5.4 C
Roma
Ven, 21 Febbraio 2020

ROTATE FOR FULL CONTENT

MOBILE THEME

Home Argomenti Papa «Insegnate ad adorare in silenzio»

«Insegnate ad adorare in silenzio»

Il Papa a Santa Marta

- Advertisement -

Prendiamo un po’ di tempo per la preghiera di adorazione dicendo soltanto “ascolta e perdona”. Così il Papa stamani nell’omelia della Messa a Casa Santa Marta.

 Debora Donnini-Città del Vaticano

Andare avanti, nel cammino in salita, verso la preghiera di adorazione, con la memoria dell’elezione e dell’alleanza, nel cuore. E’ l’invito che Francesco rivolge stamani nell’omelia della Messa a Casa Santa Marta. La riflessione parte dalla Prima Lettura odierna (1Re 8,1-7.9-13) nella quale si narra che il re Salomone convoca il popolo per salire verso il Tempio, per far salire l’arca dell’alleanza del Signore.

L’alleanza nuda non resa barocca da tante prescrizioni

Un cammino in salita, che diversamente da quello in pianura, non è sempre facile. Un cammino in salita per portare l’alleanza, durante il quale il popolo aveva addosso la propria storia, “la memoria della elezione”. Portava due tavole di pietra, nuda, così come era stata data da Dio, “non – sottolinea il Papa – come questo popolo l’aveva imparato dagli Scribi”, che l’avevano “barocchizzata”, resa barocca “con tante prescrizioni”. “L’alleanza nuda: io ti amo, tu mi ami”: il primo comandamento, amare Dio e, secondo, amare il prossimo. Nell’arca, infatti, non c’era nulla se non due tavole di pietra.

Leggi anche: Pensare alla morte fa bene, l’uomo non è padrone del tempo

Il Papa chiede ai parroci di insegnare la preghiera di adorazione

Quindi introdotta l’arca nel santuario, appena i sacerdoti furono usciti, la nube, la gloria del Signore,  riempì il Tempio. Allora il popolo entrò in adorazione: “dai sacrifici che faceva nel cammino in salita al silenzio, all’umiliazione dell’adorazione”. “Tante volte penso – dice il Papa – che noi non insegniamo al nostro popolo ad adorare”.

Sì, gli insegniamo a pregare, a cantare, a lodare Dio, ma ad adorare… La preghiera di adorazione, questa che ci annienta senza annientarci: nell’annientamento dell’adorazione ci dà nobiltà e grandezza. E approfitto, oggi, voi, con tanti parroci di recente nomina, per dire: ma, insegnate al popolo ad adorare in silenzio, adorare.

Un cammino in salita con la memoria dell’elezione

L’esortazione del Papa è quindi quella di imparare fin da adesso ciò che faremo in Cielo: la preghiera di adorazione.

Ma, soltanto, possiamo arrivare lì con la memoria di essere stati eletti, di avere dentro al cuore una promessa che ci spinge ad andare e con l’alleanza in mano e nel cuore. E sempre in cammino: cammino difficile, cammino in salita, ma in cammino verso l’adorazione.

Ascolta e perdona

Davanti alla gloria di Dio, le parole spariscono, non si sa cosa dire, nota Francesco. Come si narra nella Liturgia di domani, Salomone, infatti, riesce solo a dire due parole: “ascolta e perdona”. Il Papa, in conclusione, invita quindi ad “adorare in silenzio con tutta la storia addosso e chiedere appunto: “Ascolta e perdona”.

Ci farà bene, oggi, prendere un po’ di tempo di preghiera, con la memoria del nostro cammino, la memoria delle grazie ricevute, la memoria dell’elezione, della promessa, dell’alleanza e cercare di andare su, verso l’adorazione, e in mezzo all’adorazione con tanta umiltà dire soltanto questa piccola preghiera: “Ascolta e perdona”.

Originale: Vatican News
Redazionehttps://www.spesalvi.it
SpeSalvi.it | Cultura e Informazione cattolica

Commenta questo articolo

avatar
  Iscriviti  
Notificami

«Insegnate ad adorare in silenzio»

Il Papa a Santa Marta

  

- Advertisement -

Prendiamo un po’ di tempo per la preghiera di adorazione dicendo soltanto “ascolta e perdona”. Così il Papa stamani nell’omelia della Messa a Casa Santa Marta.

 Debora Donnini-Città del Vaticano

Andare avanti, nel cammino in salita, verso la preghiera di adorazione, con la memoria dell’elezione e dell’alleanza, nel cuore. E’ l’invito che Francesco rivolge stamani nell’omelia della Messa a Casa Santa Marta. La riflessione parte dalla Prima Lettura odierna (1Re 8,1-7.9-13) nella quale si narra che il re Salomone convoca il popolo per salire verso il Tempio, per far salire l’arca dell’alleanza del Signore.

L’alleanza nuda non resa barocca da tante prescrizioni

Un cammino in salita, che diversamente da quello in pianura, non è sempre facile. Un cammino in salita per portare l’alleanza, durante il quale il popolo aveva addosso la propria storia, “la memoria della elezione”. Portava due tavole di pietra, nuda, così come era stata data da Dio, “non – sottolinea il Papa – come questo popolo l’aveva imparato dagli Scribi”, che l’avevano “barocchizzata”, resa barocca “con tante prescrizioni”. “L’alleanza nuda: io ti amo, tu mi ami”: il primo comandamento, amare Dio e, secondo, amare il prossimo. Nell’arca, infatti, non c’era nulla se non due tavole di pietra.

- Advertisement -

Leggi anche: Pensare alla morte fa bene, l’uomo non è padrone del tempo

Il Papa chiede ai parroci di insegnare la preghiera di adorazione

Quindi introdotta l’arca nel santuario, appena i sacerdoti furono usciti, la nube, la gloria del Signore,  riempì il Tempio. Allora il popolo entrò in adorazione: “dai sacrifici che faceva nel cammino in salita al silenzio, all’umiliazione dell’adorazione”. “Tante volte penso – dice il Papa – che noi non insegniamo al nostro popolo ad adorare”.

Sì, gli insegniamo a pregare, a cantare, a lodare Dio, ma ad adorare… La preghiera di adorazione, questa che ci annienta senza annientarci: nell’annientamento dell’adorazione ci dà nobiltà e grandezza. E approfitto, oggi, voi, con tanti parroci di recente nomina, per dire: ma, insegnate al popolo ad adorare in silenzio, adorare.

Un cammino in salita con la memoria dell’elezione

L’esortazione del Papa è quindi quella di imparare fin da adesso ciò che faremo in Cielo: la preghiera di adorazione.

Ma, soltanto, possiamo arrivare lì con la memoria di essere stati eletti, di avere dentro al cuore una promessa che ci spinge ad andare e con l’alleanza in mano e nel cuore. E sempre in cammino: cammino difficile, cammino in salita, ma in cammino verso l’adorazione.

Ascolta e perdona

Davanti alla gloria di Dio, le parole spariscono, non si sa cosa dire, nota Francesco. Come si narra nella Liturgia di domani, Salomone, infatti, riesce solo a dire due parole: “ascolta e perdona”. Il Papa, in conclusione, invita quindi ad “adorare in silenzio con tutta la storia addosso e chiedere appunto: “Ascolta e perdona”.

Ci farà bene, oggi, prendere un po’ di tempo di preghiera, con la memoria del nostro cammino, la memoria delle grazie ricevute, la memoria dell’elezione, della promessa, dell’alleanza e cercare di andare su, verso l’adorazione, e in mezzo all’adorazione con tanta umiltà dire soltanto questa piccola preghiera: “Ascolta e perdona”.

- Advertisement -
Originale: Vatican News

Leggi qui il disclaimer sul materiale pubblicato da SpeSalvi.it

Redazionehttps://www.spesalvi.it
SpeSalvi.it | Cultura e Informazione cattolica

Libri consigliati

Commenta questo articolo

avatar
  Iscriviti  
Notificami
280FansMi piace
904FollowerSegui
13,000FollowerSegui
618FollowerSegui
64IscrittiIscriviti

Top News

Top Video

Ultimi Articoli

Articoli Popolari

Che differenza c’è tra “padre” e “don”?

E quale titolo si utilizza per monaci e frati? Gentile direttore, forse la mia le sembrerà una domanda banale. Può però spiegarmi la differenza tra...

X Domenica del Tempo Ordinario – Anno C – 5 giungo 2016

IL VANGELO STRABICO X Domenica del tempo Ordinario   - C A  cura di Benito Giorgetta (1Re 17,17-24; Galati 1,11-19; Luca 7,11-17) Imparare a suonare lo spartito della compassione Ascoltiamo...

Francesco in Armenia, preghiera con Karekin II

Dopo quattro ore di volo comincia il viaggio di Francesco in Armenia. L'aereo con a bordo il Pontefice è partito questa mattina alle 9.20...

XXX Domenica del Tempo Ordinario – Anno B – 25 ottobre 2015

La 95° puntata del ciclo “Dalla vita alla Parola viva” – “Costruire comunità vive, aperte e accoglienti”. XXX Domenica del Tempo Ordinario – Anno B Colore...

Cos’è che rende il corpo umano tanto bello?

E' solo l’eros e il desiderio? Qual è la cosa più bella del mondo? Sono sicuro che se ponessimo questa domanda a mille pittori almeno...

Libri consigliati

“Non fare come gli ipocriti”

La speranza di Giobbe

Dai racconti orali ai Vangeli

La tenerezza nel vangelo di Marco

“Se Dio è amore, tutto è amore”

Seguici su Facebook

Seguici su Twitter

Seguici su Instagram

Consigli Pubblicitari

È stato rilevato, nel tuo browser, un componente AdBlocker. SpeSalvi.it si mantiene in vita grazie alla pubblicità, ti preghiamo di disabilitarlo oppure di aggiungere il nostro sito alla lista dei siti attendibili.
Per continuare a navigare:
disabilita AdBlock e aggiorna la pagina.
Aiuta SpeSalvi.it
SpeSalvi.it desidera servire ed evangelizzare, ma non è in grado di sostenersi da solo.
Offri il tuo piccolo contributo affinché il sito possa continuare a diffondere il messaggio cristiano in tutto il mondo.
Grazie di cuore per il tuo sostegno!
Leggi la nostra informativa sulla Privacy.
Logo
ANDROID
APP
Scarica la nostra App Android per rimanere sempre aggiornato anche sul tuo smartphone.
2019 (C) Tutti i diritti riservati.
ISTRUZIONI
1. Clicca sul pulsante "Download" e scarica il file ".apk" sul tuo smartphone.
2. Esegui il file ".apk" e clicca su "Installa".
Utilizziamo i cookie per personalizzare contenuti ed annunci, per fornire funzionalità e per analizzare il nostro traffico. Navigando in SpeSalvi.it acconsenti al loro utilizzo e dichiari di aver letto e compreso la nostra Informativa sulla Privacy.
ACCONSENTO