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L’Esortazione Evangelii gaudium chiude l’Anno della Fede.

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Mons. Fisichella alla conferenza stampa di presentazione degli eventi della settimana che concludono le celebrazioni, annuncia il documento di papa Francesco

083d405405

 

 

LUCA ROLANDI
ROMA

L’esortazione apostolica “Evangelii Gaudium” – primo documento ufficiale di papa Francesco, dopo l’enciclica `Lumen Fidei´ che ha raccolto anche il contributo del papa emerito Benedetto XVI – sarà consegnata domenica prossima da Jorge Mario Bergoglio a un vescovo, a un sacerdote e a un diacono, dopo la messa che sarà celebrata in piazza San Pietro, a conclusione dell’Anno della Fede. La sua presentazione ufficiale avverrà però martedì 26 novembre.

L’Anno della Fede e l’esortazione

A darne l’annuncio ufficiale è monsignor Rino Fisichella, presidente del Pontificio Consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione, confermando gli altri «segni» scelti dal pontefice per la chiusura dell’Anno della Fede: la preghiera con le monache di clausura camaldolesi nel monastero all’Aventino il 21 novembre; la giornata dedicata ai catecumeni, che hanno scelto di ricevere il battesimo cristiano da adulti, del 23 novembre; l’esposizione delle reliquie dell’apostolo Pietro di domenica 24 novembre.

Il presule ha parlato della solenne celebrazione di domenica prossima alle 10.30 in piazza San Pietro durante la quale papa Bergoglio partira da. “Tre segni: in modo particolare desiderano evidenziare il valore di questo momento. In primo luogo, l’esposizione delle reliquie di san Pietro. L’Anno della fede è stato pensato come un pellegrinaggio alla Tomba di Pietro. I pellegrini si sono fermati presso quella Tomba e hanno professato la fede, segno dell’unità della Chiesa e sintesi del contenuto di quanto crediamo.

“La recita del Credo imparato a memoria, tra l’altro, desiderava accompagnare i cristiani come la loro preghiera quotidiana, per sostenere la testimonianza nel mondo. Era giusto, quindi, che la Chiesa vivesse a conclusione di questo Anno un momento particolare. Per la prima volta, saranno esposte le reliquie dell’Apostolo. Pietro era stato chiamato dal Signore a confermare i fratelli nella fede. Intorno al Successore di Pietro, ma quasi in presenza fisica del primo degli apostoli, a cui si deve con Paolo la fondazione di questa Chiesa di Roma, saremo chiamati a professare ancora una volta con convinzione e forza la nostra fede”.

“Un ulteriore segno – ha detto Fisichella – sarà la consegna da parte di Papa Francesco della sua Esortazione Apostolica “Evangelii gaudium”.  E’ un impegno che la Chiesa è chiamata ad assumere. Credere significa anche partecipare ad altri la gioia dell’incontro con Cristo. L’Esortazione del Papa, quindi, diventa una missione che viene affidata a ogni battezzato per farsi evangelizzatore. Simbolicamente, il Papa consegnerà la sua Lettera a un vescovo, a un sacerdote e a un diacono scelti tra i più giovani ad essere ordinati; provengono rispettivamente dalla Lettonia, Tanzania e Australia.

Ci saranno poi dei religiosi e religiose e seguiranno rappresentanti di ogni evento di questo Anno della fede: dei cresimati, un seminarista e una novizia, una famiglia, dei catechisti, un non vedente – a cui il Papa consegnerà la sua Lettera in Cd-rom tale da essere riprodotta in forma auditiva – dei giovani, delle confraternite, dei movimenti”.

Era stato il Papa in persona a preannunciare la sua esortazione apostolica quando, lo scorso quattro giugno, aveva ricevuto la segreteria del sinodo dei vescovi, affrontando il tema della esortazione post-sinodale che il Pontefice tradizionalmente scrive a conclusione di ogni riunione sinodale straordinaria.

L’ultima, l’anno scorso, si è svolta sul tema della “nuova evangelizzazione” e Benedetto XVI non aveva ancora composto l’esortazione al momento delle dimissioni. “C’è un problema”, ha spiegato allora Bergoglio: “Adesso deve uscire un’enciclica, a quattro mani dicono: l’ha cominciata Papa Benedetto, me l’ha consegnata, è un documento forte, anche io dirò lì che ho ricevuto questo grande lavoro: l’ha fatto lui e io l’ho portato avanti”. Pubblicare “in questo momento” la “esortazione post-sinodale” rischierebbe di sovrapporsi e l’esortazione rimarrebbe “nascosta”.

“Poi – ha proseguito il Papa – ho pensato che l’anno della fede avrà fine (il 24 novembre 2013) senza un bel documento che può aiutarci. Ho pensato di fare una esortazione sulla evangelizzazione in genere e metterci dentro le cose del sinodo”. Un testo, insomma, che raccolga le idee “del sinodo” ma che ricomprenda, il tema della “evangelizzazione in genere”.

Crescono i battezzati adulti

Nel corso della conferenza stampa mons. Fisichella ha anche riferito dei dati importanti che rigurdano l’Itlaia e la Francia. Tra i nuovi battezzati, “i neofiti”  che in termine tecnico sono coloro che chiedono di essere battezzati nella fede cristiana “sono in maggioranza in una età che va dai venti ai quaranta anni”.

“Si tratta – ha sottolineato il presidente del Pontificio consiglio per la nuova evangelizzazione – di un dato molto significativo: in questo momento particolare della vita» nella fascia di età tra i 20 e i 40 anni  ci si pongono delle domande, e queste persone decidono di fare il loro ingresso nella vita cristiana”.

Più di otto milioni di pellegrini a Roma per l’Anno della Fede

Mons. Fisichella ha anche indicato in 8 milioni e mezzo il numero di pellegrini che per l’Anno della fede sono andati in pellegrinaggio alla tomba di San Pietro. Questo numero, ha commentato, “è solo un segno tra i più piccoli, anche se significativi, che rimarranno nel nostro ricordo”.

Redazionehttps://www.spesalvi.it
SpeSalvi.it | Cultura e Informazione cattolica

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L’Esortazione Evangelii gaudium chiude l’Anno della Fede.

  

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Mons. Fisichella alla conferenza stampa di presentazione degli eventi della settimana che concludono le celebrazioni, annuncia il documento di papa Francesco

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L’esortazione apostolica “Evangelii Gaudium” – primo documento ufficiale di papa Francesco, dopo l’enciclica `Lumen Fidei´ che ha raccolto anche il contributo del papa emerito Benedetto XVI – sarà consegnata domenica prossima da Jorge Mario Bergoglio a un vescovo, a un sacerdote e a un diacono, dopo la messa che sarà celebrata in piazza San Pietro, a conclusione dell’Anno della Fede. La sua presentazione ufficiale avverrà però martedì 26 novembre.

L’Anno della Fede e l’esortazione

A darne l’annuncio ufficiale è monsignor Rino Fisichella, presidente del Pontificio Consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione, confermando gli altri «segni» scelti dal pontefice per la chiusura dell’Anno della Fede: la preghiera con le monache di clausura camaldolesi nel monastero all’Aventino il 21 novembre; la giornata dedicata ai catecumeni, che hanno scelto di ricevere il battesimo cristiano da adulti, del 23 novembre; l’esposizione delle reliquie dell’apostolo Pietro di domenica 24 novembre.

Il presule ha parlato della solenne celebrazione di domenica prossima alle 10.30 in piazza San Pietro durante la quale papa Bergoglio partira da. “Tre segni: in modo particolare desiderano evidenziare il valore di questo momento. In primo luogo, l’esposizione delle reliquie di san Pietro. L’Anno della fede è stato pensato come un pellegrinaggio alla Tomba di Pietro. I pellegrini si sono fermati presso quella Tomba e hanno professato la fede, segno dell’unità della Chiesa e sintesi del contenuto di quanto crediamo.

“La recita del Credo imparato a memoria, tra l’altro, desiderava accompagnare i cristiani come la loro preghiera quotidiana, per sostenere la testimonianza nel mondo. Era giusto, quindi, che la Chiesa vivesse a conclusione di questo Anno un momento particolare. Per la prima volta, saranno esposte le reliquie dell’Apostolo. Pietro era stato chiamato dal Signore a confermare i fratelli nella fede. Intorno al Successore di Pietro, ma quasi in presenza fisica del primo degli apostoli, a cui si deve con Paolo la fondazione di questa Chiesa di Roma, saremo chiamati a professare ancora una volta con convinzione e forza la nostra fede”.

“Un ulteriore segno – ha detto Fisichella – sarà la consegna da parte di Papa Francesco della sua Esortazione Apostolica “Evangelii gaudium”.  E’ un impegno che la Chiesa è chiamata ad assumere. Credere significa anche partecipare ad altri la gioia dell’incontro con Cristo. L’Esortazione del Papa, quindi, diventa una missione che viene affidata a ogni battezzato per farsi evangelizzatore. Simbolicamente, il Papa consegnerà la sua Lettera a un vescovo, a un sacerdote e a un diacono scelti tra i più giovani ad essere ordinati; provengono rispettivamente dalla Lettonia, Tanzania e Australia.

Ci saranno poi dei religiosi e religiose e seguiranno rappresentanti di ogni evento di questo Anno della fede: dei cresimati, un seminarista e una novizia, una famiglia, dei catechisti, un non vedente – a cui il Papa consegnerà la sua Lettera in Cd-rom tale da essere riprodotta in forma auditiva – dei giovani, delle confraternite, dei movimenti”.

Era stato il Papa in persona a preannunciare la sua esortazione apostolica quando, lo scorso quattro giugno, aveva ricevuto la segreteria del sinodo dei vescovi, affrontando il tema della esortazione post-sinodale che il Pontefice tradizionalmente scrive a conclusione di ogni riunione sinodale straordinaria.

L’ultima, l’anno scorso, si è svolta sul tema della “nuova evangelizzazione” e Benedetto XVI non aveva ancora composto l’esortazione al momento delle dimissioni. “C’è un problema”, ha spiegato allora Bergoglio: “Adesso deve uscire un’enciclica, a quattro mani dicono: l’ha cominciata Papa Benedetto, me l’ha consegnata, è un documento forte, anche io dirò lì che ho ricevuto questo grande lavoro: l’ha fatto lui e io l’ho portato avanti”. Pubblicare “in questo momento” la “esortazione post-sinodale” rischierebbe di sovrapporsi e l’esortazione rimarrebbe “nascosta”.

“Poi – ha proseguito il Papa – ho pensato che l’anno della fede avrà fine (il 24 novembre 2013) senza un bel documento che può aiutarci. Ho pensato di fare una esortazione sulla evangelizzazione in genere e metterci dentro le cose del sinodo”. Un testo, insomma, che raccolga le idee “del sinodo” ma che ricomprenda, il tema della “evangelizzazione in genere”.

Crescono i battezzati adulti

Nel corso della conferenza stampa mons. Fisichella ha anche riferito dei dati importanti che rigurdano l’Itlaia e la Francia. Tra i nuovi battezzati, “i neofiti”  che in termine tecnico sono coloro che chiedono di essere battezzati nella fede cristiana “sono in maggioranza in una età che va dai venti ai quaranta anni”.

“Si tratta – ha sottolineato il presidente del Pontificio consiglio per la nuova evangelizzazione – di un dato molto significativo: in questo momento particolare della vita» nella fascia di età tra i 20 e i 40 anni  ci si pongono delle domande, e queste persone decidono di fare il loro ingresso nella vita cristiana”.

Più di otto milioni di pellegrini a Roma per l’Anno della Fede

Mons. Fisichella ha anche indicato in 8 milioni e mezzo il numero di pellegrini che per l’Anno della fede sono andati in pellegrinaggio alla tomba di San Pietro. Questo numero, ha commentato, “è solo un segno tra i più piccoli, anche se significativi, che rimarranno nel nostro ricordo”.

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