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L’abbraccio del Papa al patriaca Ilia II «Tra noi unità di cui il mondo è assetato»

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Ore 16 Papa prega per la pace in Iraq e Siria. “Signore Gesù, stendi l’ombra della tua croce sui popoli in guerra: imparino la via della riconciliazione, del dialogo e del perdono; fà gustare la gioia della tua risurrezione ai popoli sfiniti dalle bombe: solleva dalla devastazione l’Iraq e la Siria; riunisci sotto la tua dolce regalità i tuoi figli dispersi: sostieni i cristiani della diaspora e dona loro l’unità della fede e dell’amore”. Così il Papa in un passaggio di una preghiera che ha pronunciato nel corso di una visita alla chiesa di San Simone Bar Sabbae di Tbilisi, ultimo incontro del suo promo giorno in Georgia. Sono presenti nella chiesa il patriarca caldeo di Baghdad Sako e un gruppo di vescovi, fedeli e cristiani iracheni, tra i quali alcuni rifugiati.

Il patriarca Sako: aspettiamo il Papa in Iraq
“Speriamo in una sua prossima visita in Iraq. Lì abbiamo bisogno della sua presenza e del suo sostegno”. Così il Patriarca caldeo di Baghdad Louis Raphael I Sako, in Georgia, a margine della preghiera nella chiesa di san Simone Bar Sabbae. All’incontro con il Papa erano presenti 12 vescovi caldei, reduci dal Sinodo annuale appena celebrato a Erbil, capitale del Kurdistan iracheno.

“Superiamo le incomprensioni del passato”
Papa Bergoglio ha messo più volte l’accento sulla necessitò di superare le difficoltà tra cattolici e ortodossi. “Le difficoltà non siano impedimenti, ma stimoli a conoscerci meglio, a condividere la linfa vitale della fede, a intensificare la preghiera gli uni per gli altri e a collaborare con carità apostolica nella testimonianza comune, a gloria di Dio nei cieli e a servizio della pace in terra”. “Davvero l’amore del Signore ci innalza, perché ci permette di elevarci al di sopra delle incomprensioni del passato, dei calcoli del presente e dei timori per l’avvenire” ha detto ancora papa Francesco rivolgendosi ad Ilia II.

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(Il patriarca Ilia II ha accolto il Pontefice all’aeroporto, Lapresse)

Ore 15 l’incontro con Ilia II. “Tra noi unità di cui mondo è assetato”
È necessario rafforzare i “vincoli” di fronte ad un mondo “assetato di misericordia, di unità e di pace”: lo ha detto il Papa nel discorso all’anziano patriarca ortodosso di Georgia Ilia (Elia) II. “Come pellegrino e amico, sono giunto in questa terra benedetta, mentre volge al culmine per i Cattolici l’Anno giubilare della Misericordia”, ha detto il Papa nella sede del patriarcato a Tbilisi ricordando la precedente visita di papa Giovanni Paolo II. “Ora, la Provvidenza divina ci fa nuovamente incontrare e, di fronte a un mondo assetato di misericordia, di unità e di pace – ha scandito il Papa – ci chiede che quei vincoli tra noi ricevano nuovo slancio, rinnovato fervore, di cui il bacio della pace e il nostro abbraccio fraterno sono già un segno eloquente. La Chiesa Ortodossa di Georgia, radicata nella predicazione apostolica, in particolare nella figura dell’Apostolo Andrea, e la Chiesa di Roma, fondata sul martirio dell’Apostolo Pietro, hanno così la grazia di rinnovare oggi, in nome di Cristo e a sua gloria, la bellezza della fraternità apostolica. Pietro e Andrea erano infatti fratelli: Gesù li chiamò a lasciare le reti e a diventare, insieme, pescatori di uomini”. uomini.

No a conflitti in nome delle differenze
“Qualsiasi distinzione di carattere etnico, linguistico, politico o religioso, lungi dall’essere usata come pretesto per trasformare le divergenze in conflitti e i conflitti in interminabili tragedie, può e deve essere per tutti sorgente di arricchimento reciproco a vantaggio del bene comune”. Lo ha detto il Papa nel primo discorso ufficiale in Georgia. “Ciò – ha proseguito senza esplicitare il riferimento a vicende come il conflitto russo-georgiano del 2008 – esige che ciascuno possa mettere pienamente a frutto le proprie specificità, avendo anzitutto la possibilità di vivere in pace nella sua terra o di farvi ritorno liberamente se, per qualche motivo, è stato costretto ad abbandonarla”.

presi_52695533.jpg
(Francesco con Giorgi Margvelashvili, presidente della Georgia, Lapresse)

Il ricordo dei 25 anni di indipendenza
“Sono trascorsi 25 anni dalla proclamazione dell’indipendenza della Georgia, la quale durante questo periodo, ritrovando la sua piena libertà, ha costruito e consolidato le sue istituzioni democratiche e ha cercato le vie per garantire uno sviluppo il più possibile inclusivo e autentico. Tutto questo non senza grandi sacrifici, che il popolo ha coraggiosamente affrontato per assicurarsi la tanto agognata libertà” ha detto Papa Francesco.
papapatri600_52695122.jpg
(Papa Francesco ha con il partriarca Ilia II, Ansaweb)

Ore 14 l’incontro con le autorità. “Georgia ponte tra Europa ed Asia”
“Ringrazio Dio Onnipotente per avermi offerto l’opportunità di visitare questa terra benedetta, luogo d’incontro e di vitale scambio tra culture e civiltà, che nel cristianesimo ha trovato, fin dalla predicazione di Santa Nino all’inizio del IV secolo, la sua più profonda identità e il fondamento sicuro dei suoi valori”. Così Papa Francesco ha esordito nel suo discorso alle autorità georgiane incontrate nel palazzo presidenziale di Tblisi.Francesco ha ricordato il viaggio compiuto nel paese caucasico da Giovanni Paolo II nel 1999 e sottolineato come la Georgia sia un “quasi un ponte naturale tra l’Europa e l’Asia, una cerniera che facilita le comunicazioni e le relazioni tra i popoli”.

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(L’arrivo all’aeroporto di Tbilisi, prima tappa del viaggio, Lapresse)

Ore 13 atterrato a Tbilisi
L’aereo Alitalia con a bordo il Papa è atterrato all’aeroporto internazionale di Tblisi, come previsto, poco prima delle 13 (le 15 ora locale). Inizia il viaggio di tre giorni di Francesco nel Caucaso, che, dopo la Georgia, oggi e domani, lo porterà domenica in Azerbaigian. Appena sceso dell’aereo che lo ha portato da Roma a Tbilisi, Francesco è stato accolto all’aeroporto dal presidente della Repubblica Georgi Margvelashvili, e dal patriarca di tutta la Georgia, primate della Chiesa apostolica ortodossa georgiana, Ilia II. Il Papa ha abbracciato l’anziano patriarca, scambiandosi con lui anche un bacio di saluto. Essenziale la cerimonia di benvenuto, con gli inni nazionale e gli onori militari. Subito dopo il Papa si trasferirà al palazzo presidenziale per la visita di cortesia al capo dello Stato e per l’incontro con le autorità e la società civile.

giorna_52694637.jpg
Sull’aereo il consueto saluto ai giornalisti (Lapresse)

Ore 9.25 partito da Roma Fiumicino
Papa Francesco è partito per la Georgia. L’Airbus A321 di Alitalia è decollato alle ore 9.25 dall’aeroporto di Fiumicino. Sorridente, con la consueta borsa nera nella mano sinistra, è salito sulla scaletta dell’aereo e, prima di entrare nel velivolo, ha salutato le due hostess che lo hanno accolto al portellone e poi con un cenno della mano tutti i presenti.

partenza_52693001.jpg
(Papa Francesco in partenza dall’aeroporto di Fiumicino, Ansaweb)

Ieri sera, come sua consuetudine prima di ogni viaggio, Francesco si era recato in preghiera nella basilica di Santa Maria maggiore. Stamani l’ultimo tweet prima della partenza: “Oggi parto per la Georgia e l’Azerbaigian. Accompagnatemi con le vostre preghiere per seminare insieme pace, unità e riconciliazione”.

La chiesa georgiana e le contestazioni
Quella georgiana è una delle chiese più rigide dell’ortodossia e, per la prima volta, una delegazione ortodossa (non il patriarca) assisterà alla messa del Papa, mentre già Francesco si recherà al palazzo del Patriarcato per un nuovo e più prolungato incontro con Ilia II. Nel corso della visita del Pontefice ci sono state alcune proteste di oltranzisti ortodossi: sia all’aeroporto sia davanti alla chiesa caldea di San Simone Bar Sabbae.

Redazionehttps://www.spesalvi.it
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L’abbraccio del Papa al patriaca Ilia II «Tra noi unità di cui il mondo è assetato»

  

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Ore 16 Papa prega per la pace in Iraq e Siria. “Signore Gesù, stendi l’ombra della tua croce sui popoli in guerra: imparino la via della riconciliazione, del dialogo e del perdono; fà gustare la gioia della tua risurrezione ai popoli sfiniti dalle bombe: solleva dalla devastazione l’Iraq e la Siria; riunisci sotto la tua dolce regalità i tuoi figli dispersi: sostieni i cristiani della diaspora e dona loro l’unità della fede e dell’amore”. Così il Papa in un passaggio di una preghiera che ha pronunciato nel corso di una visita alla chiesa di San Simone Bar Sabbae di Tbilisi, ultimo incontro del suo promo giorno in Georgia. Sono presenti nella chiesa il patriarca caldeo di Baghdad Sako e un gruppo di vescovi, fedeli e cristiani iracheni, tra i quali alcuni rifugiati.

Il patriarca Sako: aspettiamo il Papa in Iraq
“Speriamo in una sua prossima visita in Iraq. Lì abbiamo bisogno della sua presenza e del suo sostegno”. Così il Patriarca caldeo di Baghdad Louis Raphael I Sako, in Georgia, a margine della preghiera nella chiesa di san Simone Bar Sabbae. All’incontro con il Papa erano presenti 12 vescovi caldei, reduci dal Sinodo annuale appena celebrato a Erbil, capitale del Kurdistan iracheno.

“Superiamo le incomprensioni del passato”
Papa Bergoglio ha messo più volte l’accento sulla necessitò di superare le difficoltà tra cattolici e ortodossi. “Le difficoltà non siano impedimenti, ma stimoli a conoscerci meglio, a condividere la linfa vitale della fede, a intensificare la preghiera gli uni per gli altri e a collaborare con carità apostolica nella testimonianza comune, a gloria di Dio nei cieli e a servizio della pace in terra”. “Davvero l’amore del Signore ci innalza, perché ci permette di elevarci al di sopra delle incomprensioni del passato, dei calcoli del presente e dei timori per l’avvenire” ha detto ancora papa Francesco rivolgendosi ad Ilia II.

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(Il patriarca Ilia II ha accolto il Pontefice all’aeroporto, Lapresse)

Ore 15 l’incontro con Ilia II. “Tra noi unità di cui mondo è assetato”
È necessario rafforzare i “vincoli” di fronte ad un mondo “assetato di misericordia, di unità e di pace”: lo ha detto il Papa nel discorso all’anziano patriarca ortodosso di Georgia Ilia (Elia) II. “Come pellegrino e amico, sono giunto in questa terra benedetta, mentre volge al culmine per i Cattolici l’Anno giubilare della Misericordia”, ha detto il Papa nella sede del patriarcato a Tbilisi ricordando la precedente visita di papa Giovanni Paolo II. “Ora, la Provvidenza divina ci fa nuovamente incontrare e, di fronte a un mondo assetato di misericordia, di unità e di pace – ha scandito il Papa – ci chiede che quei vincoli tra noi ricevano nuovo slancio, rinnovato fervore, di cui il bacio della pace e il nostro abbraccio fraterno sono già un segno eloquente. La Chiesa Ortodossa di Georgia, radicata nella predicazione apostolica, in particolare nella figura dell’Apostolo Andrea, e la Chiesa di Roma, fondata sul martirio dell’Apostolo Pietro, hanno così la grazia di rinnovare oggi, in nome di Cristo e a sua gloria, la bellezza della fraternità apostolica. Pietro e Andrea erano infatti fratelli: Gesù li chiamò a lasciare le reti e a diventare, insieme, pescatori di uomini”. uomini.

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“Qualsiasi distinzione di carattere etnico, linguistico, politico o religioso, lungi dall’essere usata come pretesto per trasformare le divergenze in conflitti e i conflitti in interminabili tragedie, può e deve essere per tutti sorgente di arricchimento reciproco a vantaggio del bene comune”. Lo ha detto il Papa nel primo discorso ufficiale in Georgia. “Ciò – ha proseguito senza esplicitare il riferimento a vicende come il conflitto russo-georgiano del 2008 – esige che ciascuno possa mettere pienamente a frutto le proprie specificità, avendo anzitutto la possibilità di vivere in pace nella sua terra o di farvi ritorno liberamente se, per qualche motivo, è stato costretto ad abbandonarla”.

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(Francesco con Giorgi Margvelashvili, presidente della Georgia, Lapresse)

Il ricordo dei 25 anni di indipendenza
“Sono trascorsi 25 anni dalla proclamazione dell’indipendenza della Georgia, la quale durante questo periodo, ritrovando la sua piena libertà, ha costruito e consolidato le sue istituzioni democratiche e ha cercato le vie per garantire uno sviluppo il più possibile inclusivo e autentico. Tutto questo non senza grandi sacrifici, che il popolo ha coraggiosamente affrontato per assicurarsi la tanto agognata libertà” ha detto Papa Francesco.
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(Papa Francesco ha con il partriarca Ilia II, Ansaweb)

Ore 14 l’incontro con le autorità. “Georgia ponte tra Europa ed Asia”
“Ringrazio Dio Onnipotente per avermi offerto l’opportunità di visitare questa terra benedetta, luogo d’incontro e di vitale scambio tra culture e civiltà, che nel cristianesimo ha trovato, fin dalla predicazione di Santa Nino all’inizio del IV secolo, la sua più profonda identità e il fondamento sicuro dei suoi valori”. Così Papa Francesco ha esordito nel suo discorso alle autorità georgiane incontrate nel palazzo presidenziale di Tblisi.Francesco ha ricordato il viaggio compiuto nel paese caucasico da Giovanni Paolo II nel 1999 e sottolineato come la Georgia sia un “quasi un ponte naturale tra l’Europa e l’Asia, una cerniera che facilita le comunicazioni e le relazioni tra i popoli”.

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(L’arrivo all’aeroporto di Tbilisi, prima tappa del viaggio, Lapresse)

Ore 13 atterrato a Tbilisi
L’aereo Alitalia con a bordo il Papa è atterrato all’aeroporto internazionale di Tblisi, come previsto, poco prima delle 13 (le 15 ora locale). Inizia il viaggio di tre giorni di Francesco nel Caucaso, che, dopo la Georgia, oggi e domani, lo porterà domenica in Azerbaigian. Appena sceso dell’aereo che lo ha portato da Roma a Tbilisi, Francesco è stato accolto all’aeroporto dal presidente della Repubblica Georgi Margvelashvili, e dal patriarca di tutta la Georgia, primate della Chiesa apostolica ortodossa georgiana, Ilia II. Il Papa ha abbracciato l’anziano patriarca, scambiandosi con lui anche un bacio di saluto. Essenziale la cerimonia di benvenuto, con gli inni nazionale e gli onori militari. Subito dopo il Papa si trasferirà al palazzo presidenziale per la visita di cortesia al capo dello Stato e per l’incontro con le autorità e la società civile.

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Sull’aereo il consueto saluto ai giornalisti (Lapresse)

Ore 9.25 partito da Roma Fiumicino
Papa Francesco è partito per la Georgia. L’Airbus A321 di Alitalia è decollato alle ore 9.25 dall’aeroporto di Fiumicino. Sorridente, con la consueta borsa nera nella mano sinistra, è salito sulla scaletta dell’aereo e, prima di entrare nel velivolo, ha salutato le due hostess che lo hanno accolto al portellone e poi con un cenno della mano tutti i presenti.

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(Papa Francesco in partenza dall’aeroporto di Fiumicino, Ansaweb)

Ieri sera, come sua consuetudine prima di ogni viaggio, Francesco si era recato in preghiera nella basilica di Santa Maria maggiore. Stamani l’ultimo tweet prima della partenza: “Oggi parto per la Georgia e l’Azerbaigian. Accompagnatemi con le vostre preghiere per seminare insieme pace, unità e riconciliazione”.

La chiesa georgiana e le contestazioni
Quella georgiana è una delle chiese più rigide dell’ortodossia e, per la prima volta, una delegazione ortodossa (non il patriarca) assisterà alla messa del Papa, mentre già Francesco si recherà al palazzo del Patriarcato per un nuovo e più prolungato incontro con Ilia II. Nel corso della visita del Pontefice ci sono state alcune proteste di oltranzisti ortodossi: sia all’aeroporto sia davanti alla chiesa caldea di San Simone Bar Sabbae.

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