26.2 C
Rome
giovedì, 27 Giugno 2019

ROTATE FOR FULL CONTENT

MOBILE THEME

Home Rubriche Recensioni Libri Kathleen McGowan, La Promessa, Piemme, Milano, 2010

Kathleen McGowan, La Promessa, Piemme, Milano, 2010

- Advertisement -

O Signore, fa’ di me uno strumento della tua Pace.

Dov’è odio, fa’ ch’io porti l’Amore.

Dov’è offesa, ch’io porti il Perdono.

Dov’è discordia, ch’io porti l’Unione.

Dov’è dubbio, ch’io porti la Verità.

Dov’è disperazione, ch’ io porti la Speranza.

Dov’è tristezza, ch’io porti la Gioia.

Dove sono le tenebre, ch’io porti la Luce.

O Maestro, fa’ ch’io non cerchi tanto:

essere consolato, quanto a consolare.

essere compreso, quanto comprendere.

essere amato, quanto amare.

Poiché si é:

dando, che si riceve;

perdonando che si è perdonati;

morendo, che si risuscita a Vita Eterna.

San Francesco d’Assisi – Fioretti

1366129049_1042La nostra scrittrice, nota autrice di molti Best Seller, ci dona questa sua nuova esperienza vivida e palpitante. Credo pertanto che nulla possa essere più ricco ed esplicativo che ricorrere alle sue stesse parole per presentare – introdurre – questo suo lavoro ricco di ricerca e vissuto personale quanto anche di un intenso cammino spirituale.

La domenica di Pasqua dell’anno 2007, il «Los Angeles Times» riferì che due miliardi di persone in tutto il mondo erano legate da un unico e potente comun denominatore: il Padre Nostro.

Quel giorno quasi un terzo degli abitanti del pianeta recitò questa preghiera nella sua lingua madre per esprimere la propria fede.

Sebbene la cristianità si stata divisa fin dalle origini in correnti teologiche differenti, questa preghiera riunisce tutte le Chiese. Il contenuto del Padre Nostro non può essere influenzato dal dogma o dalla politica. Anche se le diverse confessioni possono apportare piccole modifiche, le parole fondamentali, con gli insegnamenti che esse impartiscono, sono rimaste immutate son dal giorno in cui Gesù le insegnò ai suoi discepoli. I due miliardi di anime che si definiscono cristiane spesso presentano più differenze che analogie, tuttavia il Padre Nostro costituisce il loro punto d’incontro. Gesù ci ha dato una preghiera così universale e incisiva affinché durasse migliaia di anni e malgrado qualsiasi difficoltà. Questa preghiera è indelebile, eterna.

Il Padre Nostro oggi, come ai tempi di Gesù, è la formula incorruttibile per la trasformazione personale e globale.

Quasi tutti i cristiani imparano il Padre Nostro nella prima infanzia e sono in grado di recitarlo a memoria senza alcuno sforzo. É talmente scolpito nella nostra mente che per ripeterlo non dobbiamo neppure riflettere.

É proprio questo il problema. Non dobbiamo nemmeno riflettere.

Nonostante la maggior parte di noi sia capace di recitare il Padre Nostro e sappia che è la pietra angolare del cristianesimo, spesso non ne comprende appieno il senso. Molti di noi hanno dimenticato il potere e il significato straordinari nascosti in quelle parole, sempre ammesso che vi si siano mai soffermati. Io ho imparato il Padre Nostro quando avevo tre anni, all’asilo, molto tempo prima di sapere che cosa volessero dire parole come santificato, peccato o tentazione.

Posso assicurarvi che quando eravamo bambini nessuno ci spiegò le origini della preghiera e, non c’era bambino in tutta la mia classe che sarebbe stato in grado di spiegare il senso di quella preghiera, eppure la recitavamo tutti alla perfezione.

Così siamo cresciuti senza saper che, con il Padre Nostro, Gesù ci aveva donato una formula per ottenere miracoli, non solo nei momenti di maggiore bisogno, ma in modo continuativo.

Intervistando vari cristiani scelti a caso tra le diverse confessioni, ho scoperto con grande stupore che solo pochissimi sapevano che questa preghiera ci è stata insegnata direttamente da Gesù.

Gesù è davvero l’autore di questo rinnovamento spirituale costruito in modo assolutamente perfetto. Nel Nuovo Testamento, il Padre Nostro si trova nel Vangelo di Matteo al capitolo 6, versetti 9-13, come parte del Discorso della Montagna, e poi ancora nel Vangelo di Luca, al capitolo 11, versetti 1-4, quando uno dei discepoli dice a Gesù: «Insegnaci a pregare». E lui che ci ha insegnato. Facendolo, ci ha donato questo inestimabile tesoro: una serie di indicazioni semplici e immutabili, sotto forma di preghiera, per scoprire il segreto autentico per avere la vita – non solo che desideriamo veramente – ma anche quella più giusta per noi. La preghiera ci mostra che tutti i meravigliosi doni ci si offrono attraverso una aumento di fede: fede in Dio.

Fede in Dio, fede in noi stessi e fede nel prossimo, in quest’ordine.

Il padre Nostro affronta questioni che ci feriscono, ci confondono e ostacolano i nostri progressi, e ci indica in che modo superare questi ostacoli. La preghiera è la nostra guida per purificare lo spirito da qualunque cosa lo turbi e ci impedisca di diventare persone “pienamente realizzate”.

Quindici anni, migliaia di pagine lette e centinaia di ore di animate discussioni e sono giunta a quella che alcuni potrebbero considerare una versione semplicistica – e pertanto forse contestabile – della dottrina cristiana. Io credo che se si studia e ci si attiene strettamente al Padre Nostro, alle beatitudini, ad alcune parabole e a quanto Gesù dice nel capitolo 22 del Vangelo di Matteo, ai versetti 37-39 («Amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore» e «Amerai il prossimo tuo come te stesso»), si ha sostanzialmente tutto quello che è necessario a condurre un’esistenza perfetta e a favorire il diffondersi della pace nel mondo. Ma il più importante fra questi doni, il centro da cui scaturiscono tutte le benedizioni, è il Padre Nostro. Mentre gli elementi ci offrono preziose lezioni spirituali, questa grande preghiera è lo strumento che ci collega in modo immediato e diretto alla sorgente che è in ognuno di noi: la fonte della fede, la fonte dell’amore, la fonte del perdono.

Dio, il nostro Padre Celeste, il nostro Creatore.

Nel libro della Genesi Dio ci rivela di essere creature a sua immagine e somiglianza. Pertanto l’autrice ci invita, attraverso l’esempio della sua esperienza personale, ad alimentare la divinità che è in noi. Il nostro viaggio sulla terra ha come meta i cieli, la nostra trasformazione deve iniziare e possibilmente compiersi su questa terra. Secondo l’autrice il modo per realizzarlo risiede nell’ascolto nella comprensione ed applicazione quotidiana del Padre Nostro.

Siamo tutti figli del Nostro Creatore e Padre Celeste; siamo tutti co-responsabili di noi stessi, del nostro prossimo, del pianeta e abbiamo un legame unico ed irripetibile attraverso il nostro rapporto con Dio. Dio non produce copie, ciascuno di noi è unico ed irripetibile e pertanto preziosissimo.

In un periodo di grande incertezza materiale e spirituale, La Promessa rappresenta una guida indispensabile per arrivare a dare il meglio di noi stessi in tutti gli aspetti dell’esistenza.

E. Simonetti
Ha conseguito il Baccalaureato in S. Teologia presso l'Istituto Teologico Abruzzese-Molisano di Chieti affiliato alla Pontificia Università Lateranense - Roma.

Commenta questo articolo

avatar
  Iscriviti  
Notificami

Kathleen McGowan, La Promessa, Piemme, Milano, 2010

  

- Advertisement -

O Signore, fa’ di me uno strumento della tua Pace.

Dov’è odio, fa’ ch’io porti l’Amore.

Dov’è offesa, ch’io porti il Perdono.

Dov’è discordia, ch’io porti l’Unione.

Dov’è dubbio, ch’io porti la Verità.

- Advertisement -

Dov’è disperazione, ch’ io porti la Speranza.

Dov’è tristezza, ch’io porti la Gioia.

Dove sono le tenebre, ch’io porti la Luce.

O Maestro, fa’ ch’io non cerchi tanto:

essere consolato, quanto a consolare.

essere compreso, quanto comprendere.

essere amato, quanto amare.

Poiché si é:

dando, che si riceve;

perdonando che si è perdonati;

morendo, che si risuscita a Vita Eterna.

San Francesco d’Assisi – Fioretti

1366129049_1042La nostra scrittrice, nota autrice di molti Best Seller, ci dona questa sua nuova esperienza vivida e palpitante. Credo pertanto che nulla possa essere più ricco ed esplicativo che ricorrere alle sue stesse parole per presentare – introdurre – questo suo lavoro ricco di ricerca e vissuto personale quanto anche di un intenso cammino spirituale.

La domenica di Pasqua dell’anno 2007, il «Los Angeles Times» riferì che due miliardi di persone in tutto il mondo erano legate da un unico e potente comun denominatore: il Padre Nostro.

Quel giorno quasi un terzo degli abitanti del pianeta recitò questa preghiera nella sua lingua madre per esprimere la propria fede.

Sebbene la cristianità si stata divisa fin dalle origini in correnti teologiche differenti, questa preghiera riunisce tutte le Chiese. Il contenuto del Padre Nostro non può essere influenzato dal dogma o dalla politica. Anche se le diverse confessioni possono apportare piccole modifiche, le parole fondamentali, con gli insegnamenti che esse impartiscono, sono rimaste immutate son dal giorno in cui Gesù le insegnò ai suoi discepoli. I due miliardi di anime che si definiscono cristiane spesso presentano più differenze che analogie, tuttavia il Padre Nostro costituisce il loro punto d’incontro. Gesù ci ha dato una preghiera così universale e incisiva affinché durasse migliaia di anni e malgrado qualsiasi difficoltà. Questa preghiera è indelebile, eterna.

Il Padre Nostro oggi, come ai tempi di Gesù, è la formula incorruttibile per la trasformazione personale e globale.

Quasi tutti i cristiani imparano il Padre Nostro nella prima infanzia e sono in grado di recitarlo a memoria senza alcuno sforzo. É talmente scolpito nella nostra mente che per ripeterlo non dobbiamo neppure riflettere.

É proprio questo il problema. Non dobbiamo nemmeno riflettere.

Nonostante la maggior parte di noi sia capace di recitare il Padre Nostro e sappia che è la pietra angolare del cristianesimo, spesso non ne comprende appieno il senso. Molti di noi hanno dimenticato il potere e il significato straordinari nascosti in quelle parole, sempre ammesso che vi si siano mai soffermati. Io ho imparato il Padre Nostro quando avevo tre anni, all’asilo, molto tempo prima di sapere che cosa volessero dire parole come santificato, peccato o tentazione.

Posso assicurarvi che quando eravamo bambini nessuno ci spiegò le origini della preghiera e, non c’era bambino in tutta la mia classe che sarebbe stato in grado di spiegare il senso di quella preghiera, eppure la recitavamo tutti alla perfezione.

Così siamo cresciuti senza saper che, con il Padre Nostro, Gesù ci aveva donato una formula per ottenere miracoli, non solo nei momenti di maggiore bisogno, ma in modo continuativo.

Intervistando vari cristiani scelti a caso tra le diverse confessioni, ho scoperto con grande stupore che solo pochissimi sapevano che questa preghiera ci è stata insegnata direttamente da Gesù.

Gesù è davvero l’autore di questo rinnovamento spirituale costruito in modo assolutamente perfetto. Nel Nuovo Testamento, il Padre Nostro si trova nel Vangelo di Matteo al capitolo 6, versetti 9-13, come parte del Discorso della Montagna, e poi ancora nel Vangelo di Luca, al capitolo 11, versetti 1-4, quando uno dei discepoli dice a Gesù: «Insegnaci a pregare». E lui che ci ha insegnato. Facendolo, ci ha donato questo inestimabile tesoro: una serie di indicazioni semplici e immutabili, sotto forma di preghiera, per scoprire il segreto autentico per avere la vita – non solo che desideriamo veramente – ma anche quella più giusta per noi. La preghiera ci mostra che tutti i meravigliosi doni ci si offrono attraverso una aumento di fede: fede in Dio.

Fede in Dio, fede in noi stessi e fede nel prossimo, in quest’ordine.

Il padre Nostro affronta questioni che ci feriscono, ci confondono e ostacolano i nostri progressi, e ci indica in che modo superare questi ostacoli. La preghiera è la nostra guida per purificare lo spirito da qualunque cosa lo turbi e ci impedisca di diventare persone “pienamente realizzate”.

Quindici anni, migliaia di pagine lette e centinaia di ore di animate discussioni e sono giunta a quella che alcuni potrebbero considerare una versione semplicistica – e pertanto forse contestabile – della dottrina cristiana. Io credo che se si studia e ci si attiene strettamente al Padre Nostro, alle beatitudini, ad alcune parabole e a quanto Gesù dice nel capitolo 22 del Vangelo di Matteo, ai versetti 37-39 («Amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore» e «Amerai il prossimo tuo come te stesso»), si ha sostanzialmente tutto quello che è necessario a condurre un’esistenza perfetta e a favorire il diffondersi della pace nel mondo. Ma il più importante fra questi doni, il centro da cui scaturiscono tutte le benedizioni, è il Padre Nostro. Mentre gli elementi ci offrono preziose lezioni spirituali, questa grande preghiera è lo strumento che ci collega in modo immediato e diretto alla sorgente che è in ognuno di noi: la fonte della fede, la fonte dell’amore, la fonte del perdono.

Dio, il nostro Padre Celeste, il nostro Creatore.

Nel libro della Genesi Dio ci rivela di essere creature a sua immagine e somiglianza. Pertanto l’autrice ci invita, attraverso l’esempio della sua esperienza personale, ad alimentare la divinità che è in noi. Il nostro viaggio sulla terra ha come meta i cieli, la nostra trasformazione deve iniziare e possibilmente compiersi su questa terra. Secondo l’autrice il modo per realizzarlo risiede nell’ascolto nella comprensione ed applicazione quotidiana del Padre Nostro.

Siamo tutti figli del Nostro Creatore e Padre Celeste; siamo tutti co-responsabili di noi stessi, del nostro prossimo, del pianeta e abbiamo un legame unico ed irripetibile attraverso il nostro rapporto con Dio. Dio non produce copie, ciascuno di noi è unico ed irripetibile e pertanto preziosissimo.

In un periodo di grande incertezza materiale e spirituale, La Promessa rappresenta una guida indispensabile per arrivare a dare il meglio di noi stessi in tutti gli aspetti dell’esistenza.

- Advertisement -

Leggi qui il disclaimer sul materiale pubblicato di SpeSalvi.it

E. Simonetti
Ha conseguito il Baccalaureato in S. Teologia presso l'Istituto Teologico Abruzzese-Molisano di Chieti affiliato alla Pontificia Università Lateranense - Roma.

Libri consigliati

Commenta questo articolo

avatar
  Iscriviti  
Notificami
272FansMi piace
804FollowerSegui
13,000FollowerSegui
582FollowerSegui
56IscrittiIscriviti

Top News

Top Video

Ultimi Articoli

Articoli Popolari

Che differenza c’è tra “padre” e “don”?

E quale titolo si utilizza per monaci e frati? Gentile direttore, forse la mia le sembrerà una domanda banale. Può però spiegarmi la differenza tra...

X Domenica del Tempo Ordinario – Anno C – 5 giungo 2016

IL VANGELO STRABICO X Domenica del tempo Ordinario   - C A  cura di Benito Giorgetta (1Re 17,17-24; Galati 1,11-19; Luca 7,11-17) Imparare a suonare lo spartito della compassione Ascoltiamo...

Francesco in Armenia, preghiera con Karekin II

Dopo quattro ore di volo comincia il viaggio di Francesco in Armenia. L'aereo con a bordo il Pontefice è partito questa mattina alle 9.20...

XXX Domenica del Tempo Ordinario – Anno B – 25 ottobre 2015

La 95° puntata del ciclo “Dalla vita alla Parola viva” – “Costruire comunità vive, aperte e accoglienti”. XXX Domenica del Tempo Ordinario – Anno B Colore...

Cos’è che rende il corpo umano tanto bello?

E' solo l’eros e il desiderio? Qual è la cosa più bella del mondo? Sono sicuro che se ponessimo questa domanda a mille pittori almeno...

Libri consigliati

Seguici su Facebook

Seguici su Instagram

Seguici su Twitter

È stato rilevato, nel tuo browser, un componente AdBlocker. SpeSalvi.it si mantiene in vita grazie alla pubblicità, ti preghiamo di disabilitarlo oppure di aggiungere il nostro sito alla lista dei siti attendibili.
Per continuare a navigare:
disabilita AdBlock e aggiorna la pagina.
Aiuta SpeSalvi.it
SpeSalvi.it desidera servire ed evangelizzare, ma non è in grado di sostenersi da solo.
Offri il tuo piccolo contributo affinché il sito possa continuare a diffondere il messaggio cristiano in tutto il mondo.
Grazie di cuore per il tuo sostegno!
Leggi la nostra informativa sulla Privacy.
Logo
ANDROID
APP
Scarica la nostra App Android per rimanere sempre aggiornato anche sul tuo smartphone.
2019 (C) Tutti i diritti riservati.
ISTRUZIONI
1. Clicca sul pulsante "Download" e scarica il file ".apk" sul tuo smartphone.
2. Esegui il file ".apk" e clicca su "Installa".
Utilizziamo i cookie per personalizzare contenuti ed annunci, per fornire funzionalità e per analizzare il nostro traffico. Navigando in SpeSalvi.it acconsenti al loro utilizzo e dichiari di aver letto e compreso la nostra Informativa sulla Privacy.
ACCONSENTO