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Il Papa: “Non ascoltare la voce di chi sparge odio e divisioni”

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Udienza generale, il decalogo di Francesco per “educare alla speranza” i giovani: «Sogna. Se commetti errori, rialzati. Non farti ingabbiare dalla paura». Una preghiera per le vittime del terremoto in Messico
 
SALVATORE CERNUZIO
CITTÀ DEL VATICANO

«Confida», «credi», «spera», «cammina», «vivi», «ama». Francesco spiega come farsi «educare alla speranza» ai numerosi pellegrini riuniti in piazza San Pietro per l’udienza generale, ai quali si rivolge dando direttamente del «tu» «immaginando – dice – di parlare a un giovane, o a qualsiasi persona aperta ad imparare». 

 

 

Anzitutto il Pontefice – che al termine dell’udienza ha pregato per le vittime del terremoto di questa notte in Messico – incoraggia ad andare sempre avanti nella vita e non farsi fermare dagli ostacoli né dai «nemici dell’uomo» come «il peccato, l’odio, il crimine, la violenza».   

 

«Se sbagli, rialzati: nulla è più umano che commettere errori», afferma, «e quegli stessi errori non devono diventare per te una prigione. Non essere ingabbiato in quelle prigioni. Il Figlio di Dio è venuto non per i sani, ma per i malati: quindi è venuto anche per te. E se sbaglierai ancora in futuro, non temere, rialzati! Dio è tuo amico».  

 

A Lui, dice Bergoglio, domanda «il dono del coraggio», soprattutto «il coraggio della verità», tenendo ben a mente che «non sei superiore a nessuno. Se tu fossi rimasto anche l’ultimo a credere nella verità, non rifuggire per questo dalla compagnia degli uomini. Anche se tu vivessi nel silenzio di un eremo, porta nel cuore le sofferenze di ogni creatura. Sei cristiano; e nella preghiera tutto riconsegni a Dio».  

 

Il Papa prosegue con il suo decalogo: «Ovunque tu sia, costruisci! Se sei a terra, alzati! Se sei seduto, mettiti in cammino! Se la noia ti paralizza, scacciala con le opere di bene! Se ti senti vuoto e demoralizzato, chiedi che lo Spirito Santo possa nuovamente riempire il tuo nulla». E ancora: «Opera la pace in mezzo agli uomini, e non ascoltare la voce di chi sparge odio e divisioni. Non ascoltare queste voci. Gli esseri umani, per quanto siano diversi gli uni dagli altri, sono stati creati per vivere insieme. Nei contrasti, pazienta: un giorno scoprirai che ognuno è depositario di un frammento di verità».  

 

Bergoglio esorta poi ad amare gli esseri umani, «uno ad uno», inclusi quelli che ancora non hanno visto la luce perché «ogni bambino che nasce è la promessa di una vita che ancora una volta si dimostra più forte della morte». Bisogna rispettare «il cammino di tutti, lineare o travagliato che sia, perché ognuno ha la sua storia da raccontare», aggiunge, «ogni amore che sorge è una potenza di trasformazione che anela alla felicità». 

 

Proprio sulla felicità si sofferma la riflessione del Vescovo di Roma, che entra nel vivo dei sentimenti umani: «Non arrenderti alla notte: ricorda che il primo nemico da sottomettere non è fuori di te, ma dentro. Pertanto, non concedere spazio ai pensieri negativi». «Quando ti troverai impaurito davanti a qualche difficoltà della vita – incoraggia – ricordati che tu non vivi solo per te stesso» e «se un giorno ti prendesse lo spavento, o tu pensassi che il male è troppo grande per essere sfidato, pensa semplicemente che Gesù vive in te».  

 

«Fede e speranza procedono insieme», rimarca il Papa. Che invita a credere nell’esistenza delle «verità più alte e più belle». «Non preoccuparti – dice – se in qualche giorno della tua vita ti sembrerà di essere l’unico a vedere i misteri più belli della fede: il mondo cammina grazie allo sguardo di tanti uomini che hanno aperto brecce, che hanno costruito ponti, che hanno sognato e creduto; anche quando intorno a sé sentivano parole di derisione».  

 

Proprio «sognare» è la parola chiave. «Non abbiate paure di sognare», dice a braccio Bergoglio, gli uomini e le donne «capaci di immaginazione» hanno regalato al genere umano «scoperte scientifiche e tecnologiche», hanno «solcato gli oceani» e «calcato terre che nessuno aveva calpestato mai», hanno «vinto la schiavitù, e portato migliori condizioni di vita su questa terra». 

 

Allora «sogna un mondo che ancora non si vede, ma che di certo arriverà»,raccomanda Francesco, «non pensare mai che la lotta che conduci quaggiù sia del tutto inutile. Non credere che alla fine dell’esistenza ci aspetti il naufragio: in noi palpita un seme di assoluto. Dio non delude: se ha posto una speranza nei nostri cuori, non la vuole stroncare con continue frustrazioni. Tutto nasce per fiorire in un’eterna primavera».  

 

Al termine dell’udienza, Francesco ha ricordato le vittime del «terribile terremoto» che ha colpito ieri il Messico. «Qui tra voi ci sono molti messicani, il terremoto ha causato vittime e danni materiali», ha detto, «in questo momento di dolore manifesto la mia vicinanza a tutta la popolazione messicana. Chiedo a Dio onnipotente che accolga quelli che hanno perso la vita». Un pensiero anche a quanti «prestano soccorso» tra le macerie del sisma, ed una preghiera alla «Vergine di Guadalupe, tanto cara alla nazione messicana». 

Redazionehttps://www.spesalvi.it
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Il Papa: “Non ascoltare la voce di chi sparge odio e divisioni”

  

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Udienza generale, il decalogo di Francesco per “educare alla speranza” i giovani: «Sogna. Se commetti errori, rialzati. Non farti ingabbiare dalla paura». Una preghiera per le vittime del terremoto in Messico
 
SALVATORE CERNUZIO
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«Confida», «credi», «spera», «cammina», «vivi», «ama». Francesco spiega come farsi «educare alla speranza» ai numerosi pellegrini riuniti in piazza San Pietro per l’udienza generale, ai quali si rivolge dando direttamente del «tu» «immaginando – dice – di parlare a un giovane, o a qualsiasi persona aperta ad imparare». 

 

 

Anzitutto il Pontefice – che al termine dell’udienza ha pregato per le vittime del terremoto di questa notte in Messico – incoraggia ad andare sempre avanti nella vita e non farsi fermare dagli ostacoli né dai «nemici dell’uomo» come «il peccato, l’odio, il crimine, la violenza».   

 

«Se sbagli, rialzati: nulla è più umano che commettere errori», afferma, «e quegli stessi errori non devono diventare per te una prigione. Non essere ingabbiato in quelle prigioni. Il Figlio di Dio è venuto non per i sani, ma per i malati: quindi è venuto anche per te. E se sbaglierai ancora in futuro, non temere, rialzati! Dio è tuo amico».  

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A Lui, dice Bergoglio, domanda «il dono del coraggio», soprattutto «il coraggio della verità», tenendo ben a mente che «non sei superiore a nessuno. Se tu fossi rimasto anche l’ultimo a credere nella verità, non rifuggire per questo dalla compagnia degli uomini. Anche se tu vivessi nel silenzio di un eremo, porta nel cuore le sofferenze di ogni creatura. Sei cristiano; e nella preghiera tutto riconsegni a Dio».  

 

Il Papa prosegue con il suo decalogo: «Ovunque tu sia, costruisci! Se sei a terra, alzati! Se sei seduto, mettiti in cammino! Se la noia ti paralizza, scacciala con le opere di bene! Se ti senti vuoto e demoralizzato, chiedi che lo Spirito Santo possa nuovamente riempire il tuo nulla». E ancora: «Opera la pace in mezzo agli uomini, e non ascoltare la voce di chi sparge odio e divisioni. Non ascoltare queste voci. Gli esseri umani, per quanto siano diversi gli uni dagli altri, sono stati creati per vivere insieme. Nei contrasti, pazienta: un giorno scoprirai che ognuno è depositario di un frammento di verità».  

 

Bergoglio esorta poi ad amare gli esseri umani, «uno ad uno», inclusi quelli che ancora non hanno visto la luce perché «ogni bambino che nasce è la promessa di una vita che ancora una volta si dimostra più forte della morte». Bisogna rispettare «il cammino di tutti, lineare o travagliato che sia, perché ognuno ha la sua storia da raccontare», aggiunge, «ogni amore che sorge è una potenza di trasformazione che anela alla felicità». 

 

Proprio sulla felicità si sofferma la riflessione del Vescovo di Roma, che entra nel vivo dei sentimenti umani: «Non arrenderti alla notte: ricorda che il primo nemico da sottomettere non è fuori di te, ma dentro. Pertanto, non concedere spazio ai pensieri negativi». «Quando ti troverai impaurito davanti a qualche difficoltà della vita – incoraggia – ricordati che tu non vivi solo per te stesso» e «se un giorno ti prendesse lo spavento, o tu pensassi che il male è troppo grande per essere sfidato, pensa semplicemente che Gesù vive in te».  

 

«Fede e speranza procedono insieme», rimarca il Papa. Che invita a credere nell’esistenza delle «verità più alte e più belle». «Non preoccuparti – dice – se in qualche giorno della tua vita ti sembrerà di essere l’unico a vedere i misteri più belli della fede: il mondo cammina grazie allo sguardo di tanti uomini che hanno aperto brecce, che hanno costruito ponti, che hanno sognato e creduto; anche quando intorno a sé sentivano parole di derisione».  

 

Proprio «sognare» è la parola chiave. «Non abbiate paure di sognare», dice a braccio Bergoglio, gli uomini e le donne «capaci di immaginazione» hanno regalato al genere umano «scoperte scientifiche e tecnologiche», hanno «solcato gli oceani» e «calcato terre che nessuno aveva calpestato mai», hanno «vinto la schiavitù, e portato migliori condizioni di vita su questa terra». 

 

Allora «sogna un mondo che ancora non si vede, ma che di certo arriverà»,raccomanda Francesco, «non pensare mai che la lotta che conduci quaggiù sia del tutto inutile. Non credere che alla fine dell’esistenza ci aspetti il naufragio: in noi palpita un seme di assoluto. Dio non delude: se ha posto una speranza nei nostri cuori, non la vuole stroncare con continue frustrazioni. Tutto nasce per fiorire in un’eterna primavera».  

 

Al termine dell’udienza, Francesco ha ricordato le vittime del «terribile terremoto» che ha colpito ieri il Messico. «Qui tra voi ci sono molti messicani, il terremoto ha causato vittime e danni materiali», ha detto, «in questo momento di dolore manifesto la mia vicinanza a tutta la popolazione messicana. Chiedo a Dio onnipotente che accolga quelli che hanno perso la vita». Un pensiero anche a quanti «prestano soccorso» tra le macerie del sisma, ed una preghiera alla «Vergine di Guadalupe, tanto cara alla nazione messicana». 

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