6.3 C
Roma
Ven, 4 Dicembre 2020

ROTATE FOR FULL CONTENT

MOBILE THEME

Home Rubriche Recensioni Libri Le memorie di Adriano, Marguerite Yourcenar, Einaudi, 2005

Le memorie di Adriano, Marguerite Yourcenar, Einaudi, 2005

- Advertisement -

«Sono le azioni che contano. I nostri pensieri, per quanto buoni possano essere, sono perle false fintanto che non vengono trasformati  in azioni. Sii il cambiamento che vuoi vedere avvenire nel mondo.»

Mahatma Gandhi

Questo libro fantastico è un classico della letteratura mondiale, fu pubblicato per la prima volta nel 1951 ed è un’ opera della scrittrice francese Marguerite Yourcenar. Per chiunque ha l’allergia per la storia, per chiunque crede che il passato è solo passato e basta, per coloro che credono che le cose non cambieranno mai o al contrario per coloro che credono nulla sia  statico e invece tutto sia un continuo procedere o un fluire dalla sorgente verso una foce ancora del tutto sconosciuta, questo libro sarà sicuramente un piacere. Un libro che sotto forma di epistola svela tutti i possibili dubbi e le inquietudini dell’animo dell’uomo. Sono le memorie di un imperatore ma in realtà il loro volto sincero e concreto le rendono così  universali da poter aderire alla pelle di chiunque. Leggere questa “racconto” di una storia importante quanto vecchia – perché  oggi il mondo ha ormai completamente cambiato la sua fisionomia sia geografica che politica che etnografica – assomiglia molto nel formato ad una favola psicologica per adulti. Un’ opera che rende giustizia alla gravezza della vita in ogni suo pur più impercettibile attimo.

Grazie all’estro e alla sensibilità di una donna il personaggio – l’imperatore Publio Elio Traiano Adriano – scrive una lunga lettera, al suo futuro successore, nella quale parla della sua vita pubblica e privata. L’imperatore si trova così a riflettere sui trionfi militari – che in termini moderni potrebbero essere le scelte e/o i successi professionali – sul proprio amore nei confronti della poesia della musica e della filosofia – quindi oggi potremmo rivedere il valore che diamo ai nostri hobby e al tempo libero e di come curiamo e/o bistrattiamo il nostro spirito – e della sua passione per il giovane amante e della acrìmonia nei confronti degli elementi distintivi delle donne – oggi  parliamo tanto di femminicidio ma l’anomala percezione ha radici antiche – di un epoca pre cristiana ma non meno maschilista.

Giunto a 60 anni di età e trovandosi con una malattia incurabile e irreversibile che gli sta minando il fisico, sulla soglia tra la vita e la morte l’imperatore ha l’intenzione di raccontare gli eventi più importanti  che hanno costellato la sua esistenza. I suoi primi ricordi riguardano gli anni della infanzia trascorsi ad Italica. Racconta del rapporto affettivo intercorso con il nonno considerato un mago e presenta il padre e la madre. Avendo dimostrato fin dalla più tenera età  una notevole predilezione nei confronti della lingua greca ed un gusto particolare per quella cultura, viene mandato ad Atene a completare lì gli studi. Racconta dei suoi tentativi di diventare un iniziato al culto dei misteri eleusini e del proprio timore per la morte, finendo di criticare severamente se stesso per la propria mancanza di coraggio. Dopo essersi recato a Roma viene presto notato da Traiano; combatterà nell’esercito nella campagna contro i Sarmati e per la conquista della Dacia. Al termine della guerra ha circa 30 anni di età. Riesce a guadagnarsi i favori di Traiano e mantiene la sua posizione di possibile erede dell’impero grazie all’aiuto della moglie di quest’ultimo Plotina. Costei sempre più bendisposta nei suoi confronti soprattutto dopo aver sposato sua nipote Vibia Sabina. Suo primo atto imperiale è quello di stipulare la pace con i Parti; subito dopo comincia ad effettuare frequenti viaggi per visitare tutte le parti dell’impero, e nel contempo intraprende anche numerose riforme economiche e militari, promuovendole nello slogan: Humanitas, Libertas, Felicitas. (Non vi sembra un film periodicamente ripetutosi nella storia susseguente?) Per risolvere le continue minacce di instabilità sociale nomina Attiano come proprio consigliere di fiducia; questi è un uomo saggio che ha sventato una cospirazione di consoli contro il nuovo imperatore: che non solo rifiuta il titolo di padre della patria ma cosa ancor più grave riduce il numero degli schiavi addetti al palazzo. Ma il felice governo, momento di pace e felicità considerato una vera e propria età dell’oro, Adriano l’attribuisce alla passione amorosa ed erotica che porta nei confronti di Antinoo. La relazione tra i due dura 5 anni ma mentre si trova in una visita in Egitto, durante un viaggio in barca lungo il corso del fiume Nilo si dispera per la morta improvvisa e misteriosa del giovane amante solo diciannovenne. Egli ritiene che Antinoo si sia sacrificato al fine di alterare il risultato di certi infausti presagi a cui entrambi avevano assistito precedentemente. Nell’ immenso dolore dovuto alla perdita del grande amore della propria esistenza, l’imperatore escogita il culto di Antinoo nel tentativo di rendere immortale la sua memoria nei posteri. Comincia da questo punto in poi a riflettere sulla vecchiaia e di come con l’avanzare dell’ età anche l’ indole e il carattere emotivo vengano a subire sempre più  dei mutamenti. Ulteriore preoccupazione gli è data dallo scoppio di una ribellione in Giudea che lo forza a prendere di nuovo il comando delle truppe per andare a sedarla e durante l’assedio di Gerusalemme è mortificato del come i suoi propositi di pace siano completamente andati non solo a monte causando l’esilio e la dispersione dell’intero popolo ebraico. Contemporaneamente le condizioni del suo cuore si fanno sempre più sofferenti e precarie. Dopo la morte prematura del successore indicato in Lucio Elio Cesare, posa gli occhi sul virtuoso Marco Aurelio riflessivo e di buon cuore. Riflettendo su una lettera ricevuta da Arriano il nostro protagonista giunge alla conclusione che tutte le opere compiute con fatica durante la sua esistenza si sono rivelate del tutto inutili. Durante i suoi ultimi anni a Villa Adriana (Tivoli) a lui non resta che continuare a vivere e ad adempiere il suo altissimo ufficio, meditando con sgomento il  “volto deforme” delle cose. Conclude con una lunga riflessione sulla religione pagana e sul concetto di destino o fato di un epoca precristiana ancora impossibilitata di supportare la consapevolezza che tutti possediamo un anima individuale di cui dobbiamo rendere conto.

Un invenzione narrativa che utilizza in modo originale il saggio storico, la meditazione filosofica e un sommesso ma pervasivo lirismo, si fondono in un insieme perfettamente coeso e originalissimo, sostenuto da uno stile alto e solenne, eppure duttile fino a saper rendere con plastica evidenza anche i più riposti e sottili moti dell’animo. Il risultato è dunque questa opera di grande limpidezza etica e di irresistibile fascinazione, che continua a insegnarci a vivere, e a morire.

E. Simonetti
Ha conseguito il Baccalaureato in S. Teologia presso l'Istituto Teologico Abruzzese-Molisano di Chieti affiliato alla Pontificia Università Lateranense - Roma.
Iscriviti
Notificami
guest
0 Commenti
Feedback in linea
Vedi tutti i commenti

Le memorie di Adriano, Marguerite Yourcenar, Einaudi, 2005

- Advertisement -

«Sono le azioni che contano. I nostri pensieri, per quanto buoni possano essere, sono perle false fintanto che non vengono trasformati  in azioni. Sii il cambiamento che vuoi vedere avvenire nel mondo.»

Mahatma Gandhi

Questo libro fantastico è un classico della letteratura mondiale, fu pubblicato per la prima volta nel 1951 ed è un’ opera della scrittrice francese Marguerite Yourcenar. Per chiunque ha l’allergia per la storia, per chiunque crede che il passato è solo passato e basta, per coloro che credono che le cose non cambieranno mai o al contrario per coloro che credono nulla sia  statico e invece tutto sia un continuo procedere o un fluire dalla sorgente verso una foce ancora del tutto sconosciuta, questo libro sarà sicuramente un piacere. Un libro che sotto forma di epistola svela tutti i possibili dubbi e le inquietudini dell’animo dell’uomo. Sono le memorie di un imperatore ma in realtà il loro volto sincero e concreto le rendono così  universali da poter aderire alla pelle di chiunque. Leggere questa “racconto” di una storia importante quanto vecchia – perché  oggi il mondo ha ormai completamente cambiato la sua fisionomia sia geografica che politica che etnografica – assomiglia molto nel formato ad una favola psicologica per adulti. Un’ opera che rende giustizia alla gravezza della vita in ogni suo pur più impercettibile attimo.

Grazie all’estro e alla sensibilità di una donna il personaggio – l’imperatore Publio Elio Traiano Adriano – scrive una lunga lettera, al suo futuro successore, nella quale parla della sua vita pubblica e privata. L’imperatore si trova così a riflettere sui trionfi militari – che in termini moderni potrebbero essere le scelte e/o i successi professionali – sul proprio amore nei confronti della poesia della musica e della filosofia – quindi oggi potremmo rivedere il valore che diamo ai nostri hobby e al tempo libero e di come curiamo e/o bistrattiamo il nostro spirito – e della sua passione per il giovane amante e della acrìmonia nei confronti degli elementi distintivi delle donne – oggi  parliamo tanto di femminicidio ma l’anomala percezione ha radici antiche – di un epoca pre cristiana ma non meno maschilista.

Giunto a 60 anni di età e trovandosi con una malattia incurabile e irreversibile che gli sta minando il fisico, sulla soglia tra la vita e la morte l’imperatore ha l’intenzione di raccontare gli eventi più importanti  che hanno costellato la sua esistenza. I suoi primi ricordi riguardano gli anni della infanzia trascorsi ad Italica. Racconta del rapporto affettivo intercorso con il nonno considerato un mago e presenta il padre e la madre. Avendo dimostrato fin dalla più tenera età  una notevole predilezione nei confronti della lingua greca ed un gusto particolare per quella cultura, viene mandato ad Atene a completare lì gli studi. Racconta dei suoi tentativi di diventare un iniziato al culto dei misteri eleusini e del proprio timore per la morte, finendo di criticare severamente se stesso per la propria mancanza di coraggio. Dopo essersi recato a Roma viene presto notato da Traiano; combatterà nell’esercito nella campagna contro i Sarmati e per la conquista della Dacia. Al termine della guerra ha circa 30 anni di età. Riesce a guadagnarsi i favori di Traiano e mantiene la sua posizione di possibile erede dell’impero grazie all’aiuto della moglie di quest’ultimo Plotina. Costei sempre più bendisposta nei suoi confronti soprattutto dopo aver sposato sua nipote Vibia Sabina. Suo primo atto imperiale è quello di stipulare la pace con i Parti; subito dopo comincia ad effettuare frequenti viaggi per visitare tutte le parti dell’impero, e nel contempo intraprende anche numerose riforme economiche e militari, promuovendole nello slogan: Humanitas, Libertas, Felicitas. (Non vi sembra un film periodicamente ripetutosi nella storia susseguente?) Per risolvere le continue minacce di instabilità sociale nomina Attiano come proprio consigliere di fiducia; questi è un uomo saggio che ha sventato una cospirazione di consoli contro il nuovo imperatore: che non solo rifiuta il titolo di padre della patria ma cosa ancor più grave riduce il numero degli schiavi addetti al palazzo. Ma il felice governo, momento di pace e felicità considerato una vera e propria età dell’oro, Adriano l’attribuisce alla passione amorosa ed erotica che porta nei confronti di Antinoo. La relazione tra i due dura 5 anni ma mentre si trova in una visita in Egitto, durante un viaggio in barca lungo il corso del fiume Nilo si dispera per la morta improvvisa e misteriosa del giovane amante solo diciannovenne. Egli ritiene che Antinoo si sia sacrificato al fine di alterare il risultato di certi infausti presagi a cui entrambi avevano assistito precedentemente. Nell’ immenso dolore dovuto alla perdita del grande amore della propria esistenza, l’imperatore escogita il culto di Antinoo nel tentativo di rendere immortale la sua memoria nei posteri. Comincia da questo punto in poi a riflettere sulla vecchiaia e di come con l’avanzare dell’ età anche l’ indole e il carattere emotivo vengano a subire sempre più  dei mutamenti. Ulteriore preoccupazione gli è data dallo scoppio di una ribellione in Giudea che lo forza a prendere di nuovo il comando delle truppe per andare a sedarla e durante l’assedio di Gerusalemme è mortificato del come i suoi propositi di pace siano completamente andati non solo a monte causando l’esilio e la dispersione dell’intero popolo ebraico. Contemporaneamente le condizioni del suo cuore si fanno sempre più sofferenti e precarie. Dopo la morte prematura del successore indicato in Lucio Elio Cesare, posa gli occhi sul virtuoso Marco Aurelio riflessivo e di buon cuore. Riflettendo su una lettera ricevuta da Arriano il nostro protagonista giunge alla conclusione che tutte le opere compiute con fatica durante la sua esistenza si sono rivelate del tutto inutili. Durante i suoi ultimi anni a Villa Adriana (Tivoli) a lui non resta che continuare a vivere e ad adempiere il suo altissimo ufficio, meditando con sgomento il  “volto deforme” delle cose. Conclude con una lunga riflessione sulla religione pagana e sul concetto di destino o fato di un epoca precristiana ancora impossibilitata di supportare la consapevolezza che tutti possediamo un anima individuale di cui dobbiamo rendere conto.

- Advertisement -

Un invenzione narrativa che utilizza in modo originale il saggio storico, la meditazione filosofica e un sommesso ma pervasivo lirismo, si fondono in un insieme perfettamente coeso e originalissimo, sostenuto da uno stile alto e solenne, eppure duttile fino a saper rendere con plastica evidenza anche i più riposti e sottili moti dell’animo. Il risultato è dunque questa opera di grande limpidezza etica e di irresistibile fascinazione, che continua a insegnarci a vivere, e a morire.

- Advertisement -

Leggi qui il disclaimer sul materiale pubblicato da SpeSalvi.it

E. Simonetti
Ha conseguito il Baccalaureato in S. Teologia presso l'Istituto Teologico Abruzzese-Molisano di Chieti affiliato alla Pontificia Università Lateranense - Roma.
Iscriviti
Notificami
guest
0 Commenti
Feedback in linea
Vedi tutti i commenti
291FansMi piace
985FollowerSegui
13,000FollowerSegui
640FollowerSegui
141IscrittiIscriviti

Top News

Top Video

Ultimi Articoli

Articoli Popolari

Che differenza c’è tra “padre” e “don”?

E quale titolo si utilizza per monaci e frati? Gentile direttore, forse la mia le sembrerà una domanda banale. Può però spiegarmi la differenza tra...

X Domenica del Tempo Ordinario – Anno C – 5 giungo 2016

IL VANGELO STRABICO X Domenica del tempo Ordinario   - C A  cura di Benito Giorgetta (1Re 17,17-24; Galati 1,11-19; Luca 7,11-17) Imparare a suonare lo spartito della compassione Ascoltiamo...

Francesco in Armenia, preghiera con Karekin II

Dopo quattro ore di volo comincia il viaggio di Francesco in Armenia. L'aereo con a bordo il Pontefice è partito questa mattina alle 9.20...

Mamma Natuzza parlava proprio con Gesù. Ecco un suo colloquio con il Re dei...

Io ero inquieta, turbata… Gesù: Alzati e piglia il ritmo dei vecchi tempi. Natuzza: Come parlate, Gesù? Cosa devo fare? Gesù: Ci sono tante cose che puoi...

XXX Domenica del Tempo Ordinario – Anno B – 25 ottobre 2015

La 95° puntata del ciclo “Dalla vita alla Parola viva” – “Costruire comunità vive, aperte e accoglienti”. XXX Domenica del Tempo Ordinario – Anno B Colore...

Libri consigliati

Seguici su Instagram

Seguici su Facebook

Seguici su Twitter

Accessibility
0
Dicci il tuo pensiero, per favore commenta.x
()
x