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Inferno, Dan Brown, Mondadori 2013

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   Inferno, Dan Brown, Mondadori 2013

 Non esiste violazione della dignità di una donna o di un uomo che possa essere giustificata in nome di qualsiasi cosa o idea. Nemmeno una.

Jorge Mario Bergoglio

 

lQuanti di noi non hanno mai vissuto delle coincidenze, delle strane coincidenze, del tutto incomprensibili ma che lasciano una sola via aperta, quella di raccontarle. A me è accaduto nella primavera del 2014, ero nella mia cucina intenta ai lavori per il pranzo ed ascoltavo uno di quei tanti programmi dossier che la mattina alcune reti televisive un po’ più serie trasmettono. Una ragazza sopravvissuta per miracolo a mezza  pasticca di ecstasy  tagliata con veleno per topi – mentre l’altra metà è stata fatale per la sua amica – si era resa disponibile per una campagna nazionale di sensibilizzazione nelle scuole sul tema “l’altra faccia” degli stupefacenti. I suoi fatti risalivano a ben 11 anni prima. Aveva subito numerosi interventi chirurgici per tumori di vario genere che si erano formati nel suo corpo e per diversi trapianti di fegato. Un pensiero mi balenò nella mente; « è da troppo tempo che l’umanità non è più afflitta da guerre o pestilenze di portata planetaria, ecco dunque che il genere umano – o meglio che ne tira i fili nel buio – escogita altri metodi per controllarne l’aspetto demografico.» Fu così un attimo e poi il pensiero si dissolse. Nel pomeriggio mi recai in centro e passando davanti alla vetrina della mia libreria abituale vidi il libro di Dan Brown Inferno  e mi accinsi a prenderlo perché era l’unico romanzo dell’autore che mi mancava.

Alcune settimane dopo, terminato di leggere il libro, mi tornò un pensiero fulmineo, allo stesso modo di come s’illumina una lampadina dopo aver toccato l’interruttore, la ragazza sopravvissuta alla mezza pasticca di ecstasy.

Dan Brown è sempre stato un autore oggetto di critiche. Le prime – a riguardo del Codice Da Vinci – si sono persino svolte in un’aula di tribunale. Ma questo non significa che Brown, come tanti altri validi romanzieri, non sappia dosare con equilibrio elementi storici con realtà plausibili e il tutto miscelato con situazioni di fantasia. È sempre a discrezione del lettore vedere ciò che vuole in base alla sensibilità e alla cultura individuali. Un romanzo non può e non deve mai essere confuso con un saggio e ancor meno con un trattato scientifico. Eppure l’aspetto che più ha infastidito il gruppo dei suoi detrattori è stato proprio quello dell’occulto

controllo demografico del pianeta. E’ possibile ? È plausibile. Una volta superato

questo scoglio si può veramente osservare con un minimo di spirito indagativo tutto

il libro. Ci sono veramente poche incongruenze storiche. Nessuna delle maschere funebri di Dante sono veramente autentiche e quella di Palazzo Vecchio è del 1915.

Le descrizioni strutturali dell’architettura interna degli Uffizi presenta alcune libertà.

Si dice che il Museo della casa di Dante è chiuso di lunedì ma è aperto tutti i giorni.

Langdon descrive con dovizia molti particolari che nella Visione dell’Inferno di Botticelli sono quasi invisibili. Nel capitolo 15 si dice che i golosi sono fermi nei loro escrementi ma nella Divina Commedia sono sommersi nella fanghiglia.

L’inconfondibile profilo di Dante che ci guarda dalla copertina installa subito nel lettore il fascino del complesso, del thriller, del male e perché no, della sua salvifica necessità. Inferno si rivela essere un’altra opera eccellente, dove Brown non si limita a dissetare l’anima con emozioni, ma anche la mente, perché ogni pagina è ricca di notizie e curiosità su Firenze, Venezia ed Istanbul. L’intera avventura si svolge in meno di 2 giorni, in cui i vari indizi ci portano alla soluzione ed è per questo che possiamo parlare di un romanzo appassionante e trascinante.

Ci sono dei punti fermi: un personaggio femminile affascinante ed intelligente, che accompagnerà Robert e che sarà all’altezza della situazione, e una missione, che se non risolta, potrebbe portare alla rovina dell’umanità. Intrighi, azioni, un tema decisamente attuale – la sovrappopolazione – genialità e sicurezze che a un certo punto si sgretoleranno.

È un omaggio a Dante Alighieri: la Divina Commedia, motore dell’ intera vicenda, i simboli presenti nelle opere fiorentine, citazioni e la vita del poeta; ma anche un omaggio al capoluogo toscano tanto amato e venerato in tutto il mondo.

L’autore ci accompagna per le vie della città, mostrando a lettore tutte le bellezze e illustrandole in maniera così chiara e interessante da spronare chicchessia ad essere curioso e soprattutto più avido di cultura.

Il romanzo si apre con una misteriosa figura chiamata l’ombra che per fuggire a dei misteriosi inseguitori si getta dal campanile della Badia Fiorentina. Circa una settimana dopo il professore Robert Langdon si sveglia in un ospedale di Firenze con una grave amnesia che gli impedisce di ricordare che cosa sia accaduto nei giorni precedenti. Due sono i medici che si occupano di lui; il dottor Marconi e la dottoressa Sienna Brooks. Improvvisamente irrompe nella camera dell’ospedale un serial killer e Marconi rimane ucciso. La dottoressa riesce a mettere se stessa e il professore in salvo. Nell’appartamento di lei Langdon scopre che nella sua giacca è stata nascosta una capsula al titanio per materiale biologico. Il professore decide allora di rivolgersi al consolato USA chiedendo aiuto. Ma poi si rende conto vedendo arrivare ancora lo stesso sicario che le cose sono complesse e lui ha dimenticato tutti i dettagli importanti e soprattutto che lui è nel mirino del suo stesso governo. Comprende che la spiegazione e forse anche la salvezza sono nel contenuto della capsula. All’interno di questa si trova la mappa dell’inferno dantesco di Sandro Botticelli. Improvvisamente un gruppo di soldati irrompe nell’appartamento di Sienna e i due riesco ancora a salvarsi grazie ad una fuga rocambolesca.

In giro per Firenze lentamente trovano nuovi indizi per una più ricca comprensione e così finiscono per incontrare Marta Alvarez, la direttrice del museo, che sembra conoscere molto bene il professore mentre lui la ignora. E’ lei a spiegare ai nostri fuggiaschi elementi essenziali. Sono ancora inseguiti, ma non solo dal sicario bensì anche dal Governo USA e anche dalla security di Palazzo Vecchio. Nuovi indizi spostano velocemente i nostri protagonisti da  Firenze a Venezia sulla tomba del doge Enrico Dandolo. IL malore di uno di loro mette in campo il dubbio che ci sia un problema di peste nera. Dopo aver incontrato Elizabeth Sinskey, donna che abitava le visioni di Langdon quando era sotto anestetico a causa del trauma cranico, la vicenda si sposta ad Istanbul.

È qui nell’antica Costantinopoli che i nostri eroi scoprono che ciò che cercavano, non era in realtà un virus pestilenziale, purtroppo si tratta di un vettore virale in grado di cambiare il DNA della popolazione mondiale e renderne sterile un terzo.

Alla fine di un’avventura che raggiunge momenti di insostenibile tensione l’autore ci mostra senza mezzi termini come nel nostro mondo, nella nostra realtà contemporanea, la distanza tra il bene e il male è di una brevità inquietante.

Un romanzo che ha tutto in sé, tranne che le qualità intellettuali e quelle dell’anima che invece devono essere un patrimonio del lettore affinché possa goderne non solo a pieno ma con equilibrato buon senso.

La citazione introduttiva del nostro Santo Padre, l’esperienza della ragazza dell’ecstasy e il romanzo di Dan Brown insieme ci dicono che dinanzi a nulla dobbiamo chiudere gli occhi e che la lotta non è mai terminata. Ricordiamoci chi siamo e quali sono le nostre radici metafisiche.

E. Simonetti
Ha conseguito il Baccalaureato in S. Teologia presso l'Istituto Teologico Abruzzese-Molisano di Chieti affiliato alla Pontificia Università Lateranense - Roma.

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Inferno, Dan Brown, Mondadori 2013

  

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 Non esiste violazione della dignità di una donna o di un uomo che possa essere giustificata in nome di qualsiasi cosa o idea. Nemmeno una.

Jorge Mario Bergoglio

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Alcune settimane dopo, terminato di leggere il libro, mi tornò un pensiero fulmineo, allo stesso modo di come s’illumina una lampadina dopo aver toccato l’interruttore, la ragazza sopravvissuta alla mezza pasticca di ecstasy.

Dan Brown è sempre stato un autore oggetto di critiche. Le prime – a riguardo del Codice Da Vinci – si sono persino svolte in un’aula di tribunale. Ma questo non significa che Brown, come tanti altri validi romanzieri, non sappia dosare con equilibrio elementi storici con realtà plausibili e il tutto miscelato con situazioni di fantasia. È sempre a discrezione del lettore vedere ciò che vuole in base alla sensibilità e alla cultura individuali. Un romanzo non può e non deve mai essere confuso con un saggio e ancor meno con un trattato scientifico. Eppure l’aspetto che più ha infastidito il gruppo dei suoi detrattori è stato proprio quello dell’occulto

controllo demografico del pianeta. E’ possibile ? È plausibile. Una volta superato

questo scoglio si può veramente osservare con un minimo di spirito indagativo tutto

il libro. Ci sono veramente poche incongruenze storiche. Nessuna delle maschere funebri di Dante sono veramente autentiche e quella di Palazzo Vecchio è del 1915.

Le descrizioni strutturali dell’architettura interna degli Uffizi presenta alcune libertà.

Si dice che il Museo della casa di Dante è chiuso di lunedì ma è aperto tutti i giorni.

Langdon descrive con dovizia molti particolari che nella Visione dell’Inferno di Botticelli sono quasi invisibili. Nel capitolo 15 si dice che i golosi sono fermi nei loro escrementi ma nella Divina Commedia sono sommersi nella fanghiglia.

L’inconfondibile profilo di Dante che ci guarda dalla copertina installa subito nel lettore il fascino del complesso, del thriller, del male e perché no, della sua salvifica necessità. Inferno si rivela essere un’altra opera eccellente, dove Brown non si limita a dissetare l’anima con emozioni, ma anche la mente, perché ogni pagina è ricca di notizie e curiosità su Firenze, Venezia ed Istanbul. L’intera avventura si svolge in meno di 2 giorni, in cui i vari indizi ci portano alla soluzione ed è per questo che possiamo parlare di un romanzo appassionante e trascinante.

Ci sono dei punti fermi: un personaggio femminile affascinante ed intelligente, che accompagnerà Robert e che sarà all’altezza della situazione, e una missione, che se non risolta, potrebbe portare alla rovina dell’umanità. Intrighi, azioni, un tema decisamente attuale – la sovrappopolazione – genialità e sicurezze che a un certo punto si sgretoleranno.

È un omaggio a Dante Alighieri: la Divina Commedia, motore dell’ intera vicenda, i simboli presenti nelle opere fiorentine, citazioni e la vita del poeta; ma anche un omaggio al capoluogo toscano tanto amato e venerato in tutto il mondo.

L’autore ci accompagna per le vie della città, mostrando a lettore tutte le bellezze e illustrandole in maniera così chiara e interessante da spronare chicchessia ad essere curioso e soprattutto più avido di cultura.

Il romanzo si apre con una misteriosa figura chiamata l’ombra che per fuggire a dei misteriosi inseguitori si getta dal campanile della Badia Fiorentina. Circa una settimana dopo il professore Robert Langdon si sveglia in un ospedale di Firenze con una grave amnesia che gli impedisce di ricordare che cosa sia accaduto nei giorni precedenti. Due sono i medici che si occupano di lui; il dottor Marconi e la dottoressa Sienna Brooks. Improvvisamente irrompe nella camera dell’ospedale un serial killer e Marconi rimane ucciso. La dottoressa riesce a mettere se stessa e il professore in salvo. Nell’appartamento di lei Langdon scopre che nella sua giacca è stata nascosta una capsula al titanio per materiale biologico. Il professore decide allora di rivolgersi al consolato USA chiedendo aiuto. Ma poi si rende conto vedendo arrivare ancora lo stesso sicario che le cose sono complesse e lui ha dimenticato tutti i dettagli importanti e soprattutto che lui è nel mirino del suo stesso governo. Comprende che la spiegazione e forse anche la salvezza sono nel contenuto della capsula. All’interno di questa si trova la mappa dell’inferno dantesco di Sandro Botticelli. Improvvisamente un gruppo di soldati irrompe nell’appartamento di Sienna e i due riesco ancora a salvarsi grazie ad una fuga rocambolesca.

In giro per Firenze lentamente trovano nuovi indizi per una più ricca comprensione e così finiscono per incontrare Marta Alvarez, la direttrice del museo, che sembra conoscere molto bene il professore mentre lui la ignora. E’ lei a spiegare ai nostri fuggiaschi elementi essenziali. Sono ancora inseguiti, ma non solo dal sicario bensì anche dal Governo USA e anche dalla security di Palazzo Vecchio. Nuovi indizi spostano velocemente i nostri protagonisti da  Firenze a Venezia sulla tomba del doge Enrico Dandolo. IL malore di uno di loro mette in campo il dubbio che ci sia un problema di peste nera. Dopo aver incontrato Elizabeth Sinskey, donna che abitava le visioni di Langdon quando era sotto anestetico a causa del trauma cranico, la vicenda si sposta ad Istanbul.

È qui nell’antica Costantinopoli che i nostri eroi scoprono che ciò che cercavano, non era in realtà un virus pestilenziale, purtroppo si tratta di un vettore virale in grado di cambiare il DNA della popolazione mondiale e renderne sterile un terzo.

Alla fine di un’avventura che raggiunge momenti di insostenibile tensione l’autore ci mostra senza mezzi termini come nel nostro mondo, nella nostra realtà contemporanea, la distanza tra il bene e il male è di una brevità inquietante.

Un romanzo che ha tutto in sé, tranne che le qualità intellettuali e quelle dell’anima che invece devono essere un patrimonio del lettore affinché possa goderne non solo a pieno ma con equilibrato buon senso.

La citazione introduttiva del nostro Santo Padre, l’esperienza della ragazza dell’ecstasy e il romanzo di Dan Brown insieme ci dicono che dinanzi a nulla dobbiamo chiudere gli occhi e che la lotta non è mai terminata. Ricordiamoci chi siamo e quali sono le nostre radici metafisiche.

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E. Simonetti
Ha conseguito il Baccalaureato in S. Teologia presso l'Istituto Teologico Abruzzese-Molisano di Chieti affiliato alla Pontificia Università Lateranense - Roma.

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