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«Le tentazioni, contagio che imprigiona. Solo con Dio si resiste»

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Papa Francesco a Santa Marta: «Gesù sempre è disposto a insegnarci come uscirne. Ci aspetta e si fida di noi» anche se «siamo peccatori»; «apre sempre orizzonti».

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DOMENICO AGASSO JR
ROMA

 Solo ascoltando la Parola di Dio si può resistere alle tentazioni. Il Signore dà fiducia all’uomo nonostante le sue debolezze. Lo ha detto papa Francesco alla Messa presieduta questa mattina a Casa Santa Marta, come riferisce Radio Vaticana.

Nell’omelia il Pontefice ha riflettuto sul brano della Lettera di San Giacomo proposto dalla liturgia odierna: «La tentazione, da dove viene? Come agisce dentro di noi? L’apostolo ci dice che non viene da Dio – ha affermato Papa Bergoglio – ma dalle nostre passioni, dalle nostre debolezze interiori, dalle ferite che ha lasciato in noi il peccato originale: da lì vengono, le tentazioni, da queste passioni. È curioso, la tentazione ha tre caratteristiche – ha precisato – cresce, contagia e si giustifica. Cresce: incomincia con un’aria tranquilla, e cresce… Lo stesso Gesù diceva questo, quando ha parlato della parabola del grano e della zizzania: il grano cresceva, ma anche la zizzania seminata dal nemico. E la tentazione cresce: cresce, cresce… E se uno non la ferma, occupa tutto».

E poi, la tentazione «cerca un altro per farsi compagnia, contagia»; e «in questo crescere e contagiare, la tentazione ci chiude in un ambiente da dove non si può uscire con facilità».

È l’esperienza degli Apostoli raccontata nel Vangelo di oggi: si incolpano a vicenda sotto gli occhi di Gesù per non avere portato del pane sulla barca. E il Figlio di Dio, ha ricordato Francesco, probabilmente sorridendo a quel litigio, li esorta a guardarsi «dal lievito dei farisei, di Erode». Gli Apostoli però insistono, senza ascoltarLo, «tanto chiusi nel problema di chi avesse la colpa di non aver portato il pane, che – ha osservato il Papa – non avevano spazio, non avevano tempo, non avevano luce per la Parola di Dio».

«E così, quando noi siamo in tentazione, non sentiamo la Parola di Dio: non sentiamo – ha sottolineato – Non capiamo. E Gesù ha dovuto ricordare la moltiplicazione dei pani per farli uscire da quell’ambiente, perché la tentazione ci chiude, ci toglie ogni capacità di lungimiranza, ci chiude ogni orizzonte, e così ci porta al peccato». Quando «siamo in tentazione – ha proseguito – soltanto la Parola di Dio, la Parola di Gesù ci salva. Sentire quella Parola che ci apre l’orizzonte… Lui sempre è disposto a insegnarci come uscire dalla tentazione. E Gesù è grande perché non solo ci fa uscire dalla tentazione, ma ci dà più fiducia”.

Fiducia che è «una forza grande, quando siamo in tentazione: il Signore ci aspetta», «si fida di noi così tentati, peccatori», «apre sempre orizzonti». Al contrario, il diavolo con «la tentazione, chiude, chiude, chiude» e fa «crescere» un clima simile a quello a bordo della barca degli Apostoli.

Il Papa non ha dubbi: non lasciarsi «imprigionare» da questo tipo di ambiente è possibile solo «quando si ascolta la Parola di Gesù»: «Chiediamo al Signore – ha invocato in conclusione – che sempre, come ha fatto con i discepoli, con la sua pazienza, quando siamo in tentazione ci dica: “Fermati, stai tranquillo. Ricordati cosa ho fatto con te in quel momento, in quel tempo: ricordati. Alza gli occhi, guarda l’orizzonte, non chiudere, non chiuderti, vai avanti”. E questa Parola ci salverà dal cadere in peccato nel momento della tentazione».

Redazionehttps://www.spesalvi.it
SpeSalvi.it | Cultura e Informazione cattolica

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 Solo ascoltando la Parola di Dio si può resistere alle tentazioni. Il Signore dà fiducia all’uomo nonostante le sue debolezze. Lo ha detto papa Francesco alla Messa presieduta questa mattina a Casa Santa Marta, come riferisce Radio Vaticana.

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E poi, la tentazione «cerca un altro per farsi compagnia, contagia»; e «in questo crescere e contagiare, la tentazione ci chiude in un ambiente da dove non si può uscire con facilità».

È l’esperienza degli Apostoli raccontata nel Vangelo di oggi: si incolpano a vicenda sotto gli occhi di Gesù per non avere portato del pane sulla barca. E il Figlio di Dio, ha ricordato Francesco, probabilmente sorridendo a quel litigio, li esorta a guardarsi «dal lievito dei farisei, di Erode». Gli Apostoli però insistono, senza ascoltarLo, «tanto chiusi nel problema di chi avesse la colpa di non aver portato il pane, che – ha osservato il Papa – non avevano spazio, non avevano tempo, non avevano luce per la Parola di Dio».

«E così, quando noi siamo in tentazione, non sentiamo la Parola di Dio: non sentiamo – ha sottolineato – Non capiamo. E Gesù ha dovuto ricordare la moltiplicazione dei pani per farli uscire da quell’ambiente, perché la tentazione ci chiude, ci toglie ogni capacità di lungimiranza, ci chiude ogni orizzonte, e così ci porta al peccato». Quando «siamo in tentazione – ha proseguito – soltanto la Parola di Dio, la Parola di Gesù ci salva. Sentire quella Parola che ci apre l’orizzonte… Lui sempre è disposto a insegnarci come uscire dalla tentazione. E Gesù è grande perché non solo ci fa uscire dalla tentazione, ma ci dà più fiducia”.

Fiducia che è «una forza grande, quando siamo in tentazione: il Signore ci aspetta», «si fida di noi così tentati, peccatori», «apre sempre orizzonti». Al contrario, il diavolo con «la tentazione, chiude, chiude, chiude» e fa «crescere» un clima simile a quello a bordo della barca degli Apostoli.

Il Papa non ha dubbi: non lasciarsi «imprigionare» da questo tipo di ambiente è possibile solo «quando si ascolta la Parola di Gesù»: «Chiediamo al Signore – ha invocato in conclusione – che sempre, come ha fatto con i discepoli, con la sua pazienza, quando siamo in tentazione ci dica: “Fermati, stai tranquillo. Ricordati cosa ho fatto con te in quel momento, in quel tempo: ricordati. Alza gli occhi, guarda l’orizzonte, non chiudere, non chiuderti, vai avanti”. E questa Parola ci salverà dal cadere in peccato nel momento della tentazione».

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