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La casa di papa Luciani aperta al pubblico per la prima volta

Intervista a Loris Serafini, direttore del Museo Albino Luciani

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A Canale d’Agordo il 2 agosto, per la prima volta, sarà possibile visitare la casa natale di Papa Giovanni Paolo I. Intervista a Loris Serafini, direttore del Museo Albino Luciani

Eugenio Serra – Città del Vaticano

A Canale D’Agordo (Belluno), paese natale di Papa Giovanni Paolo I, ci sarà un doppio appuntamento dedicato alla sua figura. Al termine del primo incontro i partecipanti potranno effettuare una visita guidata nella sua casa natale.

Un intenso pomeriggio dedicato a Giovanni Paolo I

La visita sarà solo uno dei momenti che caratterizzeranno l’intenso pomeriggio dedicato a Giovanni Paolo I. Alle 16, il cardinale Beniamino Stella, postulatore della Causa di Canonizzazione, presenterà il volume tratto dagli atti del processo canonico: “Albino Luciani. Giovanni Paolo I. Biografia ex documentis. Dagli atti del processo canonico” di Stefania Falasca, vice postulatrice della Causa di Canonizzazione di Albino Luciani, di Davide Fiocco, collaboratore della Causa di Canonizzazione e di Mauro Velati, storico e collaboratore della Positio di Giovanni Paolo I. Il testo rappresenta la prima biografia contenutisticamente completa condotta con metodo storico-critico sulla base di una investigazione delle fonti archivistiche, di una ricerca bibliografica e della testimonianza di 188 persone, tra cui spiccano il Papa emerito Benedetto XVI, il dottore Renato Buzzonetti che constatò la morte di Luciani e suor Margherita Marin, religiosa presente nell’appartamento papale al tempo di Giovanni Paolo I. Alle 17, ci sarà la visita guidata alla casa natale di Papa Luciani. Alle 18 infine, presso la chiesa arcipretale di Canale d’Agordo, avrà luogo una tavola rotonda moderata da Loris Serafini, direttore della Fondazione Papa Luciani, in occasione della pubblicazione del libro di Antonio Preziosi “Giovanni Paolo I. Indimenticabile”, edito da Rai Libri – Cantagalli.

La casa natale di Papa Luciani, il “Papa del Sorriso”

Nella casa natale di Papa Luciani, morto 33 giorni dopo essere stato eletto al soglio pontificio nel 1978, “c’è la stanza dove lui è nato e battezzato – spiega a Vatican News, Loris Serafini, direttore del museo Albino Luciani – , la cucina, la cantina dove il papà durante l’inverno lavorava il legno e la vecchia stalla. Quindi una famiglia di contadini, che hanno vissuto nella semplicità e nella povertà. La cucina – prosegue Serafini –  ricorda il luogo dove non solo lui è cresciuto e ha vissuto soprattutto con la mamma, ma anche il luogo dove è tornato a trovare molte volte il fratello. C’è tornato fino a poco prima di partire per Roma. Ha sempre tenuto un fortissimo legame con la sua famiglia. Ha rinunciato alla sua parte in favore del fratello, proprio per aiutarla. Aveva una stanzetta dove poteva venire a dormire ogniqualvolta lo desiderasse”.

La casa natale aperta al pubblico dopo più di quarant’anni

Il fratello Edoardo – spiega ancora Serafini – ha vissuto nella casa natale fino al 2008, l’anno della sua morte. Mantenendo la linea della famiglia, ha voluto rimanere in semplicità e vivere ancora in questa casa. La casa, quindi, non era visitabile. I nove nipoti, dal 2008 in poi, hanno deciso di aspettare il momento opportuno e hanno tenuto disponibile la casa perché venisse acquistata da un ente ecclesiastico. La diocesi di Vittorio Veneto, grazie all’aiuto di un benefattore, si è fatta avanti e ha acquistato la casa natale. Questo – continua – ha frenato l’apertura per molti anni. Oggi le cose sono cambiate e aspettiamo la beatificazione, che speriamo sia molto vicina. Era giusto, quindi, rendere fruibile questo importante ricordo della vita di Papa Luciani”.

Papa Luciani, il Papa della misericordia

Il breve pontificato di Papa Luciani è stato caratterizzato dalla misericordia. “Per misericordia – racconta Loris Serafini – non bisogna intendere un falso sentimento di pietà verso gli altri, ma un qualcosa di vissuto a livello personale, con una vita di preghiera e di impegno. La misericordia di Papa Luciani era accogliere chiunque bussasse alla sua porta, capire il problema della gente e cercare di trasmettere l’amore di Dio. Lui spesso diceva: il peccato va combattuto, ma il peccatore va sempre accolto. Questa impostazione è la base della nuova Chiesa che si sta costruendo oggi, e che Papa Francesco invita a perseguire ”.

Papa Luciani e Papa Francesco: due modi semplici di trasmettere la fede

“Quando Papa Francesco si è affacciato alla loggia di San Pietro – spiega Serafini – mi sono venuti i brividi. Mi sembrava che si fosse ripresentato, in un certo qual modo, Papa Luciani. Il modo semplice, la volontà di entrare in empatia con il popolo di Dio e questa rinuncia ai segni del potere, questa volontà di esercitare l’autorità come un servizio. L’autorità è necessaria, ma l’autorità è un altissimo servizio. Più si va in alto, più si hanno grosse responsabilità verso chi sta più in basso. Questo – continua Serafini – era il modo di intendere l’autorità in Papa Luciani e credo sia anche il modo di viverla di Papa Francesco. E poi questo dialogo con il mondo di oggi, che era caratteristico anche di Albino Luciani, che avrebbe voluto fare il giornalista, che ha scritto quel bellissimo libro “Illustrissimi”, pubblicato nel gennaio del 1976, con quaranta lettere dedicate ai grandi personaggi della storia, per parlare di temi di attualità e di entrare in contatto con la società”.

Dal sud del mondo molti devoti di Papa Luciani

“C’è un detto che dice: ‘Nemo propheta in patria’, questo di solito – conclude Serafini – vale un po’ per tutti. Le persone più anziane, che hanno visto crescere Papa Luciani, avevano una grande stima verso di lui e un grande rispetto. Oggi, dopo tanti anni, la devozione maggiore si trova in chi viene a visitare il paese da fuori, soprattutto si trova in molti giovani delle parti del sud del mondo: dal Sud America e dall’Africa. Molto poco dal nord, dal nord del mondo, dal nord dell’Europa. Molti, invece, da quei Paesi che erano affini al modo di vedere di Papa Luciani”.

Originale: Vatican News
Redazionehttps://www.spesalvi.it
SpeSalvi.it | Cultura e Informazione cattolica

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La casa di papa Luciani aperta al pubblico per la prima volta

Intervista a Loris Serafini, direttore del Museo Albino Luciani

  

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A Canale d’Agordo il 2 agosto, per la prima volta, sarà possibile visitare la casa natale di Papa Giovanni Paolo I. Intervista a Loris Serafini, direttore del Museo Albino Luciani

Eugenio Serra – Città del Vaticano

A Canale D’Agordo (Belluno), paese natale di Papa Giovanni Paolo I, ci sarà un doppio appuntamento dedicato alla sua figura. Al termine del primo incontro i partecipanti potranno effettuare una visita guidata nella sua casa natale.

Un intenso pomeriggio dedicato a Giovanni Paolo I

La visita sarà solo uno dei momenti che caratterizzeranno l’intenso pomeriggio dedicato a Giovanni Paolo I. Alle 16, il cardinale Beniamino Stella, postulatore della Causa di Canonizzazione, presenterà il volume tratto dagli atti del processo canonico: “Albino Luciani. Giovanni Paolo I. Biografia ex documentis. Dagli atti del processo canonico” di Stefania Falasca, vice postulatrice della Causa di Canonizzazione di Albino Luciani, di Davide Fiocco, collaboratore della Causa di Canonizzazione e di Mauro Velati, storico e collaboratore della Positio di Giovanni Paolo I. Il testo rappresenta la prima biografia contenutisticamente completa condotta con metodo storico-critico sulla base di una investigazione delle fonti archivistiche, di una ricerca bibliografica e della testimonianza di 188 persone, tra cui spiccano il Papa emerito Benedetto XVI, il dottore Renato Buzzonetti che constatò la morte di Luciani e suor Margherita Marin, religiosa presente nell’appartamento papale al tempo di Giovanni Paolo I. Alle 17, ci sarà la visita guidata alla casa natale di Papa Luciani. Alle 18 infine, presso la chiesa arcipretale di Canale d’Agordo, avrà luogo una tavola rotonda moderata da Loris Serafini, direttore della Fondazione Papa Luciani, in occasione della pubblicazione del libro di Antonio Preziosi “Giovanni Paolo I. Indimenticabile”, edito da Rai Libri – Cantagalli.

La casa natale di Papa Luciani, il “Papa del Sorriso”

Nella casa natale di Papa Luciani, morto 33 giorni dopo essere stato eletto al soglio pontificio nel 1978, “c’è la stanza dove lui è nato e battezzato – spiega a Vatican News, Loris Serafini, direttore del museo Albino Luciani – , la cucina, la cantina dove il papà durante l’inverno lavorava il legno e la vecchia stalla. Quindi una famiglia di contadini, che hanno vissuto nella semplicità e nella povertà. La cucina – prosegue Serafini –  ricorda il luogo dove non solo lui è cresciuto e ha vissuto soprattutto con la mamma, ma anche il luogo dove è tornato a trovare molte volte il fratello. C’è tornato fino a poco prima di partire per Roma. Ha sempre tenuto un fortissimo legame con la sua famiglia. Ha rinunciato alla sua parte in favore del fratello, proprio per aiutarla. Aveva una stanzetta dove poteva venire a dormire ogniqualvolta lo desiderasse”.

La casa natale aperta al pubblico dopo più di quarant’anni

Il fratello Edoardo – spiega ancora Serafini – ha vissuto nella casa natale fino al 2008, l’anno della sua morte. Mantenendo la linea della famiglia, ha voluto rimanere in semplicità e vivere ancora in questa casa. La casa, quindi, non era visitabile. I nove nipoti, dal 2008 in poi, hanno deciso di aspettare il momento opportuno e hanno tenuto disponibile la casa perché venisse acquistata da un ente ecclesiastico. La diocesi di Vittorio Veneto, grazie all’aiuto di un benefattore, si è fatta avanti e ha acquistato la casa natale. Questo – continua – ha frenato l’apertura per molti anni. Oggi le cose sono cambiate e aspettiamo la beatificazione, che speriamo sia molto vicina. Era giusto, quindi, rendere fruibile questo importante ricordo della vita di Papa Luciani”.

Papa Luciani, il Papa della misericordia

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Il breve pontificato di Papa Luciani è stato caratterizzato dalla misericordia. “Per misericordia – racconta Loris Serafini – non bisogna intendere un falso sentimento di pietà verso gli altri, ma un qualcosa di vissuto a livello personale, con una vita di preghiera e di impegno. La misericordia di Papa Luciani era accogliere chiunque bussasse alla sua porta, capire il problema della gente e cercare di trasmettere l’amore di Dio. Lui spesso diceva: il peccato va combattuto, ma il peccatore va sempre accolto. Questa impostazione è la base della nuova Chiesa che si sta costruendo oggi, e che Papa Francesco invita a perseguire ”.

Papa Luciani e Papa Francesco: due modi semplici di trasmettere la fede

“Quando Papa Francesco si è affacciato alla loggia di San Pietro – spiega Serafini – mi sono venuti i brividi. Mi sembrava che si fosse ripresentato, in un certo qual modo, Papa Luciani. Il modo semplice, la volontà di entrare in empatia con il popolo di Dio e questa rinuncia ai segni del potere, questa volontà di esercitare l’autorità come un servizio. L’autorità è necessaria, ma l’autorità è un altissimo servizio. Più si va in alto, più si hanno grosse responsabilità verso chi sta più in basso. Questo – continua Serafini – era il modo di intendere l’autorità in Papa Luciani e credo sia anche il modo di viverla di Papa Francesco. E poi questo dialogo con il mondo di oggi, che era caratteristico anche di Albino Luciani, che avrebbe voluto fare il giornalista, che ha scritto quel bellissimo libro “Illustrissimi”, pubblicato nel gennaio del 1976, con quaranta lettere dedicate ai grandi personaggi della storia, per parlare di temi di attualità e di entrare in contatto con la società”.

Dal sud del mondo molti devoti di Papa Luciani

“C’è un detto che dice: ‘Nemo propheta in patria’, questo di solito – conclude Serafini – vale un po’ per tutti. Le persone più anziane, che hanno visto crescere Papa Luciani, avevano una grande stima verso di lui e un grande rispetto. Oggi, dopo tanti anni, la devozione maggiore si trova in chi viene a visitare il paese da fuori, soprattutto si trova in molti giovani delle parti del sud del mondo: dal Sud America e dall’Africa. Molto poco dal nord, dal nord del mondo, dal nord dell’Europa. Molti, invece, da quei Paesi che erano affini al modo di vedere di Papa Luciani”.

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