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Mamma Natuzza parlava proprio con Gesù. Ecco un suo colloquio con il Re dei Re

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Gesù: Consolati perché vedi me. Lascia perdere. Ma non riesci a chiudere questa bocca, sempre devi rispondere?

Natuzza: Non ho la forza.

Gesù: Sempre te l’ho data e te la do, ma tu sei prepotente.

Natuzza: Che cosa ho fatto di male per essere prepotente? Non sopporto le ingiustizie.

Gesù: Eh, ne sopporto tante io, ingiustizie… Mi insulta pure chi mi conosce!

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Natuzza: Avete ragione, la prima sono io.

Gesù: Non che mi insulti, ma non sei più ubbidiente.

Natuzza: Datemi una penitenza oppure tagliatemi la lingua.

Gesù: La lingua non la taglio a nessuno. Stai muta, in silenzio e prega. Tu devi sciogliere la lingua per le preghiere. Anzi no, perché ti stanchi, solo la mente.

 

Gesù sulla vera amicizia ai giovani OK mandato

Gesù: Anima mia, sii gioiosa. Non essere triste.

Natuzza: Non posso essere gioiosa con questo turbamento che ho.

Gesù: Fai come la Madonna che ha riservato, per lunghi anni, molte cose nel suo cuore ed era sempre gioiosa. Parla di me e sii gioiosa. Quando una è innamorata di un giovane, appena lo vede gli passa tutto quello che ha vissuto durante la settimana, il mese o l’anno. Aspetta per vederlo e fare le sue confidenze. Io non voglio che parli troppo, le confidenze te le leggo. Quando uno è innamorato non vuole bene né al padre né alla mamma, vuole bene all’innamorato. E l’innamorato tuo sono io.

Natuzza: Ho soggezione, non so parlare e raccontarvi.

Gesù: Io le cose già le so. Sai che mi piace di te? Quando dici che le tue cose le lasci dietro la porta e parli con le persone di carità, di umiltà, di catena d’amore. Ai giovani devi dire che non devono illudersi di chi dice di essere amico, perché il vero amico sono io che suggerisco loro cose buone. Invece chi sembra amico, li porta sulla perdizione facendo vedere loro rose e fiori. Quelle rose e quei fiori appassiscono, non ci sono; ci sono maledicenze, peccati gravi, e cose che dispiacciono il mio cuore.

Natuzza: Signore, per tutte queste cose siete triste?

Gesù: Sono triste quando so che un’anima si perde e la vorrei conquistare. Se sono due le vorrei conquistare tutte e due. Se sono mille, mille. Come fai tu? Ti viene la voce per parlare, ti vengono le parole giuste da dire alle persone… Da sola lo fai?

Natuzza: O Gesù mio, lo faccio con voi. Perché prima invoco voi e dico: “Dimmi la parola giusta che devo dire a questo amico o a questa amica”.

Gesù: Non credere che sono tutti amici. Tu sei prudente, ma usa ancora prudenza.

Natuzza: Perché, non mi regolo? Fatemi la lezione.

Gesù: No, la lezione te la faccio sempre, però le parole giuste te le metto nel cuore. Se una riflette, le pensa le cose che dici, altrimenti le dimentica. Come lo stesso quando dico: “Non guardare che è un grande peccatore o un superbo, o uno che non fa carità e che non fa bene”. Tante volte le parole giuste possono intenerire il cuore di un uomo.

Natuzza: Non so quali sono le parole giuste.

Gesù: Le parole giuste sono queste: prudenza, umiltà, carità ed amore per il prossimo. Senza l’amore, senza la carità, senza l’umiltà e senza dare gioia agli altri non si può acquistare il regno del cielo.

Natuzza: Se so dirgliele, e se non so, come gliele dico?

Gesù: Sai dirgliele.

Natuzza: In quel momento non mi vengono in fila, perché mi soggeziono di certe persone.

Gesù: Credo che ti soggezioni più di me che della povera gente. La sai lunga tu!

Natuzza: Ah, dico pure bugie?

Gesù: No, ma ti sottovaluti dicendo di essere uno straccio, un verme di terra e tale vuoi diventare. Mi piaci così.

 

Gesù e le vere “torture”

Gesù: Sei torturata. La tortura non è solo quella dei campi di concentramento o della guerra. La tortura, può essere in tanti modi. Non piangere, anima mia, ascolta le mie parole. Tu dici che sono gli occhi che ti piangono, ma gli occhi servono per tante cose: per cose belle, per cose brutte, anche per le lacrime che puoi offrire. Le cose belle te le godi nel cuore e le trasmetti agli altri. Le cose brutte, con la forza di volontà, dimenticale. Le cose brutte sono passeggere, ma le cose belle restano eterne. E chi non dimentica il brutto non può ricordare il bello. Chi non dimentica il brutto, è una sofferenza. Anche questa si può offrire. Sai cosa è brutto? La morte eterna, perché la morte che stabilisco io è un passaggio, come dici tu con le tue parole povere, da un appartamento all’altro.

Natuzza: Gesù mio, voi dite sempre che per un’anima fate tanti sacrifici ed ogni volta che mi viene una ferita dite di offrirla per un’anima che non volete perdere.

Mi sono messa a piangere.

Gesù: Non devi piangere. Non ti devi commuovere. Tutte le cose che vedi tu non le vedono gli altri. Queste cose ti devono consolare. Non piangere.

Natuzza: Signore mio, voglio la grazia di sopportare, di non parlare. Tagliatemi la lingua.

Gesù: La prova te l’ho data, però ti ho guarito la lingua. Ma tu non hai capito niente.

Natuzza: Allora avevate cominciato? Me la potevate tagliare, così soffrivo di meno.

Gesù: Soffrivi lo stesso, perché il cuore e il sentimento sono presenti anche con la lingua tagliata. Prega e offri.

Gesù: Signore, io prego per tutti, per quelli che sono in guerra, perché mi dispiace…

Gesù: Hai visto? Quelli sono i veri dolori. Quelle mamme che vedono straziati i propri bambini. Quella è una tortura, non la tua che è momentanea, ma tu l’accetti e l’offri. Quelle creature no. Con la tortura muoiono, ma non in eterno, perché sono nelle mie braccia e nel mio cuore. Il dolore è di chi rimane.

 

Natuzza: Forse sono pazza e alla vecchiaia mi tornano a portare al manicomio. Come faccio?

Padre Pio: Tu sei pazza d’amore, non puoi andare in manicomio. E poi anche là dentro rimani innamorata e pensi a Gesù.

Natuzza: Mentre faccio un discorso ho quell’immagine di Gesù davanti e dico: “Vorrei abbracciarmelo, vorrei stringermelo. Ma non mi sono stretta e abbracciata mai con un uomo e adesso mi voglio abbracciare con Dio?”

Gesù: Ma io sono l’uomo della luce, non sono l’uomo del peccato.

 

Madonna: Qualche giorno ci saranno meraviglie.

Natuzza: Madonna mia, che vuol dire meraviglie?

Madonna: Ci sarà tanta gente che soffre e si prende l’aria pura. Si ristora l’anima e il corpo. Gesù le promesse che fa le mantiene. Io per riflesso, che sono sua madre, mantengo sempre le mie promesse.

Natuzza: Tutte le cose che ho visto ci saranno?

Madonna: Gesù dispone e mantiene sempre le promesse; anche io mantengo le mie promesse.

 

Madonna: Che aspetti figlia mia? Gesù?

Natuzza: A vostro figlio!

Madonna: Tu lo stai aspettando come lo aspettavano i re Magi, per incontrarlo. E tu sei inquieta, lo vuoi sempre incontrare.

Natuzza: Certo che sono inquieta. Perdonatevi se ho più confidenza con Lui. Gli volevo domandare una cosa.

Madonna: E parla!

Natuzza: E no, è una cosa tra me e Lui.

Madonna: Allora hai segreti con Gesù? I segreti si tengono nel cuore. Anch’io ne ho conservati tanti per lunghi anni, non per soffrire di meno, ma per soffrire di più e per offrire per il bene delle anime.

Natuzza: Perché non dite “mio figlio”?

Madonna: Perché è più grande, per la sua natura divina, e io ho rispetto.

Natuzza: Non può essere più grande, perché voi siete la madre di Dio.

Madonna: Sì, Lui è più grande. Ha creato il mondo e per il mondo impazzisce come impazzisci tu per i tuoi figli e per Lui.

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Mamma Natuzza parlava proprio con Gesù. Ecco un suo colloquio con il Re dei Re

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Gesù: Consolati perché vedi me. Lascia perdere. Ma non riesci a chiudere questa bocca, sempre devi rispondere?

Natuzza: Non ho la forza.

Gesù: Sempre te l’ho data e te la do, ma tu sei prepotente.

Natuzza: Che cosa ho fatto di male per essere prepotente? Non sopporto le ingiustizie.

Gesù: Eh, ne sopporto tante io, ingiustizie… Mi insulta pure chi mi conosce!

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Natuzza: Avete ragione, la prima sono io.

Gesù: Non che mi insulti, ma non sei più ubbidiente.

Natuzza: Datemi una penitenza oppure tagliatemi la lingua.

Gesù: La lingua non la taglio a nessuno. Stai muta, in silenzio e prega. Tu devi sciogliere la lingua per le preghiere. Anzi no, perché ti stanchi, solo la mente.

 

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Gesù sulla vera amicizia ai giovani OK mandato

Gesù: Anima mia, sii gioiosa. Non essere triste.

Natuzza: Non posso essere gioiosa con questo turbamento che ho.

Gesù: Fai come la Madonna che ha riservato, per lunghi anni, molte cose nel suo cuore ed era sempre gioiosa. Parla di me e sii gioiosa. Quando una è innamorata di un giovane, appena lo vede gli passa tutto quello che ha vissuto durante la settimana, il mese o l’anno. Aspetta per vederlo e fare le sue confidenze. Io non voglio che parli troppo, le confidenze te le leggo. Quando uno è innamorato non vuole bene né al padre né alla mamma, vuole bene all’innamorato. E l’innamorato tuo sono io.

Natuzza: Ho soggezione, non so parlare e raccontarvi.

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Gesù: Io le cose già le so. Sai che mi piace di te? Quando dici che le tue cose le lasci dietro la porta e parli con le persone di carità, di umiltà, di catena d’amore. Ai giovani devi dire che non devono illudersi di chi dice di essere amico, perché il vero amico sono io che suggerisco loro cose buone. Invece chi sembra amico, li porta sulla perdizione facendo vedere loro rose e fiori. Quelle rose e quei fiori appassiscono, non ci sono; ci sono maledicenze, peccati gravi, e cose che dispiacciono il mio cuore.

Natuzza: Signore, per tutte queste cose siete triste?

Gesù: Sono triste quando so che un’anima si perde e la vorrei conquistare. Se sono due le vorrei conquistare tutte e due. Se sono mille, mille. Come fai tu? Ti viene la voce per parlare, ti vengono le parole giuste da dire alle persone… Da sola lo fai?

Natuzza: O Gesù mio, lo faccio con voi. Perché prima invoco voi e dico: “Dimmi la parola giusta che devo dire a questo amico o a questa amica”.

Gesù: Non credere che sono tutti amici. Tu sei prudente, ma usa ancora prudenza.

Natuzza: Perché, non mi regolo? Fatemi la lezione.

Gesù: No, la lezione te la faccio sempre, però le parole giuste te le metto nel cuore. Se una riflette, le pensa le cose che dici, altrimenti le dimentica. Come lo stesso quando dico: “Non guardare che è un grande peccatore o un superbo, o uno che non fa carità e che non fa bene”. Tante volte le parole giuste possono intenerire il cuore di un uomo.

Natuzza: Non so quali sono le parole giuste.

Gesù: Le parole giuste sono queste: prudenza, umiltà, carità ed amore per il prossimo. Senza l’amore, senza la carità, senza l’umiltà e senza dare gioia agli altri non si può acquistare il regno del cielo.

Natuzza: Se so dirgliele, e se non so, come gliele dico?

Gesù: Sai dirgliele.

Natuzza: In quel momento non mi vengono in fila, perché mi soggeziono di certe persone.

Gesù: Credo che ti soggezioni più di me che della povera gente. La sai lunga tu!

Natuzza: Ah, dico pure bugie?

Gesù: No, ma ti sottovaluti dicendo di essere uno straccio, un verme di terra e tale vuoi diventare. Mi piaci così.

 

Gesù e le vere “torture”

Gesù: Sei torturata. La tortura non è solo quella dei campi di concentramento o della guerra. La tortura, può essere in tanti modi. Non piangere, anima mia, ascolta le mie parole. Tu dici che sono gli occhi che ti piangono, ma gli occhi servono per tante cose: per cose belle, per cose brutte, anche per le lacrime che puoi offrire. Le cose belle te le godi nel cuore e le trasmetti agli altri. Le cose brutte, con la forza di volontà, dimenticale. Le cose brutte sono passeggere, ma le cose belle restano eterne. E chi non dimentica il brutto non può ricordare il bello. Chi non dimentica il brutto, è una sofferenza. Anche questa si può offrire. Sai cosa è brutto? La morte eterna, perché la morte che stabilisco io è un passaggio, come dici tu con le tue parole povere, da un appartamento all’altro.

Natuzza: Gesù mio, voi dite sempre che per un’anima fate tanti sacrifici ed ogni volta che mi viene una ferita dite di offrirla per un’anima che non volete perdere.

Mi sono messa a piangere.

Gesù: Non devi piangere. Non ti devi commuovere. Tutte le cose che vedi tu non le vedono gli altri. Queste cose ti devono consolare. Non piangere.

Natuzza: Signore mio, voglio la grazia di sopportare, di non parlare. Tagliatemi la lingua.

Gesù: La prova te l’ho data, però ti ho guarito la lingua. Ma tu non hai capito niente.

Natuzza: Allora avevate cominciato? Me la potevate tagliare, così soffrivo di meno.

Gesù: Soffrivi lo stesso, perché il cuore e il sentimento sono presenti anche con la lingua tagliata. Prega e offri.

Gesù: Signore, io prego per tutti, per quelli che sono in guerra, perché mi dispiace…

Gesù: Hai visto? Quelli sono i veri dolori. Quelle mamme che vedono straziati i propri bambini. Quella è una tortura, non la tua che è momentanea, ma tu l’accetti e l’offri. Quelle creature no. Con la tortura muoiono, ma non in eterno, perché sono nelle mie braccia e nel mio cuore. Il dolore è di chi rimane.

 

Natuzza: Forse sono pazza e alla vecchiaia mi tornano a portare al manicomio. Come faccio?

Padre Pio: Tu sei pazza d’amore, non puoi andare in manicomio. E poi anche là dentro rimani innamorata e pensi a Gesù.

Natuzza: Mentre faccio un discorso ho quell’immagine di Gesù davanti e dico: “Vorrei abbracciarmelo, vorrei stringermelo. Ma non mi sono stretta e abbracciata mai con un uomo e adesso mi voglio abbracciare con Dio?”

Gesù: Ma io sono l’uomo della luce, non sono l’uomo del peccato.

 

Madonna: Qualche giorno ci saranno meraviglie.

Natuzza: Madonna mia, che vuol dire meraviglie?

Madonna: Ci sarà tanta gente che soffre e si prende l’aria pura. Si ristora l’anima e il corpo. Gesù le promesse che fa le mantiene. Io per riflesso, che sono sua madre, mantengo sempre le mie promesse.

Natuzza: Tutte le cose che ho visto ci saranno?

Madonna: Gesù dispone e mantiene sempre le promesse; anche io mantengo le mie promesse.

 

Madonna: Che aspetti figlia mia? Gesù?

Natuzza: A vostro figlio!

Madonna: Tu lo stai aspettando come lo aspettavano i re Magi, per incontrarlo. E tu sei inquieta, lo vuoi sempre incontrare.

Natuzza: Certo che sono inquieta. Perdonatevi se ho più confidenza con Lui. Gli volevo domandare una cosa.

Madonna: E parla!

Natuzza: E no, è una cosa tra me e Lui.

Madonna: Allora hai segreti con Gesù? I segreti si tengono nel cuore. Anch’io ne ho conservati tanti per lunghi anni, non per soffrire di meno, ma per soffrire di più e per offrire per il bene delle anime.

Natuzza: Perché non dite “mio figlio”?

Madonna: Perché è più grande, per la sua natura divina, e io ho rispetto.

Natuzza: Non può essere più grande, perché voi siete la madre di Dio.

Madonna: Sì, Lui è più grande. Ha creato il mondo e per il mondo impazzisce come impazzisci tu per i tuoi figli e per Lui.

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