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Incendio devasta Notre Dame. Il Papa prega, vicino alla Francia

Tutto il mondo è vicino ai francesi: al via le prime valutazioni tecniche e le indagini per disastro colposo

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Le fiamme sono domate e la situazione è sotto controllo: l’incendio che ha divorato il tetto e la guglia della cattedrale di Parigi, un luogo simbolo della cristianità, si è consumato fino a tarda sera di ieri. Il Papa è in preghiera unito alla Chiesa di Francia. Tutto il mondo è vicino ai francesi: al via le prime valutazioni tecniche e le indagini per disastro colposo
 

Gabriella Ceraso – Città del Vaticano

“Il Papa è vicino alla Francia, prega per i cattolici francesi e per la popolazione parigina sotto lo shock del terribile incendio che ha devastato la cattedrale #Notre-Dame. Assicura le sue preghiere per tutti coloro che cercano di far fronte a questa drammatica situazione”. Così in un tweet, questa mattina, il direttore della Sala Stampa vaticana Alessandro Gisotti, che, ai microfoni di Francesca Sabatinelli ribadisce lo sgomento e la tristezza della Santa Sede in questo momento drammatico per la cristianità e il mondo intero:

Già ieri sera, mentre le fiamme partite dal solaio intorno alle 18.50 laddove erano in corso lavori di ristrutturazione, avvolgevano tetto e guglia della Cattedrale, il portavoce vaticano aveva affermato: “La Santa Sede ha accolto con incredulità e tristezza la notizia del terribile incendio che ha devastato la Cattedrale di Notre Dame, simbolo della cristianità in Francia e nel mondo”. “Esprimiamo vicinanza ai cattolici francesi e alla popolazione di Parigi e assicuriamo le nostre preghiere per i pompieri e quanti stanno facendo il possibile per far fronte a questa drammatica situazione”. 

La Chiesa di Francia in preghiera

Da subito la Chiesa di Francia, al fianco delle autorità civili ha espresso tutto il suo dolore. “Ho avuto un grido di orrore”, scrive in una dichiarazione ripresa dal quotidiano cattolico “La Croix” mons. Éric de Moulins-Beaufort, presidente dei vescovi francesi. “Questo dramma ci ricorda che niente su questa terra è fatto per durare per sempre. Penso molto alla diocesi di Parigi. La Messa del crisma non potrà essere celebrata. E’ una parte della nostra carne ad essere stata sfregiata. Ma spero che questo creerà un nuovo slancio, un movimento universale”. Tutto il Paese è in preghiera da ieri sera. L’arcivescovo di Parigi, mons. Michel Aupetit, è apparso al fianco del presidente Macron sul luogo del disastro dopo che in un tweet aveva chiesto a tutti i sacerdoti della città di suonare le campane delle loro chiesa per invitare alla preghiera. “È un dramma”, ha detto, ripetendo le parole dei vescovi di tutta la Francia che in un comunicato, hanno assicurato vicinanza e prossimità nella preghiera in questo “inizio di settimana santa in cui la Chiesa rivive il mistero della morte e Resurrezione di Cristo nostra speranza”.

Opere d’arte in salvo e stuttura intatta

Stamattina una coltre di fumo avvolge ancora ciò che resta della Cattedrale: le fiamme sono state domate in gran parte solo nella tarda serata di ieri e la situazione, a detta dei pompieri, che in 500 hanno lavorato senza sosta, ora sembra sotto controllo. Gravi ancora le condizioni di uno di loro rimasto ferito durante la prima parte dei soccorsi. La grande guglia alta 45 metri e due terzi del tetto sono andati distrutti anche se la struttura, grazie anche agli interventi mirati, che hanno evitato l’uso dei canadair, è salva. Il vicario generale dell’arcidiocesi di Parigi Philippe Marsset sui social ha raccontato di essere entrato nella cattedrale, e di aver visto “tutto carbonizzato”. “L’esterno” ha scritto su twitter “è in piedi ma dentro è tutto nero. Ho visto solo che la croce d’oro c’è ancora”. Ci sono dubbi “su come resisterà la struttura” ha affermato Laurent Nuñez, segretario di Stato al ministero dell’Interno, ma la buona notizia è che le opere d’arte conservate nella cattedrale si sono salvate: in primo luogo la corona di spine di Cristo e la tunica di San Luigi. Salvate anche le 16 statue di rame, raffiguranti Gesù, i 12 apostoli e i simboli degli evangelisti, rimosse proprio per consentire i lavori di restauro: erano posizionate a ridosso della guglia crollata. Stamattima la riunione con vari tecnici ed esperti per valutare se è sicuro per i vigili del fuoco stare ancora all’interno di Notre-Dame.

Le reazioni del mondo 

La procura di Parigi ha intanto aperto un’indagine per incendio colposo, e la polizia si sta concentrando sull’ipotesi che il fuoco sia cominciato per via dei lavori di restauro che erano in corso intorno alla guglia. Tutto il mondo si è stretto intorno alla Francia e al suo simbolo bruciato sotto gli occhi attoniti dei parigini e non solo. Già partita la raccolta fondi nazionale e internazionale lanciata ieri sera da un presidente Macron visibilmente scosso nel constatare il lavoro dei pompieri e la furia delle fiamme. Stando alle parole del sindaco di Parigi Hidalgo  potrebbe essere organizzata a breve una conferenza di donari a carattere mondiale. In queste ore drammatiche, l’Italia intera si stringe con sincera amicizia e vivissima partecipazione al popolo francese”. Lo ha scritto il presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella, in un messaggio a Macron. Dagli Stati Uniti intervengono il presidente Trump e l’ex , Obama e anche l’Unesco fa sapere di essere “al fianco della Francia per salvare e ripristinare questo patrimonio inestimabile”, con le parole del direttore generale dell’organismo Onu, Audrey Azoulay. Notre Dame è diventata patrimonio dell’umanità dell’Unesco nel 1991. “Notre-Dame di Parigi è Notre-Dame di tutta l’Europa. Oggi siamo tutti con Parigi”. Così il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk in un tweet. 

La storia di un simbolo della cristianità

Si tratta del primo grave incendio che ha colpito la cattedrale, costruita a partire dal 1163 nella parte orientale dell’Île de la Cité, nel cuore della capitale francese, nella piazza omonima. Notre Dame rappresenta una delle costruzioni gotiche più celebri del mondo, e in base alla Legge francese sulla separazione tra Stato e Chiesa del 1905, è proprietà dello Stato francese, come tutte le altre cattedrali fatte costruire dal Regno di Francia, e il suo utilizzo è assegnato alla Chiesa cattolica. La storia racconta che durante la Comune di Parigi del 1871, nella cattedrale, da poco restaurata e riaperta al culto, vennero incendiate alcune panche e sedie, senza gravi danni. Il tempio è stato risparmiato durante le due guerre mondiali. Il tetto della cattedrale, crollato nell’incendio, era ancora quello originario, che aveva sostituito la copertura provvisoria dei tempi del vescovo Maurice de Sully, che promosse la costruzione del tempio. Il tetto venne terminato nel 1326 con l’installazione delle tegole, costituite da lastre di piombo con uno spessore di 5 millimetri; il suo peso totale è di 210mila chili. Il telaio di sostegno della copertura è in legno di quercia; è stimato che per realizzarlo siano state necessarie circa 1.300 querce, corrispondenti a 21 ettari di foresta.

Costruzione voluta dal vescovo Maurice de Sully, nel 1163

Il vescovo Maurice de Sully, fin dal suo insediamento nel 1160, promosse la costruzione di una nuova e più ampia cattedrale, risultando quella di Santo Stefano in rovina e la chiesa di Nostra Signora insufficiente per la popolazione in crescita: le due chiese vennero demolite e la prima pietra venne posata alla presenza di papa Alessandro III, che soggiornò a Parigi dal 24 marzo al 25 aprile 1163, sotto il regno di Luigi VII il Giovane. La struttura, a cinque navate con doppio deambulatoriointorno all’abside, venne portata a termine nel 1182; il 19 maggio dello stesso anno, Henri de Château-Marçay, legato pontificio di papa Lucio III, consacrò l’altare maggiore, e nel 1185, nel corso della prima celebrazione all’interno della cattedrale, il patriarca di Gerusalemme Eraclio di Cesarea convocò la Terza Crociata.

Al cantiere lavorarono molti parigini

La costruzione della cattedrale fu condotta in due fasi: entro il 1250 venne completato l’edificio, mentre fino alla metà del XIV secolo si ebbe una serie di interventi alla struttura sia interna, sia esterna, fino a raggiungere l’aspetto attuale. L’edificazione dell’edificio venne finanziata sia dalla Chiesa, sia dalla corona di Francia e lavorarono al cantiere molti cittadini prestando la loro opera come fabbri, muratori e carpentieri.

Originale: Vatican News
Redazionehttps://www.spesalvi.it
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Incendio devasta Notre Dame. Il Papa prega, vicino alla Francia

Tutto il mondo è vicino ai francesi: al via le prime valutazioni tecniche e le indagini per disastro colposo

  

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Gabriella Ceraso – Città del Vaticano

“Il Papa è vicino alla Francia, prega per i cattolici francesi e per la popolazione parigina sotto lo shock del terribile incendio che ha devastato la cattedrale #Notre-Dame. Assicura le sue preghiere per tutti coloro che cercano di far fronte a questa drammatica situazione”. Così in un tweet, questa mattina, il direttore della Sala Stampa vaticana Alessandro Gisotti, che, ai microfoni di Francesca Sabatinelli ribadisce lo sgomento e la tristezza della Santa Sede in questo momento drammatico per la cristianità e il mondo intero:

Già ieri sera, mentre le fiamme partite dal solaio intorno alle 18.50 laddove erano in corso lavori di ristrutturazione, avvolgevano tetto e guglia della Cattedrale, il portavoce vaticano aveva affermato: “La Santa Sede ha accolto con incredulità e tristezza la notizia del terribile incendio che ha devastato la Cattedrale di Notre Dame, simbolo della cristianità in Francia e nel mondo”. “Esprimiamo vicinanza ai cattolici francesi e alla popolazione di Parigi e assicuriamo le nostre preghiere per i pompieri e quanti stanno facendo il possibile per far fronte a questa drammatica situazione”. 

La Chiesa di Francia in preghiera

Da subito la Chiesa di Francia, al fianco delle autorità civili ha espresso tutto il suo dolore. “Ho avuto un grido di orrore”, scrive in una dichiarazione ripresa dal quotidiano cattolico “La Croix” mons. Éric de Moulins-Beaufort, presidente dei vescovi francesi. “Questo dramma ci ricorda che niente su questa terra è fatto per durare per sempre. Penso molto alla diocesi di Parigi. La Messa del crisma non potrà essere celebrata. E’ una parte della nostra carne ad essere stata sfregiata. Ma spero che questo creerà un nuovo slancio, un movimento universale”. Tutto il Paese è in preghiera da ieri sera. L’arcivescovo di Parigi, mons. Michel Aupetit, è apparso al fianco del presidente Macron sul luogo del disastro dopo che in un tweet aveva chiesto a tutti i sacerdoti della città di suonare le campane delle loro chiesa per invitare alla preghiera. “È un dramma”, ha detto, ripetendo le parole dei vescovi di tutta la Francia che in un comunicato, hanno assicurato vicinanza e prossimità nella preghiera in questo “inizio di settimana santa in cui la Chiesa rivive il mistero della morte e Resurrezione di Cristo nostra speranza”.

Opere d’arte in salvo e stuttura intatta

Stamattina una coltre di fumo avvolge ancora ciò che resta della Cattedrale: le fiamme sono state domate in gran parte solo nella tarda serata di ieri e la situazione, a detta dei pompieri, che in 500 hanno lavorato senza sosta, ora sembra sotto controllo. Gravi ancora le condizioni di uno di loro rimasto ferito durante la prima parte dei soccorsi. La grande guglia alta 45 metri e due terzi del tetto sono andati distrutti anche se la struttura, grazie anche agli interventi mirati, che hanno evitato l’uso dei canadair, è salva. Il vicario generale dell’arcidiocesi di Parigi Philippe Marsset sui social ha raccontato di essere entrato nella cattedrale, e di aver visto “tutto carbonizzato”. “L’esterno” ha scritto su twitter “è in piedi ma dentro è tutto nero. Ho visto solo che la croce d’oro c’è ancora”. Ci sono dubbi “su come resisterà la struttura” ha affermato Laurent Nuñez, segretario di Stato al ministero dell’Interno, ma la buona notizia è che le opere d’arte conservate nella cattedrale si sono salvate: in primo luogo la corona di spine di Cristo e la tunica di San Luigi. Salvate anche le 16 statue di rame, raffiguranti Gesù, i 12 apostoli e i simboli degli evangelisti, rimosse proprio per consentire i lavori di restauro: erano posizionate a ridosso della guglia crollata. Stamattima la riunione con vari tecnici ed esperti per valutare se è sicuro per i vigili del fuoco stare ancora all’interno di Notre-Dame.

Le reazioni del mondo 

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La procura di Parigi ha intanto aperto un’indagine per incendio colposo, e la polizia si sta concentrando sull’ipotesi che il fuoco sia cominciato per via dei lavori di restauro che erano in corso intorno alla guglia. Tutto il mondo si è stretto intorno alla Francia e al suo simbolo bruciato sotto gli occhi attoniti dei parigini e non solo. Già partita la raccolta fondi nazionale e internazionale lanciata ieri sera da un presidente Macron visibilmente scosso nel constatare il lavoro dei pompieri e la furia delle fiamme. Stando alle parole del sindaco di Parigi Hidalgo  potrebbe essere organizzata a breve una conferenza di donari a carattere mondiale. In queste ore drammatiche, l’Italia intera si stringe con sincera amicizia e vivissima partecipazione al popolo francese”. Lo ha scritto il presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella, in un messaggio a Macron. Dagli Stati Uniti intervengono il presidente Trump e l’ex , Obama e anche l’Unesco fa sapere di essere “al fianco della Francia per salvare e ripristinare questo patrimonio inestimabile”, con le parole del direttore generale dell’organismo Onu, Audrey Azoulay. Notre Dame è diventata patrimonio dell’umanità dell’Unesco nel 1991. “Notre-Dame di Parigi è Notre-Dame di tutta l’Europa. Oggi siamo tutti con Parigi”. Così il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk in un tweet. 

La storia di un simbolo della cristianità

Si tratta del primo grave incendio che ha colpito la cattedrale, costruita a partire dal 1163 nella parte orientale dell’Île de la Cité, nel cuore della capitale francese, nella piazza omonima. Notre Dame rappresenta una delle costruzioni gotiche più celebri del mondo, e in base alla Legge francese sulla separazione tra Stato e Chiesa del 1905, è proprietà dello Stato francese, come tutte le altre cattedrali fatte costruire dal Regno di Francia, e il suo utilizzo è assegnato alla Chiesa cattolica. La storia racconta che durante la Comune di Parigi del 1871, nella cattedrale, da poco restaurata e riaperta al culto, vennero incendiate alcune panche e sedie, senza gravi danni. Il tempio è stato risparmiato durante le due guerre mondiali. Il tetto della cattedrale, crollato nell’incendio, era ancora quello originario, che aveva sostituito la copertura provvisoria dei tempi del vescovo Maurice de Sully, che promosse la costruzione del tempio. Il tetto venne terminato nel 1326 con l’installazione delle tegole, costituite da lastre di piombo con uno spessore di 5 millimetri; il suo peso totale è di 210mila chili. Il telaio di sostegno della copertura è in legno di quercia; è stimato che per realizzarlo siano state necessarie circa 1.300 querce, corrispondenti a 21 ettari di foresta.

Costruzione voluta dal vescovo Maurice de Sully, nel 1163

Il vescovo Maurice de Sully, fin dal suo insediamento nel 1160, promosse la costruzione di una nuova e più ampia cattedrale, risultando quella di Santo Stefano in rovina e la chiesa di Nostra Signora insufficiente per la popolazione in crescita: le due chiese vennero demolite e la prima pietra venne posata alla presenza di papa Alessandro III, che soggiornò a Parigi dal 24 marzo al 25 aprile 1163, sotto il regno di Luigi VII il Giovane. La struttura, a cinque navate con doppio deambulatoriointorno all’abside, venne portata a termine nel 1182; il 19 maggio dello stesso anno, Henri de Château-Marçay, legato pontificio di papa Lucio III, consacrò l’altare maggiore, e nel 1185, nel corso della prima celebrazione all’interno della cattedrale, il patriarca di Gerusalemme Eraclio di Cesarea convocò la Terza Crociata.

Al cantiere lavorarono molti parigini

La costruzione della cattedrale fu condotta in due fasi: entro il 1250 venne completato l’edificio, mentre fino alla metà del XIV secolo si ebbe una serie di interventi alla struttura sia interna, sia esterna, fino a raggiungere l’aspetto attuale. L’edificazione dell’edificio venne finanziata sia dalla Chiesa, sia dalla corona di Francia e lavorarono al cantiere molti cittadini prestando la loro opera come fabbri, muratori e carpentieri.

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