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La forza gravitazionale del cielo

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IL VANGELO STRABICO

Ascensione del Signore – C  

(Atti 1,1-11; Ebrei 9,24-28;10,19-23; Luca 24, 46-53)

A  cura di Benito Giorgetta  

La forza gravitazionale del cielo

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Ascoltiamo il Vangelo:

“In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno, e nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. Di questo voi siete testimoni. Ed ecco, io mando su di voi colui che il Padre mio ha promesso; ma voi restate in città, finché non siate rivestiti di potenza dall’alto». Poi li condusse fuori verso Betània e, alzate le mani, li benedisse. Mentre li benediceva, si staccò da loro e veniva portato su, in cielo. Ed essi si prostrarono davanti a lui; poi tornarono a Gerusalemme con grande gioia
e stavano sempre nel tempio lodando Dio”.

Il campo gravitazionale terrestre è un fenomeno naturale presente sulla terra, per il quale il pianeta esercita un’attrazione sui corpi che si manifesta attraverso il peso. La forza attrattiva del nostro pianeta, rispetto ad un altro corpo, deriva dalla sua massa e dalla distanza, secondo la legge universale di Newton.

Esiste anche una legge non scritta, spirituale-religiosa, che esercita una forza gravitazionale verso il cielo. L’uomo spesso rivolge il suo sguardo al cielo attribuendo ad esso la sede della presenza di Dio. Dio è in ogni luogo, ma la cultura di sempre lo ha collocato, per indicare la sua trascendenza, nel cielo. Da lì è sceso sulla terra per immettersi nella circuito della storia umana registrandosi  in una anagrafe umana per essere in tutto simile all’uomo di cui ha assunto la debolezza e la fragilità.

Con l’ascensione al cielo, Gesù ritorna al Padre, ma non lascia orfani i suoi amici. Ad essi ha promesso ed inviato lo Spirito come compagnia, forza, energia, perché avessero i suoi poteri e continuassero la sua missione: salvare il mondo. Gli apostoli sono dei mandati, degli inviati, come mandata, inviata è la chiesa che da essi è stata iniziata e con i loro successori, primo il papa, continua la stessa missione. La chiesa è la presenza di Dio nel tempo e nello spazio. E’ la presenza di Dio nella storia, nel quotidiano, è il lievito che fa fermentare la massa dall’interno con la forza dirompente ma non devastante dell’amore, dell’inclusione, del dialogo, della ricerca di chi è perduto. Questo è lo stile, l’agire di Dio, questo deve essere lo stile e l’agire della chiesa.

Quella sorgente, che è la primitiva comunità di Gerusalemme, diventa fiume, alimentata dalla fede di chi aderisce, si dispone ad essere madre, maestra, accompagnatrice e soccorritrice per fasciare le ferite, per intercettare le necessità, per riconoscere il bene presente e seminarlo perché si diffonda, portando a tutti la consolazione di Dio e la sua paternità divina. E’ la chiesa. Ancora oggi deve indicare di alzare lo sguardo in alto, lasciarsi attrarre dalla forza gravitazionale celeste che ci eleva a Dio, ce lo fa incontrare, sperimentare e ci fa riempire la vita di questa forza e di questa consolazione.

C’è una certezza in tutto coloro che cercano Dio, che si elevano verso di lui, saranno sempre sorpresi, che lì dove cerchiamo di arrivare, lui già ci attende. Si, Dio ci precede sempre e comunque, è lui che ci spinge e ci mette nel cuore il desiderio di avvicinarlo. Sant’Agostino diceva: “Ci hai fatti per te, Signore, e il nostro cuore è inquieto finché non riposa in te” (Conf. 1,1). Solo se riposiamo in Dio avremo la forza di testimoniarlo, solo se saremo attratti da lui, lo raggiungeremo, ne faremo esperienza, e, inondati dal suo amore, lo testimonieremo con coerenza e generosità, guidando gli altri a lasciarsi attrarre dalla forza gravitazionale del cielo.

 

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B. Giorgetta
BENITO GIORGETTA (16 febbraio 1955 Montemitro, Campobasso), sacerdote della diocesi di Termoli-Larino, parroco di San Timoteo in Termoli (Campobasso), licenziato in sacra teologia con specializzazione in mariologia. Dottore in bioetica, è giornalista pubblicista. Vicario foraneo. Docente di Teologia morale della sessualità e Bioetica presso l'Istituto Teologico Abruzzese Molisano di Chieti. Presidente dell'Associazione "Iktus - Onlus".
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Ascensione del Signore – C  

(Atti 1,1-11; Ebrei 9,24-28;10,19-23; Luca 24, 46-53)

A  cura di Benito Giorgetta  

La forza gravitazionale del cielo

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Ascoltiamo il Vangelo:

“In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno, e nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. Di questo voi siete testimoni. Ed ecco, io mando su di voi colui che il Padre mio ha promesso; ma voi restate in città, finché non siate rivestiti di potenza dall’alto». Poi li condusse fuori verso Betània e, alzate le mani, li benedisse. Mentre li benediceva, si staccò da loro e veniva portato su, in cielo. Ed essi si prostrarono davanti a lui; poi tornarono a Gerusalemme con grande gioia
e stavano sempre nel tempio lodando Dio”.

Il campo gravitazionale terrestre è un fenomeno naturale presente sulla terra, per il quale il pianeta esercita un’attrazione sui corpi che si manifesta attraverso il peso. La forza attrattiva del nostro pianeta, rispetto ad un altro corpo, deriva dalla sua massa e dalla distanza, secondo la legge universale di Newton.

Esiste anche una legge non scritta, spirituale-religiosa, che esercita una forza gravitazionale verso il cielo. L’uomo spesso rivolge il suo sguardo al cielo attribuendo ad esso la sede della presenza di Dio. Dio è in ogni luogo, ma la cultura di sempre lo ha collocato, per indicare la sua trascendenza, nel cielo. Da lì è sceso sulla terra per immettersi nella circuito della storia umana registrandosi  in una anagrafe umana per essere in tutto simile all’uomo di cui ha assunto la debolezza e la fragilità.

Con l’ascensione al cielo, Gesù ritorna al Padre, ma non lascia orfani i suoi amici. Ad essi ha promesso ed inviato lo Spirito come compagnia, forza, energia, perché avessero i suoi poteri e continuassero la sua missione: salvare il mondo. Gli apostoli sono dei mandati, degli inviati, come mandata, inviata è la chiesa che da essi è stata iniziata e con i loro successori, primo il papa, continua la stessa missione. La chiesa è la presenza di Dio nel tempo e nello spazio. E’ la presenza di Dio nella storia, nel quotidiano, è il lievito che fa fermentare la massa dall’interno con la forza dirompente ma non devastante dell’amore, dell’inclusione, del dialogo, della ricerca di chi è perduto. Questo è lo stile, l’agire di Dio, questo deve essere lo stile e l’agire della chiesa.

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Quella sorgente, che è la primitiva comunità di Gerusalemme, diventa fiume, alimentata dalla fede di chi aderisce, si dispone ad essere madre, maestra, accompagnatrice e soccorritrice per fasciare le ferite, per intercettare le necessità, per riconoscere il bene presente e seminarlo perché si diffonda, portando a tutti la consolazione di Dio e la sua paternità divina. E’ la chiesa. Ancora oggi deve indicare di alzare lo sguardo in alto, lasciarsi attrarre dalla forza gravitazionale celeste che ci eleva a Dio, ce lo fa incontrare, sperimentare e ci fa riempire la vita di questa forza e di questa consolazione.

C’è una certezza in tutto coloro che cercano Dio, che si elevano verso di lui, saranno sempre sorpresi, che lì dove cerchiamo di arrivare, lui già ci attende. Si, Dio ci precede sempre e comunque, è lui che ci spinge e ci mette nel cuore il desiderio di avvicinarlo. Sant’Agostino diceva: “Ci hai fatti per te, Signore, e il nostro cuore è inquieto finché non riposa in te” (Conf. 1,1). Solo se riposiamo in Dio avremo la forza di testimoniarlo, solo se saremo attratti da lui, lo raggiungeremo, ne faremo esperienza, e, inondati dal suo amore, lo testimonieremo con coerenza e generosità, guidando gli altri a lasciarsi attrarre dalla forza gravitazionale del cielo.

 

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B. Giorgetta
BENITO GIORGETTA (16 febbraio 1955 Montemitro, Campobasso), sacerdote della diocesi di Termoli-Larino, parroco di San Timoteo in Termoli (Campobasso), licenziato in sacra teologia con specializzazione in mariologia. Dottore in bioetica, è giornalista pubblicista. Vicario foraneo. Docente di Teologia morale della sessualità e Bioetica presso l'Istituto Teologico Abruzzese Molisano di Chieti. Presidente dell'Associazione "Iktus - Onlus".
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