Cookie Consent by Free Privacy Policy website
19 C
Roma
Gio, 21 Ottobre 2021

ROTATE FOR FULL CONTENT

MOBILE THEME

HomeArgomentiSpiritualitàMamma Natuzza parlava proprio con Gesù. Ecco un suo colloquio con il...

Mamma Natuzza parlava proprio con Gesù. Ecco un suo colloquio con il Re dei Re

- Advertisement -

- Advertisement -
- Advertisement -

Gesù: Quando comunichi la gioia ognuno pensa: “Se questa è gioiosa perché non devo diventare gioioso?”. Si converte. A me piace la conversione delle anime. è una cosa bella distribuire l’amore. C’è gente che attinge l’amore, lo comunica e fa un’espansione agli altri amici, a quelli che conosce. Moltiplicate l’amore. Moltiplicate i Cenacoli. Quello che piace alla Madonna piace a me. è una cosa bellissima! è una catena d’amore che porta anime. lo di cosa vado in cerca? Delle anime. La Madonna ha detto questo pure per consolare il mio cuore.

 

Gesù: Mi aspettavi?

Natuzza: Non a quest’ora, Signore. Vi aspettavo prima. Pensavo che non venivate e che sareste venuto domani.

Gesù: Non ti ricordi? Vengo sempre martedì. La prima volta che ti hanno misurato la corona era di martedì.

- Advertisement -

Natuzza: Signore, ma siete arrabbiato forse con me?

Gesù: Non arrabbiato, dispiaciuto, ma non per te. Io faccio la mia parte per farti soffrire. Ma questa sofferenza è necessaria. Per ogni spina salviamo cento anime. Non è che io me la tolgo per dartela, perché soffro sempre per i peccati del mondo, però, standomi vicino mi aiuti, mi punge di meno, perché la metà la prendi tu. Offrila per i peccatori del mondo che mi fanno tanto soffrire. è vero che aumentano le preghiere, ma aumentano anche i peccati perché l’uomo è sempre scontento, è incontentabile, vuole sempre di più con la malvagità, con il peccato. Questo mi addolora. A me piace una persona quando vuole di più, quando fa il sacrificio per guadagnarselo, non quando deruba l’amico, il fratello, approfitta di lui per farsi i miliardi, i milioni, i palazzi. No, questo mi dispiace, mi addolora, come mi addolorano i sacrifici che fanno fare a quegli innocenti per vendere la droga, per guadagnare. Mi addolorano. Ecco perché le spine ci pungono. E cerco aiuto alle anime che mi sono scelto. Lo so che soffrono. A te dovrei dare una corona di brillanti perché mi hai dato tutta la vita. A me hai dato il cuore, ma agli uomini la sofferenza di lunghi anni.

Natuzza: Signore agli uomini? No, non è vero che agli uomini, io l’offro a voi.

Gesù: L’offri a me per salvare i peccatori. Io li voglio salvi perché per ognuno di loro mi toglie una spina.

Natuzza: Signore, per tutte le spine che date a me sulla testa sono pochi gli uomini che salvate!

Gesù: Non è vero. Per ogni spina ne salvo migliaia, perché tu l’offri con tutto il cuore. Se fosse un’altra a quest’ora mi avrebbe rinnegato, ma a te l’amore, con tutte le spine, aumenta, perché da quando sei nata sei stata sempre, io per te e tu per me, l’amore eterno. Non si può annullare l’amore. L’amore si annulla quando è un uomo della terra che sbaglia; allora l’amore sfugge, eppure qualche pizzico resta. Ma non è l’amore che ho io per te. Non per te sola, ma per tutto il mondo, pure per i figli scapestrati e grandi peccatori e peccatrici. L’amore ce l’ho per tutti. Sono loro che non hanno amore per me. Ogni mille ne trovo una e mi appoggio. Voglio essere consolato, tu mi consoli con tutta la sofferenza e con tutto l’amore. Amami sempre, perché io amo tutto il mondo. Vedi, quando tu mi porti una persona, ho una gioia grande. L’amore mio è grande per tutto il mondo. Vedi come dici tu? Ogni chicco, anche di piselli, tu dici, voglio un’anima. Perché la vuoi quest’anima anche se non ti appartiene? Tu mi leggi il cuore. La scuola che ti ho fatto ti è rimasta impressa. Ho sete di anime. Anche tu hai la sete. Io ho la sete e tu hai l’arsura, perché mi vuoi vedere contento.

Natuzza: Chi non vuole vedere contento un padre?

Gesù: Io sono padre e madre. C’è chi è innamorato del papà e non della mamma, c’è chi è innamorato della mamma e non del papà. Io mi sono fatto padre e mamma perché l’amore mio è grande per il mondo. Distribuitelo questo amore, fatelo capire quanto siete innamorati di me. Anche quelli che ti stanno vicino parlano di me, attingono qualcosa. Anche se non hanno lo stesso amore apprendono qualcosa. Io predico al loro cuore, il loro cuore non risponde perché non è aperto a me, ma alle cose della terra, pensano che non devono mai lasciarle. Si lascia tutto, solo me non possono lasciare, perché li aspetto e non li lascio. Come dite? Non ti mollo. Ed io sono lo stesso, non vi lascio perché un padre, una madre, non possono lasciare mai i figli.

Natuzza: Gesù, volevo andare a scuola. Se c’era mio padre credo che mi mandava.

Gesù: Ma non ti serve la scuola. Non voglio anime scienziate.

Natuzza: E pare che l’anima mia è scienziata? L’anima mia non la conosco nemmeno io come ce l’ho fatta.

Gesù: Non ti preoccupare, ce l’hai fatta bene perché te l’ho creata io.

Natuzza: Gesù, ma voi non l’avete creata solo a me, a tutti l’avete creata. Avete creato il corpo e l’anima voi. E allora perché dite che ce l’hanno tutti il papà? C’è a chi muore e non ce l’ha.

Gesù: Ed a te non è morto tuo padre? Io sono vivo ancora, vedi, io sono vivo per sempre. Per tuo padre tardi o presto arrivava l’ora di morire. Che ti poteva dare tuo padre? Quello che ti insegnavo io, non te lo insegnava tuo padre. Ci sono tanti papà che insegnano la cattiveria ai loro figli, dicono: “Se quello ti dà una botta, dagliene dieci, difenditi a pugni e a calci!” Non gli dicono: “Difenditi con l’amore, con la calma, con la carità, con la gentilezza”. Ecco, questo è un vero papà? Il papà vero sono io e voglio questo amore, voglio che ognuno di voi pensi a quello che fa.

Natuzza: Signore, non dite così, voi amate tutti, voi amate pure i delinquenti.

Gesù: Sì. Se un padre è giusto va ad incontrare il figlio per portarselo in casa. Se è un padre sballato, dice: “Lasciatelo perdere”. Quanti padri e mamme buttano via il proprio figlio, perché fa errori, invece di abbracciarlo, di riaccoglierlo, di essere di esempio. E quanti si difendono l’uno con l’altro, padre e figlio, e dicono: “Tu non le hai fatte queste cose prima di me?’. Che cos’è questo? Un esempio cattivo. Come si recuperano i figli? Con l’amore, con la gioia, con la tenerezza.

Natuzza: Signore, mi distruggo a pensare queste cose, però tanto bene non le capisco.

Gesù: Te le dico in parole povere per poterle comprendere, ma tu non ti rendi conto di quello che dico, non per l’intelligenza, perché come le dico le capiscono anche le galline, ma perché sei emozionata. Dopo 70 anni ancora ti emozioni. Perché, sono un papà rigoroso?

Natuzza: No, Gesù, siete troppo buono e forse se mi trattavate rigorosamente stavo attenta ed apprendevo di più.

Gesù: E che cosa volevi fare? Ti volevi sotterrare? Già ti ho sotterrato io con tutto questo corpo flagellato. Non ti basta così? Come hai sete d’amore hai sete di sofferenza. L’amore è una cosa, la sofferenza è un’altra. Tu non dici mai basta.

Natuzza: Gesù, e se voi me la cercate ve la posso negare! è come una che viene a casa mia e mi chiede un pezzo di pane, io gli do due pezzi di pane. Voi quando venite mi dite: “Accetta questa sofferenza che convertiamo 1000 anime”, io dico: “Signore, fate al doppio che facciamo 2000 anime”, perché ho sete come ce l’avete voi. Quando voi dite: “Salviamo le anime”, io ho interesse di salvare prima l’anima mia, perché non voglio andare all’inferno, poi tutto il mondo, però in tutto il mondo voglio pure i miei parenti.

Gesù: La sai lunga tu. E perché io salvo il mondo e lascio fuori i tuoi parenti? Pure per consolarti!

Natuzza: Gesù, non mi consolo se salvate gli altri?

Gesù: Sì, come no. Hai chiesto 100 anni di purgatorio, non ti bastano? Ne vuoi 200?

Natuzza: Basta che salvate tutto il mondo pure 1000.

Gesù: Ma stai zitta! Non ne chiedere. Non ti è bastata una sofferenza di una vita! Da quando eri nel grembo di tua madre hai sofferto. Ti sei resa conto di soffrire quando eri di cinque, sei anni, il perché non l’hai mai capito. Manco che io te lo dicevo a canzone, che ti ho scelto io. Adesso hai capito che ti ho scelta?

Natuzza: Solo per la sofferenza, Signore, mi avete scelta?

Gesù: No, anche per le gioie.

Natuzza: Con la gioia sopporto la sofferenza, perché voi sapete che vi amo veramente più dei miei figli e più della mia vita.

Gesù: Sicuro, perché tu l’hai messa a disposizione per i peccati del mondo.

Poi ha alzato la mano per benedire

Natuzza: Gesù non ve ne andate. Adesso vi chiedo io consolazione.

Gesù: E che vuoi che sto sempre con te? Ma io sono sempre con te, ma non lo vuoi capire? Non mi senti? Sei sorda di orecchio, ma di cuore no. Il cuore sente e palpita ed io ce l’ho grande e l’ho fatto grande pure a te. C’è posto per tutti nel mio cuore, anche per te, per la sofferenza e per gli uomini.

Oh anima mia, non tremare! Parla che ti rispondo.

Natuzza: Tagliatemi la lingua perché mi inquieto, perché faccio dispiacere tanta gente.

Gesù: E perché dici queste cose? Non è vero niente che le fai dispiacere. Tu fai una cosa: le scuoti. Anche se in quel momento si sentono offesi, poi riflettono e dicono che avevi ragione. Sai che cosa dicono? Non che vedi me, non che vedi la Madonna, ma: “Questa donna che dice queste cose è ispirata”.

Natuzza: Gesù, adesso vi faccio una domanda, ho una curiosità.

Gesù: E parla, parla!

Natuzza: Alcune volte il sacerdote in chiesa dice: “Nessuno ha visto Gesù”. Io penso: lo l’ho visto. Allora non è vero? Sono una pazza? Ma vi ho visto veramente? Vi sto vedendo? O sono pazza? Ho qualcosa negli occhi?

Gesù: Tu mi vedi veramente. Quelli che veramente mi amano mi vedono con il cuore, ma non con gli occhi. Gli occhi te li ho creati apposta. Vedi che ogni tanto Padre Pio ti insulta? Perché gli occhi tuoi sono differenti da quelli degli altri.

Natuzza: Perché hanno il cristallo fatto male o perché ho sofferto per la malattia agli occhi? Perché?

Gesù: No, ho voluto io che gli occhi tuoi dopo tanti dolori e tante sofferenze, vedessero tante cose, debbano essere accompagnati anche con il ristoro e la bellezza. Tu non le vedi le sofferenze con gli occhi? Le vedi. Ti vedi come sei martorizzata? Tu sei in un frullatore che ti frulla, tu sei in un macinino che ti stringe, tu sei in un calcara di fuoco che ti brucia. Non le vedi queste cose, non le senti? Anche con i tuoi occhi vedi le cose belle. Vedi i peccati, vedi qualche persona che pecca e ti addolora. Come vedi quella devi vedere anche le cose che ti danno piacere, che ti danno gioia.

 

Natuzza: Gesù mio, altri due giorni sono rimasti.

Gesù: Per te tutta la vita è stata Quaresima. Non ti sei arresa mai ed ora alla fine ti arrendi? No, non ti arrendere perché sono pronto a dare conforto a chi soffre, particolarmente a te.

Natuzza: Perché a me? Perché ho la lingua lunga, parlo troppo? Ve l’avevo detto di tagliarmela. Voi non avete voluto.

Gesù: La lingua serve per parlare, non te la taglio. Se ti avessi tagliato la lingua, per quante volte me lo stai chiedendo, avresti perso non tu ma io tante anime. E così, con questa linguaccia lunga, come dici tu, me ne hai portate ancora migliaia ed Io questo voglio. Tu mi hai detto: “Gesù, fino all’ultimo giorno, fatemi dire qualche parola a chi bussa alla mia porta”. Belle promesse che fai! Io mantengo sempre le promesse, tu non le mantieni. Già giorno per giorno dici: “Signore, fatemi morire perché io non servo più a niente”.

Natuzza: A cosa servo Gesù? Proprio a niente.

Gesù: Pure che guardi con gli occhi, servi. Quando viene una persona, prima ti guarda gli occhi e poi riflette nel cuore.

Natuzza: Gesù, ma li rimprovero?

Gesù: è da tempo che ti dico di parlare forte e non hai voluto, ma ogni volta che dici qualche parola dici che li bastoni. Dopo che li hai rimproverati, in quel momento non è che parlano male, ma fanno qualche giudizio che non è giusto. Quando ritornano dopo un’ora, due ore la pensano diversamente perché quella rimproverata li scuote. Tu dici che è una bastonata, ma quella è una parola d’ordine per toccare il cuore. Io te li metto in bocca le parole, tu dici che sono bastonate, ma non sono bastonate, sono richiami all’attenzione per la loro anima. E quante me ne hai portate! Per questo Io sono felice. Ti amo e ti voglio bene. Non farti scrupoli per queste sciocchezze, perché queste sono parole sensate.

Natuzza: Non capisco.

Gesù: Ogni tanto ti sento dire che la parola tua è strumento. E che strumento è? Non sei buona a nulla.

Natuzza: Oh, Gesù mio, ve lo dico sempre che non sono buona a nulla, che sono un verme, che sono uno straccio, che sono pure una schifosa. Ve l’ho detto sempre. Ora me lo ripetete Voi, è la verità.

Gesù: E tu la giri come vuoi, la sai lunga.

Natuzza: Gesù, io…

Gesù: Ti dico io cosa vuoi dire: che mi giudicavi in modo diverso. Io sono Gesù, non mi puoi giudicare. Io giudico e perdono, tu se giudichi, non perdoni.

Natuzza: Voi non scherzatemi, non prendetemi in giro pure con le ferite.

Gesù: Ti faccio una carezza. Ecco cosa dici tu: “Bella carezza di Gesù!”.

Natuzza: No, non dico “bella carezza”. Dico: “Ahia”, non vorrei dirlo, perdonatemi.

Gesù: Anche la sofferenza è un mio dono per conquistare le anime. Ci sono stati uomini che si sono sentiti male per tre giorni. Uomini che per due, tre notti non hanno preso sonno pensando a queste ferite. Pensando alle ferite, pensano a me, prima non mi pensavano. Quanti, che non mi conoscevano, si sono riconciliati con me, adesso mi conoscono.

- Advertisement -
Redazionehttps://www.spesalvi.it
SpeSalvi.it | Cultura e Informazione cattolica
Iscriviti
Notificami
guest
0 Commenti
Feedback in linea
Vedi tutti i commenti

Mamma Natuzza parlava proprio con Gesù. Ecco un suo colloquio con il Re dei Re

- Advertisement -

Gesù: Quando comunichi la gioia ognuno pensa: “Se questa è gioiosa perché non devo diventare gioioso?”. Si converte. A me piace la conversione delle anime. è una cosa bella distribuire l’amore. C’è gente che attinge l’amore, lo comunica e fa un’espansione agli altri amici, a quelli che conosce. Moltiplicate l’amore. Moltiplicate i Cenacoli. Quello che piace alla Madonna piace a me. è una cosa bellissima! è una catena d’amore che porta anime. lo di cosa vado in cerca? Delle anime. La Madonna ha detto questo pure per consolare il mio cuore.

 

Gesù: Mi aspettavi?

Natuzza: Non a quest’ora, Signore. Vi aspettavo prima. Pensavo che non venivate e che sareste venuto domani.

Gesù: Non ti ricordi? Vengo sempre martedì. La prima volta che ti hanno misurato la corona era di martedì.

- Advertisement -

Natuzza: Signore, ma siete arrabbiato forse con me?

Gesù: Non arrabbiato, dispiaciuto, ma non per te. Io faccio la mia parte per farti soffrire. Ma questa sofferenza è necessaria. Per ogni spina salviamo cento anime. Non è che io me la tolgo per dartela, perché soffro sempre per i peccati del mondo, però, standomi vicino mi aiuti, mi punge di meno, perché la metà la prendi tu. Offrila per i peccatori del mondo che mi fanno tanto soffrire. è vero che aumentano le preghiere, ma aumentano anche i peccati perché l’uomo è sempre scontento, è incontentabile, vuole sempre di più con la malvagità, con il peccato. Questo mi addolora. A me piace una persona quando vuole di più, quando fa il sacrificio per guadagnarselo, non quando deruba l’amico, il fratello, approfitta di lui per farsi i miliardi, i milioni, i palazzi. No, questo mi dispiace, mi addolora, come mi addolorano i sacrifici che fanno fare a quegli innocenti per vendere la droga, per guadagnare. Mi addolorano. Ecco perché le spine ci pungono. E cerco aiuto alle anime che mi sono scelto. Lo so che soffrono. A te dovrei dare una corona di brillanti perché mi hai dato tutta la vita. A me hai dato il cuore, ma agli uomini la sofferenza di lunghi anni.

Natuzza: Signore agli uomini? No, non è vero che agli uomini, io l’offro a voi.

Gesù: L’offri a me per salvare i peccatori. Io li voglio salvi perché per ognuno di loro mi toglie una spina.

Natuzza: Signore, per tutte le spine che date a me sulla testa sono pochi gli uomini che salvate!

- Advertisement -

Gesù: Non è vero. Per ogni spina ne salvo migliaia, perché tu l’offri con tutto il cuore. Se fosse un’altra a quest’ora mi avrebbe rinnegato, ma a te l’amore, con tutte le spine, aumenta, perché da quando sei nata sei stata sempre, io per te e tu per me, l’amore eterno. Non si può annullare l’amore. L’amore si annulla quando è un uomo della terra che sbaglia; allora l’amore sfugge, eppure qualche pizzico resta. Ma non è l’amore che ho io per te. Non per te sola, ma per tutto il mondo, pure per i figli scapestrati e grandi peccatori e peccatrici. L’amore ce l’ho per tutti. Sono loro che non hanno amore per me. Ogni mille ne trovo una e mi appoggio. Voglio essere consolato, tu mi consoli con tutta la sofferenza e con tutto l’amore. Amami sempre, perché io amo tutto il mondo. Vedi, quando tu mi porti una persona, ho una gioia grande. L’amore mio è grande per tutto il mondo. Vedi come dici tu? Ogni chicco, anche di piselli, tu dici, voglio un’anima. Perché la vuoi quest’anima anche se non ti appartiene? Tu mi leggi il cuore. La scuola che ti ho fatto ti è rimasta impressa. Ho sete di anime. Anche tu hai la sete. Io ho la sete e tu hai l’arsura, perché mi vuoi vedere contento.

Natuzza: Chi non vuole vedere contento un padre?

Gesù: Io sono padre e madre. C’è chi è innamorato del papà e non della mamma, c’è chi è innamorato della mamma e non del papà. Io mi sono fatto padre e mamma perché l’amore mio è grande per il mondo. Distribuitelo questo amore, fatelo capire quanto siete innamorati di me. Anche quelli che ti stanno vicino parlano di me, attingono qualcosa. Anche se non hanno lo stesso amore apprendono qualcosa. Io predico al loro cuore, il loro cuore non risponde perché non è aperto a me, ma alle cose della terra, pensano che non devono mai lasciarle. Si lascia tutto, solo me non possono lasciare, perché li aspetto e non li lascio. Come dite? Non ti mollo. Ed io sono lo stesso, non vi lascio perché un padre, una madre, non possono lasciare mai i figli.

Natuzza: Gesù, volevo andare a scuola. Se c’era mio padre credo che mi mandava.

Gesù: Ma non ti serve la scuola. Non voglio anime scienziate.

- Advertisement -

Natuzza: E pare che l’anima mia è scienziata? L’anima mia non la conosco nemmeno io come ce l’ho fatta.

Gesù: Non ti preoccupare, ce l’hai fatta bene perché te l’ho creata io.

Natuzza: Gesù, ma voi non l’avete creata solo a me, a tutti l’avete creata. Avete creato il corpo e l’anima voi. E allora perché dite che ce l’hanno tutti il papà? C’è a chi muore e non ce l’ha.

Gesù: Ed a te non è morto tuo padre? Io sono vivo ancora, vedi, io sono vivo per sempre. Per tuo padre tardi o presto arrivava l’ora di morire. Che ti poteva dare tuo padre? Quello che ti insegnavo io, non te lo insegnava tuo padre. Ci sono tanti papà che insegnano la cattiveria ai loro figli, dicono: “Se quello ti dà una botta, dagliene dieci, difenditi a pugni e a calci!” Non gli dicono: “Difenditi con l’amore, con la calma, con la carità, con la gentilezza”. Ecco, questo è un vero papà? Il papà vero sono io e voglio questo amore, voglio che ognuno di voi pensi a quello che fa.

Natuzza: Signore, non dite così, voi amate tutti, voi amate pure i delinquenti.

Gesù: Sì. Se un padre è giusto va ad incontrare il figlio per portarselo in casa. Se è un padre sballato, dice: “Lasciatelo perdere”. Quanti padri e mamme buttano via il proprio figlio, perché fa errori, invece di abbracciarlo, di riaccoglierlo, di essere di esempio. E quanti si difendono l’uno con l’altro, padre e figlio, e dicono: “Tu non le hai fatte queste cose prima di me?’. Che cos’è questo? Un esempio cattivo. Come si recuperano i figli? Con l’amore, con la gioia, con la tenerezza.

Natuzza: Signore, mi distruggo a pensare queste cose, però tanto bene non le capisco.

Gesù: Te le dico in parole povere per poterle comprendere, ma tu non ti rendi conto di quello che dico, non per l’intelligenza, perché come le dico le capiscono anche le galline, ma perché sei emozionata. Dopo 70 anni ancora ti emozioni. Perché, sono un papà rigoroso?

Natuzza: No, Gesù, siete troppo buono e forse se mi trattavate rigorosamente stavo attenta ed apprendevo di più.

Gesù: E che cosa volevi fare? Ti volevi sotterrare? Già ti ho sotterrato io con tutto questo corpo flagellato. Non ti basta così? Come hai sete d’amore hai sete di sofferenza. L’amore è una cosa, la sofferenza è un’altra. Tu non dici mai basta.

Natuzza: Gesù, e se voi me la cercate ve la posso negare! è come una che viene a casa mia e mi chiede un pezzo di pane, io gli do due pezzi di pane. Voi quando venite mi dite: “Accetta questa sofferenza che convertiamo 1000 anime”, io dico: “Signore, fate al doppio che facciamo 2000 anime”, perché ho sete come ce l’avete voi. Quando voi dite: “Salviamo le anime”, io ho interesse di salvare prima l’anima mia, perché non voglio andare all’inferno, poi tutto il mondo, però in tutto il mondo voglio pure i miei parenti.

Gesù: La sai lunga tu. E perché io salvo il mondo e lascio fuori i tuoi parenti? Pure per consolarti!

Natuzza: Gesù, non mi consolo se salvate gli altri?

Gesù: Sì, come no. Hai chiesto 100 anni di purgatorio, non ti bastano? Ne vuoi 200?

Natuzza: Basta che salvate tutto il mondo pure 1000.

Gesù: Ma stai zitta! Non ne chiedere. Non ti è bastata una sofferenza di una vita! Da quando eri nel grembo di tua madre hai sofferto. Ti sei resa conto di soffrire quando eri di cinque, sei anni, il perché non l’hai mai capito. Manco che io te lo dicevo a canzone, che ti ho scelto io. Adesso hai capito che ti ho scelta?

Natuzza: Solo per la sofferenza, Signore, mi avete scelta?

Gesù: No, anche per le gioie.

Natuzza: Con la gioia sopporto la sofferenza, perché voi sapete che vi amo veramente più dei miei figli e più della mia vita.

Gesù: Sicuro, perché tu l’hai messa a disposizione per i peccati del mondo.

Poi ha alzato la mano per benedire

Natuzza: Gesù non ve ne andate. Adesso vi chiedo io consolazione.

Gesù: E che vuoi che sto sempre con te? Ma io sono sempre con te, ma non lo vuoi capire? Non mi senti? Sei sorda di orecchio, ma di cuore no. Il cuore sente e palpita ed io ce l’ho grande e l’ho fatto grande pure a te. C’è posto per tutti nel mio cuore, anche per te, per la sofferenza e per gli uomini.

Oh anima mia, non tremare! Parla che ti rispondo.

Natuzza: Tagliatemi la lingua perché mi inquieto, perché faccio dispiacere tanta gente.

Gesù: E perché dici queste cose? Non è vero niente che le fai dispiacere. Tu fai una cosa: le scuoti. Anche se in quel momento si sentono offesi, poi riflettono e dicono che avevi ragione. Sai che cosa dicono? Non che vedi me, non che vedi la Madonna, ma: “Questa donna che dice queste cose è ispirata”.

Natuzza: Gesù, adesso vi faccio una domanda, ho una curiosità.

Gesù: E parla, parla!

Natuzza: Alcune volte il sacerdote in chiesa dice: “Nessuno ha visto Gesù”. Io penso: lo l’ho visto. Allora non è vero? Sono una pazza? Ma vi ho visto veramente? Vi sto vedendo? O sono pazza? Ho qualcosa negli occhi?

Gesù: Tu mi vedi veramente. Quelli che veramente mi amano mi vedono con il cuore, ma non con gli occhi. Gli occhi te li ho creati apposta. Vedi che ogni tanto Padre Pio ti insulta? Perché gli occhi tuoi sono differenti da quelli degli altri.

Natuzza: Perché hanno il cristallo fatto male o perché ho sofferto per la malattia agli occhi? Perché?

Gesù: No, ho voluto io che gli occhi tuoi dopo tanti dolori e tante sofferenze, vedessero tante cose, debbano essere accompagnati anche con il ristoro e la bellezza. Tu non le vedi le sofferenze con gli occhi? Le vedi. Ti vedi come sei martorizzata? Tu sei in un frullatore che ti frulla, tu sei in un macinino che ti stringe, tu sei in un calcara di fuoco che ti brucia. Non le vedi queste cose, non le senti? Anche con i tuoi occhi vedi le cose belle. Vedi i peccati, vedi qualche persona che pecca e ti addolora. Come vedi quella devi vedere anche le cose che ti danno piacere, che ti danno gioia.

 

Natuzza: Gesù mio, altri due giorni sono rimasti.

Gesù: Per te tutta la vita è stata Quaresima. Non ti sei arresa mai ed ora alla fine ti arrendi? No, non ti arrendere perché sono pronto a dare conforto a chi soffre, particolarmente a te.

Natuzza: Perché a me? Perché ho la lingua lunga, parlo troppo? Ve l’avevo detto di tagliarmela. Voi non avete voluto.

Gesù: La lingua serve per parlare, non te la taglio. Se ti avessi tagliato la lingua, per quante volte me lo stai chiedendo, avresti perso non tu ma io tante anime. E così, con questa linguaccia lunga, come dici tu, me ne hai portate ancora migliaia ed Io questo voglio. Tu mi hai detto: “Gesù, fino all’ultimo giorno, fatemi dire qualche parola a chi bussa alla mia porta”. Belle promesse che fai! Io mantengo sempre le promesse, tu non le mantieni. Già giorno per giorno dici: “Signore, fatemi morire perché io non servo più a niente”.

Natuzza: A cosa servo Gesù? Proprio a niente.

Gesù: Pure che guardi con gli occhi, servi. Quando viene una persona, prima ti guarda gli occhi e poi riflette nel cuore.

Natuzza: Gesù, ma li rimprovero?

Gesù: è da tempo che ti dico di parlare forte e non hai voluto, ma ogni volta che dici qualche parola dici che li bastoni. Dopo che li hai rimproverati, in quel momento non è che parlano male, ma fanno qualche giudizio che non è giusto. Quando ritornano dopo un’ora, due ore la pensano diversamente perché quella rimproverata li scuote. Tu dici che è una bastonata, ma quella è una parola d’ordine per toccare il cuore. Io te li metto in bocca le parole, tu dici che sono bastonate, ma non sono bastonate, sono richiami all’attenzione per la loro anima. E quante me ne hai portate! Per questo Io sono felice. Ti amo e ti voglio bene. Non farti scrupoli per queste sciocchezze, perché queste sono parole sensate.

Natuzza: Non capisco.

Gesù: Ogni tanto ti sento dire che la parola tua è strumento. E che strumento è? Non sei buona a nulla.

Natuzza: Oh, Gesù mio, ve lo dico sempre che non sono buona a nulla, che sono un verme, che sono uno straccio, che sono pure una schifosa. Ve l’ho detto sempre. Ora me lo ripetete Voi, è la verità.

Gesù: E tu la giri come vuoi, la sai lunga.

Natuzza: Gesù, io…

Gesù: Ti dico io cosa vuoi dire: che mi giudicavi in modo diverso. Io sono Gesù, non mi puoi giudicare. Io giudico e perdono, tu se giudichi, non perdoni.

Natuzza: Voi non scherzatemi, non prendetemi in giro pure con le ferite.

Gesù: Ti faccio una carezza. Ecco cosa dici tu: “Bella carezza di Gesù!”.

Natuzza: No, non dico “bella carezza”. Dico: “Ahia”, non vorrei dirlo, perdonatemi.

Gesù: Anche la sofferenza è un mio dono per conquistare le anime. Ci sono stati uomini che si sono sentiti male per tre giorni. Uomini che per due, tre notti non hanno preso sonno pensando a queste ferite. Pensando alle ferite, pensano a me, prima non mi pensavano. Quanti, che non mi conoscevano, si sono riconciliati con me, adesso mi conoscono.

- Advertisement -

Leggi qui il disclaimer sul materiale pubblicato da SpeSalvi.it

Redazionehttps://www.spesalvi.it
SpeSalvi.it | Cultura e Informazione cattolica
Iscriviti
Notificami
guest
0 Commenti
Feedback in linea
Vedi tutti i commenti
293FansMi piace
1,020FollowerSegui
13,000FollowerSegui
645FollowerSegui
320IscrittiIscriviti

Consigli pubblicitari

Top News

Top Video

Consigli pubblicitari

Ultimi Articoli

Articoli Popolari

Che differenza c’è tra “padre” e “don”?

E quale titolo si utilizza per monaci e frati? Gentile direttore, forse la mia le sembrerà una domanda banale. Può però spiegarmi la differenza tra...

X Domenica del Tempo Ordinario – Anno C – 5 giungo 2016

IL VANGELO STRABICO X Domenica del tempo Ordinario   - C A  cura di Benito Giorgetta (1Re 17,17-24; Galati 1,11-19; Luca 7,11-17) Imparare a suonare lo spartito della compassione Ascoltiamo...

Mamma Natuzza parlava proprio con Gesù. Ecco un suo colloquio con il Re dei...

Io ero inquieta, turbata… Gesù: Alzati e piglia il ritmo dei vecchi tempi. Natuzza: Come parlate, Gesù? Cosa devo fare? Gesù: Ci sono tante cose che puoi...

Francesco in Armenia, preghiera con Karekin II

Dopo quattro ore di volo comincia il viaggio di Francesco in Armenia. L'aereo con a bordo il Pontefice è partito questa mattina alle 9.20...

Preghiera per proteggere la tua casa e scacciare gli spiriti cattivi

E' una lunga invocazione che chiede anzitutto l'intervento della gloria di Gesù Cristo E’ una preghiera potente in cui si invocano Gesù Cristo, la Madonna...

Libri consigliati

La ricerca storica su Gesù

Il “counseling” pastorale

Libri consigliati – Aprile 2019

La Shoah alla luce del Sinai

Consigli pubblicitari

Seguici su Instagram

Seguici su Facebook

Seguici su Twitter

Consigli Pubblicitari

Accessibility
0
Dicci il tuo pensiero, per favore commenta.x
()
x