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La meravigliosa e misteriosa verità su Dio che spesso mi sfugge

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Ho chiesto ad alcuni amici come facessero ad avere la fede che avevano. La loro risposta mi ha mostrato una realtà splendida

“Come ci riuscite?”

Quasi in cerca delle parole giuste, ha guardato me e poi ha guardato lontano, da qualche parte. E poi ha risposto:

“Non posso spiegarlo. È così meraviglioso, ma è anche un grande mistero”.

E in quella risposta, così misteriosa, ho visto chiarezza.

Giovedì scorso mi sono goduto il pranzo con una cara famiglia che, nel corso degli anni, mi ha riempito di un affetto straordinario, fuori dal comune. Seduto tra i quattro figli adulti (il quinto non era riuscito ad esserci), una cara madre e il ricordo del padre morto tre anni prima, potevo percepire la profonda gentilezza e devozione di quella famiglia. La nostra conversazione ha toccato vari temi, dalla famiglia alla carriera, dai ricordi agli obiettivi, dalle benedizioni alle prove. Le bonarie prese in giro ben si univano ad un sincero conforto.

Ed è stato allora che ho posto la domanda.

“La fede è così palpabile, per ognuno di voi. Le scelte che fate, i valori a cui vi ispirate, il vostro modo di vivere… tutto esprime un profondo senso di fiducia nella presenza di Dio. Come ci riuscite?”

Ed è stato allora che Julie ha dato la sua risposta.

Vedete, prima di entrare a far parte della Chiesa, una volta che ho iniziato onestamente (sì, onestamente) a considerare il cattolicesimo, sono rimasto colpito dal profondo acume intellettuale che possedeva. I Vangeli, i Padri della Chiesa, i santi, gli apologeti, le straordinarie opere d’arte, l’architettura e la musica offerti in nome di Dio… tutto ciò mi fece restare assolutamente a bocca aperta.

Ma a volte, nella mia vita così fin troppo impegnata e ansiosa, sento che la mia mano scivola via da quella di Dio. Mi fido troppo poco. E controllo troppo. Tengo la testa bassa e gli occhi rivolti a terra, mentre i pungoli di Dio, le Sue chiamate e le Sue correzioni sono tutte intorno a me. Posso capire e credere, ma a volte non riesco a sentire e vivere.

Mi viene in mente la brillante distinzione che G.K. Chesterton fa tra la logica della fede e la sua messa in pratica. C’è sicuramente una valida necessità di comprendere intellettualmente, quanto più possibile, la nostra fede… ma alla fine la fede richiede fiducia nell’infinita meraviglia di Dio e nelle sue vie, che non possiamo comprendere intellettualmente. Chesterton ha fatto notare la differenza tra il logico e il mistico, tra il logico e il poeta:

“Tutto il segreto del mistici­smo, cioè della Fede è questo: l’uomo può capire tutto con l’aiuto di quello che non capisce. Il logico morboso vuol vedere chiaro in ogni cosa, con il bel risultato di rendere ogni cosa inesplicabile. Il mistico lascia qualco­sa nel mistero, e così gli diventa chiaro tutto il resto.

Accettare tutto è un esercizio, comprendere tutto è uno sforzo. II poeta desidera solo l’esaltazione e l’espansione, un mondo per distendervisi; gli piace vedere la sua testa sollevarsi nel cielo. II logico pretende di rinchiudere il cielo nella sua testa; e la testa scoppia”.

Se non facciamo attenzione, potremmo diventare morbosamente logici, cercando di mettere Dio in una scatola per la nostra spassionata dissezione, quando invece siamo destinati ad essere mistici e poeti che corrono liberi tra i prati eterni di Dio, con gioia e meraviglia. In sostanza, non dobbiamo limitarci ad analizzare e comprendere Dio; dobbiamo prima di tutto sentire Dio, sperimentarlo, amarlo e viverlo.

“Come ci riuscite?”, Chiesi.

La risposta di Julie (e quelle analoghe di sua madre e dei suoi fratelli) mi hanno proprio colpito, perché profondamente fedele e infinitamente saggia.

“Non posso spiegarlo. È così meraviglioso, ma è anche un grande mistero”

Questo è quello che ho bisogno di ricordare.

Meraviglioso, misterioso e sempre presente. Che Dio straordinario.

Oggi, pensiamo un po’ di meno e confidiamo un po’ di più. Vediamo Dio nelle molte cose che spesso trascuriamo. Che lo sappiamo o no, Dio è attivo e impegnato in ogni aspetto della nostra vita.

Quale meraviglia. Quale mistero.

Redazionehttps://www.spesalvi.it
SpeSalvi.it | Cultura e Informazione cattolica

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Ho chiesto ad alcuni amici come facessero ad avere la fede che avevano. La loro risposta mi ha mostrato una realtà splendida

“Come ci riuscite?”

Quasi in cerca delle parole giuste, ha guardato me e poi ha guardato lontano, da qualche parte. E poi ha risposto:

“Non posso spiegarlo. È così meraviglioso, ma è anche un grande mistero”.

E in quella risposta, così misteriosa, ho visto chiarezza.

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Giovedì scorso mi sono goduto il pranzo con una cara famiglia che, nel corso degli anni, mi ha riempito di un affetto straordinario, fuori dal comune. Seduto tra i quattro figli adulti (il quinto non era riuscito ad esserci), una cara madre e il ricordo del padre morto tre anni prima, potevo percepire la profonda gentilezza e devozione di quella famiglia. La nostra conversazione ha toccato vari temi, dalla famiglia alla carriera, dai ricordi agli obiettivi, dalle benedizioni alle prove. Le bonarie prese in giro ben si univano ad un sincero conforto.

Ed è stato allora che ho posto la domanda.

“La fede è così palpabile, per ognuno di voi. Le scelte che fate, i valori a cui vi ispirate, il vostro modo di vivere… tutto esprime un profondo senso di fiducia nella presenza di Dio. Come ci riuscite?”

Ed è stato allora che Julie ha dato la sua risposta.

Vedete, prima di entrare a far parte della Chiesa, una volta che ho iniziato onestamente (sì, onestamente) a considerare il cattolicesimo, sono rimasto colpito dal profondo acume intellettuale che possedeva. I Vangeli, i Padri della Chiesa, i santi, gli apologeti, le straordinarie opere d’arte, l’architettura e la musica offerti in nome di Dio… tutto ciò mi fece restare assolutamente a bocca aperta.

Ma a volte, nella mia vita così fin troppo impegnata e ansiosa, sento che la mia mano scivola via da quella di Dio. Mi fido troppo poco. E controllo troppo. Tengo la testa bassa e gli occhi rivolti a terra, mentre i pungoli di Dio, le Sue chiamate e le Sue correzioni sono tutte intorno a me. Posso capire e credere, ma a volte non riesco a sentire e vivere.

Mi viene in mente la brillante distinzione che G.K. Chesterton fa tra la logica della fede e la sua messa in pratica. C’è sicuramente una valida necessità di comprendere intellettualmente, quanto più possibile, la nostra fede… ma alla fine la fede richiede fiducia nell’infinita meraviglia di Dio e nelle sue vie, che non possiamo comprendere intellettualmente. Chesterton ha fatto notare la differenza tra il logico e il mistico, tra il logico e il poeta:

“Tutto il segreto del mistici­smo, cioè della Fede è questo: l’uomo può capire tutto con l’aiuto di quello che non capisce. Il logico morboso vuol vedere chiaro in ogni cosa, con il bel risultato di rendere ogni cosa inesplicabile. Il mistico lascia qualco­sa nel mistero, e così gli diventa chiaro tutto il resto.

Accettare tutto è un esercizio, comprendere tutto è uno sforzo. II poeta desidera solo l’esaltazione e l’espansione, un mondo per distendervisi; gli piace vedere la sua testa sollevarsi nel cielo. II logico pretende di rinchiudere il cielo nella sua testa; e la testa scoppia”.

Se non facciamo attenzione, potremmo diventare morbosamente logici, cercando di mettere Dio in una scatola per la nostra spassionata dissezione, quando invece siamo destinati ad essere mistici e poeti che corrono liberi tra i prati eterni di Dio, con gioia e meraviglia. In sostanza, non dobbiamo limitarci ad analizzare e comprendere Dio; dobbiamo prima di tutto sentire Dio, sperimentarlo, amarlo e viverlo.

“Come ci riuscite?”, Chiesi.

La risposta di Julie (e quelle analoghe di sua madre e dei suoi fratelli) mi hanno proprio colpito, perché profondamente fedele e infinitamente saggia.

“Non posso spiegarlo. È così meraviglioso, ma è anche un grande mistero”

Questo è quello che ho bisogno di ricordare.

Meraviglioso, misterioso e sempre presente. Che Dio straordinario.

Oggi, pensiamo un po’ di meno e confidiamo un po’ di più. Vediamo Dio nelle molte cose che spesso trascuriamo. Che lo sappiamo o no, Dio è attivo e impegnato in ogni aspetto della nostra vita.

Quale meraviglia. Quale mistero.

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