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Ischia: il Vescovo ospita gli sfollati a casa sua

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“La chiesa locale si mobilita per accogliere gli sfollati nelle prpprie strutture. Lo stesso episcopio, la casa del vescovo è a disposizione. Infatti, nella zona di Ischia, dove si trova l’episcopio, non ci sono danni forti, che si sono registrati, invece, soprattutto nella zona di Casamicciola alta”.  Lo ha dettp al Sir il vescovo di Ischia, mons. Pietro Lagnese, rsggiunto al telefono mentre era proprio a Casamicciola alta, dove, sottolinea,  “c’è proprio una devastazione. Salendo nella zona alta di Casamicciola ho visto tante macerie e auto capovolte. Qui e anche a Ischia c’è tantissima gente che cerca di scappare, soprattutto turisti”. Anche buona parte della chiesa del Purgatorio è crollata, “ma – afferma il vescovo – io stamattina sono corso qui perché mi interessa soprattutto stare vicino al papà e alla famiglia di questi bambini. Più tardi, passerò a salutare i familiari delle due donne decedute”. Una delle vittime, quella morta sotto le macerie della chiesa del Purgatorio, “non è un’anziana – ci precisa mons. Lagnese – come è stato detto, ma si tratta di Lina Balestrieri Cutaneo, membro del Consiglio pastorale diocesano. La donna, tra i cinquanta e i sessant’anni, stava andando a fare un incontro di preghiera in una famiglia. Dopo aver parcheggiato a fianco alla chiesa, le è caduto il muro addosso ed è morta”. Appartenente al Cammino neocatecumenale, Lina era molto attiva nella pastorale familiare in diocesi. L’altra vittima, secondo quanto hanno riferito al presule, è una donna che “sarebbe morta a seguito di un infarto per la paura del terremoto, mentre la portavano in ospedale per ferite”.

“C’è tanta tristezza sul volto delle persone, anche perché il popolo ischitano, e in particolare quello di Casamicciola, conserva nella memoria collettiva l’esperienza di un devastante terremoto, avvenuto 137 anni fa, che distrusse completamente Casamicciola e buona parte dell’Isola”, afferma mons. Lagnese -. Perciò, le persone qui vivono con il terrore del terremoto, che purtroppo ieri sera ci ha fatto visita”. La scossa di ieri sera “è stata sentita in modo forte, anche se è stata breve e questo ha permesso che i danni non siano stati ancora più grossi. Qui, comunque, il dramma è forte”. Da ieri sera ci sarebbero state una decina di scosse di assestamento: “Speriamo – auspica il vescovo – che non ce ne siano ulteriori, perché ci sono muri pericolanti. Per arrivare a Casamicciola ho dovuto mettere il casco. Ci sono diverse situazioni di pericolo”. Ci sono stati danni alle chiese nella diocesi? “Adesso la priorità sono le persone. Siamo qui proprio per essere vicini alle famiglie, ma ci siamo intesi con la Soprintendenza e i vigili del fuoco per capire quello che c’è da fare, ma, ribadisco, ci interessano soprattutto le famiglie, le persone”. Più tardi ci sarà un sopralluogo anche alla chiesa del Purgatorio.

“Stamattina presto – ricorda mons. Lagnese – è stato bello ricevere la telefonata di mons. Nunzio Galantino, che mi ha chiamato per assicurarmi la solidarietà dei vescovi italiani e la disponibilità della Conferenza episcopale per venire incontro alle esigenze delle persone che si trovano in una situazione di forte disagio”. Anche la Chiesa di Ischia si prepara ad aiutare chi è in difficoltà: “La prima esigenza, al momento, è trovare un alloggio immediato per tutti quelli che hanno perso una casa – sottolinea il vescovo -. C’è già la Federalberghi che si è messa in moto per trovare dei posti letto, ma, evidentemente, co sono anche le nostre strutture”.

“Certamente – anticipa infine Lagnese – tra stasera e domani ci organizzeremo come presbiterio e come popolo di Dio per un momento di preghiera e di adorazione. Oggi, tra l’altro, è la memoria di Maria Regina: vogliamo affidare proprio alla Madonna la comunità ischitana e specialmente il popolo di Casamicciola, che venera in una maniera tutta particolare l’Addolorata”.

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“C’è tanta tristezza sul volto delle persone, anche perché il popolo ischitano, e in particolare quello di Casamicciola, conserva nella memoria collettiva l’esperienza di un devastante terremoto, avvenuto 137 anni fa, che distrusse completamente Casamicciola e buona parte dell’Isola”, afferma mons. Lagnese -. Perciò, le persone qui vivono con il terrore del terremoto, che purtroppo ieri sera ci ha fatto visita”. La scossa di ieri sera “è stata sentita in modo forte, anche se è stata breve e questo ha permesso che i danni non siano stati ancora più grossi. Qui, comunque, il dramma è forte”. Da ieri sera ci sarebbero state una decina di scosse di assestamento: “Speriamo – auspica il vescovo – che non ce ne siano ulteriori, perché ci sono muri pericolanti. Per arrivare a Casamicciola ho dovuto mettere il casco. Ci sono diverse situazioni di pericolo”. Ci sono stati danni alle chiese nella diocesi? “Adesso la priorità sono le persone. Siamo qui proprio per essere vicini alle famiglie, ma ci siamo intesi con la Soprintendenza e i vigili del fuoco per capire quello che c’è da fare, ma, ribadisco, ci interessano soprattutto le famiglie, le persone”. Più tardi ci sarà un sopralluogo anche alla chiesa del Purgatorio.

“Stamattina presto – ricorda mons. Lagnese – è stato bello ricevere la telefonata di mons. Nunzio Galantino, che mi ha chiamato per assicurarmi la solidarietà dei vescovi italiani e la disponibilità della Conferenza episcopale per venire incontro alle esigenze delle persone che si trovano in una situazione di forte disagio”. Anche la Chiesa di Ischia si prepara ad aiutare chi è in difficoltà: “La prima esigenza, al momento, è trovare un alloggio immediato per tutti quelli che hanno perso una casa – sottolinea il vescovo -. C’è già la Federalberghi che si è messa in moto per trovare dei posti letto, ma, evidentemente, co sono anche le nostre strutture”.

“Certamente – anticipa infine Lagnese – tra stasera e domani ci organizzeremo come presbiterio e come popolo di Dio per un momento di preghiera e di adorazione. Oggi, tra l’altro, è la memoria di Maria Regina: vogliamo affidare proprio alla Madonna la comunità ischitana e specialmente il popolo di Casamicciola, che venera in una maniera tutta particolare l’Addolorata”.

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