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Parolin: Santa Madre Teresa, uno specchio dell’amore di Dio

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Santa Teresa di Calcutta è stato uno “specchio dell’amore di Dio”. E’ quanto affermato dal card. Pietro Parolin nella Messa di ringraziamento per la Canonizzazione di Madre Teresa celebrata stamani in Piazza San Pietro, alla presenza di migliaia di fedeli, tra cui spiccava la presenza delle Missionarie della Carità. Il Segretario di Stato Vaticano ha messo l’accento sull’esempio di servizio al prossimo di Madre Teresa che nei poveri e nei deboli, come i bambini non nati, scorgeva il volto di Cristo. Oggi pomeriggio dalle 16 alle 18, i fedeli potranno venerare le reliquie della nuova Santa nella Basilica di San Giovanni in Laterano.

La folla non è quella del giorno prima, ma il sentimento di gratitudine è lo stesso. In Piazza San Pietro si celebra la Messa di ringraziamento per la Canonizzazione di Madre Teresa di Calcutta. Le Missionarie della Carità arrivano in Piazza, applaudite spontaneamente dalla gente. Un grazie espresso in tanti modi per quella che il card. Pietro Parolin definisce un’ “eroica testimonianza di fede” che ha reso Madre Teresa un “nitido specchio dell’amore di Dio e un mirabile esempio di servizio al prossimo, specialmente alle persone più povere, derelitte, abbandonate”.

Madre Teresa vedeva nei poveri il Volto di Gesù
Qual è il segreto di Madre Teresa, si chiede il card. Parolin: l’incontro con Gesù, la “chiamata nella chiamata” che l’ha portata a mettere in pratica in modo radicale le parole del Signore: “Tutto quello che avete fatto a uno di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me”:

“Madre Teresa ha scoperto nei poveri il volto di Cristo ‘che si è fatto povero per noi per arricchirci con la sua povertà’ (cf. 2Cor. 8,9) ed ha risposto al suo amore senza misura con un amore senza misura per i poveri”.

Santa Teresa di Calcutta, ha soggiunto il Segretario di Stato Vaticano, è stato un segno di misericordia luminoso: “Rischiarava le tenebre di quanti non avevano più neppure le lacrime per piangere la loro povertà e sofferenza”.

Per Madre Teresa i bambini non nati erano “i più poveri tra i poveri”
Il card. Parolin ha rammentato poi la difesa instancabile e coraggiosa della vita nascente, di quei bambini non nati che, per lei, sono “i più poveri tra i poveri”:

“Ella, perciò, difese coraggiosamente la vita nascente, con quella franchezza di parola e linearità d’azione che è il segnale più luminoso della presenza dei Profeti e dei Santi”.

“Ciascuno di loro infatti – è stata la sua riflessione – dipende, più di qualsiasi altro essere umano, dall’amore e dalle cure della madre e dalla protezione della società”. Il concepito “non ha nulla di suo, ogni sua speranza e necessità è nelle mani di altri. Egli porta con sé un progetto di vita e di futuro e chiede di essere accolto e protetto perché possa diventare ciò che già è: uno di noi, che il Signore ha pensato fin dall’eternità per una grande missione da compiere, quella di “amare ed essere amato”, come Madre Teresa amava ripetere”.

In Madre Teresa, ha ripreso, si vedeva il “felice e inseparabile binomio tra esercizio eroico della carità e chiarezza nella proclamazione della verità”. Era tutto questo, ha ricordato, “frutto di un amore che fa male, che l’ha avvicinata alle sofferenze di Cristo. Madre Teresa ha risposto al grido di Cristo sulla Croce, “Ho sete”. Una sete che “ardeva in Madre Teresa, sua croce ed esaltazione, suo tormento e gloria”.

La luce di Madre Teresa continua a rischiarare il mondo
Il card. Parolin ha concluso la sua omelia ringraziando Madre Teresa per continuare ad essere una luce per l’umanità:

“Quando Madre Teresa passò da questa terra al Cielo, il 5 settembre 1997, per alcuni lunghi minuti Calcutta rimase completamente senza luce. Lei su questa terra era un segno trasparente che indicava il Cielo. Nel giorno della sua morte il Cielo volle offrire un sigillo alla sua vita e comunicarci che una nuova luce si era accesa sopra di noi. Ora, dopo il riconoscimento ‘ufficiale’ della sua santità, brilla ancora più vivida.  Che questa luce, che è la luce intramontabile del Vangelo, continui ad illuminare il nostro pellegrinaggio terreno e i sentieri di questo difficile mondo! Santa Teresa di Calcutta, prega per noi!”.

Redazionehttps://www.spesalvi.it
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Santa Teresa di Calcutta è stato uno “specchio dell’amore di Dio”. E’ quanto affermato dal card. Pietro Parolin nella Messa di ringraziamento per la Canonizzazione di Madre Teresa celebrata stamani in Piazza San Pietro, alla presenza di migliaia di fedeli, tra cui spiccava la presenza delle Missionarie della Carità. Il Segretario di Stato Vaticano ha messo l’accento sull’esempio di servizio al prossimo di Madre Teresa che nei poveri e nei deboli, come i bambini non nati, scorgeva il volto di Cristo. Oggi pomeriggio dalle 16 alle 18, i fedeli potranno venerare le reliquie della nuova Santa nella Basilica di San Giovanni in Laterano.

La folla non è quella del giorno prima, ma il sentimento di gratitudine è lo stesso. In Piazza San Pietro si celebra la Messa di ringraziamento per la Canonizzazione di Madre Teresa di Calcutta. Le Missionarie della Carità arrivano in Piazza, applaudite spontaneamente dalla gente. Un grazie espresso in tanti modi per quella che il card. Pietro Parolin definisce un’ “eroica testimonianza di fede” che ha reso Madre Teresa un “nitido specchio dell’amore di Dio e un mirabile esempio di servizio al prossimo, specialmente alle persone più povere, derelitte, abbandonate”.

Madre Teresa vedeva nei poveri il Volto di Gesù
Qual è il segreto di Madre Teresa, si chiede il card. Parolin: l’incontro con Gesù, la “chiamata nella chiamata” che l’ha portata a mettere in pratica in modo radicale le parole del Signore: “Tutto quello che avete fatto a uno di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me”:

“Madre Teresa ha scoperto nei poveri il volto di Cristo ‘che si è fatto povero per noi per arricchirci con la sua povertà’ (cf. 2Cor. 8,9) ed ha risposto al suo amore senza misura con un amore senza misura per i poveri”.

Santa Teresa di Calcutta, ha soggiunto il Segretario di Stato Vaticano, è stato un segno di misericordia luminoso: “Rischiarava le tenebre di quanti non avevano più neppure le lacrime per piangere la loro povertà e sofferenza”.

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Per Madre Teresa i bambini non nati erano “i più poveri tra i poveri”
Il card. Parolin ha rammentato poi la difesa instancabile e coraggiosa della vita nascente, di quei bambini non nati che, per lei, sono “i più poveri tra i poveri”:

“Ella, perciò, difese coraggiosamente la vita nascente, con quella franchezza di parola e linearità d’azione che è il segnale più luminoso della presenza dei Profeti e dei Santi”.

“Ciascuno di loro infatti – è stata la sua riflessione – dipende, più di qualsiasi altro essere umano, dall’amore e dalle cure della madre e dalla protezione della società”. Il concepito “non ha nulla di suo, ogni sua speranza e necessità è nelle mani di altri. Egli porta con sé un progetto di vita e di futuro e chiede di essere accolto e protetto perché possa diventare ciò che già è: uno di noi, che il Signore ha pensato fin dall’eternità per una grande missione da compiere, quella di “amare ed essere amato”, come Madre Teresa amava ripetere”.

In Madre Teresa, ha ripreso, si vedeva il “felice e inseparabile binomio tra esercizio eroico della carità e chiarezza nella proclamazione della verità”. Era tutto questo, ha ricordato, “frutto di un amore che fa male, che l’ha avvicinata alle sofferenze di Cristo. Madre Teresa ha risposto al grido di Cristo sulla Croce, “Ho sete”. Una sete che “ardeva in Madre Teresa, sua croce ed esaltazione, suo tormento e gloria”.

La luce di Madre Teresa continua a rischiarare il mondo
Il card. Parolin ha concluso la sua omelia ringraziando Madre Teresa per continuare ad essere una luce per l’umanità:

“Quando Madre Teresa passò da questa terra al Cielo, il 5 settembre 1997, per alcuni lunghi minuti Calcutta rimase completamente senza luce. Lei su questa terra era un segno trasparente che indicava il Cielo. Nel giorno della sua morte il Cielo volle offrire un sigillo alla sua vita e comunicarci che una nuova luce si era accesa sopra di noi. Ora, dopo il riconoscimento ‘ufficiale’ della sua santità, brilla ancora più vivida.  Che questa luce, che è la luce intramontabile del Vangelo, continui ad illuminare il nostro pellegrinaggio terreno e i sentieri di questo difficile mondo! Santa Teresa di Calcutta, prega per noi!”.

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