai ma è pur vero che non si esaurirà
per questo è necessario ruminarlo.

- Advertisement -

Leggi qui il disclaimer sul materiale pubblicato da SpeSalvi.it

B. Giorgetta
BENITO GIORGETTA (16 febbraio 1955 Montemitro, Campobasso), sacerdote della diocesi di Termoli-Larino, parroco di San Timoteo in Termoli (Campobasso), licenziato in sacra teologia con specializzazione in mariologia. Dottore in bioetica, è giornalista pubblicista. Vicario foraneo. Docente di Teologia morale della sessualità e Bioetica presso l'Istituto Teologico Abruzzese Molisano di Chieti. Presidente dell'Associazione "Iktus - Onlus".
Iscriviti
Notificami
guest
0 Commenti
Feedback in linea
Vedi tutti i commenti
292FansMi piace
985FollowerSegui
13,000FollowerSegui
641FollowerSegui
182IscrittiIscriviti

Top News

Top Video

Ultimi Articoli

Articoli Popolari

Che differenza c’è tra “padre” e “don”?

E quale titolo si utilizza per monaci e frati? Gentile direttore, forse la mia le sembrerà una domanda banale. Può però spiegarmi la differenza tra...

X Domenica del Tempo Ordinario – Anno C – 5 giungo 2016

IL VANGELO STRABICO X Domenica del tempo Ordinario   - C A  cura di Benito Giorgetta (1Re 17,17-24; Galati 1,11-19; Luca 7,11-17) Imparare a suonare lo spartito della compassione Ascoltiamo...

Francesco in Armenia, preghiera con Karekin II

Dopo quattro ore di volo comincia il viaggio di Francesco in Armenia. L'aereo con a bordo il Pontefice è partito questa mattina alle 9.20...

Mamma Natuzza parlava proprio con Gesù. Ecco un suo colloquio con il Re dei...

Io ero inquieta, turbata… Gesù: Alzati e piglia il ritmo dei vecchi tempi. Natuzza: Come parlate, Gesù? Cosa devo fare? Gesù: Ci sono tante cose che puoi...

Qual è la differenza tra cattolico e cristiano?

Il cristiano è colui che ha Cristo come Signore Nel Nuovo Testamento si fa riferimento quattro volte ai seguaci di Cristo: 1. 1 Pt 4,16: “Ma...

Libri consigliati

Seguici su Instagram

Seguici su Facebook

Seguici su Twitter

Accessibility
0
Dicci il tuo pensiero, per favore commenta.x
()
x