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La libertà religiosa per il bene di tutti

Commissione Teologica Internazionale

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di: Commissione teologica internazionale

Riprendiamo il testo integrale del documento della Commissione teologica internazionale che nasce da uno studio sul tema della libertà religiosa nel contesto odierno (21 marzo 2019).

COMMISSIONE TEOLOGICA INTERNAZIONALE

LA LIBERTÀ RELIGIOSA PER IL BENE DI TUTTI

INDICE

Nota Preliminare

  1. UNO SGUARDO SUL CONTESTO ATTUALE
  2. LA PROSPETTIVA DI DIGNITATIS HUMANAE ALLORA E OGGI

Prima del Concilio Vaticano II

I punti salienti di Dignitatis Humanae

La libertà religiosa dopo il Concilio Vaticano II

Una soglia di novità?

  1. IL DIRITTO DELLA PERSONA ALLA LIBERTÀ RELIGIOSA

La disputa sui fondamenti teorici

Dignità e verità della persona umana

L’essere persona inerisce alla condizione umana

La mediazione della coscienza

  1. IL DIRITTO DELLE COMUNITÀ ALLA LIBERTÀ RELIGIOSA

Dimensione sociale della persona umana

Sussidiarietà e racconto fondatore

Pratiche religiose e umanità concreta

Educazione integrale e incorporazione alla comunità

Il valore dei corpi intermedi e lo Stato

Lo Stato, la rete e le comunità di convinzione

  1. LO STATO E LA LIBERTÀ RELIGIOSA

Cristianesimo e dignità dello Stato

La deriva “monofisita” nelle relazioni fra religione e Stato

La riduzione “liberale” della libertà religiosa

Ambiguità dello Stato moralmente neutro

  1. IL CONTRIBUTO DELLA LIBERTÀ RELIGIOSA ALLA CONVIVENZA E ALLA PACE SOCIALE

Libertà religiosa per il bene di tutti

L’essere insieme ha qualità di bene

Il giusto discernimento della libertà religiosa

Le estensioni della libertà religiosa

  1. LA LIBERTÀ RELIGIOSA NELLA MISSIONE DELLA CHIESA

La libera testimonianza dell’amore di Dio

La Chiesa proclama la libertà religiosa per tutti

Il dialogo interreligioso come via alla pace

Il coraggio del discernimento e del rifiuto della violenza in nome di Dio

CONCLUSIONE

COMMISSIONE TEOLOGICA INTERNAZIONALE

LA LIBERTÀ RELIGIOSA PER IL BENE DI TUTTI

Nota preliminare

Nel corso del suo Nono quinquennio, la Commissione Teologica Internazionale ha avuto modo di approfondire uno studio sul tema della libertà religiosa nel contesto odierno. Detto studio è stato condotto da un’apposita Sottocommissione, presieduta dal Rev.do Javier Prades López e composta dai seguenti membri: Rev.do Željko Tanjić, Rev.do John Junyang Park, Prof.ssa Moira Mary McQueen, P. Bernard Pottier, S.I., Prof.ssa Tracey Rowland, Mons. Pierangelo Sequeri, Rev.do Philippe Vallin, Rev.do Koffi Messan Laurent Kpogo, P. Serge-Thomas Bonino, O.P..

Le discussioni generali sul tema in parola sono avvenute sia nel corso di vari incontri della Sottocommissione che in occasione delle Sessioni Plenarie della Commissione stessa, negli anni 2014-2018. Il presente testo è stato approvato in forma specifica dalla maggioranza dei membri della Commissione Teologica Internazionale nella Sessione Plenaria del 2018, per mezzo di un voto scritto. In seguito, il documento è stato sottoposto all’approvazione del suo Presidente, Sua Eminenza il Sig. Card. Luis F. Ladaria, S.I., Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, il quale, dopo aver ricevuto parere favorevole dal Santo Padre Francesco, in data 21 marzo 2019, ne ha autorizzato la pubblicazione.

APPROCCIO TEOLOGICO ALLE SFIDE CONTEMPORANEE

(1) Uno sguardo sul contesto attuale

1. Nel 1965 la Dichiarazione conciliare Dignitatis Humanae fu approvata in un contesto storico significativamente diverso da quello attuale, anche a riguardo del tema che ne costituiva l’argomento centrale, ossia quello della libertà religiosa nel mondo moderno. La sua coraggiosa puntualizzazione delle ragioni cristiane del rispetto per la libertà religiosa dei singoli e delle comunità, nell’ambito dello Stato di diritto e delle pratiche della giustizia delle società civili, desta tuttora la nostra ammirazione. Il contributo del Concilio, che possiamo ben definire profetico, ha offerto alla Chiesa un orizzonte di credibilità e di apprezzamento che ha enormemente favorito la sua testimonianza evangelica nel contesto della società contemporanea.

2. Nel frattempo, un nuovo protagonismo delle tradizioni religiose e nazionali dell’area medio-orientale e asiatica ha sensibilmente mutato la percezione del rapporto fra religione e società. Le grandi tradizioni religiose del mondo non appaiono più soltanto come il residuo di epoche antiche e di culture pre-moderne superate dalla storia. Le diverse forme di appartenenza religiosa incidono in modo nuovo sulla costituzione dell’identità personale, sull’interpretazione del legame sociale e sulla ricerca del bene comune. In molte società secolarizzate le diverse forme di comunità religiosa sono ancora socialmente percepite come fattori rilevanti di intermediazione fra i singoli e lo Stato. L’elemento relativamente nuovo, nella configurazione odierna di questi modelli, può essere riconosciuto nel fatto che, oggi, questa rilevanza delle comunità religiose si trova impegnata a porsi – direttamente o indirettamente – nei confronti del modello democratico-liberale dello Stato di diritto e della regia tecno-economica della società civile.

3. Dovunque nel mondo si ponga oggi il problema della libertà religiosa, questo concetto è discusso in riferimento – positivo o negativo che sia – ad una concezione dei diritti umani e delle libertà civili che è associata alla cultura politica liberale, democratica, pluralistica e secolare. La retorica umanistica che fa appello ai valori della pacifica convivenza, della dignità individuale, del dialogo interculturale e interreligioso, si esprime nel linguaggio dello Stato liberale moderno. E d’altra parte, ancora più profondamente, attinge ai principi cristiani della dignità della persona e della prossimità fra gli uomini, che hanno contribuito alla formazione e all’universalizzazione di quel linguaggio.

4. L’odierna radicalizzazione religiosa indicata come “fondamentalismo”, nell’ambito delle diverse culture politiche, non sembra un semplice ritorno più “osservante” alla religiosità tradizionale. Questa radicalizzazione è connotata spesso da una specifica reazione alla concezione liberale dello Stato moderno, a motivo del suo relativismo etico e della sua indifferenza nei confronti della religione. D’altra parte, lo Stato liberale appare a molti criticabile anche per il motivo opposto: ossia per il fatto che la sua proclamata neutralità non sembra in grado di evitare la tendenza a considerare la fede professata e l’appartenenza religiosa un ostacolo per l’ammissione alla piena cittadinanza culturale e politica dei singoli. Una forma di “totalitarismo morbido”, si potrebbe dire, che rende particolarmente vulnerabili alla diffusione del nichilismo etico nella sfera pubblica.

Originale: Settimana News
Redazionehttps://www.spesalvi.it
SpeSalvi.it | Cultura e Informazione cattolica

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COMMISSIONE TEOLOGICA INTERNAZIONALE

LA LIBERTÀ RELIGIOSA PER IL BENE DI TUTTI

INDICE

Nota Preliminare

  1. UNO SGUARDO SUL CONTESTO ATTUALE
  2. LA PROSPETTIVA DI DIGNITATIS HUMANAE ALLORA E OGGI

Prima del Concilio Vaticano II

I punti salienti di Dignitatis Humanae

La libertà religiosa dopo il Concilio Vaticano II

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  1. IL DIRITTO DELLA PERSONA ALLA LIBERTÀ RELIGIOSA

La disputa sui fondamenti teorici

Dignità e verità della persona umana

L’essere persona inerisce alla condizione umana

La mediazione della coscienza

  1. IL DIRITTO DELLE COMUNITÀ ALLA LIBERTÀ RELIGIOSA

Dimensione sociale della persona umana

Sussidiarietà e racconto fondatore

Pratiche religiose e umanità concreta

Educazione integrale e incorporazione alla comunità

Il valore dei corpi intermedi e lo Stato

Lo Stato, la rete e le comunità di convinzione

  1. LO STATO E LA LIBERTÀ RELIGIOSA

Cristianesimo e dignità dello Stato

La deriva “monofisita” nelle relazioni fra religione e Stato

La riduzione “liberale” della libertà religiosa

Ambiguità dello Stato moralmente neutro

  1. IL CONTRIBUTO DELLA LIBERTÀ RELIGIOSA ALLA CONVIVENZA E ALLA PACE SOCIALE

Libertà religiosa per il bene di tutti

L’essere insieme ha qualità di bene

Il giusto discernimento della libertà religiosa

Le estensioni della libertà religiosa

  1. LA LIBERTÀ RELIGIOSA NELLA MISSIONE DELLA CHIESA

La libera testimonianza dell’amore di Dio

La Chiesa proclama la libertà religiosa per tutti

Il dialogo interreligioso come via alla pace

Il coraggio del discernimento e del rifiuto della violenza in nome di Dio

CONCLUSIONE

COMMISSIONE TEOLOGICA INTERNAZIONALE

LA LIBERTÀ RELIGIOSA PER IL BENE DI TUTTI

Nota preliminare

Nel corso del suo Nono quinquennio, la Commissione Teologica Internazionale ha avuto modo di approfondire uno studio sul tema della libertà religiosa nel contesto odierno. Detto studio è stato condotto da un’apposita Sottocommissione, presieduta dal Rev.do Javier Prades López e composta dai seguenti membri: Rev.do Željko Tanjić, Rev.do John Junyang Park, Prof.ssa Moira Mary McQueen, P. Bernard Pottier, S.I., Prof.ssa Tracey Rowland, Mons. Pierangelo Sequeri, Rev.do Philippe Vallin, Rev.do Koffi Messan Laurent Kpogo, P. Serge-Thomas Bonino, O.P..

Le discussioni generali sul tema in parola sono avvenute sia nel corso di vari incontri della Sottocommissione che in occasione delle Sessioni Plenarie della Commissione stessa, negli anni 2014-2018. Il presente testo è stato approvato in forma specifica dalla maggioranza dei membri della Commissione Teologica Internazionale nella Sessione Plenaria del 2018, per mezzo di un voto scritto. In seguito, il documento è stato sottoposto all’approvazione del suo Presidente, Sua Eminenza il Sig. Card. Luis F. Ladaria, S.I., Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, il quale, dopo aver ricevuto parere favorevole dal Santo Padre Francesco, in data 21 marzo 2019, ne ha autorizzato la pubblicazione.

APPROCCIO TEOLOGICO ALLE SFIDE CONTEMPORANEE

(1) Uno sguardo sul contesto attuale

1. Nel 1965 la Dichiarazione conciliare Dignitatis Humanae fu approvata in un contesto storico significativamente diverso da quello attuale, anche a riguardo del tema che ne costituiva l’argomento centrale, ossia quello della libertà religiosa nel mondo moderno. La sua coraggiosa puntualizzazione delle ragioni cristiane del rispetto per la libertà religiosa dei singoli e delle comunità, nell’ambito dello Stato di diritto e delle pratiche della giustizia delle società civili, desta tuttora la nostra ammirazione. Il contributo del Concilio, che possiamo ben definire profetico, ha offerto alla Chiesa un orizzonte di credibilità e di apprezzamento che ha enormemente favorito la sua testimonianza evangelica nel contesto della società contemporanea.

2. Nel frattempo, un nuovo protagonismo delle tradizioni religiose e nazionali dell’area medio-orientale e asiatica ha sensibilmente mutato la percezione del rapporto fra religione e società. Le grandi tradizioni religiose del mondo non appaiono più soltanto come il residuo di epoche antiche e di culture pre-moderne superate dalla storia. Le diverse forme di appartenenza religiosa incidono in modo nuovo sulla costituzione dell’identità personale, sull’interpretazione del legame sociale e sulla ricerca del bene comune. In molte società secolarizzate le diverse forme di comunità religiosa sono ancora socialmente percepite come fattori rilevanti di intermediazione fra i singoli e lo Stato. L’elemento relativamente nuovo, nella configurazione odierna di questi modelli, può essere riconosciuto nel fatto che, oggi, questa rilevanza delle comunità religiose si trova impegnata a porsi – direttamente o indirettamente – nei confronti del modello democratico-liberale dello Stato di diritto e della regia tecno-economica della società civile.

3. Dovunque nel mondo si ponga oggi il problema della libertà religiosa, questo concetto è discusso in riferimento – positivo o negativo che sia – ad una concezione dei diritti umani e delle libertà civili che è associata alla cultura politica liberale, democratica, pluralistica e secolare. La retorica umanistica che fa appello ai valori della pacifica convivenza, della dignità individuale, del dialogo interculturale e interreligioso, si esprime nel linguaggio dello Stato liberale moderno. E d’altra parte, ancora più profondamente, attinge ai principi cristiani della dignità della persona e della prossimità fra gli uomini, che hanno contribuito alla formazione e all’universalizzazione di quel linguaggio.

4. L’odierna radicalizzazione religiosa indicata come “fondamentalismo”, nell’ambito delle diverse culture politiche, non sembra un semplice ritorno più “osservante” alla religiosità tradizionale. Questa radicalizzazione è connotata spesso da una specifica reazione alla concezione liberale dello Stato moderno, a motivo del suo relativismo etico e della sua indifferenza nei confronti della religione. D’altra parte, lo Stato liberale appare a molti criticabile anche per il motivo opposto: ossia per il fatto che la sua proclamata neutralità non sembra in grado di evitare la tendenza a considerare la fede professata e l’appartenenza religiosa un ostacolo per l’ammissione alla piena cittadinanza culturale e politica dei singoli. Una forma di “totalitarismo morbido”, si potrebbe dire, che rende particolarmente vulnerabili alla diffusione del nichilismo etico nella sfera pubblica.

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