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«Le prediche? Senza vicinanza e speranza sono solo vanità»

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Lo ha detto il Papa nella Messa a Santa Marta. «I maestri parlavano bene. Ma lontani. Il popolo non sentiva questo come una grazia, perché mancava la compassione»

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DOMENICO AGASSO JR
ROMA 

Sono solo vanità le prediche, se non si sta vicino alle persone e non si trasmette speranza. Parola di papa Francesco, che lo ha affermato nell’omelia della Messa mattutina a Casa Santa Marta, come riferisceRadio Vaticana.

 

Possono anche essere belle, interessanti e accattivanti le predicazioni, ma se non si soffre insieme alla gente e non si semina speranza di Dio non sono utili, ha affermato il Pontefice nel giorno in cui la Chiesa ricorda i santi Cornelio e Cipriano.

 

Riflettendo sul Vangelo del giorno, che racconta di Gesù che si avvicina al corteo funebre dell’unico figlio di una vedova di Nain, Papa Bergoglio ha sottolineato che il Signore, oltre a compiere il miracolo di riportare alla vita il giovane, realizza anche di più: è vicino. «Dio – dice la gente – ha visitato il suo popolo», e quando Dio visita «c’è qualcosa in più, c’è qualcosa di nuovo», «vuol dire che la sua presenza è specialmente lì».

 

Cristo «era vicino alla gente – ha ribadito il Papa – Dio vicino che riesce a capire il cuore della gente, il cuore del suo popolo. Poi vede quel corteo, e il Signore si avvicina. Dio visita il suo popolo, in mezzo al suo popolo, e avvicinandosi. Vicinanza. È la modalità di Dio. E poi c’è un’espressione che si ripete nella Bibbia, tante volte: “Il Signore fu preso da grande compassione”. La stessa compassione che, dice il Vangelo, aveva quando ha visto tanta gente come pecore senza pastore. Quando Dio visita il suo popolo, gli è vicino, gli si avvicina e sente compassione: si commuove».

 

«Il Signore – ha continuato Francesco – è profondamente commosso, come lo è stato davanti alla tomba di Lazzaro». Come è commosso quel padre «quando ha visto tornare a casa il figlio» prodigo: «Vicinanza e compassione – ha messo in evidenza – così il Signore visita il suo popolo. E quando noi vogliamo annunziare il Vangelo, portare avanti la Parola di Gesù, questa è la strada. L’altra strada è quella dei maestri, dei predicatori del tempo: i dottori della legge, gli scribi, i farisei… Lontani dal popolo, parlavano… bene: parlavano bene. Insegnavano la legge, bene. Ma lontani. E questa non era una visita del Signore: era un’altra cosa. Il popolo non sentiva questo come una grazia, perché mancava la vicinanza, mancava la compassione e cioè patire con il popolo».

 

Inoltre c’è un’altra parola «che è propria di quando il Signore visita il suo popolo: “Il morto si mise seduto e incominciò a parlare, ed egli – Gesù – lo restituì a sua madre”»: «Quando Dio visita il suo popolo – ha spiegato – restituisce al popolo la speranza. Sempre. Si può predicare la Parola di Dio brillantemente: ci sono stati nella storia tanti bravi predicatori. Ma se questi predicatori non sono riusciti a seminare speranza, quella predica non serve. È vanità».

 

Osservando Gesù restituire alla mamma il figlio vivo si può comprendere «cosa significa una visita di Dio al suo popolo – ha concluso il Papa – E chiedere la grazia che la nostra testimonianza di cristiani sia testimonianza portatrice della visita di Dio al suo popolo, cioè di vicinanza che semina la speranza».

Redazionehttps://www.spesalvi.it
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Sono solo vanità le prediche, se non si sta vicino alle persone e non si trasmette speranza. Parola di papa Francesco, che lo ha affermato nell’omelia della Messa mattutina a Casa Santa Marta, come riferisceRadio Vaticana.

 

Possono anche essere belle, interessanti e accattivanti le predicazioni, ma se non si soffre insieme alla gente e non si semina speranza di Dio non sono utili, ha affermato il Pontefice nel giorno in cui la Chiesa ricorda i santi Cornelio e Cipriano.

 

Riflettendo sul Vangelo del giorno, che racconta di Gesù che si avvicina al corteo funebre dell’unico figlio di una vedova di Nain, Papa Bergoglio ha sottolineato che il Signore, oltre a compiere il miracolo di riportare alla vita il giovane, realizza anche di più: è vicino. «Dio – dice la gente – ha visitato il suo popolo», e quando Dio visita «c’è qualcosa in più, c’è qualcosa di nuovo», «vuol dire che la sua presenza è specialmente lì».

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Cristo «era vicino alla gente – ha ribadito il Papa – Dio vicino che riesce a capire il cuore della gente, il cuore del suo popolo. Poi vede quel corteo, e il Signore si avvicina. Dio visita il suo popolo, in mezzo al suo popolo, e avvicinandosi. Vicinanza. È la modalità di Dio. E poi c’è un’espressione che si ripete nella Bibbia, tante volte: “Il Signore fu preso da grande compassione”. La stessa compassione che, dice il Vangelo, aveva quando ha visto tanta gente come pecore senza pastore. Quando Dio visita il suo popolo, gli è vicino, gli si avvicina e sente compassione: si commuove».

 

«Il Signore – ha continuato Francesco – è profondamente commosso, come lo è stato davanti alla tomba di Lazzaro». Come è commosso quel padre «quando ha visto tornare a casa il figlio» prodigo: «Vicinanza e compassione – ha messo in evidenza – così il Signore visita il suo popolo. E quando noi vogliamo annunziare il Vangelo, portare avanti la Parola di Gesù, questa è la strada. L’altra strada è quella dei maestri, dei predicatori del tempo: i dottori della legge, gli scribi, i farisei… Lontani dal popolo, parlavano… bene: parlavano bene. Insegnavano la legge, bene. Ma lontani. E questa non era una visita del Signore: era un’altra cosa. Il popolo non sentiva questo come una grazia, perché mancava la vicinanza, mancava la compassione e cioè patire con il popolo».

 

Inoltre c’è un’altra parola «che è propria di quando il Signore visita il suo popolo: “Il morto si mise seduto e incominciò a parlare, ed egli – Gesù – lo restituì a sua madre”»: «Quando Dio visita il suo popolo – ha spiegato – restituisce al popolo la speranza. Sempre. Si può predicare la Parola di Dio brillantemente: ci sono stati nella storia tanti bravi predicatori. Ma se questi predicatori non sono riusciti a seminare speranza, quella predica non serve. È vanità».

 

Osservando Gesù restituire alla mamma il figlio vivo si può comprendere «cosa significa una visita di Dio al suo popolo – ha concluso il Papa – E chiedere la grazia che la nostra testimonianza di cristiani sia testimonianza portatrice della visita di Dio al suo popolo, cioè di vicinanza che semina la speranza».

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