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Mamma Natuzza parlava proprio con Gesù. Ecco un suo colloquio con il Re dei Re

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Io ero inquieta, turbata…

Gesù: Alzati e piglia il ritmo dei vecchi tempi.

Natuzza: Come parlate, Gesù? Cosa devo fare?

Gesù: Ci sono tante cose che puoi fare!

Natuzza: Non ho la testa.

Gesù: Escogita qualcosa!

Natuzza: Ho capito che dovevo dire al diavolo: “Ti brucio la lingua!”. Poi mi sono ricordata che dovevo sbucciare i piselli. Li ho presi. C’era la presenza anche del diavolo che mi disturbava: mi cadeva la pentola, i piselli…

Gesù: Ce la fai, ce la fai!

Natuzza: Signore, per ogni chicco voglio un’anima salvata.

Gesù: Quali, quelli morti per portarli in paradiso?

Natuzza: Signore io sono ignorante, perdonatemi. Quelli che sono morti, sono sicura che li portate in paradiso. Però quelli che sono vivi si possono perdere, convertiteli.

Gesù: Li converto io? Se tu lavori con me. E non volevi niente!

Natuzza: Io voglio quello che volete voi.

Gesù: Allora dico che non li salvo!

Natuzza: Questo non me lo dite (arrabbiata). Non ci credo che lo fate.

Gesù: E tu che ne sai. Ti sei abituata a leggere il cuore?

Natuzza: No, questo no. Perdonatemi!

Gesù: Non ti mortificare, perché tu quando parli dici parole sagge. Povere, ma sagge.

 

Natuzza: Signore, so che sei offeso, ma se vuoi mi perdoni.

Gesù: (Sorridendo) E non volevi niente! Te l’ho detto che le mortificazioni te le mangi per pane. E la quaresima l’hai cominciata bene. Come abbiamo detto? Che per te è sempre quaresima. Qualcosa te la risparmio, ma tu sei sempre inquieta.

Natuzza: Voi mi avete fatta inquieta, perché se no a quest’ora mi avreste fatto morire.

Gesù: Anche all’altro mondo sarai inquieta! (sorridendo).

Natuzza: Invece di dirmi queste cose, ditemi un’altra cosa.

Gesù: E che vuoi!

Natuzza: La pace. Io sono angustiata, inquieta per la guerra.

Gesù: Il mondo è sempre in guerra. Non sono in guerra i poveri a cui manca il pane, ma quelli che vogliono il potere.

Natuzza: E dategli un colpo in testa. Stordite quelli che la vogliono.

Gesù: Ma tu sei vendicativa!

Natuzza: Non uccideteli, ma cambiateli.

Gesù: Vorrebbero fatta la testa nuova. Pregate.

 

Geaù sull’educazione dei figli

Gesù: Che sono questi scrupoli. Rimisciti sempre le stesse cose.

Mi ha poggiato la mano sul polso destro e si è aperta una ferita.

Natuzza: Signore, vengono dei genitori con figli malati. A loro dico una parola di conforto. E a quelli che mi dicono che è difficile fare i genitori, cosa devo dire?

Gesù: I genitori è difficile farli quando i figli superano gli 8, 10 anni. Finchè sono piccoli non è difficile. Come non è difficile per me usare la misericordia per voi. In un attimo uso la mia misericordia e loro non sanno usare una buona parola per i loro figli? Gli lasciano fare quello che vogliono, quando sono grandi poi gli danno filo da torcere. Devono incominciare dai primi giorni, se no è come una camicia strapazzata.

Natuzza: Signore, non ho capito.

Gesù: Quando prendi una camicia nuova e la conservi per lungo tempo, arrugginisce e per togliere la piega non basta il ferro brucente. Così sono i bambini. Vanno educati dai primi giorni all’amore e alla capacità di affrontare la vita.

Natuzza: Che c’entra la camicia, Signore?

Gesù: Quando sono piccoli, ai figli permettete di fare tutto quello che vogliono, pure le bestemmie. E quando bestemmiano e dicono porcherie, sorridete sopra e non cambiate discorso, né dite: “Questo non si fa, questo non si dice”. Li lasciate liberi, poi induriscono e approfittano. E voi che fate?

Redazionehttps://www.spesalvi.it
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Io ero inquieta, turbata…

Gesù: Alzati e piglia il ritmo dei vecchi tempi.

Natuzza: Come parlate, Gesù? Cosa devo fare?

Gesù: Ci sono tante cose che puoi fare!

Natuzza: Non ho la testa.

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Gesù: Escogita qualcosa!

Natuzza: Ho capito che dovevo dire al diavolo: “Ti brucio la lingua!”. Poi mi sono ricordata che dovevo sbucciare i piselli. Li ho presi. C’era la presenza anche del diavolo che mi disturbava: mi cadeva la pentola, i piselli…

Gesù: Ce la fai, ce la fai!

Natuzza: Signore, per ogni chicco voglio un’anima salvata.

Gesù: Quali, quelli morti per portarli in paradiso?

Natuzza: Signore io sono ignorante, perdonatemi. Quelli che sono morti, sono sicura che li portate in paradiso. Però quelli che sono vivi si possono perdere, convertiteli.

Gesù: Li converto io? Se tu lavori con me. E non volevi niente!

Natuzza: Io voglio quello che volete voi.

Gesù: Allora dico che non li salvo!

Natuzza: Questo non me lo dite (arrabbiata). Non ci credo che lo fate.

Gesù: E tu che ne sai. Ti sei abituata a leggere il cuore?

Natuzza: No, questo no. Perdonatemi!

Gesù: Non ti mortificare, perché tu quando parli dici parole sagge. Povere, ma sagge.

 

Natuzza: Signore, so che sei offeso, ma se vuoi mi perdoni.

Gesù: (Sorridendo) E non volevi niente! Te l’ho detto che le mortificazioni te le mangi per pane. E la quaresima l’hai cominciata bene. Come abbiamo detto? Che per te è sempre quaresima. Qualcosa te la risparmio, ma tu sei sempre inquieta.

Natuzza: Voi mi avete fatta inquieta, perché se no a quest’ora mi avreste fatto morire.

Gesù: Anche all’altro mondo sarai inquieta! (sorridendo).

Natuzza: Invece di dirmi queste cose, ditemi un’altra cosa.

Gesù: E che vuoi!

Natuzza: La pace. Io sono angustiata, inquieta per la guerra.

Gesù: Il mondo è sempre in guerra. Non sono in guerra i poveri a cui manca il pane, ma quelli che vogliono il potere.

Natuzza: E dategli un colpo in testa. Stordite quelli che la vogliono.

Gesù: Ma tu sei vendicativa!

Natuzza: Non uccideteli, ma cambiateli.

Gesù: Vorrebbero fatta la testa nuova. Pregate.

 

Geaù sull’educazione dei figli

Gesù: Che sono questi scrupoli. Rimisciti sempre le stesse cose.

Mi ha poggiato la mano sul polso destro e si è aperta una ferita.

Natuzza: Signore, vengono dei genitori con figli malati. A loro dico una parola di conforto. E a quelli che mi dicono che è difficile fare i genitori, cosa devo dire?

Gesù: I genitori è difficile farli quando i figli superano gli 8, 10 anni. Finchè sono piccoli non è difficile. Come non è difficile per me usare la misericordia per voi. In un attimo uso la mia misericordia e loro non sanno usare una buona parola per i loro figli? Gli lasciano fare quello che vogliono, quando sono grandi poi gli danno filo da torcere. Devono incominciare dai primi giorni, se no è come una camicia strapazzata.

Natuzza: Signore, non ho capito.

Gesù: Quando prendi una camicia nuova e la conservi per lungo tempo, arrugginisce e per togliere la piega non basta il ferro brucente. Così sono i bambini. Vanno educati dai primi giorni all’amore e alla capacità di affrontare la vita.

Natuzza: Che c’entra la camicia, Signore?

Gesù: Quando sono piccoli, ai figli permettete di fare tutto quello che vogliono, pure le bestemmie. E quando bestemmiano e dicono porcherie, sorridete sopra e non cambiate discorso, né dite: “Questo non si fa, questo non si dice”. Li lasciate liberi, poi induriscono e approfittano. E voi che fate?

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