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Le “carezze” di Francesco per chi vive in difficoltà

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Si è andati ben oltre «la carità ad ore», per iniziare a considerare i senzatetto intorno al Vaticano come parte della propria famiglia. A sentir parlare chi fa servizio, tre giorni a settimana, nella barberia che il Papa ha voluto donare a metà febbraio ai poveri della Capitale si comprende come, a qualche mese di distanza dall’inaugurazione, questo servizio essenziale per il corpo sia ancor più essenziale per l’anima di chi vive in strada. «Ormai la fila è talmente lunga che rimaniamo aperti fino al tardo pomeriggio, invece di chiudere alle 15, per soddisfare tutte le richieste» racconta Andrea Valeriano, 33 anni, volontario dell’Unitalsi di Roma, operativo dalla prima ora nel piccolo locale adibito a coiffeur sotto il Colonnato di San Pietro. Da una quindicina di ‘clienti’ nei primi giorni si è arrivati a più di cinquanta persone al giorno a cui, con spazzola e forbice, «viene restituita la dignità. Ma non è una carità ad ore – ammette – è prendersi cura continuativamente delle persone che ormai conosciamo per nome». Ci si preoccupa per loro se per qualche giorno nessuno li vede, perché ormai «si è tutti amici»; per i poveri, in sostanza, piazza San Pietro è diventata anche «un luogo d’incontro» per vincere la solitudine. «E tutto questo grazie al Papa – dice Andrea – che ha aperto la strada a molte iniziative simili nelle parrocchie romane».

La barberia, che si avvale del lavoro gratuito di parrucchieri della città e di tanti che continuano ad arrivare anche da fuori regione, è soltanto l’ultimo in ordine di tempo delle opere di carità volute da papa Francesco per gli indigenti della Capitale. Prima di questa è stato il turno del servizio docce e dei nuovi bagni riservati ai poveri, ristrutturati per iniziativa dell’Elemosineria apostolica, il ‘braccio operativo’ della carità del Pontefice, guidato dall’arcivescovo polacco Konrad Krajewski. Da inizio febbraio, così, i ‘pellegrini senzatetto’ hanno modo di lavarsi ogni giorno, ricevere un kit per la pulizia e abiti puliti anche grazie ai prodotti per l’igiene personale donati da aziende produttrici italiane. Ma durante tutto l’inverno, i clochard che vivono nei pressi di via della Conciliazione a Roma, hanno potuto dormire al caldo grazie a 400 sacchi a pelo donati dal Papa nel giorno del suo compleanno, a dicembre scorso. Due mesi prima, infine, Francesco aveva aiutato con 200mila euro tante famiglie bisognose a pagare l’affitto, e con 50mila i migranti, impossibilitati a sostenere i circa 150 euro necessari per mettere in regola i documenti.

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La barberia, che si avvale del lavoro gratuito di parrucchieri della città e di tanti che continuano ad arrivare anche da fuori regione, è soltanto l’ultimo in ordine di tempo delle opere di carità volute da papa Francesco per gli indigenti della Capitale. Prima di questa è stato il turno del servizio docce e dei nuovi bagni riservati ai poveri, ristrutturati per iniziativa dell’Elemosineria apostolica, il ‘braccio operativo’ della carità del Pontefice, guidato dall’arcivescovo polacco Konrad Krajewski. Da inizio febbraio, così, i ‘pellegrini senzatetto’ hanno modo di lavarsi ogni giorno, ricevere un kit per la pulizia e abiti puliti anche grazie ai prodotti per l’igiene personale donati da aziende produttrici italiane. Ma durante tutto l’inverno, i clochard che vivono nei pressi di via della Conciliazione a Roma, hanno potuto dormire al caldo grazie a 400 sacchi a pelo donati dal Papa nel giorno del suo compleanno, a dicembre scorso. Due mesi prima, infine, Francesco aveva aiutato con 200mila euro tante famiglie bisognose a pagare l’affitto, e con 50mila i migranti, impossibilitati a sostenere i circa 150 euro necessari per mettere in regola i documenti.

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