11.6 C
Roma
Lun, 19 Aprile 2021

ROTATE FOR FULL CONTENT

MOBILE THEME

HomeRubricheCulmen et FonsLa Messa domenicale: un diritto del cristiano

La Messa domenicale: un diritto del cristiano

- Advertisement -

“In Dio ci credo, ma non credo nei preti”

Quando si parla di messa, molti, soprattutto giovani, storcono il muso. “In Dio ci credo, ma non credo nei preti” dicono i più, e con questo  si sentono giustificati nel non partecipare alla liturgia domenicale. D’altro canto la chiesa proclama che andare a messa nei giorni “comandati”, cioè domenica e feste importanti è un dovere del cristiano. Il terzo comandamento, dicono, impone proprio questo: Ricordati di santificare le feste.
Onestamente, mi sembra un modo inesatto di proporre la partecipazione al culto domenicale.
Per prima cosa, il comandamento non riguarda direttamente i cristiani; è indirizzato al popolo ebraico e prevede l’astensione da ogni tipo di lavoro, così come è inteso ancora in Israele. Nulla a che vedere con una qualsiasi forma di celebrazione. Gli ebrei erano e sono molto attenti a mettere in pratica il comando, ma come astensione dal lavoro e non con la celebrazione di alcunché. Le uniche celebrazioni si effettuavano al tempio di Gerusalemme ove gli israeliti si recavano una o due volte all’anno. Gli altri sabati si riunivano liberamente alla sinagoga per ascoltare e commentare la Scrittura, ma non era un obbligo.

Lo stesso Gesù, ebreo a tutti gli effetti, mai chiede di celebrare una giornata particolare e lo stesso sabato viene visto come un privilegio a favore dell’uomo piuttosto che un modo per rendere culto a Dio: “E diceva loro: “Il sabato è stato fatto per l’uomo e non l’uomo per il sabato!” (Mc 2,27). Dio si adora in Spirito e Verità, ricorda altrove Gesù.
Presso i cristiani la consuetudine di riunirsi “il primo giorno dopo il sabato”, si è realizzato abbastanza presto e questo giorno è stato poi chiamato “giorno del Signore”, Dominicus dies, appunto domenica. Con Costantino, nel 321, la domenica diviene giorno di riposo per legge e nei secoli successivi diviene obbligatoria la partecipazione all liturgia domenicale per i cristiani.

Oggi non è più così, la logica del profitto considera sempre meno il riposo domenicale e tuttavia rimane l’obbligo per i cristiani di partecipare alla messa. Ma anche questa pratica trova sempre meno aderenti e le chiese si vanno svuotando.
Che dire? Sicuramente sembra odioso imporre una pratica che dovrebbe essere invece un diritto del cristiano, perché a conti fatti senza messa domenicale riduciamo a nulla ogni slancio spirituale nella nostra vita. Quasi nessuno prega più. Pochissimi leggono la Bibbia. Nessuno si ferma a meditare sul mistero della vita.
Noi non possiamo vivere senza celebrare il giorno del Signore“, affermarono i martiri di Abitene, vicino a Cartagine, nel 304.
Questo dovrebbe essere la nostra vita, questo dovrebbe essere il nostro credo.
Vado a Messa perché ne ho bisogno, perché ho bisogno di ritrovarmi con i fratelli, perché ho bisogno di dedicare del tempo al mio Signore per recuperare un po’ di pace e un po’ di ristoro. Perché non c’è amore là dove c’è un obbligo.
Forse sarebbe il caso di cambiare registro nell’evangelizzazione. Forse sarebbe il caso di rivedere lo stato delle nostre comunità che piuttosto che fratelli vedono un insieme di perfetti sconosciuti che si riuniscono senza degnarsi né di uno sguardo e neppure di un saluto. Forse sarebbe il caso di rivedere le nostre liturgie che obbediscono più ad un cliché rigido e per certi versi obsoleto piuttosto che le esigenze di una società che è profondamente cambiata.
La palla alle Istituzioni!

Redazionehttps://www.spesalvi.it
SpeSalvi.it | Cultura e Informazione cattolica
Iscriviti
Notificami
guest
0 Commenti
Feedback in linea
Vedi tutti i commenti

La Messa domenicale: un diritto del cristiano

- Advertisement -

“In Dio ci credo, ma non credo nei preti”

Quando si parla di messa, molti, soprattutto giovani, storcono il muso. “In Dio ci credo, ma non credo nei preti” dicono i più, e con questo  si sentono giustificati nel non partecipare alla liturgia domenicale. D’altro canto la chiesa proclama che andare a messa nei giorni “comandati”, cioè domenica e feste importanti è un dovere del cristiano. Il terzo comandamento, dicono, impone proprio questo: Ricordati di santificare le feste.
Onestamente, mi sembra un modo inesatto di proporre la partecipazione al culto domenicale.
Per prima cosa, il comandamento non riguarda direttamente i cristiani; è indirizzato al popolo ebraico e prevede l’astensione da ogni tipo di lavoro, così come è inteso ancora in Israele. Nulla a che vedere con una qualsiasi forma di celebrazione. Gli ebrei erano e sono molto attenti a mettere in pratica il comando, ma come astensione dal lavoro e non con la celebrazione di alcunché. Le uniche celebrazioni si effettuavano al tempio di Gerusalemme ove gli israeliti si recavano una o due volte all’anno. Gli altri sabati si riunivano liberamente alla sinagoga per ascoltare e commentare la Scrittura, ma non era un obbligo.

Lo stesso Gesù, ebreo a tutti gli effetti, mai chiede di celebrare una giornata particolare e lo stesso sabato viene visto come un privilegio a favore dell’uomo piuttosto che un modo per rendere culto a Dio: “E diceva loro: “Il sabato è stato fatto per l’uomo e non l’uomo per il sabato!” (Mc 2,27). Dio si adora in Spirito e Verità, ricorda altrove Gesù.
Presso i cristiani la consuetudine di riunirsi “il primo giorno dopo il sabato”, si è realizzato abbastanza presto e questo giorno è stato poi chiamato “giorno del Signore”, Dominicus dies, appunto domenica. Con Costantino, nel 321, la domenica diviene giorno di riposo per legge e nei secoli successivi diviene obbligatoria la partecipazione all liturgia domenicale per i cristiani.

Oggi non è più così, la logica del profitto considera sempre meno il riposo domenicale e tuttavia rimane l’obbligo per i cristiani di partecipare alla messa. Ma anche questa pratica trova sempre meno aderenti e le chiese si vanno svuotando.
Che dire? Sicuramente sembra odioso imporre una pratica che dovrebbe essere invece un diritto del cristiano, perché a conti fatti senza messa domenicale riduciamo a nulla ogni slancio spirituale nella nostra vita. Quasi nessuno prega più. Pochissimi leggono la Bibbia. Nessuno si ferma a meditare sul mistero della vita.
Noi non possiamo vivere senza celebrare il giorno del Signore“, affermarono i martiri di Abitene, vicino a Cartagine, nel 304.
Questo dovrebbe essere la nostra vita, questo dovrebbe essere il nostro credo.
Vado a Messa perché ne ho bisogno, perché ho bisogno di ritrovarmi con i fratelli, perché ho bisogno di dedicare del tempo al mio Signore per recuperare un po’ di pace e un po’ di ristoro. Perché non c’è amore là dove c’è un obbligo.
Forse sarebbe il caso di cambiare registro nell’evangelizzazione. Forse sarebbe il caso di rivedere lo stato delle nostre comunità che piuttosto che fratelli vedono un insieme di perfetti sconosciuti che si riuniscono senza degnarsi né di uno sguardo e neppure di un saluto. Forse sarebbe il caso di rivedere le nostre liturgie che obbediscono più ad un cliché rigido e per certi versi obsoleto piuttosto che le esigenze di una società che è profondamente cambiata.
La palla alle Istituzioni!

- Advertisement -

Leggi qui il disclaimer sul materiale pubblicato da SpeSalvi.it

Redazionehttps://www.spesalvi.it
SpeSalvi.it | Cultura e Informazione cattolica
Iscriviti
Notificami
guest
0 Commenti
Feedback in linea
Vedi tutti i commenti
293FansMi piace
1,020FollowerSegui
13,000FollowerSegui
647FollowerSegui
227IscrittiIscriviti

Consigli pubblicitari

Top News

Top Video

Consigli pubblicitari

Ultimi Articoli

Articoli Popolari

Che differenza c’è tra “padre” e “don”?

E quale titolo si utilizza per monaci e frati? Gentile direttore, forse la mia le sembrerà una domanda banale. Può però spiegarmi la differenza tra...

X Domenica del Tempo Ordinario – Anno C – 5 giungo 2016

IL VANGELO STRABICO X Domenica del tempo Ordinario   - C A  cura di Benito Giorgetta (1Re 17,17-24; Galati 1,11-19; Luca 7,11-17) Imparare a suonare lo spartito della compassione Ascoltiamo...

Francesco in Armenia, preghiera con Karekin II

Dopo quattro ore di volo comincia il viaggio di Francesco in Armenia. L'aereo con a bordo il Pontefice è partito questa mattina alle 9.20...

Mamma Natuzza parlava proprio con Gesù. Ecco un suo colloquio con il Re dei...

Io ero inquieta, turbata… Gesù: Alzati e piglia il ritmo dei vecchi tempi. Natuzza: Come parlate, Gesù? Cosa devo fare? Gesù: Ci sono tante cose che puoi...

Qual è la differenza tra cattolico e cristiano?

Il cristiano è colui che ha Cristo come Signore Nel Nuovo Testamento si fa riferimento quattro volte ai seguaci di Cristo: 1. 1 Pt 4,16: “Ma...

Libri consigliati

Flavio Giuseppe: santo o traditore?

La simbolica del grido nel Vangelo di Marco

Il Vangelo di Marco

Liturgia e secolarizzazione

Consigli pubblicitari

Seguici su Instagram

Seguici su Facebook

Seguici su Twitter

Consigli Pubblicitari

Accessibility
0
Dicci il tuo pensiero, per favore commenta.x
()
x