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Home Argomenti Fede e Devozione «La fede è vittoria, ma la Chiesa è piena di cristiani sconfitti».

«La fede è vittoria, ma la Chiesa è piena di cristiani sconfitti».

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Il Papa a Santa Marta: «Chiunque rimane in Dio, nell’amore, vince il principe del mondo». «Occorre confessare e affidarsi al Signore»

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DOMENICO AGASSO JR
ROMA

 La fede può tutto, e «vince il mondo». I cristiani convinti solo a metà sono sconfitti, e la Chiesa è piena di cristiani così: «convinti a metà» e dunque «sconfitti». Per vincere è necessario affidarsi a Dio. Lo ha detto papa Francesco durante la Messa di oggi nella Casa Santa Marta, come riferisce Radio Vaticana.

 Il Pontefice ha basato la sua omelia sul brano della prima Lettera di San Giovanni in cui l’apostolo «insiste» su «quella parola che per lui è come l’espressione della vita cristiana»: «Rimanere nel Signore». E questo «rimanere nell’amore» di Dio è opera dello Spirito Santo e della nostra fede, e crea un effetto concreto, una vittoria: «Chiunque rimane in Dio, chiunque è stato generato da Dio, chiunque rimane nell’amore vince il mondo e la vittoria è la nostra fede. Da parte nostra, la fede. Da parte di Dio – per questo “rimanere” – lo Spirito Santo, che fa questa opera di grazia. Da parte nostra, la fede. É forte! E questa è la vittoria che ha vinto il mondo: la nostra fede! La nostra fede può tutto! É vittoria!».

 Francesco ha detto che «questo sarebbe bello che lo ripetessimo, anche a noi, perché tante volte siamo cristiani sconfitti. Ma la Chiesa è piena di cristiani sconfitti, che non credono in questo, che la fede è vittoria; che non vivono questa fede, perché se non si vive questa fede, c’è la sconfitta e vince il mondo, il principe del mondo».

 Il Pontefice ha ricordato che il Figlio di Dio loda la fede dell’emorroissa, della cananea o del cieco nato, e afferma che chi ha fede come un granello di senape può muovere le montagne. «Questa fede chiede a noi due atteggiamenti: confessare e affidarci».

 Prima «confessare»: «La fede è confessare Dio, ma il Dio che si è rivelato a noi, dal tempo dei nostri padri fino ad ora; il Dio della storia. E questo è quello che tutti i giorni noi recitiamo nel Credo. E una cosa è recitare il Credo dal cuore e un’altra come pappagalli, no? Credo, credo in Dio, credo in Gesù Cristo, credo… Io credo in quello che dico? – ha domandato Francesco – Questa confessione di fede è vera o io la dico un po’ a memoria, perché si deve dire? O credo a metà?».

 «Confessare la fede! – ha esortato – Tutta, non una parte! Tutta! E questa fede custodirla tutta, come è arrivata a noi, per la strada della tradizione: tutta la fede! E come posso sapere se io confesso bene la fede? C’è un segno: chi confessa bene la fede, e tutta la fede, ha capacità di adorare, adorare Dio».

 Il Papa ha proseguito: «Noi sappiamo come chiedere a Dio, come ringraziare Dio, ma adorare Dio, lodare Dio è di più! Soltanto chi ha questa fede forte è capace dell’adorazione».

 «Io oso dire – ha messo in evidenza – che il termometro della vita della Chiesa è un po’ basso in questo»: di capacitàdi adorare «non ne abbiamo tanta, alcuni sì…». E questo avviene «perché nella confessione della fede noi non siamo convinti o siamo convinti a metà».

 L’altro atto è «affidarsi»: «L’uomo o la donna che ha fede si affida a Dio: si affida!»; Francesco ha citato «Paolo», che «in un momento buio della sua vita, diceva: “Io so bene a chi mi sono affidato”. A Dio! Al Signore Gesù! Affidarsi: e questo ci porta alla speranza».

 «Così come la confessione della fede ci porta all’adorazione e alla lode di Dio – ha osservato il Pontefice – l’affidarsi a Dio ci porta ad un atteggiamento di speranza. Ci sono tanti cristiani con una speranza con troppa acqua, non forte: una speranza debole. Perché? Perché non hanno la forza e il coraggio di affidarsi al Signore. Ma se noi cristiani – ha concluso Francesco – crediamo confessando la fede, anche custodendo, facendo la custodia della fede, e affidandoci a Dio, al Signore, saremo cristiani vincitori. E questa è la vittoria che ha vinto il mondo: la nostra fede!».

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DOMENICO AGASSO JR
ROMA

 La fede può tutto, e «vince il mondo». I cristiani convinti solo a metà sono sconfitti, e la Chiesa è piena di cristiani così: «convinti a metà» e dunque «sconfitti». Per vincere è necessario affidarsi a Dio. Lo ha detto papa Francesco durante la Messa di oggi nella Casa Santa Marta, come riferisce Radio Vaticana.

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 Il Pontefice ha basato la sua omelia sul brano della prima Lettera di San Giovanni in cui l’apostolo «insiste» su «quella parola che per lui è come l’espressione della vita cristiana»: «Rimanere nel Signore». E questo «rimanere nell’amore» di Dio è opera dello Spirito Santo e della nostra fede, e crea un effetto concreto, una vittoria: «Chiunque rimane in Dio, chiunque è stato generato da Dio, chiunque rimane nell’amore vince il mondo e la vittoria è la nostra fede. Da parte nostra, la fede. Da parte di Dio – per questo “rimanere” – lo Spirito Santo, che fa questa opera di grazia. Da parte nostra, la fede. É forte! E questa è la vittoria che ha vinto il mondo: la nostra fede! La nostra fede può tutto! É vittoria!».

 Francesco ha detto che «questo sarebbe bello che lo ripetessimo, anche a noi, perché tante volte siamo cristiani sconfitti. Ma la Chiesa è piena di cristiani sconfitti, che non credono in questo, che la fede è vittoria; che non vivono questa fede, perché se non si vive questa fede, c’è la sconfitta e vince il mondo, il principe del mondo».

 Il Pontefice ha ricordato che il Figlio di Dio loda la fede dell’emorroissa, della cananea o del cieco nato, e afferma che chi ha fede come un granello di senape può muovere le montagne. «Questa fede chiede a noi due atteggiamenti: confessare e affidarci».

 Prima «confessare»: «La fede è confessare Dio, ma il Dio che si è rivelato a noi, dal tempo dei nostri padri fino ad ora; il Dio della storia. E questo è quello che tutti i giorni noi recitiamo nel Credo. E una cosa è recitare il Credo dal cuore e un’altra come pappagalli, no? Credo, credo in Dio, credo in Gesù Cristo, credo… Io credo in quello che dico? – ha domandato Francesco – Questa confessione di fede è vera o io la dico un po’ a memoria, perché si deve dire? O credo a metà?».

 «Confessare la fede! – ha esortato – Tutta, non una parte! Tutta! E questa fede custodirla tutta, come è arrivata a noi, per la strada della tradizione: tutta la fede! E come posso sapere se io confesso bene la fede? C’è un segno: chi confessa bene la fede, e tutta la fede, ha capacità di adorare, adorare Dio».

 Il Papa ha proseguito: «Noi sappiamo come chiedere a Dio, come ringraziare Dio, ma adorare Dio, lodare Dio è di più! Soltanto chi ha questa fede forte è capace dell’adorazione».

 «Io oso dire – ha messo in evidenza – che il termometro della vita della Chiesa è un po’ basso in questo»: di capacitàdi adorare «non ne abbiamo tanta, alcuni sì…». E questo avviene «perché nella confessione della fede noi non siamo convinti o siamo convinti a metà».

 L’altro atto è «affidarsi»: «L’uomo o la donna che ha fede si affida a Dio: si affida!»; Francesco ha citato «Paolo», che «in un momento buio della sua vita, diceva: “Io so bene a chi mi sono affidato”. A Dio! Al Signore Gesù! Affidarsi: e questo ci porta alla speranza».

 «Così come la confessione della fede ci porta all’adorazione e alla lode di Dio – ha osservato il Pontefice – l’affidarsi a Dio ci porta ad un atteggiamento di speranza. Ci sono tanti cristiani con una speranza con troppa acqua, non forte: una speranza debole. Perché? Perché non hanno la forza e il coraggio di affidarsi al Signore. Ma se noi cristiani – ha concluso Francesco – crediamo confessando la fede, anche custodendo, facendo la custodia della fede, e affidandoci a Dio, al Signore, saremo cristiani vincitori. E questa è la vittoria che ha vinto il mondo: la nostra fede!».

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