18.5 C
Roma
Mar, 29 Settembre 2020

ROTATE FOR FULL CONTENT

MOBILE THEME

Home Argomenti Spiritualità Le visite provvidenziali degli angeli custodi ai Padri del deserto

Le visite provvidenziali degli angeli custodi ai Padri del deserto

Da San Pacomio a Sant’Alessandro: soli e isolati in mezzo al nulla, salvano la loro vita grazie agli spiriti celesti. Ecco i loro racconti

- Advertisement -

don Marcello Stanzione

Da San Pacomio a Sant’Alessandro: soli e isolati in mezzo al nulla, salvano la loro vita grazie agli spiriti celesti. Ecco i loro racconti

Al tempo dei Padri del deserto (monaci, eremiti e anacoreti che nel IV secolo, dopo la pace costantiniana, abbandonarono le città per vivere in solitudine nelle terre desertiche), c’era un santo monaco eremita. Aveva vissuto a lungo con altri monaci e con un maestro. Poi si era addentrato nel più profondo deserto per vivere una vita di maggiore penitenza. Tutte le mattine, dopo il risveglio e la preghiera, si recava ad attingere acqua per le necessità della giornata.

“Andrò a vivere vicino all’acqua”

Ma il pozzo era lontano e lui sempre più vecchio. Così pensava di trasferirsi in una grotta più vicina alla sorgente. Un giorno, tornando a casa con il pesante orcio pieno di acqua, più affaticato del solito, pensava: “Domani raccoglierò le mie poche cose e andrò a vivere più vicino all’acqua”. Mentre così pensava, fu sorpreso di sentire un fruscio dietro di sé. Si voltò e vide un angelo con un gran libro aperto, che contava i suoi passi e scriveva: duemilacento… duemilacentouno…duemilacentodue…. Il vecchio monaco trasalì di stupore, ma l’angelo lo rassicurò: “Continua a camminare, non aver paura. Sto annotando i tuoi dolorosi passi sul Libro della Vita. Ricordati: niente va perduto davanti al Signore”.

Il giorno dopo il santo eremita trasferì la sua residenza… ma per andare un po’ più lontano dalla sorgente. “Ho conosciuto, dice Palladio parlando di san Giovanni l’anacoreta, un solitario che per dieci anni non gustò nessun cibo terreno; ogni tre giorni, un angelo gli poneva in bocca un alimento celeste che gli faceva da nutrimento e da bevanda”.

Il cibo angelico

Un altro monaco godeva dello stesso favore. Ma gli accadde di commettere una grave colpa, allora chiudendosi in una caverna, coricato sul cilicio e la cenere, egli non si rialzò, non cessò di piangere, fino a che la voce di un angelo si fece intendere in sogno, e questa voce diceva: “Il Signore ha accettato la tua penitenza… i fratelli che hai avvisato stanno per portarti delle eulogie e tu te ne nutrirai rendendo grazie a Dio”. In altri termini, tu sei perdonato, ma non contare più su di un cibo angelico.

L’angelo di San Pacomio

San Pacomio è l’iniziatore della vita cenobitica; egli fondò il monastero di Tabenna, come lo narra il suo storico, su invito di un angelo. “Essendosi allontanato molto nella solitudine, egli giunse nel deserto chiamato Tabenna. Là, prolungandosi più che d’abitudine, egli che prima non aveva mai avuto delle visioni, sentì una voce celeste che gli diceva: “Fermati qui e costruisci un monastero, molti verranno a te, e tu li condurrai a Dio secondo la regola che ti mostrerò”.

E, subito, gli apparve un angelo portatore di una tavola sulla quale era scritta una regola o forma di vita, che i religiosi di Tabenna non hanno smesso di osservare”. Somozeno aggiunge che, ben spesso, in seguito, il sant’uomo ebbe dei colloqui con gli angeli. San Teodoro, suo caro discepolo, ne fu ugualmente favorito.

Il pane di Sant’Alessandro

I Bollandisti continuano questa enumerazione. Gli angeli procurano da mangiare ai religiosi di Sant’Alessandro, fondatore dell’Ordine degli Acemeti. Nel mentre che un brav’uomo estrae il suo pane dal forno, un personaggio misterioso si presenta inopinatamente a lui e gli dice: “Porta questi pani ai servi di Dio che non hanno nulla di che nutrirsi”.

San Sisoe è frequentemente visitato dagli angeli; essi vogliono portarlo in cielo, ma egli chiede loro il tempo per fare penitenza. San Simeone lo Stilita aveva un angelo familiare il cui volto brillava come il sole; egli apparve pubblicamente ai suoi funerali.

L’anima in cielo di Sant’Eutimo

Sant’Eutimo vedeva sovente degli angeli assisterlo nel Santo Sacrificio; la sua anima, sotto gli occhi di San Gerasimo, suo discepolo, fu portata in cielo da una truppa angelica. San Simeone Stilita il giovane riceve dagli spiriti celesti il dono dei miracoli e la potenza sui demoni; il suo angelo familiare lo avvisò al momento della sua morte.

E’ così che i deserti della Tebaide e i lauri dell’Oriente ricevevano la visita degli spiriti angelici.

Originale: Aleteia.org
Redazionehttps://www.spesalvi.it
SpeSalvi.it | Cultura e Informazione cattolica
Iscriviti
Notificami
guest
0 Commenti
Feedback in linea
Vedi tutti i commenti

Le visite provvidenziali degli angeli custodi ai Padri del deserto

Da San Pacomio a Sant’Alessandro: soli e isolati in mezzo al nulla, salvano la loro vita grazie agli spiriti celesti. Ecco i loro racconti

  

- Advertisement -

don Marcello Stanzione

Da San Pacomio a Sant’Alessandro: soli e isolati in mezzo al nulla, salvano la loro vita grazie agli spiriti celesti. Ecco i loro racconti

Al tempo dei Padri del deserto (monaci, eremiti e anacoreti che nel IV secolo, dopo la pace costantiniana, abbandonarono le città per vivere in solitudine nelle terre desertiche), c’era un santo monaco eremita. Aveva vissuto a lungo con altri monaci e con un maestro. Poi si era addentrato nel più profondo deserto per vivere una vita di maggiore penitenza. Tutte le mattine, dopo il risveglio e la preghiera, si recava ad attingere acqua per le necessità della giornata.

“Andrò a vivere vicino all’acqua”

Ma il pozzo era lontano e lui sempre più vecchio. Così pensava di trasferirsi in una grotta più vicina alla sorgente. Un giorno, tornando a casa con il pesante orcio pieno di acqua, più affaticato del solito, pensava: “Domani raccoglierò le mie poche cose e andrò a vivere più vicino all’acqua”. Mentre così pensava, fu sorpreso di sentire un fruscio dietro di sé. Si voltò e vide un angelo con un gran libro aperto, che contava i suoi passi e scriveva: duemilacento… duemilacentouno…duemilacentodue…. Il vecchio monaco trasalì di stupore, ma l’angelo lo rassicurò: “Continua a camminare, non aver paura. Sto annotando i tuoi dolorosi passi sul Libro della Vita. Ricordati: niente va perduto davanti al Signore”.

- Advertisement -

Il giorno dopo il santo eremita trasferì la sua residenza… ma per andare un po’ più lontano dalla sorgente. “Ho conosciuto, dice Palladio parlando di san Giovanni l’anacoreta, un solitario che per dieci anni non gustò nessun cibo terreno; ogni tre giorni, un angelo gli poneva in bocca un alimento celeste che gli faceva da nutrimento e da bevanda”.

Il cibo angelico

Un altro monaco godeva dello stesso favore. Ma gli accadde di commettere una grave colpa, allora chiudendosi in una caverna, coricato sul cilicio e la cenere, egli non si rialzò, non cessò di piangere, fino a che la voce di un angelo si fece intendere in sogno, e questa voce diceva: “Il Signore ha accettato la tua penitenza… i fratelli che hai avvisato stanno per portarti delle eulogie e tu te ne nutrirai rendendo grazie a Dio”. In altri termini, tu sei perdonato, ma non contare più su di un cibo angelico.

L’angelo di San Pacomio

San Pacomio è l’iniziatore della vita cenobitica; egli fondò il monastero di Tabenna, come lo narra il suo storico, su invito di un angelo. “Essendosi allontanato molto nella solitudine, egli giunse nel deserto chiamato Tabenna. Là, prolungandosi più che d’abitudine, egli che prima non aveva mai avuto delle visioni, sentì una voce celeste che gli diceva: “Fermati qui e costruisci un monastero, molti verranno a te, e tu li condurrai a Dio secondo la regola che ti mostrerò”.

E, subito, gli apparve un angelo portatore di una tavola sulla quale era scritta una regola o forma di vita, che i religiosi di Tabenna non hanno smesso di osservare”. Somozeno aggiunge che, ben spesso, in seguito, il sant’uomo ebbe dei colloqui con gli angeli. San Teodoro, suo caro discepolo, ne fu ugualmente favorito.

Il pane di Sant’Alessandro

I Bollandisti continuano questa enumerazione. Gli angeli procurano da mangiare ai religiosi di Sant’Alessandro, fondatore dell’Ordine degli Acemeti. Nel mentre che un brav’uomo estrae il suo pane dal forno, un personaggio misterioso si presenta inopinatamente a lui e gli dice: “Porta questi pani ai servi di Dio che non hanno nulla di che nutrirsi”.

San Sisoe è frequentemente visitato dagli angeli; essi vogliono portarlo in cielo, ma egli chiede loro il tempo per fare penitenza. San Simeone lo Stilita aveva un angelo familiare il cui volto brillava come il sole; egli apparve pubblicamente ai suoi funerali.

L’anima in cielo di Sant’Eutimo

Sant’Eutimo vedeva sovente degli angeli assisterlo nel Santo Sacrificio; la sua anima, sotto gli occhi di San Gerasimo, suo discepolo, fu portata in cielo da una truppa angelica. San Simeone Stilita il giovane riceve dagli spiriti celesti il dono dei miracoli e la potenza sui demoni; il suo angelo familiare lo avvisò al momento della sua morte.

E’ così che i deserti della Tebaide e i lauri dell’Oriente ricevevano la visita degli spiriti angelici.

- Advertisement -
Originale: Aleteia.org

Leggi qui il disclaimer sul materiale pubblicato da SpeSalvi.it

Redazionehttps://www.spesalvi.it
SpeSalvi.it | Cultura e Informazione cattolica
Iscriviti
Notificami
guest
0 Commenti
Feedback in linea
Vedi tutti i commenti
286FansMi piace
985FollowerSegui
13,000FollowerSegui
632FollowerSegui
119IscrittiIscriviti

Top News

Top Video

Ultimi Articoli

Articoli Popolari

Che differenza c’è tra “padre” e “don”?

E quale titolo si utilizza per monaci e frati? Gentile direttore, forse la mia le sembrerà una domanda banale. Può però spiegarmi la differenza tra...

X Domenica del Tempo Ordinario – Anno C – 5 giungo 2016

IL VANGELO STRABICO X Domenica del tempo Ordinario   - C A  cura di Benito Giorgetta (1Re 17,17-24; Galati 1,11-19; Luca 7,11-17) Imparare a suonare lo spartito della compassione Ascoltiamo...

Francesco in Armenia, preghiera con Karekin II

Dopo quattro ore di volo comincia il viaggio di Francesco in Armenia. L'aereo con a bordo il Pontefice è partito questa mattina alle 9.20...

XXX Domenica del Tempo Ordinario – Anno B – 25 ottobre 2015

La 95° puntata del ciclo “Dalla vita alla Parola viva” – “Costruire comunità vive, aperte e accoglienti”. XXX Domenica del Tempo Ordinario – Anno B Colore...

Cos’è che rende il corpo umano tanto bello?

E' solo l’eros e il desiderio? Qual è la cosa più bella del mondo? Sono sicuro che se ponessimo questa domanda a mille pittori almeno...

Libri consigliati

Seguici su Instagram

Seguici su Facebook

Seguici su Twitter

Accessibility
0
Dicci il tuo pensiero, per favore commenta.x
()
x