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La preghiera, la sete, le radici

L’intento del libro è di illustrare l’esperienza della preghiera e di proporne una sua pedagogia.

- Advertisement -
di: Roberto Mela
 

«Nessuno si ubriaca con la parola vino», dicevano i mistici sufi. La citazione (una delle tantissime che infiorettano il testo) serve all’autore – sacerdote e psicoterapeuta spagnolo, guida spirituale di vari gruppi e conferenziere affermato – per esprimere la sua convinzione che oggi sia assolutamente da proporre un rinnovamento della Chiesa e della sua opera di evangelizzazione venendo incontro alla sete di esperienza presente nell’animo di molte persone.

La sfida per la Chiesa di oggi è quella di superare un’immagine sbagliata di Dio, le posizioni di alleanza col potere, la ricchezza, l’intolleranza religiosa. Suoi obiettivi per essere fedele alla propria missione restano l’impegno per la giustizia, la riforma della propria struttura e l’annuncio esplicito di Dio.

Le urgenze spirituali che Lozano vede sono quelle di sperimentare e diffondere la convinzione dell’unità dell’umano e del divino, la complementarità tra psicologia e spiritualità, la centralità dell’esperienza.

L’intento del libro è di illustrare l’esperienza della preghiera e di proporne una sua pedagogia.

Dopo la presentazione (pp. 13-26) e l’introduzione (pp. 27-40), Lozano raccoglie in nove capitoli i contenuti dei rispettivi incontri mensili di una giornata con un gruppo di persone in ricerca spirituale. Dal lavorio individuale e di gruppo, prolungato a livello personale lungo il mese successivo, venivano raccolti e condivisi le esperienze e il vissuto di ciascun partecipante.

Fare esperienza di Dio è sperimentare l’“impronta di un’assenza”. Dio è una parola che è silenzio, un cibo che è fame, una risposta che è attrazione. La preghiera prende tutta le persona, richiede di imparare il passivo, in quanto noi siamo recettori di un amore che ci precede. Occorre lasciarci amare, lasciarci sentire, in un clima di amore.

Oltre alla preghiera mentale, che l’autore non disconosce, le forme dell’esperienza di Dio nella preghiera possono essere quella di vivere il silenzio, la meditazione riflessiva, la preghiera recettiva, accogliere la preghiera che viene dal di dentro, la preghiera personale come incontro con Cristo risorto.

Pregare è accogliere Dio, rispondergli. La condizione presupposta è l’abbandonarsi previo, scoprirsi accolto e rispondervi. I presupposti della preghiera e la scoperta della Presenza sono per Lozano: la conoscenza di se stessi e il raccoglimento, l’amore, il lavorio psicologico su se stessi per arrivare a conoscersi nella propria identità “reale”.

L’autore propone soprattutto la preghiera contemplativa e, a questo fine, enuclea un percorso ben collaudato nella pratica personale e di gruppo.

Dopo un’eventuale esercizio di rilassamento (cf. la sua descrizione alle pp. 201-204), Lozano si sofferma sulle varie tappe della pedagogia della preghiera: fare esperienza del silenzio, fare esperienza della vita, fare esperienza della Fonte della vita, sperimentarsi presenti a sé con una presenza cosciente e una vicinanza amorevole, sperimentarsi amati, fare esperienza della preghiera accogliendo la preghiera che mi è data.

Passi ulteriori sono quelli del fare esperienza di Gesù risorto pregando il vangelo, fare esperienza del vangelo facendo tesoro del contributo della psicologia alla spiritualità. Preghiera è, infine, fare esperienza dell’unità, degli altri e del mondo nell’esperienza di Dio.

Lozano si sofferma anche sulla preghiera di petizione, da ben comprendere come presentazione al Signore di persone e situazioni che lui già ben conosce, per viverle in unità con Dio, impegnandosi a fare il possibile per venire incontro e aiutare le persone che si presentano a Dio.

La realtà è comunione, conclude infine Lozano. Dall’individualismo e dal dualismo si deve arrivare alla comunione e all’unità. Una comunione radicale in-Dio che permette di giungere all’unificazione personale e alla comunione universale, «perché Dio sia tutto in tutti».

Libro di spiritualità molto intenso, che accompagna molto concretamente il percorso della preghiera a partire da ciò che è l’“esperienza” di Dio, l’unica che può attirare oggi le persone a un radicamento permanente in Dio, la radice della Fonte della vita.

Un libro non di esercizi spirituali, ma esercizi di vita spirituale, nella convinzione che «nessuno si ubriaca con la parola vino».

Enrique Martínez LozanoLe radici della preghiera. Esercizi di vita spirituale, EDB, Bologna 2019, pp. 216, € 17,00, ISBN 978-88-10-57129-3.

 

Originale: Settimana News
Redazionehttps://www.spesalvi.it
SpeSalvi.it | Cultura e Informazione cattolica

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La preghiera, la sete, le radici

L’intento del libro è di illustrare l’esperienza della preghiera e di proporne una sua pedagogia.

  

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«Nessuno si ubriaca con la parola vino», dicevano i mistici sufi. La citazione (una delle tantissime che infiorettano il testo) serve all’autore – sacerdote e psicoterapeuta spagnolo, guida spirituale di vari gruppi e conferenziere affermato – per esprimere la sua convinzione che oggi sia assolutamente da proporre un rinnovamento della Chiesa e della sua opera di evangelizzazione venendo incontro alla sete di esperienza presente nell’animo di molte persone.

La sfida per la Chiesa di oggi è quella di superare un’immagine sbagliata di Dio, le posizioni di alleanza col potere, la ricchezza, l’intolleranza religiosa. Suoi obiettivi per essere fedele alla propria missione restano l’impegno per la giustizia, la riforma della propria struttura e l’annuncio esplicito di Dio.

Le urgenze spirituali che Lozano vede sono quelle di sperimentare e diffondere la convinzione dell’unità dell’umano e del divino, la complementarità tra psicologia e spiritualità, la centralità dell’esperienza.

L’intento del libro è di illustrare l’esperienza della preghiera e di proporne una sua pedagogia.

Dopo la presentazione (pp. 13-26) e l’introduzione (pp. 27-40), Lozano raccoglie in nove capitoli i contenuti dei rispettivi incontri mensili di una giornata con un gruppo di persone in ricerca spirituale. Dal lavorio individuale e di gruppo, prolungato a livello personale lungo il mese successivo, venivano raccolti e condivisi le esperienze e il vissuto di ciascun partecipante.

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Fare esperienza di Dio è sperimentare l’“impronta di un’assenza”. Dio è una parola che è silenzio, un cibo che è fame, una risposta che è attrazione. La preghiera prende tutta le persona, richiede di imparare il passivo, in quanto noi siamo recettori di un amore che ci precede. Occorre lasciarci amare, lasciarci sentire, in un clima di amore.

Oltre alla preghiera mentale, che l’autore non disconosce, le forme dell’esperienza di Dio nella preghiera possono essere quella di vivere il silenzio, la meditazione riflessiva, la preghiera recettiva, accogliere la preghiera che viene dal di dentro, la preghiera personale come incontro con Cristo risorto.

Pregare è accogliere Dio, rispondergli. La condizione presupposta è l’abbandonarsi previo, scoprirsi accolto e rispondervi. I presupposti della preghiera e la scoperta della Presenza sono per Lozano: la conoscenza di se stessi e il raccoglimento, l’amore, il lavorio psicologico su se stessi per arrivare a conoscersi nella propria identità “reale”.

L’autore propone soprattutto la preghiera contemplativa e, a questo fine, enuclea un percorso ben collaudato nella pratica personale e di gruppo.

Dopo un’eventuale esercizio di rilassamento (cf. la sua descrizione alle pp. 201-204), Lozano si sofferma sulle varie tappe della pedagogia della preghiera: fare esperienza del silenzio, fare esperienza della vita, fare esperienza della Fonte della vita, sperimentarsi presenti a sé con una presenza cosciente e una vicinanza amorevole, sperimentarsi amati, fare esperienza della preghiera accogliendo la preghiera che mi è data.

Passi ulteriori sono quelli del fare esperienza di Gesù risorto pregando il vangelo, fare esperienza del vangelo facendo tesoro del contributo della psicologia alla spiritualità. Preghiera è, infine, fare esperienza dell’unità, degli altri e del mondo nell’esperienza di Dio.

Lozano si sofferma anche sulla preghiera di petizione, da ben comprendere come presentazione al Signore di persone e situazioni che lui già ben conosce, per viverle in unità con Dio, impegnandosi a fare il possibile per venire incontro e aiutare le persone che si presentano a Dio.

La realtà è comunione, conclude infine Lozano. Dall’individualismo e dal dualismo si deve arrivare alla comunione e all’unità. Una comunione radicale in-Dio che permette di giungere all’unificazione personale e alla comunione universale, «perché Dio sia tutto in tutti».

Libro di spiritualità molto intenso, che accompagna molto concretamente il percorso della preghiera a partire da ciò che è l’“esperienza” di Dio, l’unica che può attirare oggi le persone a un radicamento permanente in Dio, la radice della Fonte della vita.

Un libro non di esercizi spirituali, ma esercizi di vita spirituale, nella convinzione che «nessuno si ubriaca con la parola vino».

Enrique Martínez LozanoLe radici della preghiera. Esercizi di vita spirituale, EDB, Bologna 2019, pp. 216, € 17,00, ISBN 978-88-10-57129-3.

 

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